Tuglie

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Tuglie
comune
Tuglie – Stemma Tuglie – Bandiera
Tuglie – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Sindaco Daniele Ria (Insieme per Tuglie) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 40°04′00″N 18°06′00″E / 40.066667°N 18.1°E40.066667; 18.1 (Tuglie)Coordinate: 40°04′00″N 18°06′00″E / 40.066667°N 18.1°E40.066667; 18.1 (Tuglie)
Altitudine 74 m s.l.m.
Superficie 8,4 km²
Abitanti 5 292[1] (30-11-2011)
Densità 630 ab./km²
Comuni confinanti Alezio, Neviano, Parabita, Sannicola
Altre informazioni
Cod. postale 73058
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075089
Cod. catastale L462
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 078 GG[2]
Nome abitanti tugliesi
Patrono Maria ss. Annunziata
Giorno festivo 25 marzo
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Tuglie
Posizione del comune di Tuglie nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Tuglie nella provincia di Lecce
Sito istituzionale

Tuglie è comune italiano di 5.292 abitanti[3] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nell'entroterra del versante ionico del Salento, adagiato sulle propaggini settentrionali delle Serre salentine, dista 36,6 km dal capoluogo provinciale[4]. Fa parte del gruppo di azione locale "GAL Serre Salentine".

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Tuglie, che si estende su una superficie di 8,4 km², è adagiato sul versante ionico della fascia collinare delle Serre salentine, nella parte centro-meridionale della penisola salentina. È compreso tra i 57 e i 142 metri sul livello del mare. Il centro abitato è diviso in due parti nettamente distinte: la parte bassa, coincidente con l'originario tessuto urbano, il quale si è sviluppato in senso longitudinale lungo l'asse Sannicola-Parabita, e la parte alta, comprendente la località di Montegrappa, una località turistico-residenziale sviluppatasi a partire dalla fine degli anni quaranta intorno al Santuario della Madonna del Montegrappa[5].

Confina a nord-ovest con il comune di Sannicola, a nord-est con il comune di Neviano, a est e a sud con il comune di Parabita, a ovest con il comune di Alezio.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Tuglie rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.

Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[6].

Tuglie Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Sito Meteo TuglieMeteo[modifica | modifica sorgente]

La stazione è collocata sul terrazzo di una abitazione poco distante dal centro del paese. Il posizionamento dei sensori rispetta le norme di rilevazione indicate per le stazioni di tipo urbano. Piuttosto esposta alle correnti occidentali in generale e riparata in parte da quelle settentrionali Tuglie può essere considerata come spartiacque tra il clima umido e mite della costa ionica e quello più freddo dell'entroterra. La presenza di ostacoli orografici determina particolarità microclimatiche interessanti sia dal punto di vista termico che da quello pluviometrico. Il rilievo, seppur dolce, che si erge lungo la direttrice se/nw e sul cui versante è insediato il paese provoca turbolenze e diffusioni di vorticità capaci di intensificare le precipitazioni con fronti provenienti dallo ionio. Per questo motivo la piovosità annua risulta leggermente maggiore della vicine Alezio e Sannicola ed è stimabile in circa 610mm. Dal punto di vista termico essendo in pendio la zona non è soggetta a forti inversioni termiche, le escursioni giornaliere ed annue sono così leggermente più contenute della zone pianeggianti vicine. Sono rare le giornate nebbiose. L'altitudine è causa, specie quando il gradiente termico verticale è elevato(in particolar modo durante avvenzioni d'aria fredda), di apprezzabili differenze rispetto al resto della pianura salentina ed è motivo in inverno di coreografiche "spolveratine" (spesso relegate solo al di sopra dei 120-140m slm)di neve che nelle zone più basse non riescono ad imbiancare. La temperatura media annua è compresa tra 16° e 16.5°. I venti prevalenti sono settentrionali in inverno, primavera ed estate, meridionali in autunno. Valori estremi: Non abbiamo dati in merito ma i picchi estivi si raggiungono in estate con ventilazione settentrionale che in zona assume leggera componente favonica (probabili valori limite 42-43) e in inverno durante avvenzioni d'aria fredda da est (-2 -3, fino a -5 -6 nella zona bassa del paese maggiormente soggetta alla dispersione elettromagnetica del calore durante nottate serene)[8]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

L'origine del toponimo è tradizionalmente ricondotta agli alberi di tuie, un genere di conifere molto diffuso in Contrada Passaturi, luogo frequentato sin dall'antichità dal popolo dei Tulli[9]. Il filologo tedesco Gerhard Rohlfs la fa risalire, invece, ad un etimo prelatino Tulliae. In un antico documento del 1373 è riportato: Prothopapa et clero Fortuniani Aradei et Tulle[10].

