Porto Cesareo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Porto Cesareo
comune
Porto Cesareo – Stemma
Spiaggia e Mare di Porto Cesareo
Spiaggia e Mare di Porto Cesareo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Salvatore Albano (Progetto futuro) dal 16/05/2011
Data di istituzione 16 maggio 1975
Territorio
Coordinate 40°16′00″N 17°54′00″E / 40.266667°N 17.9°E40.266667; 17.9Coordinate: 40°16′00″N 17°54′00″E / 40.266667°N 17.9°E40.266667; 17.9
Altitudine 3 m s.l.m.
Superficie 34,66 km²
Abitanti 5 817[1] (30-06-2012)
Densità 167,83 ab./km²
Frazioni Torre Lapillo
Comuni confinanti Avetrana (TA), Manduria (TA), Nardò
Altre informazioni
Cod. postale 73010
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075097
Cod. catastale M263
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cesarini
Patrono Beata Vergine Maria
Giorno festivo 23 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Cesareo
Posizione del comune di Porto Cesareo all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Porto Cesareo all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Porto Cesareo (pronunciare Porto Cesàreo, Cisaria in dialetto salentino) è un comune italiano di 5.817 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato sulla costa ionica della penisola salentina, dista 26,9 km dal capoluogo provinciale[2]. È un'importante località turistica del Salento ed è sede dell'Area Marina Protetta e della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e Duna Costiera.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Porto Cesareo, situato nella parte nord-occidentale della pianura salentina, si estende su una superficie di 34,66 km² e possiede un profilo orografico pressoché uniforme: risulta compreso tra gli 0 e i 57 m s.l.m., con la casa comunale a 3 m s.l.m.[3].

Terra d'Arneo

Ricade nella Terra d'Arneo, ovvero in quella parte della penisola salentina compresa nel versante ionico fra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio e che prende il nome da un antico casale, attestato in epoca normanna e poi abbandonato, localizzabile nell'entroterra a nord-ovest di Torre Lapillo. Particolare della Terra d'Arneo è la presenza di numerose masserie, molte delle quali fortificate.

Il territorio cesarino è caratterizzato da un lungo litorale connotato da distese di sabbia, dune ricche di vegetazione mediterranea, zone umide, scogli e isolotti, tra i quali rivestono particolare importanza l'Isola Grande, detta anche Isola dei Conigli ricoperta da una folta pineta di Pini d'Aleppo e di acacie, e l'Isola della Malva. Lo straordinario interesse biologico che conta la presenza di oltre 200 specie vegetali ha contribuito all'istituzione dell'Area naturale marina protetta di Porto Cesareo nel 1997. I fondali, particolarmente ricchi e tipici dei mari caldi di ambienti sub-tropicali, ospitano nelle zone sabbiose la cosiddetta prateria sommersa di Posidonia oceanica, una rarità biologica che garantisce ossigeno, rifugio e nutrimento a numerosi organismi marini, e nelle aree rocciose il coralligeno multicolore. La fauna marina è costituita da crostacei, molluschi, pesci variopinti e tartarughe.

Il territorio comunale confina a nord con i comuni tarantini di Manduria e Avetrana, a est e a sud con il comune di Nardò, a ovest con il mare Ionio.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Il clima della zona è tipicamente mediterraneo, con estati calde, umide e siccitose, e con inverni freschi e ventilati. Le precipitazioni si concentrano prevalentemente nelle stagioni di autunno e inverno[4].

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Temperature max (°C) 13 13,5 15,7 18,9 24,4 29,0 31,7 31,5 27,5 22,3 17,3 14
Temperature min (°C) 4,2 4,2 5,6 8 12,1 15,9 18,4 18,9 16 12,7 8,3 5,3
Precipitazioni (mm) 60,3 61,3 62,4 45,5 27,6 20,4 16,2 36 54,3 91 95,1 68,8

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Ai tempi dei romani si chiamava Portus Sasinae (periodo di cui sono stati ritrovati dei reperti tra cui sette colonne monolitiche di marmo cipollino immerse nel mare), quando era un importante scalo portuale per il commercio dei prodotti agricoli delle ricche zone interne. In realtà il luogo era già abitato in epoca preistorica (villaggio in località "Scalo di Furnu") e successivamente nell'Età del Bronzo da marinai di provenienza greca (ritrovamenti in località "Scalo di Furno" di vari cimeli, tra cui statuette votive, e di un'area dedicata al culto della dea Thana).

