Melissano
| Melissano comune |
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|---|---|---|---|---|---|
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Roberto Falconieri (lista civica Democratici per Melissano) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°58′0″N 18°8′0″E / 39.96667°N 18.13333°ECoordinate: 39°58′0″N 18°8′0″E / 39.96667°N 18.13333°E | ||||
| Altitudine | 59 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 12,42 km² | ||||
| Abitanti | 7 357[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 592,35 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Casarano, Matino, Racale, Taviano, Ugento | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 73040 | ||||
| Prefisso | 0833 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 075044 | ||||
| Cod. catastale | F109 | ||||
| Targa | LE | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 100 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | melissanesi | ||||
| Patrono | sant'Antonio di Padova | ||||
| Giorno festivo | prima domenica di settembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Melissano all'interno della provincia di Lecce |
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| Sito istituzionale | |||||
Melissano è un comune italiano di 7.357 abitanti[3] della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel versante occidentale del basso Salento, dista 52,7 km dal capoluogo provinciale[4]. È un importante centro per la produzione di vino e uva da tavola e negli ultimi anni si è imposto a livello industriale come un noto polo calzaturiero.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
[modifica] Territorio
Il comune di Melissano presenta una morfologia pianeggiante ed è compreso tra i 46 e i 59 metri sul livello del mare. L'intero abitato è situato geologicamente sullo zoccolo calcaritico detto Calcare di Melissano. La natura carsica del territorio favorisce la creazione di lunghi fiumi sotterranei che alimentano le falde acquifere; talvolta l'affioramento della falda freatica superficiale forma piccoli bacini idrici come nel caso del laghetto Cellini situato nella parte settentrionale del territorio comunale.
Il comune, la cui superficie si estende per 12,42 km², confina a nord con Matino, a est con Casarano, a sud con Ugento, a ovest con Taviano e Racale.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca. |
La stazione meteorologica di riferimento è quella di Santa Maria di Leuca. In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media del mese più freddo, febbraio, è di +10,0 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +25,3 °C; mediamente si contano zero giorni di gelo all'anno e 20 giorni con temperatura massima uguale o superiore ai +30 °C. I valori estremi di temperatura registrati nel medesimo trentennio sono i -2,8 °C del gennaio 1979 e i +39,6 °C del luglio 1988.
Le precipitazioni medie annue si attestano a 563 mm, mediamente distribuite in 61 giorni di pioggia, con minimo in estate e picco massimo in autunno-inverno.
Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trantennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio.
| SANTA MARIA DI LEUCA (1971-2000) |
Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12,5 | 12,5 | 13,9 | 16,4 | 21,1 | 25,2 | 28,4 | 28,7 | 25,1 | 21,0 | 16,7 | 13,7 | 12,9 | 17,1 | 27,4 | 20,9 | 19,6 |
| T. min. media (°C) | 7,7 | 7,4 | 8,8 | 11,2 | 15,1 | 18,9 | 21,4 | 21,9 | 19,1 | 15,6 | 11,7 | 9,0 | 8 | 11,7 | 20,7 | 15,5 | 14 |
| T. max. assoluta (°C) | 19,0 (1990) |
18,2 (1998) |
21,4 (1977) |
26,6 (2000) |
30,4 (1985) |
35,0 (1982) |
39,6 (1988) |
38,4 (2000) |
34,2 (1987) |
28,8 (1981) |
22,8 (1990) |