L'esistenza di quattro menhir (Monte Prino, Nove Croci, Caruggio, Scirocco) e delle "Grotte Passaturi" conferma che il territorio circostante è stato frequentato sin da epoche remote. In particolare, per le grotte, chiamate anche "case vecchie", si ipotizza siano state usate come dimora dall'antico popolo dei Tulli, una popolazione stanziata sul posto al tempo dei romani, meno importante e famosa dei Messapi. La loro presenza è documentata dallo storico romano Tito Livio che considerava i Tulli persone di classe inferiore (minores gentes). Le prime notizie si fanno risalire a Plinio il Vecchio in quanto, parlando in un suo scritto di Aletium, l'attuale Alezio, accenna ad un altro centro abitato situato a nord-ovest e identificabile con la posizione di Tuglie[11].
Un primo nucleo abitativo propriamente detto sorse nel XIII secolo con il nome di Casale Tulli e, intorno al 1270, apparteneva ad Almerico di Montedragone, un ufficiale dell'esercito di Carlo d'Angiò. Nel 1280 Almerico si allontanò dal casale per sedare una rivolta popolare scoppiata a Taranto; della sua assenza approfittò Gervaso da Matino che occupò il casale e gli attribuì il nuovo nome di Castri Tulli. Dopo la devastazione di Otranto del 1480 da parte dei Turchi ottomani, i paesi dell'entroterra subirono la stessa sorte e il casale di Tuglie fu completamente distrutto. Per un lungo periodo di tempo, il feudo rimase totalmente disabitato e passò in proprietà di diversi feudatari. Nel 1681 venne acquistato dal nobile gallipolino Francesco Antonio Cariddi, al quale gli successe il figlio Pietro. Nel 1696 divenne di proprietà della marchesa di Arnesano Antonia Prato, la quale, insieme con il marito Ferrante Guarino, signore di Poggiardo, si trasferì nella residenza baronale di Tuglie. I Guarino operarono la prima riforma fondiaria e con loro si ebbe una significativa crescita demografica ed economica. Nel 1715, alla morte della baronessa Prato, il feudo fu assegnato al primogenito Fabrizio, che morì il 22 settembre 1717, lasciando il feudo al fratello Filippo. Nel 1737 Carlo III di Borbone, con proprio decreto, istituì l'Università di Tuglie che immediatamente elesse il suo primo sindaco, un certo Quadrucci. Alla morte di Filippo 1740, senza eredi legittimi, il feudo fu lasciato al nipote Giuseppe Ferdinando Venturi, duca di Minervino. I discendenti dei Venturi furono gli ultimi feudatari prima dell'abolizione dei privilegi feudali (1806)[12].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Maria Santissima Annunziata

Chiesa Matrice di Maria Santissima Annunziata[modifica | modifica sorgente]

La chiesa madre di Maria Santissima Annunziata fu edificata agli inizi del XVIII secolo in sostituzione di un precedente edificio sacro. La prima parte della chiesa, corrispondente alla navata centrale, fu iniziata nel 1721 e aperta al culto il 25 marzo 1734. Nel 1764 venne aggiunto il transetto di scirocco con il Cappellone del SS. Sacramento, nel 1830 il transetto di borea con le Cappelle di S.Antonio (1831) e di S.Donato (1832), nel 1835 in fondo al transetto di scirocco venne aggiunto il Cappellone del Crocefisso. Nel 1850 venne costruita la navata di destra e nel 1880 quella di sinistra. La facciata presenta tre portali d'ingresso; quello centrale è fiancheggiato da due nicchie contenenti le quattrocentesche statue dell'Arcangelo Gabriele e della Madonna Annunziata. Affiancata al lato sinistro della facciata si erge la torre civica dell'orologio, costruita nel 1884, mentre la torre campanaria, in posizione più arretrata, risale al 1831. L'interno, a tre navate con pianta a croce latina, è dotato di numerosi altari realizzati in epoche diverse. Vi è inoltre un organo del 1912, un battistero in marmo del 1914, un pulpito in legno dorato del XVIII secolo. Sulla parete absidale, al posto dell'apparato barocco con al centro la tela dell'Annunciazione donata dal Vescovo Sanfelice quando nel 1719 istituì la Parrocchia, dal 1963 campeggia un mosaico raffigurante l'Annunciazione. Nel transetto di sinistra, un'edicola marmorea racchiude un mezzobusto della Madonna col Bambino, fusione in bronzo dello scultore Enrico Manfrini, dono del pittore locale Cosimo Sponziello (1915 - 2007), amico del Manfrini.[13].

