Laurus nobilis

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Alloro
Laurus nobilis.jpg
Laurus nobilis
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Magnoliidae
Ordine Laurales
Famiglia Lauraceae
Genere Laurus
Specie L. nobilis
Nomenclatura binomiale
Laurus nobilis
L., 1753
Sinonimi

Laurus undulata
Mill., 1768
Laurus vulgaris
Duhamel, 1755

L'alloro (Laurus nobilis L., 1753) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia Lauraceae, diffusa nelle zone di clima mediterraneo.[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Laurus nobilis

Si presenta, poiché spesso sottoposto a potatura, in forma arbustiva di varie dimensioni ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 m. È una pianta sempreverde, perenne.

Il fusto è eretto, la corteccia verde nerastra.
Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella parte superiore e opache in quella inferiore e molto profumate.
L'alloro è una pianta dioica che porta cioè fiori maschili e fiori femminili su piante separate. L'unisessualità è dovuta a fenomeni evolutivi di aborto a partire da fiori inizialmente completi. Nei fiori femminili infatti sono presenti 2-4 staminoidi (cioè residui di stami) non funzionali, analogo fenomeno accade per i maschili, che presentano parti femminili atrofiche (non funzionali ed atrofizzate). I fiori, di colore giallo chiaro, riuniti a formare una infiorescenza ad ombrella, compaiono a primavera.
I frutti sono drupe nere e lucide (quando mature) con un solo seme. La impollinazione è prodotta dal vento.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Un albero di alloro fiorìto
Alloro
Alloro
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Sicilia
Zona di produzione Sicilia
Dettagli
Categoria ortofrutticolo
Riconoscimento P.A.T.
Settore Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
 

Diffuso lungo le zone costiere settentrionali del Mar Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia e nell'Asia Minore. In Italia cresce spontaneamente nelle zone centro-meridionali e lungo le coste, mentre nelle regioni settentrionali è coltivato. La diffusione e l'uso ampio che se ne fa nella cucina siciliana hanno portato l'alloro ad essere inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) come prodotto tipico siciliano.[2]

L'ampia diffusione spontanea in condizioni naturali ha fatto individuare uno specifico tipo di macchia: la macchia ad alloro o Lauretum. Si tratta della forma spontanea di associazione vegetale che si stabilisce nelle zone meno aride e più fresche dell'area occupata in generale dalla macchia.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

L'alloro è una pianta rustica, cresce bene in tutti i terreni e può essere coltivato in qualsiasi tipo di orto.

La diffusione avviene molto facilmente per seme (i semi sono diffusi dagli uccelli che predano i frutti), la moltiplicazione avviene molto facilmente in natura per polloni, fatto che produce agevolmente dei piccoli boschi prodotti da un solo individuo, oppure artificialmente per talea.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Una siepe di alloro in controluce
Giovane ramoscello di alloro con gemme
Una pianta di alloro coltivata in vaso

Si utilizzano le foglie e se ne possono fare vari usi: in cucina, per aromatizzare carni e pesci, come rimedio casalingo per allontanare le tarme dagli armadi (ottimo e più profumato sostituto della canfora), per preparare decotti rinfrescanti e dalle qualità digestive o pediluvi, o trattato con alcool per ricavarne un profumato e aromatico liquore dalle proprietà digestive, stimolanti, antisettiche ed è utile contro tosse e bronchite.[3] Veniva inoltre utilizzato per preservare libri e pergamene e per preparare le classiche coroncine d'alloro.

Tradizione[modifica | modifica sorgente]

Nella mitologia greco-romana l'alloro era una pianta sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria: una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei Giochi pitici o Delfici[4] e costituiva il massimo onore per un poeta che diveniva un poeta laureato. Da qui l'accezione figurativa di simbolo della vittoria, della fama, del trionfo e dell'onore[senza fonte]. Inoltre questa pianta era sacra ad Apollo poiché Dafne, la ninfa di cui il dio si invaghì, chiese che fosse eliminata la causa dell'invaghimento di Apollo nei suoi confronti, e dunque le fu tolto l'aspetto umano venendo trasformata in Alloro. Apollo a quel punto mise la pianta di Alloro nel suo giardino e giurò di portarne sul suo capo in forma di corone per sempre, e disse che allo stesso modo facessero i Romani durante le sfilate in Campidoglio[5]. Sarebbe stato proprio Apollo, infatti, a rendere questo albero sempreverde.

Moda[modifica | modifica sorgente]

Fred Perry adottò come simbolo dei suoi capi di abbigliamento due rami di alloro incrociati.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Laurus nobilis in The Plant List. URL consultato il 23 marzo 2014.
  2. ^ Vedi elenco prodotti agroalimentari tradizionali sul sito del Mipaaf
  3. ^ "Spezie", di Chiara Verlato, pubbl. su "Sapere & Salute", anno 10, dic.2005, num.56, pag.X-XI
  4. ^ Mario Pescante, Gianfranco Colasante, Olimpiadi antiche in Ferretti, C.; Frasca, A. (a cura di), Enciclopedia dello Sport, Garzanti, 2008, ISBN 978-88-11-50522-8. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  5. ^ Ovidio, Le Metamorfosi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • T.G. Tutin, V.H. Heywood et alii, Flora Europea, Cambridge University Press, 1976, ISBN 0-521-08489-X.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]