Torre Chianca vista dallo Scalo di Furno

Cadde nell'abbandono a causa delle scorrerie dei pirati e dell'impaludamento della zona fino all'arrivo, intorno all'anno Mille, di alcuni monaci basiliani che vi costruirono un'abbazia che utilizzarono sino al XV secolo, periodo in cui la località passò di proprietà dagli Orsini del Balzo, principi di Taranto, agli Acquaviva, duchi di Nardò, e si sviluppò come porto per il commercio soprattutto di olio e grano, dapprima verso la Sicilia, per poi ampliare al resto delle grandi Repubbliche marinare di quell'epoca. Fu anche in quel periodo che iniziò la costruzione, a difesa dai nemici provenienti dal mare, dell'importante "Torre Cesarea" e di tutte le altre torri costiere di cui è ancora ricca la fascia costiera ionica salentina. Dopo un nuovo periodo di decadenza, intorno al XVIII secolo tornò a ripopolarsi,però solo stagionalmente e non stanzialmente grazie all'attività di una tonnara che attirò varie famiglie di pescatori, soprattutto tarantine,che occuparono la penisoletta dell'attuale comune, allora possedimento dell'agiata famiglia Muci di Nardò. Quest'ultima acquistò e detenne il feudo sino agli inizi del XIX secolo, anche dopo l'abolizione ufficiale del principio feudale. Il primo nucleo stanziale si ebbe solo a metà '800. Successivamente il frazionamento e la vendita dei terreni a queste famiglie di pescatori qualche decennio prima della fine del XIX secolo, permise lo sviluppo del primo impianto urbano. Il centro continuò così a svilupparsi e quando, alla fine del XIX sec. la popolazione venne a contare qualche centinaio di persone, vi si costruì nel 1880 la chiesa intitolata alla Madonna del Perpetuo Soccorso su iniziativa del vescovo di Nardò, mons. Michele Mautone; egli, durante la visita pastorale, ritenne inadeguata alle esigenze dell'accresciuta popolazione la cappella che vi è accanto, fondata dai Basiliani e costruita fra il 1639 e 1640, intitolata a Santa Cesarea.

Durante il periodo fascista, grazie alla bonifica dell'Arneo, il centro crebbe di importanza non solo come porto peschereccio ma anche come località turistico-balneare.

La spiaggia di Punta Prosciutto

Nel 1975, grazie alla volontà dei residenti che chiedevano da tempo l'autonomia dal comune di Nardò, Porto Cesareo divenne a sua volta comune a tutti gli effetti. Oggi quest'ultimo è ormai una rinomata località di bagni grazie ai suoi 17 km di spiaggia dorata e scogliera bassa con acqua molto limpida fronteggiati da un arcipelago di isolotti ricchi di vegetazione e di fauna che conta specie molto rare. Dal 1997 il Comune è sede di una delle 20 aree marine protette d'Italia per la presenza di una ricchissima e diversificata comunità marina di elevato valore biologico; con i suoi 16.654 ettari è la terza per estensione in Italia. L'area si estende fino a 7 miglia dalla costa, tra Punta Prosciutto a nord e Torre dell'Inserraglio a sud. Nel 2006 fu istituita anche la riserva naturale regionale "Palude del Conte e Duna Costiera" di circa 900 ettari, un'area caratterizzata da una vasta depressione retro-dunale con ricca e diversificata vegetazione igrofila e alofila. Importanti sono anche la Stazione di Biologia Marina e il Museo Talassografico che contiene una raccolta malacologica, un erbario e rare specie ittiche.