19,2 (1977) |
19,2 | 30,4 | 39,6 | 34,2 | 39,6 |
| T. min. assoluta (°C) | -2,8 (1979) |
-1,0 (1993) |
-2,0 (1987) |
3,8 (1995) |
7,6 (1972) |
10,0 (1975) |
15,0 (1981) |
14,6 (1978) |
12,0 (1971) |
5,8 (1971) |
2,0 (1973) |
-2,2 (1991) |
-2,8 | -2 | 10 | 2 | -2,8 |
| Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 9 | 10 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 20 | 0 | 20 |
| Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Precipitazioni (mm) | 63,4 | 59,7 | 50,2 | 33,4 | 23,1 | 13,1 | 12,8 | 22,9 | 38,0 | 82,2 | 90,2 | 74,2 | 197,3 | 106,7 | 48,8 | 210,4 | 563,2 |
| Giorni di pioggia (≥ 1 mm) | 7 | 8 | 6 | 5 | 3 | 2 | 2 | 2 | 4 | 6 | 8 | 8 | 23 | 14 | 6 | 18 | 61 |
| Giorni di nebbia | 1 | 1 | 1 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 | 1 | 1 | 3 | 3 | 1 | 2 | 9 |
| Umidità relativa (%) | 79 | 77 | 77 | 77 | 74 | 72 | 69 | 72 | 75 | 78 | 80 | 78 | 78 | 76 | 71 | 77,7 | 75,7 |
- Classificazione climatica di Melissano:[5]
- Zona climatica: C
- Gradi giorno: 1100
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia. |
La prima attestazione dell'insediamento risale al 1269 (dai registri angioini), ma l'agglomerato dovrebbe essere nato in epoca bizantina, quando esisteva la vicina abbazia di Santa Maria del Civo, posta sul triconfinio Melissano, Racale e Taviano. Il suo territorio fu interessato in epoca romana da alcuni insediamenti rurali, ma tracce ancora più antiche della presenza umana sono riconducibili alla presenza di una specchia databile all'età del bronzo.
Da un'epigrafe del XII secolo, posta nella chiesa madre di Racale e oggi scomparsa, si apprendeva che il casale di Melissano apparteneva, in epoca sveva, a Giordano Sicecte. Con l'avvento dei Normanni, il re Tancredi d'Altavila concesse il feudo a Niccolò Amendolia. Nel 1384 passò ai Della Ratta ai quali succedettero nel 1491 i Del Balzo. Nel Cinquecento si avvicendarono i De Capua e i Brayda (1589). Dopo lo smembramento della contea di Alessano e del marchesato di Specchia, il casale fu venduto dai Trane ai De Franchis, marchesi di Taviano, che lo detennero sino al 1723, anno in cui passò sotto il controllo dei principi Caracciolo. I Caracciolo furono gli ultimi feudatari di Melissano (1806).
Con l'abolizione della feudalità e la creazione dei comuni, il borgo di Melissano, che contava solo 500 abitanti, fu aggregato al comune di Taviano. Nel 1850 un primo tentativo di richiesta per l'autonomia amministrativa fu rigettata per l'estrema miseria della popolazione. Il 1º gennaio 1885 la frazione fu staccata da Taviano e annessa al comune di Casarano, dal quale ottenne l'autonomia nel 1922. Dal 2003 si fregia del titolo di città[6].
[modifica] Toponimo
Il toponimo potrebbe derivare dal fatto che sul territorio di Melissano si coltivasse la melissa, una pianta erbacea spontanea molto ricercata dalle api. Questa teoria spiegherebbe anche la presenza di un'ape sullo stemma del paese.
Un'altra ipotesi, sostenuta dai ricercatori di toponimia Marinelli e Laporta, considera più probabile la derivazione etimologica dal nome latino di persona Melissus con l'aggiunta del suffisso -anus che indica possesso; in questo caso il nome è un prediale (praedium Melissanus era la terra di Melissus).
Un'altra tesi colloca l'origine della nascita del toponimo in epoca bizantina in seguito alla devastazione della città di Ugento nell'886 da parte dell'ex emiro di Bari, Sawdàn. Il sovrano bizantino Basilio I, che decise di ripopolare l'area compresa tra Ugento e Gallipoli con coloni provenienti da Heraclea sul Ponto (da cui il nome di Racale), affrontò Sawdàn con il supporto del generale Melissos (da cui il nome Melissano).
