Casarano

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Casarano
comune
Casarano – Stemma Casarano – Bandiera
Veduta aerea di Casarano dall'altura della Campana
Veduta aerea di Casarano dall'altura della Campana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Giovanni Stefano (Il Popolo della Libertà) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 40°01′00″N 18°10′00″E / 40.016667°N 18.166667°E40.016667; 18.166667 (Casarano)Coordinate: 40°01′00″N 18°10′00″E / 40.016667°N 18.166667°E40.016667; 18.166667 (Casarano)
Altitudine 107 m s.l.m.
Superficie 38,08 km²
Abitanti 20 660[1] (31-03-2012)
Densità 542,54 ab./km²
Frazioni Spagnulo, Manfio, Parati, Formica-Memmi
Comuni confinanti Collepasso, Matino, Melissano, Ruffano, Supersano, Ugento
Altre informazioni
Cod. postale 73042
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075016
Cod. catastale B936
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti casaranesi
Patrono san Giovanni Elemosiniere
Giorno festivo Lunedì dopo la 3ª domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casarano
Posizione del comune di Casarano all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Casarano all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Casarano è un comune italiano di 20.660 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento meridionale, dista 46 km dal capoluogo provinciale e 10 km dalla costa ionica. È il quinto centro più popoloso della provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Casarano sorge nel Salento meridionale, a metà strada tra Lecce e la punta estrema della Puglia, Santa Maria di Leuca, a circa dieci chilometri dal mare Jonio.

Il territorio del Comune, che si estende per 38,08 km², risulta compreso tra i 52 e i 177 m s.l.m.. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 125 metri. L'agro casaranese è coltivato principalmente ad uliveto secolare ma insistono anche piantagioni di vitigni, agrumi, mandorli e colture di ortofrutta.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Casarano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[2].

Casarano Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Le origini della città di Casarano sono incerte. Leggenda e storia fanno risalire la sua nascita al periodo romano quando, attorno al I secolo a.C., queste terre furono assegnate al centurione romano Caesar per meriti militari, conseguiti durante le guerre civili. Le origini romane sono tuttavia confermate dal rinvenimento di due epigrafi scoperte durante i lavori di restauro della Chiesa di Santa Maria della Croce in Casaranello e dal tracciato della Via Traiana che da Brindisi giungeva sino a Vereto e che lambisce il territorio della città.

Epoca bizantina e invasioni barbariche[modifica | modifica sorgente]

Tra il V e l'XI secolo, durante la dominazione dei Bizantini, Casarano divenne, come del resto tutto il Salento, terra di incontro tra cultura orientale e cultura occidentale. Sino al XVI secolo continuarono a coesistere i riti greci e latini.

Nell'842, l'invasione dei Saraceni causò il declino dell'originale nucleo abitativo e determinò la nascita di un nuovo centro abitativo, che venne denominato Caesaranum magnum (attuale Casarano), in contrapposizione al nucleo originario di Caesaranum parvum (Casaranello). Si susseguirono inoltre le invasioni dei Goti, dei Visigoti e di altre popolazioni barbare.

Dai Normanni ai Veneziani[modifica | modifica sorgente]

Con l'avvento dei Normanni, il feudo di Casarano fu assoggettato, da Tancredi d'Altavilla nel 1189, a Ottavia Fuggetta. Con gli Svevi, appartenne a Goffredo di Cosenza, che sconfitto a Benevento nel 1266 ad opera di Carlo I d'Angiò, lo dovette cedere a Pietro di Bertinaccio. Il feudo di Caesaranum Magnum passò dunque nelle mani di diverse casate nobiliari tra i quali i Tomacelli. Alla famiglia Tomacelli appartenne papa Bonifacio IX, pontefice dal 1389 al 1404. Nel 1484, durante il periodo aragonese i veneziani, che avevano espugnato la città di Gallipoli, si insediarono a Casarano e in altri centri vicini.

