Diso

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Diso
comune
Diso – Stemma Diso – Bandiera
Convento dei Cappuccini
Convento dei Cappuccini
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Lecce – stemma Lecce
Sindaco Antonella Carrozzo (lista civica Uniti per crescere) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°1′0″N 18°24′0″E / 40.01667°N 18.4°E / 40.01667; 18.4 (Diso)Coordinate: 40°1′0″N 18°24′0″E / 40.01667°N 18.4°E / 40.01667; 18.4 (Diso)
Altitudine 100 m s.l.m.
Superficie 11,56 km²
Abitanti 3 137[1] (31-12-2010)
Densità 271,37 ab./km²
Frazioni Marittima, Marina di Marittima
Comuni confinanti Andrano, Castro, Ortelle, Spongano
Altre informazioni
Cod. postale 73030
Prefisso 0836
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075027
Cod. catastale D305;
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti disini
Patrono santi apostoli Filippo e Giacomo
Giorno festivo 1 maggio
Localizzazione
Diso è posizionata in Italia
Diso
Posizione del comune di Diso all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Diso all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Diso è un comune italiano di 3.137 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel basso Salento, a 46 km dal capoluogo provinciale, comprende anche la frazione di Marittima e la località costiera di Marina di Marittima.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

Il territorio del comune di Diso, che si estende per 11,56 km², si affaccia sul litorale adriatico[3] per circa 4 km con la località balneare di Marina di Marittima. È situato a 99 m s.l.m. e dista 45 km dal capoluogo in direzione sud-est.

Confina a nord con il comune di Ortelle, ad ovest con il comune di Spongano, a sud con il comune di Andrano, ad est con il comune di Castro e con il mar Adriatico.

Dall'ottobre 2006 parte del territorio comunale rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Diso rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].


Diso Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia.

Per certo si può affermare che il centro di Diso esisteva già prima dell'anno mille, certezza confortata dall'epigrafe, esistente sul prospetto dell'attuale Chiesa Matrice, la quale sottolinea come l'edificazione della odierna costruzione, sia avvenuta sulle rovine della vecchia chiesa edificata certamente nell'anno 1003. Si possono comunque portare più indietro le origini del borgo, in quanto sono stati diversi i reperti archeologici scoperti di recente e che testimoniano la presenza in queste zone di popolazioni molto antiche come i Messapi.

A partire dall'anno mille, il centro di Diso legò per molti secoli le sue vicissitudini a quelle della vicina Castro. Ne divenne dapprima casale, dal 1085 epoca della elevazione di Castro a Contea sino all'epoca delle scorrerie turche (1537), e successivamente ne divenne comune dal 1806 sino al 1977, anno in cui Castro, riottenuta l'autonomia, divenne comune autonomo.

Nel XVII secolo, dopo la rovina di Castro a causa delle invasioni saracene, divenne il centro più importante della Contea essendo lo stesso il più popolato ed anche il meglio disposto topograficamente. Per tutto il Seicento il centro ebbe una grande espansione edilizia ed un accentuato aumento demografico. La popolazione era dedita esclusivamente all'agricoltura, ma vi erano anche numerosi professionisti quali notai e medici. Da menzionare è il fatto che esisteva in quel periodo un ospedale.

Il XVIII secolo iniziò per Diso con una grave crisi economica dovuta sia all'avvento del governo austriaco sia alla magra produzione agricola avutasi per alcune annate consecutive, la quale determinò oltre all'arresto di qualsiasi forma di attività (soprattutto quella edilizia) anche un enorme flusso migratorio verso casali più fertili. Tuttavia i pochi abitanti rimasti acquistarono nel 1715 le due statue in legno dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo, ancora oggi venerate. Nel 1758 venne eretta una nuova chiesa dando vita ad una rinascita sotto tutti gli aspetti economici. Questo fu anche il periodo di maggior splendore per il locale Convento dei Frati Cappuccini.

L'inizio dell'Ottocento, segnò l'inizio di una nuova epoca per il centro, che grazie alle leggi napoleoniche del 1806, si vide elevare a capoluogo di comune con le frazioni di Marittima e Castro.

Per oltre un secolo, i tre centri hanno fatto vita in comune con le maggiori attività convogliate a Diso sino a quando, caso molto raro, le frazioni sono divenute più grandi del capoluogo che ha dovuto, nel corso degli anni, concedere ai due centri diversi uffici e servizi (scuola media, ufficio anagrafe, le farmacie). Diverse nel corso dei decenni sono state le battaglie, molto spesso campanilistiche, tra i tre centri, che sono state quasi sempre risolte anche se con molti compromessi sino al 1977, anno in cui Castro, ottenuta l'autonomia, è divenuto comune autonomo.

Dal 1977 Diso continua la sua storia comunale con la sola frazione di Marittima.

[modifica] Toponimo

L'origine del nome potrebbe derivare dalla parola messapica Dizo, che significa città fortificata. Si suppone anche che l'etimologia derivi da Disìo, cioè desiderio di abitarci.