[modifica] Simboli
Descrizione araldica dello stemma:
| « di azzurro, all'ape di oro, accostata da tre carrube (melissa), due ornate in capo e una in punta dello scudo » |
Blasonatura del gonfalone:
| « drappo di azzurro... » |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiesa della Beata Vergine del Rosario
La Chiesa della Beata Vergine del Rosario, attuale chiesa madre e sede dell'omonima parrocchia, fu costruita a partire dal 1885 e inaugurata l'8 febbraio 1902. Progettata dall'architetto leccese Ferdinando Campasena, presenta uno stile neorinascimentale e una pianta basilicale dalle linee cinquecentesche.
Il prospetto è interamente in pietra leccese costituito da due ordini separati da una spessa cornice aggettante. Il primo, scandito in tre zone da lesene terminanti con capitelli corinzi, ospita tre porte corrispondenti alla tre navate interne; il secondo, tripartito come il primo, è caratterizzato da una bifora centrale e da due nicchie laterali; il tutto termina con un frontone triangolare.
L'interno, a croce latina con tre navate e transetto, presenta una volta a stella e ospita sei altari intitolati alla Madonna del Carmelo, a San Giuseppe, alla Madonna del Rosario, nella navata destra, a San Vito, alla Deposizione di Gesù, a Sant'Antonio di Padova, nella navata sinistra. Il presbiterio accoglie l'altare maggiore in marmo di Carrara, realizzato nel 1901, e un organo a canne del XVIII secolo proveniente dall'originaria chiesa parrocchiale. Dell'antico edificio si conserva anche una tela seicentesca e una statua settecentesca di Sant'Antonio.
[modifica] Chiesa dell'Immacolata
La Chiesa dell'Immacolata risale alla seconda metà del XVII secolo e sorge sopra l'antica chiesa parrocchiale di San Pietro. Fu radicalmente rimaneggiata e ampliata nel corso dell'Ottocento con l'aggiunta della zona absidale, della navata destra e di una campata della navata principale che comportò l'abbattimento del prospetto seicentesco.
L'attuale facciata si presenta scarsamente elevata, con uno sviluppo orizzontale; il corpo principale è scandito da quattro lesene che sorreggono un cornicione sul quale si apre un finestrone semicircolare. L'interno, con copertura a stella, si compone di due navate fra di loro comunicanti con tre archi. La navata centrale termina nel presbiterio che ospita un marmoreo altare maggiore realizzato nel 1816; l'altare custodisce due tele raffiguranti l'Immacolata (XVIII secolo) e una Madonna col Bambino (XVIII secolo). Un modesto altare, dedicato alla Madonna del Carmelo, è posizionato nella navata laterale.
La chiesa è ricca di statue conservate nelle relative nicchie: Madonna dei Fiori (manichino XVIII secolo), Addolorata (manichino XIX secolo), Immacolata (legno XVIII secolo), Madonna del Miracolo (legno XVIII secolo), Immacolata (cartapesta seconda metà XX secolo), San Vito (legno e cartapesta XVIII secolo).
[modifica] Ex Chiesa di Sant'Antonio
L'ex Chiesa di Sant'Antonio, la cui prima attestazione risale al 1575, fu costruita a partire dal 1569 e sorgeva adiacente all'antichissima chiesa di San Nicola, oggi scomparsa e già allora ridotta in rudere. L'edificio, rimaneggiato una prima volta nel 1612 e successivamente nel 1778, fu interdetto al culto nel 1910. Attualmente è adibito a centro culturale.
Il prospetto è spoglio di qualsiasi decorazione ed è costituito da una piccola finestra centrale posta in asse con il portale d'accesso, leggermente rialzato rispetto al piano stradale. L'interno, ad unica navata, termina con un presbiterio semicircolare ricoperto da una elegante volta a stella. Sui muri laterali, sono addossati cinque altari barocchi in pietra leccese decorati con sfarzose composizioni floreali e puttini a bassorilievo. Di rilevante pregio artistico sono gli altari intitolati alla Madonna del Rosario (1575) e a Sant'Antonio da Padova, nonostante siano privi dell'originaria tela. Interessanti sono i resti di due affreschi, un Sant'Antonio e una Madonna col Bambino, posti sulla controfacciata e che fanno ipotizzare una datazione anteriore e un'orientazione diversa dell'edificio, con l'altare posto in prossimità dell'entrata.