Dal Cinquecento ai nostri giorni[modifica | modifica sorgente]

Dopo il breve periodo dei veneziani, il feudo passò nelle mani dei Filomarino, dei Conca e dei D'Aquino. Nel 1639 era feudatario Matteo D'Aquino che restaurò e ingrandì la chiesa della Madonna della Campana. Il XVIII secolo fu un periodo di rinascita sociale con la creazione di enti assistenziali e la costruzione di varie chiese. Nel 1717, con il duca Giacinto D'Aquino, venne eretto l'austero castello, oggi di proprietà dei De Lorenzi. Nel Novecento si assiste al passaggio dall'economia prevalentemente agricola a quella artigianale ed industriale.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Molto probabilmente le origini di Casarano sono romane. Il nome pare derivi infatti da Caesaranum che indica un vasto territorio appartenente a un centurione romano, un tale Cesare, che ebbe in premio il terreno quale ricompensa per un successo ottenuto in battaglia. Tuttavia non c'è nessuna testimonianza archeologica che confermi quanto appena detto.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Casarano-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Color porpora, al pino d'Italia, di verde, frustrato al naturale, nodrito nella campagna diminuita, d'oro , accollato dal serpente di verde, di tre spire, con la testa rivoltata, posta a sinistra del tronco, con la coda caricante la campagna diminuita. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di porpora, il motto, in lettere maiuscole di nero ESTOTE PRUDENTES SICUT SERPENTES. Ornamenti esteriori di Città. »
(D.P.R. 4 febbraio 1993)

Blasonatura del Gonfalone:

« Drappo giallo con la bardatura diminuita, di porpora, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma comunale e con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Città, Le parti di metallo ed i cordoni sono dorati. L'asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della Città e sul gambo è inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. »

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 4 novembre 1960.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Santa Maria della Croce[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Santa Maria della Croce

La chiesetta paleocristiana di Santa Maria della Croce è fra i più antichi luoghi di culto cristiano al mondo[senza fonte], con mosaici del V secolo nella zona presbiterale e affreschi d'epoca bizantina.

Il primo nucleo costruttivo, a croce latina, risale al 450 d.C. Nel corso dei secoli l'edificio subì diverse modifiche ed aggiustamenti. Al XIII secolo risalgono gli affreschi della volta e della navata centrale; nel XIV secolo furono aggiunte le navate laterali più basse.

Presenta un semplice prospetto a capanna con un modesto rosone centrale sormontato e scolpito da un ampio arco di scarico, e, in basso, un semplice portale rettangolare sul quale si apre una lunetta. L'interno custodisce pregevoli dipinti e mosaici. Alla prima fase di vita della chiesa risale lo splendido mosaico a tessere policrome situato nella volta dell'edificio con un motivo a coda di pavone. Inoltre vi è la raffigurazione del Paradiso celeste e del Paradiso terrestre. Del mosaico pavimentale rimane solo un piccolo lembo posizionato su un muro perimetrale.

Tra i numerosi affreschi (secc. XI-XIV) si menzionano quelli raffiguranti la Vergine con Bambino, Santa Barbara, figure olosome di santi greci, la Deesis con il Cristo Pantocratore e scene della Passione e morte di Cristo. Nella volta a botte della navata centrale sono presenti affreschi gotici del XIII secolo raffiguranti scene della vita di Santa Caterina d'Alessandria e di Santa Margherita d'Antiochia.

Cripta del Crocifisso e ruderi del Convento
Chiesa Madre
Chiesa di San Domenico
Chiesa dell'Immacolata

Cripta del Crocifisso[modifica | modifica sorgente]

Situata in aperta campagna, nel territorio del comune di Ruffano, la cripta basiliana del Crocifisso o di Santa Costantina è un ambiente ipogeo naturale trasformato in luogo di culto dai bizantini nell'XI secolo. Nonostante ricada in territorio ruffanese e sotto la giurisdizione ecclesiale della Chiesa Madre di Ruffano, la cripta è stata da sempre ritenuta parte integrante della città di Casarano.

La zona circostante la cripta, nelle cui vicinanze sono ancora presenti i ruderi dell'antico convento appartenuto dapprima ai monaci basiliani e successivamente agli Olivetani, rappresenta un importante sito preistorico, storico e naturalistico. Graffiti di epoca paleolitica e fossili risalenti a comunità del periodo Neolitico convivono con le affrescate pareti della grotta. Degli affreschi bizantini si ricordano quello del Cristo crocifisso con San Giovanni Apostolo e Maria Addolorata e quello raffigurante Santa Costantina. Da ammirare anche le numerose masserie e ripari trulliformi presenti su tutto il territorio di Casarano soprattutto in Contrada Palla situata a 160 metri s.l.m..raggiungibile dalla strada prov.per Supersano.

