Contea di Santa Fiora
| Contea di Santa Fiora | |
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| Dati amministrativi | |
| Lingue ufficiali | latino |
| Lingue parlate | volgare e toscano medievale |
| Capitale | Santa Fiora |
| Dipendente da | Regnum Italiae |
| Politica | |
| Forma di Stato | contea feudataria |
| Forma di governo | feudale |
| Conti di Santa Fiora | Aldobrandeschi di Santa Fiora (1274-1439) e Sforza (1439-1624) |
| Nascita | 1274 con Ildebrandino di Bonifazio |
| Causa | divisione dei feudi Aldobrandeschi |
| Fine | 1624 |
| Causa | spartizione tra Granducato di Toscana e Stato della Chiesa |
| Territorio e popolazione | |
| Bacino geografico | Toscana meridionale |
| Territorio originale | Monte Amiata e Isola del Giglio |
| Religione e società | |
| Religione di Stato | Cattolicesimo |
La Contea di Santa Fiora, assieme a quella di Sovana, era uno dei due stati in cui furono suddivisi nel 1274 i possedimenti della famiglia Aldobrandeschi che occupavano gran parte del territorio della Toscana meridionale.
Storia [modifica]
Al momento della suddivisione, la contea fu assegnata a Ildebrandino di Bonifazio e includeva, oltre alla capitale Santa Fiora, le località di Castell'Azzara, Selvena (insediamento della Rocca Silvana), Arcidosso, Semproniano, Scansano, Magliano in Toscana, Istia d'Ombrone, Roccastrada e l'Isola del Giglio nell'attuale provincia di Grosseto e Castiglione d'Orcia in provincia di Siena.
Nel corso del Trecento i Senesi riuscirono a conquistare l'Isola del Giglio, Roccastrada, Istia d'Ombrone, Magliano in Toscana, Selvena, Arcidosso e Castiglione d'Orcia; nel 1410 i Senesi espugnarono anche il centro di Semproniano che, da allora, entrò a far parte anch'esso della Repubblica di Siena.
Da allora, la contea di Santa Fiora si limitò in territorio toscano alla capitale, a Castell'Azzara e Scansano, mentre nell'attuale territorio laziale includeva i centri di Onano e Proceno. Nonostante il territorio fosse gradualmente sempre più ristretto per le avanzate di Siena, questo stato fu molto più longevo rispetto alla più vasta contea di Sovana.
Soltanto nel 1439 l'intera contea fu ereditata dagli Sforza, a seguito del matrimonio tra Bosio Sforza e Cecilia Aldobrandeschi, una delle 3 figlie di Guido Aldobrandeschi che, non avendo avuto prole maschile, fu di fatto l'ultimo conte. Da quell'anno in poi, il piccolo stato diverrà per quasi due secoli la Contea sforzesca.
Nel 1624 quasi tutto il territorio della contea fu annesso al Granducato di Toscana, mentre i centri di Onano e Proceno passarono sotto lo Stato della Chiesa.
Bibliografia [modifica]
- Giuseppe Guerrini (a cura di). Torri e Castelli della Provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto). Siena, Nuova Immagine Editrice, 1999.