La statua dedicata a Manuela Arcuri

Nel 2002 Porto Cesareo è balzato agli onori della cronaca per una notizia molto curiosa che ebbe molta eco e fu imitata successivamente anche in altre parti d'Italia: l'intitolazione di una statua alla show girl Manuela Arcuri. In realtà, la statua intende simboleggiare la moglie del pescatore che attende il ritorno del marito dal mare. Madrina dell'inaugurazione fu la stessa Arcuri, come deciso, e attestato anche dai verbali dei consigli comunali del 2002. Nacque però l'equivoco, voluto ad arte a scopo di marketing pubblicitario richiamare il turismo di massa, che la statua rappresentasse proprio la stessa diva. L'opera fu realizzata da uno scultore salentino, che comunque riprodusse volto e le fattezze della Arcuri. Rimossa nel 2010 per insistenza delle donne del luogo, la statua richiamava molti curiosi che, in vacanza nella zona, venivano a visitarla, ed è stata oggetto di diversi atti vandalici (a marzo 2008, ad esempio, risultava priva del naso). L' 8 luglio del 2011 la nuova lista civica comunale ha ricollocato il "monumento al pescatore", nella sua precedente postazione nelle vicinanze della Torre. La ricollocazione è avvenuta alla presenza dell'attrice.

Va sottolineata la forte instabilità politica che ha portato in soli 34 anni[quali?] di municipalità ad avere 10 sindaci tutti diversi (con le amministrazioni susseguentisi in modo sempre contrapposto alle precedenti), numerosissimi assessori e consiglieri e persino alla presenza di tre commissari prefettizi.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Porto Cesareo-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Di azzurro e alla sirena di carnagione chiara, doppiamente codata di argento, col capo coronato con corona marchionale d'argento e caricato dalle parole 'CAESAREA COMMUNITAS'. »
(D.P.R. n. 5978 del 22 luglio 1991)

Descrizione araldica del gonfalone:

« Drappo di bianco... »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa

Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso venne eretta nel 1880 su indicazione del vescovo di Nardò Michele Mautone. Sorge accanto alla piccola cappella del 1639, dedicata a Santa Cesarea Vergine, ormai troppo piccola per la popolazione cesarina e successivamente utilizzata come canonica. La nuova chiesa presenta una semplice facciata neoclassica inquadrata da due paraste doriche e da un timpano triangolare. L'interno, dalle linee architettoniche essenziali, è a una sola navata rettangolare con volta a stella. Lateralmente si aprono due nicchie ospitanti le statue in cartapesta di Santa Cesarea e della Madonna del Perpetuo Soccorso. Dal volumetto "Storia delle Chiese in Porto Cesareo" edito nel 2009 dalla Biblioteca comunale e curato da Antonio Alberti, si evince che, il 14 ottobre 1952, il parroco Marzio Strafella Lorenzo prese possesso della nuova sede di culto con fronte sulla piazzetta che, in seguito prese il suo nome, ma conservò l'intitolazione della chiesetta antica. Il nuovo edificio di culto fu benedetto da Mons.Corrado Ursi, vescovo di Nardò, il giorno 30 marzo 1958. Il nuovo parroco dovette andare ad abitare in case d'affitto non essendo disponibile, nel nuovo edificio, alcun locale adatto. La nuova chiesa parrocchiale fu prolungata a tutte spese del Parroco ed inaugurata dal vescovo Antonio Rosario Mennonna nel mese di ottobre dell'anno 1966.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Masserie[modifica | modifica sorgente]

  • Masseria Belvedere, XVI secolo
  • Masseria Colarizzo
  • Masseria Colmonese
  • Masseria La Fisichella
  • Masseria Serra degli Angeli
  • Masseria Salmenta

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Torri costiere[modifica | modifica sorgente]

Lungo la costa sono presenti quattro torri d'avvistamento costruite nel XVI secolo per proteggere la penisola salentina dalle invasioni nemiche: Torre Cesarea, Torre Lapillo, Torre Chianca e Torre Castiglione; di quest'ultima restano solo alcuni ruderi in quanto fu abbattuta durante la Seconda guerra mondiale.