Chiesa Madre[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa Matrice, edificata nel tipico barocco leccese nei primi anni del XVIII secolo, è dedicata a Maria SS. Annunziata. Sorge sulle fondamenta di un preesistente edificio, risalente al Cinquecento e di cui rimangono i caratteristici archetti.FF

L'elegante facciata è caratterizzata da una balaustra e dalla presenza di tre nicchie; la prima, centrale e sovrastante il portale, ospita la statua di San Giovanni l'Elemosiniere; le altre, poste ai lati, conservano le statue di San Pietro e di San Paolo.

All'interno, a croce latina, si possono ammirare numerosi dipinti tra cui alcuni del leccese Oronzo Tiso e del Coppola. L'altare maggiore è in marmi policromi così come la balaustra. Dietro l'altare maggiore si colloca il coro ligneo del 1700; della stessa epoca è la balaustra della cantoria e l'organo a canne. Nella parete di controfacciata, vi è collocato un dipinto di 50 m2 che raffigura l'episodio biblico della fornace di Babilonia, realizzato nel 1763 dal Tiso. Nove sono gli altari laterali finemente lavorati e scolpiti nella tenera pietra leccese. Alcuni di essi, così come il portale d'ingresso, provengono dalla Chiesa di San Francesco della Scarpa di Lecce e furono trasportati nel 1874 allo scopo di arricchire la decorazione dell'edificio. Nel 1911 venne poi realizzato il Timpano dell'ingresso

della Chiesa da uno degli ebanisti più apprezzati del luogo ( medaglia d'oro all'esposizione internazionale di Genova del 1913) Plantera Pasquale di Casarano.

Chiesa di San Domenico[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Domenico è una struttura barocca edificata nel XVII secolo. Sorge sui resti di una chiesa precedente, forse del Quattrocento e assunse l'aspetto attuale solo nel 1738 in seguito all'ampliamento absidale. La dedicazione dell'edificio non è stata sempre la stessa. Dapprima dedicata a Santa Maria delle Grazie, fu in seguito intitolata a San Tommaso d'Aquino ed infine a San Domenico. Addirittura la prima chiesa quattrocentesca era dedicata a Santo Stefano.

La chiesa presenta una pianta a croce latina con tre navate, una centrale e due lateri. Lungo le navate insistono alcuni altari di modeste dimensioni e pregio artistico. Nel transetto sono posizionati i due altari più importanti, entrambi dedicati a San Domenico: a sinistra vi è la tela raffigurante il sogno di San Domenico che con la sua dottrina regge le sorti della Chiesa, nell'altare di destra vi è la tela raffigurante la Vergine che porge a San Domenico la coroncina del Rosario. Interessante è inoltre la tela raffigurante Maria circondata da angeli festanti sovrastati dalla Santissima Trinità.

Adiacente alla Chiesa, si innalza l'ex convento dei Domenicani, ora palazzo municipale, realizzato nei primi anni del XVII secolo.

Chiesa dell'Immacolata[modifica | modifica sorgente]

La chiesa dell'Immacolata fu riedificata, ex novo, nel 1743 sui resti di una struttura del Cinquecento dedicata alla Vergine Annunziata. La chiesa, che venne eretta con i fondi stanziati dalla Congregazione dell'Immacolata, fu consacrata nel 1760.

Presenta una sobria facciata caratterizzata da una piccola finestra ovale e da un portale inquadrato in una cornice e sormontato da un architrave. Durante i recenti lavori di restauro del prospetto sono riemersi due affreschi settecenteschi raffiguranti la Madonna Annunziata e l'Arcangelo Gabriele.

L'interno, ad aula unica, è uno scrigno di pregevoli opere d'arte. Sei tele, del pittore salentino Oronzo Tiso, raffigurano episodi della vita della Vergine: la Presentazione al Tempio di Maria, l'Annunciazione, la visita a Santa Elisabetta, la Purificazione, la Natività di Maria e l'Assunzione.

Adiacente alla chiesa è il monumentale Calvario realizzato dal 1913 al 1918. Nel muro semicircolare sono presenti cinque grandi edicole con i Misteri della Passione di Gesù.