[modifica] Abbazia di Santa Maria del Civo
Quasi niente è rimasto di quella che era una delle più importanti abbazie basiliane edificata fra l'XI-XII secolo. La sua prima attestazione risale al 1120 quando nella chiesa abbaziale fu sepolto Gilberto Siniscalco, figlio del conte normanno di Nardò. Dell'abbazia, caduta in commenda sul finire del XV secolo, rimase solo la chiesa dedicata all'Annunziata di cui, da un documento del 1714, si apprende che era costituita da un'unica navata con tre altari; il maggiore possedeva una tela raffigurante la Titolare mentre i due laterali erano dedicati a Sant'Ignazio di Loyola e alla Madonna delle Grazie. Nella seconda metà del Novecento la chiesa si presentava semidistrutta e i pochi ruderi rimasti furono definitivamente abbattuti nel 1973. Oggi della struttura è possibile osservare solo alcune pietre e i resti di un'antica necropoli.
[modifica] Altre chiese
- Ex Chiesa Madonna delle Grazie (fine XIX secolo)
- Cappella di San Donato (1947)
- Chiesa Madonna tu Ndriolu (XVII secolo) Prende il nome dal fondo Andrioli in cui sorge.
- Edicola della Madonna della Pila
- Cappella della Cucuruzza (XVII secolo) Cappella della masseria omonima.
- Cappella dei Coloni (XVII secolo) Cappella della masseria omonima.
- Edicola di San Rocco (1947)
- Edicola della Madonna (1950)
- Chiesa di Gesù Redentore (1997-2001)
[modifica] Architetture civili
Melissano possedeva un tempo un castello posto dove attualmente si congiunge Piazza Mercato vecchio con via Castello.
[modifica] Palazzi
- Palazzo Ricchello, ora Monsellato (XV secolo)
- Palazzo Nassisi (Ricostruito nel XVII secolo su una preesistente struttura)
- Palazzo Santaloja (XIX secolo)
- Palazzo Fasano
- Palazzo Corvaglia (XIX secolo)
[modifica] Masserie
- Masseria Cuntinazzi (XV secolo)
- Masseria Cucuruzze (XVI secolo) Possiede un frantoio ipogeo del 1618 e una chiesetta.
- Masseria Li Coloni (XVII secolo)
- Masseria Li Buoi (XVIII secolo)
- Masseria Quarta (XIX secolo)
[modifica] Frantoi ipogei
- Frantoio ipogeo "Li Curti" (XV secolo)
[modifica] Aree naturali
[modifica] Laghetto Cellini
Il laghetto Cellini è un bacino di piccolissime dimensioni alimentato dalle acque sorgive della falda freatica. Occupa una superficie di 3.000 m² e presenta una profondità massima di tre metri. Il lago ospita una modesta varietà faunistica costituita prevalentemente da rane e pesci rossi; in alcuni periodi dell'anno è meta di diverse specie di uccelli migratori che si stanziano temporaneamente sulle rive ricoperte da fitti canneti. L'area è situata a nord di Melissano, al confine con il feudo del comune di Taviano.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2009 a Melissano risultano residenti 60 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[7]
[modifica] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino. |
Il dialetto parlato a Melissano è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Biblioteche
- Biblioteca Pubblica Comunale. Ospita una sezione libraria composta da oltre undicimila volumi, in parte provenienti dalla donazione Capoti, una sezione emeroteca e una postazione internet.
[modifica] Scuole
Melissano è sede di un Istituto Comprensivo (infanzia, primaria, secondaria di I° grado) e di una scuola dell'Infanzia privata.