  • Torre Cesarea

Torre Cesarea è una torre di avvistamento situata nella parte meridionale dell'abitato. Essa è la più grande in assoluto per le sue dimensioni e fu costruita apposta come sede di Sopraguardia a capo della Comarca di Cesarea, perciò è detta anche "Torre Capitana", in quanto possedeva giurisdizione di comando militare su tutte le torri comprese nella Comarca stessa. Ha una forma quadrangolare; è alta 16 metri ed ha i lati lunghi 21,50 metri. Le mura di base sono spesse 4 metri, mentre quelle in cima sono spesse 2,50 metri. La torre, costituita da blocchi tufacei, presenta varie caditoie ed il coronamento è sostenuto da beccatelli. La sua costruzione ebbe inizio il 1º maggio 1568 e venne ultimata nell'aprile del 1570. Successivamente venne abbattuta e ricostruita nel 1622. Comunicava a sud con Torre Squillace, nel comune di Nardò, e a nord con Torre Chianca.
Attualmente ospita gli uffici della Guardia di Finanza.

  • Torre Chianca

Torre Chianca, o Torre di Santo Stefano, sorge una piccola penisola in vicinanza alla località "Scalo di Furno", un'importante sito archeologico dove sono stati individuati i resti di un villaggio abitato sin dal periodo protostorico. La torre, a pianta quadrata, è priva di scale esterne e presenta una base scarpata di 15,60 metri e un'altezza di 18 metri. Comunicava a sud con Torre Cesarea e a nord con Torre Lapillo.
Durante la seconda guerra mondiale fu dimora di alcuni soldati dell'esercito italiano che avevano installato una postazione di artiglieria.

  • Torre Lapillo

La torre di avvistamento, conosciuta anche con il nome di Torre di San Tommaso, presenta una struttura a base quadrata e una scalinata di accesso con tre archi sottostanti, di cui l'ultimo aggiunto solo in epoca recente; la scalinata terminava infatti con un ponte levatoio. Ha i lati di base lunghi 16 metri ed è alta 17 metri. A pian terreno è presente una cisterna mentre al primo piano si apre un ampio vano. Fu terminata nel febbraio del 1568. Comunicava a sud con Torre Chianca e a nord con la distrutta Torre Castiglione.
I locali interni ospitano un Centro Visite Turistico-Ambientali dove è possibile reperire materiale informativo sugli itinerari, le tradizioni, i principali siti architettonici e culturali del territorio, nonché partecipare ad eventi culturali e manifestazioni enogastronomiche volte a valorizzare i prodotti del parco.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Scalo di Furno[modifica | modifica sorgente]

Scalo di Furno è una località a nord dell'abitato di Porto Cesareo nella quale è stato individuato un villaggio risalente all'Età del Bronzo. Scoperto casualmente nel 1963, venne interessato da una campagna archeologica a partire dal 1969 durante la quale furono riportati alla luce numerosi reperti come ceramiche micenee provenienti da Itaca e Cefalonia, sculture votive e un'area cultuale dedicata alla dea Thana. Si tratta di un villaggio protostorico a capannicoli, circondato da una muraglia alta circa 2,5 metri, che fu in seguito frequentato da marinai di provenienza greca. Sul rinvenimento di un reperto archeologici nel mare di Cesarea,così scrive Salvatore Muci: Raffaele Colelli col fratello Francesco e insieme ad Alemanno Euprerio costituirono un equipaggio di pescatori che in un giorno di ottobre del 1932 rinvenne nel mare di Porto Cesareo, tra l’isola della Malva e quella della Chianca, una statua egizia della fine del periodo saitico, ultimi anni del VI secolo a.C., che rappresenta il Dio Thout[6]., perduta sicuramente in un naufragio di qualche imbarcazione. La statua oggi è esposta nel Museo Nazionale della Magna Grecia di Taranto; documenti riguardanti il ritrovamento della statuetta sono presso l’Archivio del Museo Archeologico di Taranto. Raffaele Colelli fu Francesco spese lire 24,25 per la spedizione della statuetta a Taranto e il 2 giugno 1934 gli venne recapitato un vaglia di lire 549,50 a titolo di compenso per il rinvenimento del reperto archeologico.