Chiesa e Convento di Santa Maria degli Angeli[modifica | modifica sorgente]

La chiesa, insieme al convento, fu edificata nel 1582 e intitolata inizialmente all'Immacolata. Successivamente questo titolo fu sostituito con quello di San Francesco d'Assisi e solo in un secondo momento fu dedicata a Santa Maria degli Angeli. L'origine della costruzione è legata ad un miracolo operato dalla Madonna di Leuca a Salve nel 1569.

La struttura, originariamente a navata unica, subì nel corso dei secoli diverse modifiche fra le quali l'aggiunta delle due navate laterali. Il nucleo originario è in stile tardo barocco con alcuni tratti, specie nella zona absidale, manieristici. L'attiguo convento, sede dal 1897 dei Frati Minori, risulta essere snaturato da incaute ristrutturazioni.

Chiesa Madonna della Campana

Chiesa Madonna della Campana[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della Madonna della Campana si erge su una collina di circa 160 metri d'altezza, dalla quale è possibile scorgere il panorama della città e delle campagne circostanti.

La storia di questa chiesa si perde fra vaghe informazioni e leggende che la vogliono fondata dai Greci o dai Normanni. I primi dati certi risalgono alle due bolle papali, la prima concedeva l'elevazione della chiesa intorno al 1308 e la seconda, dell'anno 1500 ne dava la conferma. Nei primi decenni del XVII secolo, l'allora feudatario D'Aquino ed il popolo di Casarano, decisero di abbattere la prima piccola chiesa e ne costruirono una più grande che è quella attuale ultimata nel 1639: lunga 18 metri, larga 8 e alta 13.

Nel 1679 Fratello Onofrio affresca la parete posteriore dell'altare maggiore con la Gloria del Paradiso e probabilmente sono da attribuire allo stesso le altre pareti della chiesa tra i quattro altari laterali. Al centro dell'altare maggiore, affrescata su una pietra levigata, vi è l'immagine della Vergine col Bambino. Si tratta di un'icona di pretto stampo orientale ma non è chiaro se il monolito sia stato portato qui dai monaci basiliani della prima o della seconda migrazione, o se sia stata invece dipinto in loco da qualche anacoreta frescante del vicino cenobio del Crocifisso o da qualche scuola pittorica fra le tante fiorite fra i monaci basiliani.

La leggenda narra che agli albori del Seicento sul colle di Casarano si estendeva la proprietà di un vecchio feudatario, possidente un grosso gregge di buoi. Un giorno il massaro di questi, che si occupava del bestiame, si spinse con la mandria fino all'estremità del colle. A sera, rientrando alla fattoria, si accorse che mancava un bue. Tornato indietro, trovò sulla cima del colle il bue inginocchiato che con le corna scavava la terra e, a ogni cornata, si sentiva suonare una campana. Il massaro corse dal padrone a raccontare l'accaduto, ma questi, incredulo, volle recarsi sul posto. Ivi giunti, constatarono che il bue con le corna aveva segnato una croce sul terreno. L'indomani il feudatario, nel punto dov'era la croce, fece scavare in profondità e con grande sorpresa fu riportato alla luce un catafalco di pietra raffigurante l'immagine della Madonna con il Bambino. In quel luogo il feudatario fece costruire una nicchia per porvi quella sacra immagine da lui chiamata "Madonna della Campana", curandosi che ogni sera fosse acceso un lumicino ad olio, rito che si tramandò fino alla costruzione del tempio che sorse ad opera di un ricco mercante greco che lo fece erigere per grazia ricevuta. Si dice infatti che questi in una notte tempestosa navigava con un piccolo veliero nelle acque del Mar Ionio e, sul punto di naufragare, invocò il nome della Madonna. Fu allora che scorse un lumicino lontano e puntando la prua in quella direzione riuscì a toccare terra. Camminò tutta la notte per raggiungere quella luce e solo all'alba fu ai piedi della Vergine. La chiesa che fece costruire conserva tuttora quella sacra immagine venerata ogni anno la domenica successiva alla Pasqua.

La Madonna della Campana, cui la chiesa è dedicata, è la compatrona di Casarano insieme a San Giovanni l'Elemosiniere. È altresì protettrice dei cavamonti, minatori di un tempo che estraevano dalla roccia locale il carparo necessario per le costruzioni.

