Scuola primaria in Italia

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Scuola primaria a Cesena.
Scuola primaria a Castello Roganzuolo.

La scuola primaria (comunemente denominata scuola elementare) rappresenta in Italia il primo livello della catena dell'istruzione obbligatoria: la sua durata è di cinque anni, inizia all'età di sei anni, segue la scuola dell'infanzia e precede la scuola secondaria di primo grado (comunemente denominata scuola media). Da vari anni sono stati introdotti gli istituti comprensivi, che accorpano una o più scuole primarie solitamente con una scuola secondaria di primo grado. Tali enti educativi, dotati di una sempre maggiore autonomia, sono diretti da un dirigente scolastico, che ha preso il posto delle precedenti figure del direttore didattico e del preside di scuola media.

Ordinamento[modifica | modifica sorgente]

Previgente[modifica | modifica sorgente]

La scuola primaria, prima della riforma Moratti (legge n. 53/2003) si chiamava ufficialmente "scuola elementare" ed era strutturata in due cicli didattici distinti ma unitari:

  • il 1º ciclo che comprendeva la 1ª e la 2ª classe elementare;
  • il 2º ciclo costituito dal triennio terminale dell'istruzione elementare.

A conclusione della 5ª classe vi era un tempo un esame finale di licenza che permetteva l'accesso alla scuola media inferiore. Tale esame è stato abolito a seguito di norme approvate dall'allora ministro dell'istruzione Letizia Moratti.

La scuola elementare, fino al 1990 era organizzata secondo il principio del maestro unico (cioè un maestro per ciascuna classe). Dal 1990, con l'approvazione della legge 148 del 5 giugno 1990 e dopo anni di sperimentazione, scomparve questa figura e si passò al gruppo di docenti (il cosiddetto modulo didattico). Fino al Governo Berlusconi III era previsto, al termine del quinquennio, l'esame di licenza elementare che dava accesso alla scuola media inferiore (l'attuale scuola secondaria di primo grado).

Nella scuola elementare, dal 1990 in poi ,gli insegnanti erano tre ogni due classi (oppure quattro maestri ogni tre classi), ciascuno titolare di un ambito disciplinare (linguistico-espressivo, matematico-scientifico, antropologico).

Con il decreto legislativo n. 59 del 2004 applicativo della legge Moratti, nacque una nuova figura: il docente tutor: una figura di orientamento, di consulenza, di tutorato per ciascuno studente, al fine di giungere ad un grado crescente di personalizzazione dei processi di insegnamento e di apprendimento.

Con la riforma Gelmini è previsto il ritorno del maestro unico o meglio prevalente, per quanti lo richiedano, a partire dalle classi prime dell'anno scolastico 2009/2010.

Con la riforma Moratti i programmi ministeriali hanno subito un cambiamento drastico per quanto riguarda lo studio delle materie Storia, geografia, scienze.

nº classe Storia Geografia Scienze
Avviamento disciplina Avviamento disciplina Avviamento disciplina
Concezione del tempo in generale e del proprio Conoscenza paesaggi e concezione orientamento Conoscenza degli elementi/fenomeni naturali e degli animali
Studio dalla Preistoria alla scoperta della scrittura Conoscenza approfondita dei paesaggi Studio approfondito di animali, piante; fenomeni naturali
Studio delle civiltà antiche Studio dei paesaggi,comprensione della suddivisione dello Stato Italiano Studio della natura e della struttura corporea degli animali
Studio della civiltà Romana Studio delle regioni italiane Studio del corpo umano

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Oggi la scuola primaria, con quella secondaria di primo grado, si compone cinque periodi didattici:

  • un monoennio iniziale, che comprende la 1ª classe della scuola primaria
  • il 1º biennio che comprende la 2ª e 3ª classe della scuola primaria
  • il 2º biennio che comprende la 4ª e 5ª classe della scuola primaria
  • il 3º biennio che comprende la 1ª e 2ª classe della scuola secondaria di primo grado
  • il periodo didattico finale che comprende la 3ª classe della scuola secondaria di primo grado

Al termine dell'ultimo periodo didattico è previsto un esame di stato, al quale gli alunni sono ammessi con lo scrutinio finale e che consiste di quattro prove scritte ed un colloquio orale. Tre delle quattro prove scritte sono preparate dalle singole scuole e sono la prova di Italiano, di Lingua straniera e di Matematica. La cosiddetta quarta prova, di provenienza ministeriale, è unica su tutto il territorio nazionale, è strutturata in quiz e testa la preparazione in italiano e in matematica.

Modelli[modifica | modifica sorgente]

Tempo pieno[modifica | modifica sorgente]

La scuola a tempo pieno consiste in un particolare modello organizzativo delle attività didattiche presente nella scuola primaria italiana. Essa si articola su 40 ore settimanali con lezioni, dal lunedì al venerdì, sia al mattino che al pomeriggio. La scuola a tempo pieno, inoltre, è alla base degli analoghi modelli della scuola dell'infanzia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La scuola a tempo pieno inizia ad affermarsi a Bologna negli anni 1968/69.[senza fonte] Essa nasce come risposta sia alla necessità di miglioramento del sistema scolastico e dell'apprendimento degli alunni, sia alle nuove esigenze lavorative dei genitori. Inizialmente ciò consiste in incontri pomeridiani, organizzati da alcuni insegnanti, dove i bambini si ritrovano per discutere, dipingere, stampare giornalini o dedicarsi a quelle attività non concluse o non sufficientemente approfondite al mattino. Nel 1969/70 vengono coinvolti nelle attività pomeridiane gli insegnanti dei doposcuola comunali.[senza fonte] La novità consiste nel fatto che durante l'apertura pomeridiana la scuola organizza gli incontri mantenendo la divisione degli alunni nelle classi, permettendo così un maggiore legame con le attività svolte dai bambini durante il normale orario di scuola. Dal 1970/71 alcune sezioni iniziano a lavorare a tempo pieno.[senza fonte] Dal 1971/72 con la Legge 820 in alcune classi lavorano due insegnanti statali.[senza fonte] In pochi anni il modello si diffonde e, già dal 1977/78, esistono a Torino intere scuole organizzate a tempo pieno.[senza fonte] Nel 2008 la scuola a tempo pieno perde il suo ruolo predominante nel panorama scolastico italiano a causa della Legge 169/2008, la quale stabilisce che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscano classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali, soluzione inconciliabile con il sistema delle scuole a tempo pieno.[1]