Chiesa delle Anime o del Carmine[modifica | modifica sorgente]

La chiesa delle Anime venne edificata nella metà dell'Ottocento inglobando la preesistente cripta della Madonna del Pozzo. La chiesa fu interessata da lavori di restauro e ampliamento all'inizio degli anni trenta. La facciata fu rifatta in stile neo-romanico e ultimata nel 1933. L'interno, ad aula rettangolare, è totalmente affrescato con dipinti realizzati da Alfredo Greco di Maglie nel 1935. Un dipinto a tempera raffigurante un coro angelico fa da sfondo all'altare maggiore su cui è collocata la statua della Madonna del Carmine. Tutta la volta è coperta da tempere riproducenti allusivi iconografici riferiti all'"elogio della sapienza" dal libro del "Siracide".Nella chiesa ha sede la Confraternita di Maria Santissima delle Anime Purganti e dell'Abitino del Carmelo. All'interno si può ammirare una serie di statue dei più celebri cartapestai leccesi della fine dell '800 e degli inizi del '900: Madonna delle Anime (Maccagnani), Madonna del Carmelo (De Lucrezi), Madonna di Pompei (Manzo-De Pascalis), San Rocco (Sacquegna), S.Antonio di Padova (Sacquegna), Cristo Morto (Caretta), altorilievo "Anime Purganti" CCaretta), altorilievo Madonna del Carmelo e S.Simone Stock (Caretta), SS.mo Nome di Gesù (Caretta). [14].

Chiesa di San Giuseppe

Chiesa di San Giuseppe sotto il Titolo della Buona Morte[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Giuseppe fu eretta nella seconda metà del XVIII secolo a spese dei Confratelli, su un pezzo di terreno donato dal Duca Giuseppe Ferdinando Venturi, così come informa la lapide interna con la data 1783. Un precedente oratorio esisteva già in altro luogo prima di quella data, in quanto ospitava dal 1750 la Confraternita della Buona Morte, che venne riconosciuta nel 1777 con Regio Assenso da Ferdinando IV. Subì alcuni restauri ed ampliamenti nel corso del tempo, l'ultimo dei quali nel 2009; nel 1952 venne realizzata l'attuale facciata in stile moresco. L'interno, a navata unica, è percorso da un pavimento a mosaico realizzato nel 1898. Sull'altare maggiore è collocato un dipinto raffigurante la morte di San Giuseppe, opera di scuola napoletana del XVIII secolo.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Santuario della Madonna del Montegrappa, fu edificato nel 1940 per volontà del sindaco Cesare Vergine che aveva combattuto sulla Cima del Grappa durante la prima guerra mondiale.
  • Chiesa di Santa Teresa di Lisieux o delle Suore, risalente al 1934, fa parte dell'Istituto "F.lli Stamerra", istituito originariamente per l'istruzione dell'infanzia povera.
  • Chiesa di Santa Maria Goretti, originariamente nella Diocesi di Gallipoli ma nel Comune di Tuglie, fu costruita nel 1965. È stata la seconda Parrocchia del paese fino al 2008, anno in cui il Vescovo Caliandro l'ha soppressa.
  • Chiesetta di San Gerolamo, viene menzionata per la prima volta nella Visita Pastorale del Vescovo Gallipolitano Mons. Filomarino1696. È annessa al complesso seicentesco - con inglobato torrino di avvistamento del '500 - alla Masseria "Aragona"; fatiscente, è chiusa al culto.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Ducale[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo ducale fu edificato nei primi anni del XVII secolo. Dal 1982, parte della struttura, è occupata dal Museo della Civiltà Contadina e delle tradizioni popolari del Salento. Presenta una semplice facciata, arricchita da balconi con balaustre barocche e dal portale, al quale si accede attraverso una scalinata realizzata in carparo e pietra leccese. Nel giardino è presente l'antico pozzo seicentesco.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti megalitici della provincia di Lecce.