Altre Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di Sant'Elia - Piccola chiesa costruita intorno all'anno 1000. Presenta deboli tracce di affreschi.
  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo - XVIII secolo
  • Chiesa della Pietà - XVIII secolo
  • Chiesa di San Giuseppe - XIX secolo
  • Chiesa di San Giovanni - piccola cappella dove fu portato il Santo Patrono dopo il Miracolo

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo D'Aquino

Palazzo D'Aquino[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo baronale dei D'Aquino, feudatari della città dal 1637 alla fine del Settecento, risale al XVII secolo. Attualmente è conosciuto con il nome di Palazzo De Lorenzi dal nome della famiglia proprietaria.

L'edificio, che costituisce la residenza storicamente più importante di Casarano, fu realizzato sulle vestigia di un antico castello. Presenta un prospetto lungo oltre 50 metri caratterizzato dal monumentale portale d'ingresso a semicolonne fasciate e da una lunga serie di 53 mensole su ognuna delle quali c'è una maschera apotropaica differente. Le mensole avrebbero dovuto reggere il balcone della grande sala del palazzo, ma la struttura non fu mai portata a termine in quanto, sul finire del Settecento, la famiglia D'Aquino ritornò a Napoli, sua città d'origine. All'interno è possibile ammirare la piccola chiesetta dedicata a Sant'Anna.

Palazzo De Iudicibus

Palazzo De Iudicibus[modifica | modifica sorgente]

Palazzo De Iudicibus, attualmente di proprietà comunale, è situato in Piazza D'Elia. Fu edificato nel Seicento, ma subì nel corso dei secoli rilevanti rifacimenti e l'attuale aspetto è dovuto agli interventi del XVIII secolo.

Palazzo D'Elia
Ex Palazzo dei Domenicani

Il prospetto presenta un barocco portale a volute sormontato da una loggia con due finestroni a forma di cuore e da un'elegante balaustra. L'interno, abitato sino ad alcuni decenni fa dalla famiglia De Iudicibus, custodisce un ampio cortile impreziosito dalla presenza di palme secolari.

Palazzo D'Elia[modifica | modifica sorgente]

Palazzo D'Elia, di origine cinquecentesca, si affaccia sull'omonima piazza con un'imponente facciata. La facciata è divisa in due ordini da una lunga balaustra in pietra leccese, la cui linearità è interrotta da un balcone sostenuto da sette mensole decorate con putti e statuine. Il portale, che si apre sotto il balcone, è sormontato dallo stemma della famiglia, raffigurante il profeta Elia su di un carro mentre attraversa le fiamme. L'interno, ricco di grandi stanze finemente decorate, ospita una piccola cappella gentilizia e un frantoio ipogeo. L'edificio, di proprietà comunale, fu sede di pretura durante il Regno d'Italia; attualmente viene utilizzato come centro di attività culturali.

Ex Palazzo dei Domenicani - Palazzo Municipale[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo dei Domenicani, ora sede del Municipio, sorge affiancato alla Chiesa di San Domenico. L'edificio, la cui edificazione avvenne a partire dal 1619, ospitò i frati dell'Ordine dei Domenicani. Il convento fu soppresso nel 1652 da papa Innocenzo IX, per arginare l'espansione di alcuni ordini monastici.

La struttura, nonostante risalga alla prima metà del XVII secolo, si presenta con uno stile architettonico più vicino al tardo Cinquecento. Il lungo e severo prospetto è caratterizzato da una doppia fila di finestre e da un portale sormontato dallo stemma della città e da un piccolo balcone. Attraverso il portale si accede al caratteristico chiostro interno di forma quadrangolare. L'edificio, già divenuto di proprietà del demanio nell'Ottocento, fu acquistato dal Comune nel 1904.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Torre dell'Orologio e Sedile[modifica | modifica sorgente]

Colonna di San Giovanni Elemosiniere

La torre dell'orologio, insieme al sedile cinquecentesco, sono situati in Piazza San Giovanni, nei pressi della Chiesa Matrice. La torre, innalzata nel 1730 in carparo locale, è composta da tre ordini sulla sommità dei quali sono posizionate le due campane che scandiscono le ore. Adiacente alla torre dell'orologio è il sedile, sede nel periodo feudale del decurionato, ovvero era il luogo dove i rappresentanti del popolo discutevano dei problemi della città.