[modifica] Personalità legate a Melissano
- Servo di Dio Quintino Sicuro (Melissano, 29 maggio 1920 - Monte Fumaiolo, 26 dicembre 1968), sacerdote eremita.
- Ferruccio Caputo, studente e uno dei 335 martiri delle fosse Ardeatine.
- Luigi Corvaglia (Melissano, 1892 – Roma, 1966) è stato un filosofo e scrittore italiano.
[modifica] Eventi
- Focareddhe di San Biagio (falò) - 3 febbraio
- Carnevale - febbraio o marzo
- Festa della Madonna del Miracolo - 24 febbraio
- Festa di Gesù Redentore - prima domenica di maggio
- Festa di Sant'Antonio - 13 giugno (solo religiosa) e prima domenica di settembre
- Festival canoro e delle voci nuove - secondo fine settimana di luglio
- Festa della Madonna Immacolata - 8 dicembre
- Festa di San Luigi - 21 giugno
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia. |
Il settore agricolo è caratterizzato da rilevanti produzioni di uva da vino e da tavola e il territorio rientra nell'area di produzione dell'olio di oliva DOP Terra d'Otranto. Sul territorio è presente una cantina cooperativa fondata nel 1940 in nome di Re Vittorio Emanuele III.
Il comune è dotato di un'area industriale realizzata a nord del centro abitato in cui sono presenti aziende di piccole e medie dimensioni impegnate nei settori alimentare (produzione di vini e olii), tessile (calze), dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:
Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP68 Melissano-Taviano-Casarano-Racale, SP203 Melissano-Felline, SP206 Melissano-Ugento, SP263 Melissano-Casarano.
[modifica] Ferrovie
La città è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Gallipoli-Casarano delle Ferrovie del Sud Est.
[modifica] Aeroporti
Gli aeroporti civili più vicini sono:
- Aeroporto Internazionale del Salento con sede a Brindisi.
- Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta", che effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter.
- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyla".
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Roberto Falconieri (lista civica Democratici per Melissano) dal 16/05/2011 (2º mandato)
[modifica] Gemellaggi
Melissano è gemellata con le seguenti città:
Ogrodzieniec dal 17 giugno 2000
Verghereto dal 29 maggio 2007
[modifica] Sport
Lo sport è legato principalmente al calcio e alla pallavolo. La squadra di calcio di Melissano milita in Seconda Categoria. La squadra di pallavolo, denomita A. S. Volley Città di Melissano[8], milita in II Divisione.
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Dato Istat al 31/12/2010
- ^ Puglia.indettaglio.it
- ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
- ^ Vedi sito del comune
- ^ Dati Istat
- ^ [1]
[modifica] Bibliografia
- Amministrazione Comunale, Melissano...da amare, A.G. Grafema Taviano, maggio 2007.
- L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
- (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
- I monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879
- Fernando Scozzi, "Melissano, società, economia, territorio fra '800 e '900", Edizioni del Grifo, Lecce, 1990
- Fernando Scozzi, "Melissano dell'uva e del vino", Micaletto, Melissano, 2004
- Fernando Scozzi, "Lavoro in movimento, storie, volti, documenti dell'emigrazione melissanese", Melissano 2010
- Fernando Scozzi, "Storia e memoria di una comunità: i melissanesi nella secona guerra mondiale", Melissano, 2009
- Fernando Scozzi, "La confraternita dell'Immacolata Concezione in Melissano - Note di storia per il terzo centenario della fondazione
- Associazioni Pro Loco di Melissano, Racale, Taviano, Alliste e Felline, "Itinerari del Sud Salento", Melissano, 2008
- Associazione Pro Loco Melissano, "A novant'anni dalla fine della prima guerra mondiale, ricordo dei melissanesi caduti sui campi di battaglia", Melissano, 2008
[modifica] Voci correlate
- Salento
- Terra d'Otranto
- Città d'Italia
- Monumenti megalitici della provincia di Lecce
- Patata novella sieglinde di Galatina
- Diocesi di Nardò-Gallipoli
[modifica] Altri progetti
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