Ascanio Maria Sforza Visconti

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Ascanio Maria Sforza Visconti
cardinale di Santa Romana Chiesa
SFORZA ASCANIO.jpg
Nato 3 marzo 1455, Cremona
Creato cardinale 17 marzo 1484 da papa Sisto IV
Deceduto 28 maggio 1505, Roma

Ascanio Maria Sforza Visconti (Cremona, 3 marzo 1455Roma, 28 maggio 1505) è stato un cardinale italiano, conosciuto per la sua abilità diplomatica, che giocò un ruolo fondamentale nell'elezione di Rodrigo Borgia come papa Alessandro VI.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ascanio Sforza nacque a Cremona, quintogenito di Francesco Sforza, Duca di Milano, e Bianca Maria Visconti, fratello minore di due Duchi Milanesi, Galeazzo Maria Sforza e Ludovico il Moro.

Ancora adolescente Ascanio fu predestinato al posto di cardinale da Guillaume d'Estouteville, che voleva ottenere in questo modo l'appoggio di Galeazzo Maria Sforza per la sua candidatura al trono papale nel 1471.

La tiara venne data infine a Francesco della Rovere (papa Sisto IV) e l'investitura cardinalizia venne posticipata. Sisto IV decise di farlo comunque cardinale nel 1477, ma il Collegio dei Cardinali rifiutò di accettarlo. In ogni caso Ascanio divenne poi vescovo di Pavia nel 1479.

Cardinale[modifica | modifica sorgente]

Ducato di Milano
Casato degli Sforza

Arms of the House of Sforza.svg

Nel 1484 venne fatta nuovamente richiesta per l'ammisione, e finalmente nel 1484 Ascanio venne proclamato Cardinale Diacono di San Vito e San Modesto, entrando a Roma pochi giorni dopo la morte di Sisto IV.

La nomina formale non venne tenuta e alcuni cardinali obbiettarono alla sua partecipazione al conclave seguente. Grazie al cardinale Rodrigo Borgia, però, Ascanio venne ricevuto con tutti gli onori cardinalizi e contribuì all'elezione di Giovanni Battista Cybo a papa Innocenzo VIII.

Nel 1488, per suo volere, in qualità di vescovo di Pavia, sul luogo delle due gemelle basiliche romaniche di Santo Stefano e di Santa Maria del Popolo diede avvio alla costruzione del nuovo Duomo di Pavia, alla cui progettazione chiamò lo scultore e architetto lombardo Giovanni Antonio Amadeo.
Commendatario della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano, al cardinale era già stata affidata in commenda la famosa abbazia di Chiaravalle, avviata a nuovi splendori, e a questa volle pertanto unire anche la nuova comunità cistercense di S. Ambrogio, per la quale decise la ricostruzione degli ambienti conventuali. A quei tempi vi erano ancora sei monaci benedettini che furono prontamente "licenziati" per farvi risiedere i monaci dell'ordine cistercense. Ma il suo progetto era ancora più organico se nel 1497 formalizzò l'unione della congregazione lombarda dell'Ordine cistercense lombardo con quella toscana. Nello stesso anno è la figura chiave dell'impresa della riedificazione dei quattro chiostri del cistercense ex monastero di Sant'Ambrogio a Milano, affidata al Bramante e proseguita dall'Amadeo.

Durante il pontificato, Ascanio fu la spia del fratello nella Santa Sede. Il suo scopo principale fu quello di riconciliare Ferdinando I di Napoli con gli Sforza. Nel marzo del 1486 Ascanio discusse con il Cardinale Jean Balue, ambasciatore della Francia a Roma. Questi suggeriva che il Papa dovesse sollecitare Renato d'Angiò a riprendere i suoi diritti al trono Napoletano. La disputa divenne così violenta che Innocenzo, di solito esitante ad interferire con i suoi inferiori, ordinò loro di smetterla. Nello sforzo di rendere alleati Napoli e Milano Ascanio incontrò Ferdinando di Capua, nipote di Ferrante, nel suo palazzo in Trastevere nel maggio del 1492.

Vice cancelliere[modifica | modifica sorgente]

Nel Conclave dell'agosto 1492, dopo aver fallito nell'ottenere la tiara per se stesso, Ascanio promise il suo voto a Rodrigo Borgia, Vice-Cancelliere della Curia Romana, in cambio della sua collaborazione. Questi divenne poi Papa grazie alle manovre di Ascanio, diventando così Papa Alessandro VI e elesse Ascanio suo Vice-Cancelliere, facendolo divenire di fatto "primo ministro" del Vaticano. Per rinforzare l'alleanza tra le famiglie Ascanio organizzò il matrimonio di Giovanni Sforza, suo cugino e governatore di Pesaro, con Lucrezia Borgia, la figlia illegittima del Papa.