Colonna di San Giovanni Elemosiniere[modifica | modifica sorgente]

La colonna di San Giovanni Elemosiniere, costruita nel 1850, si innalza nella centrale Piazza San Giovanni. Realizzata in pietra tufacea di Cursi, l'alta colonna è di forma ottagonale, piuttosto tozza nel basamento e svettante nel secondo ordine arricchito dalla presenza di otto nicchie che sorreggono il plinto su cui poggia un fusto scanalato con la statua del patrono.

Confraternita di Maria SS. Immacolata[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'elargizione, ad opera di papa Clemente VIII, di una serie di indulgenze ai fedeli della chiesa dell'Immacolata, nel 1619 nella stessa chiesa su iniziativa del Padre domenicano fra' Reginaldo da Martina Franca fu fondata la Confraternita omonima. Si trattava originariamente di una confraternita maschile, aggregata all'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione, eretta presso la Basilica di San Lorenzo in Damaso, a Roma. Gli statuti furono elaborati sulla base di quelli già disposti per la Congregazione della S. Concezione di Napoli. Secondo l'uso, le finalità della confraternita furono l'organizzazione delle cerimonie liturgiche, la cura della chiesa e la raccolta delle elemosine da distribuire ai bisognosi. Con l'edificazione della nuova chiesa dell'Immacolata (1751) e la successiva consacrazione (1760), si trasferì al 26 novembre il lucro dell'indulgenza.
Solo a fine Ottocento furono ammesse ad iscriversi anche le consorelle, limitatamente alla fruizione dei privilegi spirituali e al diritto di sepoltura nella cappella funeraria: solo nel 1945 fu concesso loro di partecipare all'amministrazione della Congrega con annessi diritti e doveri. Dopo la costituzione della sezione femminile, si raggiunsero, negli anni cinquanta, i mille iscritti. Attualmente gli iscritti sono circa cinquecento, in prevalenza donne. Compiti della confraternita sono organizzare le celebrazioni in onore dell'Immacolata e i riti della Settimana Santa, in particolare l'imponente processione del venerdì Santo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 a Casarano risultano residenti 296 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[5]

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Casarano è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca comunale (attualmente dismessa) "Gian Battista Lezzi". Intitolata a un illustre casaranese bibliografo vissuto nel XVII secolo, dispone di un patrimonio librario di circa 4.700 volumi.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Insistono a Casarano sette scuole dell'infanzia; quattro scuole primarie; quattro scuole medie inferiori; l'Istituto Tecnico Industriale e per Geometri "Antonio Meucci"; l'Istituto Professionale Industria e Artigianato "F. Bottazzi"; l'Istituto Tecnico Commerciale "Antonio De Viti De Marco"; il Liceo Scientifico "Giulio Cesare Vanini"; il Liceo Classico; l'Istituto Magistrale.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo del Minatore

Persone legate a Casarano[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Feste Patronali[modifica | modifica sorgente]

Particolarmente sentito è il culto dei santi Patroni della città, San Giovanni Elemosiniere e la Madonna della Campana. La devozione al Santo protettore si è estrinseca in 3 importanti appuntamenti: il 23 gennaio, giorno della solennità liturgica in cui spicca la tradizionale processione col simulacro del Santo accompagnato dalla Confraternita omonima. A maggio, precisamente la III settimana, si aprono gli sfarzosi festeggiamenti nuovamente per San Giovanni nella festa cosiddetta "del Patrocinio". Imponenti luminarie, concerti bandistici, la grande e apprezzata fiera mercato e, specialmente la gara pirotecnica finale che attira migliaia di appassionati, sono i principali condimenti di una festa che non ha mai conosciuto momenti di crisi e grazie all'impegno del Comitato viene sempre più valorizzata ed ampliata. Ultimo appuntamento è il 31 maggio dove si commemora l'evento miracoloso compiuto da San Giovanni Elemosiniere quando nel 1842 salvò la comunità da violente e distruttive piogge torrenziali. Anche qui immancabile la solenne Processione che si porta sul luogo del miracolo per commemorarne l'anniversario. Nel mese di aprile, cadono i festeggiamenti per la Madonna della Campana, compatrona della città, le cui imponenti processioni sono caratterizzate dalla presenza di miriadi di bambine e bambini vestiti da angioletti e verginelle che "scortano" i simulacri dei Santi. Anche qui è presente San Giovanni Elemosiniere che accompagna la Vergine nei vari momenti della festa.