Menhir[modifica | modifica sorgente]

  • Menhir Monte Prino. Rinvenuto nel 1962, presenta dei profondi intacchi nella facciata a S, probabilmente per permettere l'ascesa e la collocazione dell'ulivo benedetto durante il periodo pasquale. Sulla faccia a N ci sono delle croci graffite. Il troncone di menhir (40 × 30 cm) è molto irregolare e si eleva di 1,80 m dal piano di calpestio.
  • Menhir Nove Croci. Il monolite (50 × 20 cm) presenta un segno M a braccia arrotondate e allargate, con nove croci poste sulle quattro facce. Si eleva per un'altezza di 1,54 m.
  • Menhir Caruggio
  • Menhir Scirocco

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Calvario, fu realizzato nel 1932 su progetto di Oreste Primiceri.
  • Monumenti ai Caduti in Guerra, fu eretto subito dopo la prima guerra mondiale.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 a Tuglie risultano residenti 97 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[16]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Tuglie è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Comunale "Fiore Tommaso Gnoni"[17].

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Tuglie hanno sede una Scuola dell'infanzia, una Scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado, appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale[18].

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo della Radio[19]
  • Museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni Popolari Salentine[20]

Persone legate a Tuglie[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa patronale di Maria Santissima Annunziata - 25 marzo - i suoi inizi risalgono a metà Settecento, e la fiera del bestiame fu concessa dal Re di Napoli, Carlo III di Borbone intorno al 1750, prima di divenire re di Spagna.
  • "Corrituglie" gara podistica su strada di 10 km - prima domenica di giugno

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia di Tuglie è basata da sempre sull'agricoltura; tuttavia il ramo economico più importante è quello manifatturiero: il comparto più diffuso è quello dei calzaturifici e delle confezioni, seguono la lavorazione del marmo, l'alimentare, la meccanica, la carpenteria e la grafica. A queste attività si aggiungono quelle vitivinicole, della produzione olearia e l'artigianato dei dolciumi.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Tuglie è servito da una stazione ferroviaria posta sulla linea locale Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dati demo.istat.it - Bilancio demografico mensile del 30/11/2011
  4. ^ Puglia.indettaglio.it
  5. ^ Gerardo Fedele, Tuglie da scoprire, 1998. Guida turistica promossa dal Comune di Tuglie.
  6. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  7. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  8. ^ CC-BY-SA da [1]
  9. ^ Popolazione stanziata sul posto al tempo dei romani, meno importante e famosa dei Messapi
  10. ^ Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV. Apulia-Lucania-Calabria
  11. ^ Fiore Gnoni, Tuglie, dalle origini ai nostri giorni, 1971
  12. ^ L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, 1994
  13. ^ Enzo Pagliara, La chiesa matrice di Tuglie e le origini religiose del paese, 1996
  14. ^ Enzo Pagliara, La Chiesa e la Confraternita delle Anime in Tuglie, 1993.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Dati Istat
  17. ^ Pagina web della Biblioteca
  18. ^ Sito dell'Istituto Comprensivo
  19. ^ Sito del Museo della Radio
  20. ^ Sito del Museo della Civiltà Contadina

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fiore Gnoni, Tuglie, dalle origini ai nostri giorni, Ed. Salentina, Galatina, 1971
  • Enzo Pagliara, La chiesa e la Confraternita delle Anime in Tuglie, Manduria, Barbieri, 1993
  • Fernando A. Panico, Tuglie il paese e la vita, Congedo, 1993
  • Fernando A. Panico, Il santuario della Madonna di Monte Grappa in Tuglie, Congedo, 1994
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • Enzo Pagliara, La chiesa matrice di Tuglie e le origini religiose del paese, Barbieri, 1996
  • Maurizio Paturzo, Tuglie da feudo rustico a casale (1695-1749), Barbieri, 1996
  • Gerardo Fedele, Tuglie. I luoghi e e le tradizioni, Tipografia 5 Emme, 1997
  • AA.VV.Iscrizioni latine del Salento: Galatone, Diso e Marittima, Andrano e Castiglione, Lizzanello, Collepasso, Tuglie, Congedo, 2000; (la voce Tuglie, a cura di Maurizio Paturzo).
  • Lucio Causo-Salvatore Coppola-Ermanno Inguscio, Tuglie nel XX secolo,vol. I (Gli anni difficili 1900-1950)- vol.II (Gli anni della ripresa 1951-200), Edizioni EGS,Lizzanello, 2004.
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici, Edizioni del Grifo, 2008

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]