Contea di Santa Fiora

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Contea di Santa Fiora
Dati amministrativi
Lingue ufficiali latino
Lingue parlate volgare e toscano medievale
Capitale Santa Fiora
Dipendente da Regnum Italiae
Politica
Forma di Stato contea feudataria
Forma di governo feudale
Conti di Santa Fiora Aldobrandeschi di Santa Fiora (1274-1439) e Sforza (1439-1624)
Nascita 1274 con Ildebrandino di Bonifazio
Causa divisione dei feudi Aldobrandeschi
Fine 1624
Causa spartizione tra Granducato di Toscana e Stato della Chiesa
Territorio e popolazione
Bacino geografico Toscana meridionale
Territorio originale Monte Amiata e Isola del Giglio
Religione e società
Religione di Stato Cattolicesimo

La Contea di Santa Fiora, assieme a quella di Sovana, era uno dei due stati in cui furono suddivisi nel 1274 i possedimenti della famiglia Aldobrandeschi che occupavano gran parte del territorio della Toscana meridionale.

Storia [modifica]

Al momento della suddivisione, la contea fu assegnata a Ildebrandino di Bonifazio e includeva, oltre alla capitale Santa Fiora, le località di Castell'Azzara, Selvena (insediamento della Rocca Silvana), Arcidosso, Semproniano, Scansano, Magliano in Toscana, Istia d'Ombrone, Roccastrada e l'Isola del Giglio nell'attuale provincia di Grosseto e Castiglione d'Orcia in provincia di Siena.

Nel corso del Trecento i Senesi riuscirono a conquistare l'Isola del Giglio, Roccastrada, Istia d'Ombrone, Magliano in Toscana, Selvena, Arcidosso e Castiglione d'Orcia; nel 1410 i Senesi espugnarono anche il centro di Semproniano che, da allora, entrò a far parte anch'esso della Repubblica di Siena.

Da allora, la contea di Santa Fiora si limitò in territorio toscano alla capitale, a Castell'Azzara e Scansano, mentre nell'attuale territorio laziale includeva i centri di Onano e Proceno. Nonostante il territorio fosse gradualmente sempre più ristretto per le avanzate di Siena, questo stato fu molto più longevo rispetto alla più vasta contea di Sovana.

Soltanto nel 1439 l'intera contea fu ereditata dagli Sforza, a seguito del matrimonio tra Bosio Sforza e Cecilia Aldobrandeschi, una delle 3 figlie di Guido Aldobrandeschi che, non avendo avuto prole maschile, fu di fatto l'ultimo conte. Da quell'anno in poi, il piccolo stato diverrà per quasi due secoli la Contea sforzesca.

Nel 1624 quasi tutto il territorio della contea fu annesso al Granducato di Toscana, mentre i centri di Onano e Proceno passarono sotto lo Stato della Chiesa.

Bibliografia [modifica]

  • Giuseppe Guerrini (a cura di). Torri e Castelli della Provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto). Siena, Nuova Immagine Editrice, 1999.

Voci correlate [modifica]