Date degli eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Gennaio: Presepe vivente nel centro storico con oltre 100 figuranti in abiti d'epoca.
  • Gennaio: giorno 23 ricorre la festa religiosa di San Giovanni Elemosiniere patrono della città.
  • Febbraio: Edizione del Carnevale Casaranese.
  • Marzo: Rito quaresimale del "Santu Lazzaru" per le vie cittadine; Svolgimento del Rally nazionale di auto "Città di Casarano"
  • Settimana Santa: Allestimento dei "sibburchi" in tutte le chiese cittadine; Processione del venerdì Santo con le 5 statue raffiguranti la Passione di Cristo (L'orto degli Ulivi, Gesù alla Colonna, Gesù in Croce, Gesù nella Bara, l'Addolorata)
  • Domenica in Albis: Solenne festa in onore della Madonna della Campana. L'imponente processione, che parte dal centro della città, fa tappa sulla collina di Casarano dove sorge il santuario della Vergine. Le statue dei santi Patroni (San Giovanni Elemosiniere e la Madonna) sono accompagnati da bambine vestite di verginelle e di madonnine mentre i maschietti vestono abiti di angioletti.
  • Terza settimana di maggio: Grande festa civile in onore di San Giovanni Elemosiniere, patrono della città,con processioni, luminarie,concerti bandistici e gare pirotecniche. La fiera del Santo è una delle manifestazioni commerciali più grandi del Salento.
  • Metà giugno: Solennità del Cuore Immacolato di Maria presso parrocchia del Cuore Immacolato di Maria e sagra dei sapori tipici locali
  • Giugno/luglio: Edizione del "premio Casaranello"; Raduno salentino di Vespe e Lambrette
  • Periodo estivo: Cartellone di eventi "Oltremare-entroterra" e "Estate al Borgo"
  • Agosto: Sagra della "Cazzata (focaccia) Casaranese"
  • Settembre: Sagra ti "Munticeddhri" e di "Pietrabianca"
  • Ottobre: Fiera del SS. Crocefisso;Festa della Madonna della Croce nell'antica chiesa di Casaranello
  • Dicembre: Sagra della "pittula" casaranese

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia cittadina si basa soprattutto sull'industria calzaturiera e sull'agricoltura. Le principali colture sono olivo e vino. Abbastanza sviluppati sono anche i settori secondario e terziario.

È uno dei comuni più industrializzati del Salento, specializzato nella produzione calzaturiera, e svolge il ruolo di centro focale di un'ampia area del basso Salento in qualità di principale luogo di uffici, scuole e commerci.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La città è servita da una stazione ferroviaria posta sulle linee Gallipoli-Casarano e Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Casarano è gemellata con le seguenti città:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Le prime associazioni calcistiche nella città iniziano a sorgere nel 1927. Nel 2003 nasce la prima squadra di pallamano. Dal 2005 - 2009 Ivan De Masi diventa Presidente della società Italgest Pallamano Casarano Con il seguente Palmarès:

3 Scudetti 2007-2008-2009
2 Coppa Italia 2007-2008
2 Super Coppe Italiane 2007 – 2008.
Partecipazione al campionato di EHF Champions League 2007, 2008 e 2009.


Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Virtus Casarano.

Alla fine degli anni settanta l'imprenditore Antonio Filograna, fondatore dell'azienda calzaturiera Filanto, entrò nel mondo del calcio rilevando il Casarano Calcio e portandolo ai vertici della Serie C1.

Nel 2006 l'imprenditore Paride De Masi da vita ad una nuova società calcistica chiamata Virtus Casarano, che vincendo i play-off del campionato di Promozione pugliese è approdata in Eccellenza ed è da 3 anni in serie d.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2012.
  2. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/%28360%29S.Maria%20di%20Leuca.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  3. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Dati Istat

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • V. Cazzato - S. Politano, Topografia di Puglia: Atlante dei “monumenti“ trigonometrici; chiese, castelli, torri, fari, architetture rurali, Congedo editore, Galatina, 2001
  • R. De Vita (a cura di), Castelli, torri ed opere fortificate di Puglia, Editoriale Adda, Bari, 1974
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]