Funzione[modifica | modifica sorgente]

I punti forza del modello vanno individuati:[senza fonte]

  • nella giustificazione pedagogico-didattica e culturale, mai esclusivamente assistenziale, del tempo pieno;
  • nell'accettazione reale di tutti i bambini, nessuno escluso;
  • nella concezione unitaria della giornata scolastica, la cui articolazione è studiata tenendo conto di tutte le esigenze fondamentali dei bambini dai 6 agli 11 anni (compresi il gioco, il divertimento, il cibo);
  • nella ricerca continua di un adeguamento dell'istituzione scolastica alle diverse modalità di relazione e di apprendimento dei bambini;
  • nel doppio organico degli insegnanti che rende possibile una vera contitolarità e ostacola di conseguenza qualunque gerarchizzazione tra discipline;
  • nella programmazione a livello di circolo, interclasse e classe e nella corrispondente attività di verifica (tra insegnanti, bambini e genitori)
  • nell'incremento dei livelli di professionalità degli insegnanti, anche attraverso attività di aggiornamento permanente;
  • nel rapporto costante di comunicazione e confronto costruttivo con le famiglie;
  • nell'apertura al territorio, non casuale, ma organicamente programmata.

Attività didattica[modifica | modifica sorgente]

In ogni classe lavorano due insegnanti contitolari che si alternano al mattino e al pomeriggio con orari stabiliti in interclasse sulla base delle esigenze derivate dall'organizzazione dell'attività di classe e di interclasse. Gli insegnanti avevano due ore di compresenza ciascuno, nelle quali erano quindi presenti contemporaneamente in classe, ora abolite dalla Legge 169/2008.

L'attività didattica prevede:[senza fonte]

  • momenti di lavoro in classe (gli insegnanti operano per aree disciplinari, con una suddivisione di compiti che tiene conto, in genere, di attitudini e competenze specifiche);
  • momenti di lavoro in piccoli gruppi, di classe o di interclasse, per attività di lavoro in laboratorio (scienze, informatica, matematica, storia, musica, pittura...), il lavoro può essere di approfondimento, di recupero, di ricerca;
  • momenti di lavoro con singoli bambini per il recupero di abilità specifiche. Gli insegnanti programmano, operano, verificano collegialmente in momenti specifici:
  • con il contitolare ed eventualmente con l'insegnante di sostegno (incontri tra contitolari);
  • con i colleghi di interclasse (incontri di interclasse);
  • con tutti i colleghi della scuola (Collegio Docenti).

L'orario degli insegnanti è di 22 ore di docenza e 2 ore per le attività di programmazione di classe e di interclasse.

Primina[modifica | modifica sorgente]

Con il termine primina si indica comunemente l'anno di preparazione scolastica frequentato, privatamente, da scolari italiani di età inferiore ai cinque anni e mezzo al termine del quale, attraverso un esame di idoneità, è possibile l'iscrizione diretta alla seconda classe della scuola elementare.[2] Tale pratica permette, dunque, ai bambini nati nei primi mesi dell'anno di non frequentare il primo anno di scuola elementare. Secondo le disposizioni del MIUR, tale opzione è riservata ai bambini nati entro il 30 aprile. [2] [3]

Il Ministero, in alternativa alla primina, dà la possibilità dell'anticipo di iscrizione alla scuola elementare.[4] Anche tale opzione è riservata agli alunni che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. L'ammissione anticipata è subordinata alla disponibilità dei posti dell'istituto scolastico scelto e avviene attraverso apposita domanda.[2]

Esame finale[modifica | modifica sorgente]

L'esame di licenza elementare era un esame interdisciplinare esistente fino all'anno scolastico 2003-2004, il quale permetteva il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado.

Esso consisteva in due prove scritte (linguistico-espressiva e logico-matematica) e una prova orale.

Fino al 2005 era obbligatorio nelle scuole statali e parificate italiane. Eliminato del tutto con la riforma Moratti, oggi è rimasto solo nelle scuole private legalmente autorizzate, ormai rare sul territorio nazionale.

Quadro orario[modifica | modifica sorgente]

Discipline
Italiano
Inglese
Storia
Geografia
Matematica
Scienze
Tecnologia e informatica
Musica
Arte e immagine
Scienze motorie e sportive
Religione cattolica

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L. 169/2008.
  2. ^ a b c MIUR - Ministero della pubblica istruzione, università e ricerca, Anticipi di ammissione alla scuola.
  3. ^ Nel 2007 il governo valutò la possibilità di escludere tale possibilità. cfr. Francesca Angeli, Scuola: il governo cancella la primina, su Il Giornale del 13 settembre 2006.
  4. ^ Ai sensi del decreto legislativo n. 59 del 2004.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]