L'invasione francese[modifica | modifica sorgente]

L'amicizia tra Ascanio e Papa Alessandro VI terminò quando la Francia invase l'Italia nel settembre del 1494. Conscio delle macchinazioni del Cardinale Giuliano della Rovere, Alessandro VI decise di resistere alla Francia. Ludovico Sforza era alleato segretamente col re Carlo VIII di Francia, e Ascanio tradì il Papa chiedendo la sua deposizione. A seguito del trionfo papale sul Re Milano abbandonò la Francia e Ascanio venne riammesso in Vaticano, senza però più cercare di riconquistare i favori del Papa. Quando Giovanni Borgia, figlio del Papa, venne pugnalato nel 1497, Ascanio venne accusato dell'assassinio ma assolto dal Pontefice.

Quando la Francia invase di nuovo l'Italia con la collaborazione della Santa Sede Ascanio vide la caduta di Ludovico Sforza e la sua prigionia. Nel Conclave del 1503 fece un inutile tentadivo di succedere ad Alessandro VI, scontrandosi con il Cardinale Della Rovere e con il candidato francese Georges d'Amboise. Alla morte di Papa Pio III il mese stesso della sua incoronazione Ascanio ritentò l'ascesa, ma Giuliano della Rovere ebbe la meglio e divenne Papa Giulio II.

Sconfitto, morì nel 1505.

Ad Ascanio Sforza è intitolata un'importante arteria di Milano che costeggia la riva sinistra del Naviglio Pavese per circa 1,5 km in direzione di Pavia.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Immagine Blasonatura
Ornements extérieurs Cardinaux.svg
Coat of arms of the House of Sforza.svg
Ascanio Maria Sforza Visconti
Cardinale

Inquartato: nel primo e nel quarto, d'oro all'aquila spiegata di nero, lampassata di rosso e coronata del campo; nel secondo e nel terzo, d'argento alla biscia ondeggiante in palo d'azzurro, coronata d'oro, ingolante un fanciullo di carnagione (Sforza-Visconti). Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di rosso. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Cardinale Ascanio Sforza Padre:
Francesco I Sforza
Nonno paterno:
Giacomo Attendolo
Bisnonno paterno:
Giovanni Sforza
Trisnonno paterno:
Giacomo Attendolo
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
Elisa Petraccini
Trisnonno paterno:
Ugolino Petraccini
Trisnonna paterna:
 ?
Nonna paterna:
Lucia Terziani
Bisnonno paterno:
 ?
Trisnonno paterno:
 ?
Trisnonna paterna:
 ?
Bisnonna paterna:
 ?
Trisnonno paterno:
 ?
Trisnonna paterna:
 ?
Madre:
Bianca Maria Visconti
Nonno materno:
Filippo Maria Visconti
Bisnonno materno:
Gian Galeazzo Visconti
Trisnonno materno:
Galeazzo II Visconti
Trisnonna materna:
Bianca di Savoia
Bisnonna materna:
Caterina Visconti
Trisnonno materno:
Bernabò Visconti
Trisnonna materna:
Regina della Scala
Nonna materna:
Agnese del Maino
Bisnonno materno:
Ambrogio del Maino
Trisnonno materno:
 ?
Trisnonna materna:
 ?
Bisnonna materna:
Ne de Negri
Trisnonno materno:
 ?
Trisnonna materna:
 ?

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • L. Patetta, L'Architettura del Quattrocento a Milano, CLUP, Milano, 1987.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo di Pavia Successore BishopCoA PioM.svg
Giacomo Ammannati Piccolomini 1479-1505 Francesco Alidosius
Predecessore Vescovo di Novara
Amministratore
Successore BishopCoA PioM.svg
Giovanni Arcimboldi 1484 Gerolamo Pallavicini
Vescovo
I
Gerolamo Pallavicini
Vescovo
1503-1505 Federico Sanseverino
Vescovo
II
Predecessore Vescovo di Pesaro
Amministratore
Successore BishopCoA PioM.svg
Astorre Malvezzi
Vescovo
1487-1491 Luigi Capra
Vescovo
Predecessore Cardinale diacono dei Santi Vito e Modesto Successore CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Battista Savelli 1484-1505 Carlo Domenico del Carretto
Predecessore Vescovo di Cremona
Amministratore
Successore BishopCoA PioM.svg
Giacomo Antonio Della Torre
Vescovo
1486-1505 Galeotto Franciotti della Rovere
Predecessore Abate Commendatario della Basilica di Sant'Ambrogio Successore TerritorialAbbotCoA PioM.svg
 ? 1491-1497  ?

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