Sforza

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Sforza
Arms of the House of Sforza.svg
inquartato: nel primo e nel quarto, d'oro all'aquila abbassata di nero, lampassata di rosso e coronata del campo; nel secondo e nel terzo, d’argento alla biscia d’azzurro ondeggiante in palo e coronata d’oro, ingolante un moro di carnagione.
Stato Ducato di Milano
Fondatore Muzio Attendolo Sforza
Ultimo sovrano Francesco II Sforza (Milano)
Data di fondazione XIV secolo
Data di deposizione 1500
Rami cadetti
  • Sforza di Pesaro (estinto nel 1519)
  • Sforza-Cotignola (estinto nel 1624)
  • Sforza-Cesarini (esistente)
Ducato di Milano
Casato degli Sforza

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La famiglia Sforza acquisì notevole importanza dalla fine del XIV secolo, lasciando un segno nella storia italiana ed europea.

La nascita[modifica | modifica sorgente]

Il nome della famiglia deriva dal soprannome del suo fondatore, Muzio Attendolo (Cotignola, 1369 - vicino Ravenna, 1424), un capitano di ventura della Romagna al servizio dei re Angioini di Napoli, chiamato Sforza (Forte) per la sua prestanza. Fu la dinastia di condottieri italiani che ebbe maggior fortuna.

Il ramo di Milano[modifica | modifica sorgente]

Il primo duca di Milano fu il figlio maggiore di Muzio Attendolo, Francesco (1401-1466), che acquisì il titolo ducale grazie al suo matrimonio con Bianca Maria Visconti, ultima erede del duca Filippo Maria Visconti, morto nel 1447. Da questo matrimonio originò il ramo principale della famiglia. Il successore di Francesco I fu Galeazzo Maria (1444-1476), duca dal 1466 alla morte, che sposò Bona di Savoia. Fra le sue figlie illegittime va segnalata Caterina Sforza, che sposò dapprima Girolamo Riario, divenendo signora di Forlì ed Imola, e fu poi la madre di Giovanni dalle Bande Nere.

Successore di Galeazzo Maria fu il figlio Gian Galeazzo (1469-1494), che, a causa della sua debolezza ed inettitudine, in pratica non governò mai direttamente, egli sposò Isabella d'Aragona. La reggenza del ducato fu fin dall'inizio nelle mani di Ludovico Sforza detto il Moro, che ebbe il titolo di duca solo a partire dalla morte del nipote; Ludovico il Moro sposò Beatrice d'Este. A riprova del prestigio goduto dal casato milanese in quel periodo vi è il matrimonio celebrato tra Bianca Maria, sorella di Gian Galeazzo e l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo. Ludovico il Moro governò sul Ducato di Milano fino al 1500, anno in cui fu definitivamente sconfitto e preso prigioniero dai francesi. Dopo che i francesi furono cacciati dall'esercito di mercenari svizzeri dell'impero (1512), il ducato di Milano tornò per alcuni anni nelle mani dei figli di Ludovico il Moro, Massimiliano (1493-1530) e Francesco II (1495-1535), che sposò Cristina di Danimarca, nipote dell'imperatore Carlo V. Costoro, coinvolti nelle guerre tra Francia ed Impero, regnarono ad intervalli e sotto la protezione degli Asburgo, ai quali, dopo la morte di Francesco II senza eredi, passò il ducato.

Da Giovanni Paolo (1497-1535), figlio naturale di Ludovico il Moro e di Lucrezia Crivelli, discese il ramo dei Marchesi di Caravaggio, estinto nel 1717. Da Sforza Secondo, figlio naturale di Francesco I, discese il ramo dei conti di Borgonovo Val Tidone, estinto nel 1680; da Jacopetto, figlio naturale di Sforza Secondo, discese il ramo dei Conti di Castel San Giovanni, che giunse fino al XX secolo e a cui appartenne il ministro Carlo Sforza.

Il ramo di Pesaro[modifica | modifica sorgente]

Il secondogenito di Muzio Attendolo, Alessandro Sforza di Pesaro (1409-1473), fu il capostipite del ramo di Pesaro, città della quale tenne la Signoria dal 1445 al 1500. Giovanni Sforza appartenne a questo ramo, fu il primo marito di Lucrezia Borgia ed in seguito venne spodestato del suo titolo dall'ex-cognato Cesare Borgia.

Il ramo di Santa Fiora[modifica | modifica sorgente]

Il fondatore del ramo di Santa Fiora fu il terzogenito di Muzio Attendolo e di Antonia Salimbeni da Siena, Bosio (1411-1476). Questo ramo ebbe il suo periodo di massimo splendore nel '500, grazie all’accortezza diplomatica ed alle alleanze intessute dal primo conte, Guido, il quale, non solo era sposato con una parente di Paolo III Farnese, ma riuscì a far sposare due dei suoi discendenti con la figlia e la nipote del medesimo pontefice. Grazie a queste strategie, i membri della sua famiglia poterono avere brillanti carriere ecclesiastiche e militari. Nel ‘600, però, vuoi per la dismissione e la vendita di molte proprietà, vuoi per le politiche del Granduca di Toscana, il potere degli Sforza cominciò ad affievolirsi.

Sforza-Cesarini[modifica | modifica sorgente]

Nel 1674 grazie al matrimonio tra Federico Sforza di Santa Fiora primo Duca di Segni e Livia Cesarini, ultima erede delle famiglie Cesarini Savelli Peretti, la famiglia si trasferì a Roma e cambiò nome in Sforza-Cesarini.

Linea di successione[modifica | modifica sorgente]

I domini degli Sforza alla vigilia del secolo XVI comprendevano: il Ducato di Milano, con i territori annessi, e quello di Genova, con i territori annessi, entrambi sotto il governo del Duca Ludovico Maria Sforza, detto il Moro; le Contee di Imola e Forlì sotto Caterina Riario-Sforza; la Signoria di Pesaro sotto Giovanni Sforza; la Contea di Santa Fiora sotto Federico I Sforza del ramo omonimo; il Ducato di Bari, Palo, Rossano e Modugno sotto Isabella d'Aragona, vedova di Gian Galeazzo Sforza ed ex Duchessa di Milano, reggente per i figli Francesco e Bona Sforza; alcuni altri rami cadetti, sparsi per l'Italia e governanti territori minori, come Caravaggio, Cotignola, Castell'Arquato, eccetera

Ramo di Milano[modifica | modifica sorgente]

Ramo di Pesaro[modifica | modifica sorgente]

Ramo di Santa Fiora[modifica | modifica sorgente]

Ramo di Caravaggio[modifica | modifica sorgente]

Dimore[modifica | modifica sorgente]

Qui segue un elenco delle dimore costruite ed abitate dagli Sforza. Si invita di partecipare al completamento dell'elenco.

Galleria di ritratti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]