[modifica] Simboli

Diso-Stemma.png
Diso-Gonfalone.png

Profilo araldico dello stemma:

« Arma d'azzurro all'agnello pasquale d'argento, con la testa in maestà sostenente una bandiera bifida dello stesso, crociata di rosso, l'asta di nero terminante a croce, sviluppata prima a sinistra poi terminante con le punte a destra. L'agnello è passante su una pianura erbosa di verde. »

Profilo araldico del gonfalone:

« Drappo di azzurro... »

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Chiesa Matrice

Chiesa madre

La chiesa matrice fu costruita nel XVIII secolo, sul luogo dove sorgeva l'antica chiesa romanica risalente all'XI secolo. Ne è testimonianza l'epigrafe scolpita su pietra leccese collocata sopra l'architrave della facciata principale che recita: A Dio Ottimo Massimo. Questo tempio, dopo che aveva resistito per sette secoli e centocinquantacinque anni alla nostra redenzione, alla fine crollato per l'ingiuria del tempo, la pietà, l'amore e la devozione dei cittadini sotto la protezione dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo a proprie spese dalla fondamenta dettero donarono dedicarono nell'anno dell'era volgare 1758. Anche l'antica chiesa era intitolata ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo, ai quali era dedicato un altare.

Sotto l'aspetto stilistico si riscontrano notevoli somiglianze tra la chiesa parrocchiale di Diso e quella di Tricase, dedicata a Santa Maria del Foggiaro. Le due chiese apparterrebbero all'attività del clan copertinese dei Preite, una delle famiglie di costruttori salentini più attiva e richiesta in Terra d'Otranto nel XVIII secolo.

La facciata della chiesa, realizzata in carparo proveniente, con ogni probabilità, dalle cave della vicina Ortelle, si presenta sobria ed è caratterizzata da un semplice portale d'ingresso affiancato da due nicchie nella quale sono raffigurati i santi protettori.

Interno chiesa madre

L'interno, a croce latina, conserva un matrimonio di notevole pregio artistico. Sui lati della navata entro le arcate perimetrali si addossano, a sinistra, gli altari di San Francesco di Paola, di Sant'Agata e Santa Lucia; a destra quelli della Madonna del Carmine con le Sante Apollonia e Domenica e dell'Immacolata. Nel transetto vi sono l'altare della Madonna del Rosario e quello di Sant'Anna insieme col maggiore dedicato ai titolari. Le coperture sono realizzate a spigolo alla leccese e sono decorate con stucchi policromi. L'abside è arricchita dal coro ligneo e dalle tele del Martirio dei Santi Filippo e Giacomo, di San Pietro, di San Paolo, dell'uccisione di Abele e del sacrificio di Abramo.

Numerose altre tele di pittori salentini, tra le quali spicca quella che adorna il muro della retrofacciata, della fine del Settecento, raffigurante la Cacciata di Eliodoro dal Tempio, adornano le pareti dell'edificio. Incassato nella muratura c'è il Battistero in pietra leccese intagliata, che apparteneva all'antica Chiesa Parrocchiale. In due edicole, site ai lati dell'altare del braccio sinistro del transetto, adorne di stucchi e sormontate dallo stemma cittadino, sono custoditi i simulacri dei Santi Apostoli protettori Giacomo e Filippo, in onore dei quali i cittadini di Diso celebrano una rinomata festa patronale, il primo maggio di ogni anno. La chiesa possiede inoltre un settecentesco organo a canne e un pulpito in legno.

L'antica torre campanaria, che risale al periodo di costruzione della chiesa, lesionata dall'uragano del 10 settembre 1832, fu sostituita, nel 1903, sul progetto di Gennaro Bacile di Castiglione, da quella attuale, alta venticinque metri.

[modifica] Chiesa Madonna Immacolata

Chiesa Madonna Immacolata

La chiesa della Madonna Immacolata, edificata nel 1664, quando era Vescovo di Castro Mons. Annibale Sillano da Crotone, come indica lo stemma sulla facciata tra il finestrone e il portale, è un sobrio edificio barocco.

Il semplice prospetto possiede un unico portale d'accesso, decorato sulla sommità da foglie d'acanto disposte a pigna e da una croce. L'interno, ad una sola navata rettangolare, conserva un barocco altare maggiore in pietra leccese e alcune statue fra cui quella della Madonna dell'Uragano, che qui come a Cocumola, secondo la tradizione, risparmiò gli abitanti dall'uragano scatenatosi il 10 settembre 1832. Lungo il perimetro dell'edificio sono presenti gli scanni in legno per i priori e per i confratelli. La chiesa è infatti sede della Confraternita dell'Immacolata fin dalla costruzione ed è tutt'ora officiata a cura della stessa.

[modifica] Convento e Chiesa dei Cappuccini

Il convento dei Cappuccini fu edificato nel 1619. La costruzione ha inizio però nel 1614, ed è completata secondo il Tasselli nel 1619; la chiesa venne consacrata nel 1658, come risulta da due epigrafi.