Colonne Romane di Torre Chianca[modifica | modifica sorgente]

Sul fondale sabbioso antistante Torre Chianca, sono state rinvenute nel 1960 sette colonne di marmo cipollino parallelamente affiancate. Si tratta di colonne monolitiche di 9 metri di lunghezza e del diametro variabile fra i 70 e i 100 centimetri. Le colonne sono state datate al II secolo d.C. e sono di epoca romana; la loro presenza nel mare e la singolare posizione parallela fanno ipotizzare a un naufragio di una nave.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Area marina protetta[modifica | modifica sorgente]

mappa A.M.P. Porto Cesareo
Isola dei Conigli
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Area naturale marina protetta Porto Cesareo.

Fu istituita il 12 dicembre 1997 ed ha una superficie di 17.156 ettari. È delimitata da Punta Prosciutto a nord e da Torre dell'Inserraglio a sud e si estende fino a 7 kilometri dalla costa. Si divide in:

  • Zona A:Riserva integrale.
  • Zona B:Riserva generale.
  • Zona C:Riserva parziale.

Riserva Naturale Orientata Regionale "Palude del Conte e Duna Costiera - Porto Cesareo"[modifica | modifica sorgente]

palude alla strea

Ha una superficie di 869 ettari ed è gestita dal comune di Porto Cesareo. Costituisce un elemento di continuità con l'area marina. Si può dividere in tre zone:

  • Penisola della Strea e arcipelago di isolotti.
  • Le "Spunnulate" di Torre Castiglione.
  • Il Bosco di Arneo e il colle Belvedere.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 320 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 151 2,66%

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Porto Cesareo è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo
  • Museo Talassografico
  • Biblioteca civica via Cilea,32 dotata di circa 6000 volumi al 31 dicembre 2012. Edizione mensile del bollettino "la Biblioteca" iniziato nel maggio 2006 e sospeso il 31 dicembre 2012.arrivato al VI° anno.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina salentina.

La cucina di Porto Cesareo si basa prevalentemente sui prodotti del mare, i principali piatti tipici della località sono infatti a base di pesce (linguine ai frutti di mare, risotto alla pescatora, triglie, alici marinate, zuppa di pesce, etc). Prodotto tipico locale è la triglia di Porto Cesareo. Non mancano tuttavia i piatti poveri della tradizione contadina salentina come le verdure di campagna reperibili nell'immediato entroterra. Molto caratteristica dal punto di vista culinario è via Silvio Pellico, detta "strada delle pescherie".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Copertino posta sulla linea Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est. La stazione di Lecce dista 28 km.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012.
  2. ^ Puglia.indettaglio.it
  3. ^ Dati ISTAT, censimento 2001.
  4. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  6. ^ La statua di Thout
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gigi Pasanisi, La Guida Turistica di Porto Cesareo.
  • Salvatore Muci, Porto Cesareo nel periodo contemporaneo.
  • Michele Ciccarese, La Torre Cesarea.
  • Antonio Alberti, Storia delle Chiese in Porto Cesareo. "La Biblioteca di Porto Cesareo" dal 1991 ai giorni nostri.
  • Monica Vitti, Il compagno di una vita.**

Angelo Rizzello, Quattru parienti e nu sicariu"; "Lu fotografo di via Garibaldi"

  • Biblioteca civica, Tramonti ed emozioni,raccolta di pensieri e idee di 67 alunni delle V^ classi elementari sul fenomeno del "tramonto cesarino".

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]