Corona trionfale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Corona di alloro)
L'imperatore Teodosio I offre una corona d'alloro al vincitore di una gara circense (obelisco di Teodosio nell'Ippodromo di Costantinopoli).

La corona trionfale (latino: corona triumphalis), detta anche corona d'alloro (latino: laurea insignis) era una corona utilizzata come onorificenza della Repubblica e dell'Impero attribuita ad un generale trionfante[1].

Caratteristiche della corona trionfale[modifica | modifica wikitesto]

Traiano: aureo[2]
Traianus Aureus 90010149.jpg
IMP Traiano OPTIMO AVG GER DAC P M TR P, testa laureata a destra, busto drappeggiato con corazza; Profectio AUGUSTI, Traiano in abiti militari a cavallo, marcia verso destra, con davanti a lui un soldato, e tre dietro di lui che chiudono la "colonna" militare.
7,35 g, coniato alla fine del 113, inizi del 114.

La corona era composta da un serto d'alloro, simbolo di gloria, posto sul capo del generale trionfante dall'esercito al momento dell'acclamazione a imperator. Al generale veniva poi donata anche un'analoga corona d'oro, sempre in foggia di corona d'alloro, da utilizzare nel corso del trionfo, sorretta sul suo capo da uno schiavo pubblico durante la sfilata. Il medesimo schiavo aveva allo stesso tempo il compito di recitare la frase rituale memento mori, cioè "ricordati che devi morire", per ricordare al generale che la gloria del trionfo era solo un passaggio momentaneo.

A queste due corone se ne aggiungeva spesso una terza, ancora d'oro, inviata dalle provincie al momento in cui il trionfo fosse decretato dal Senato. Nei tempi più antichi tale corona veniva offerta gratuitamente dalle provincie, ma in epoche successive tale atto d'omaggio venne esplicitamente richiesto con il nome di Aurum coronarium, spettante esclusivamente a coloro per i quali fosse stato decretato il trionfo. Tale usanza riprendeva una tradizione ellenistica già risalente all'epoca delle conquiste di Alessandro Magno.

In latino la corona di alloro era detta laurus o laurĕa, che indicava anche la pianta di lauro e, per estensione, la vittoria. Dalla parola laurĕa deriva il significato moderno di “laurea” (titolo di studio), e il “laureato” (in latino laurĕātus) è appunto colui che porta la corona di alloro, come i dotti e i poeti.

Utilizzata anche come premio nelle gare sportive (ma non nei giochi olimpici dell'antica Grecia, in cui si usava l'ulivo), la corona d'alloro divenne in età imperiale attributo proprio degli imperatori. La corona trionfale era anche un tipico attributo della dea Vittoria, spesso rappresentata nell'atto di reggere o porgere un serto d'alloro.

Araldica e uso medievale[modifica | modifica wikitesto]

Statua dell'Italia turrita reggente una corona d'alloro a Reggio Calabria. La statua porta sul capo una corona muraria.

Nel Medioevo la corona d'alloro venne utilizzata anche come simbolo di trionfo nella poesia e utilizzato per incoronare i grandi poeti (comune è la raffigurazione di Dante Alighieri con il capo cinto d'alloro): si parla allora di alloro poetico.

Il serto d'alloro è stato utilizzato anche in araldica e in particolar modo nell'araldica civica italiana, dove esso compare in forma di mezzo serto o ramo d'alloro negli stemmi delle provincie.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • William Smith, "Corona", A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, 1875.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roman Crowns and Wreaths
  2. ^ Roman Imperial Coinage, Traianus, II, 297; BMC 512 var. Calicó 986a. Cohen 40 var. Hill 690.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Esercito romano Portale Esercito romano: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Esercito romano