Il convento ospitò una comunità numerosa di frati Cappuccini e fu anche sede di studi teologici. Nel 1866 venne soppresso e due anni dopo l'Amministrazione Comunale lo acquistò ed ottenne in uso la chiesa, riaperta al culto solo un secolo dopo, il 10 ottobre 1961 dopo un accurato restauro. All'interno presenta alcuni altari anche se la maggior parte degli arredi sono stati perduti nel tempo.

[modifica] Cappella di Sant'Oronzo

Cappella di Sant'Oronzo

La Cappella di Sant'Oronzo fu edificata nel 1658 per devozione di Francesco Costantini. La chiesa era in realtà dedicata non solo a sant'Oronzo, ma anche alla Vergine Maria, a san Giuseppe e a san Gaetano da Thiene. Ciò si evince sia dall'iscrizione ancora oggi leggibile sul portale, sia dagli affreschi ben conservati all'interno e che raffigurano le figure sacre menzionate.

Il piccolo e semplice prospetto è caratterizzato da un campanile a vela. L'interno, ad aula unica, presenta una copertura a stella di tipo alla leccese e ospita un solo altare.

La chiesa, annessa al seicentesco palazzo De Blasi, è di proprietà privata. Dopo un lungo periodo, durante il quale veniva aperta al culto solo il 26 agosto di ogni anno, giorno di Sant'Oronzo, le funzioni religiose sono riprese regolarmente, permettendo l'apertura della stessa per vari giorni al mese.

Di fronte alla chiesetta, al centro della piazza omonima, si erge una colonna con capitello, sul quale è collocata la statua del Santo scolpita in pietra leccese.

[modifica] Altre chiese

  • Chiesa di Santa Maria ad Nives; di piccole dimensioni, è situata in aperta campagna e fu costruita negli ultimi anni del Cinquecento. Al suo interno si notano alcuni resti di affreschi.
  • Chiesa di San Sisinnio; risale al XVI secolo ma venne ricostruita nell'Ottocento in seguito ai gravi danni subiti al passaggio dell'uragano che colpì il basso Salento il 10 settembre 1832.
  • Chiesetta della Madonna di Costantinopoli.
Menhir Vardare

[modifica] Siti archeologici

[modifica] Menhir Vardare

Di forma a T, il menhir (35 x 28 cm) fu rinvenuto nel 1980. Presenta una superficie corrosa con due croci graffite sul lato est. Sul braccio orizzontale del megalite, alto 1.73 metri, si trova una canaletta con una buca probabile sede di una croce. Un'altra buca e una croce incisa si trovano sul lato a ovest del braccio verticale. Il menhir prende il suo nome dal fondo in cui è situato.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 a Diso risultano residenti 40 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[6]

Diffusione del dialetto Salentino

[modifica] Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Diso è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Diso

  • Filippo Bottazzi (Diso 23 dicembre 1867 - Napoli 19 settembre 1941); fisiologo, educatore, fu uno dei primi esploratori delle vicine grotte Romanelli, Palombara e Porcinara.
  • Pierantonio Stasi (Diso 24 novembre del 1839 - 27 maggio 1922); parroco e benefattore.
  • Maddalena Bruno (Specchia 1731 - Diso 1755); nobildonna e benefattrice.
  • Giuseppe Antonio Maria Buttazzo (Diso 18 marzo 1821 - Lecce 12 novembre 1890); pittore e sindaco dal 1859 al 1861.

[modifica] Eventi

  • Festa Patronale - Festa organizzata ogni anno in onore dei Santi Protettori Filippo e Giacomo. I festeggiamenti si svolgono dal 21 aprile, con l'inizio del novenario e con l'esposizione delle statue alla venerazione dei fedeli, fino al 3 maggio. I festeggiamenti prevedono una gara pirotecnica la mattina del 1º maggio, concerti bandistici e musicali e grandissime luminarie che addobbano le piazze e le vie principali del paese.
  • Festa di Sant'Oronzo - 26 agosto
  • Festa della Madonna dell'Uragano - 10 settembre
  • "Etnica...Diso Folk Festival" - manifestazione culturale ed etnico-musicale in cui si esibiscono gruppi musicali provenienti da diverse parti d'Italia ma anche dell'Europa e del continente africano.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: SP81 Vaste-Diso-Tricase-Gagliano del Capo, SP82 Diso-Spongano, SP83 Diso-Vignacastrisi-Castro.

SP81 Gagliano del Capo-Tricase-Vaste, SP195 Gagliano del Capo-Litoranea Otranto-Leuca.

[modifica] Ferrovie

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Spongano posta sulla linea ferroviaria Maglie-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est. La Stazione FS più vicina è quella di Lecce.

[modifica] Aeroporti

Gli aeroporti civili più vicini sono:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Antonella Carrozzo (lista civica Uniti per crescere) dal 16/05/2011 (1º mandato)

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  3. ^ Litorale adriatico secondo alcune convenzioni nautiche.
  4. ^ Valori climatici del Salento meridionale
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  6. ^ Dati Istat

[modifica] Bibliografia

  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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