Ermes Maria Sforza
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Blasonatura
inquartato: nel primo e nel quarto, d'oro all'aquila abbassata di nero, lampassata di rosso e coronata del campo; nel secondo e nel terzo, d’argento alla biscia d’azzurro ondeggiante in palo e coronata d’oro, ingolante un moro di carnagione.
Figli
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Nipoti
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Ermes Maria Sforza(10 maggio 1470 - 1503), marchese di Tortona[1], era figlio del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza e di Bona di Savoia.
Bona ricevette Novara come feudo dal marito nel 1469. Nel 1472 una disposizione ducale permise a Bona di lasciare il feudo di Novara ed i proventi del territorio al suo secondogenito Ermes[2].
Rimasto orfano del padre, assassinato nella chiesa di Santo Stefano il 26 dicembre 1476, il ducato fu ereditato da suo fratello maggiore Gian Galeazzo. La madre Bona fu nominata reggente del figlio ancora bambino e si impegnò a proteggere i diritti dei propri figli contro gli intrighi e le aspirazioni usurpatrici di Ludovico Maria Sforza, zio paterno di Ermes e Gian Galeazzo.
Nel 1488 fu mandato come ambasciatore dallo zio Ludovico il Moro alla corte di Napoli a chiedere la mano di Isabella d'Aragona, che suo padre Galeazzo aveva scelto come sposa per Gian Galeazzo[3]. Le nozze avvennero per procura a Napoli e fu Ermes a rappresentare lo sposo[4].
Nell'aprile del 1500, in seguito alla sconfitta riportata a Novara contro i francesi, venne catturato insieme allo zio Ascanio Sforza da Carlo Orsini che aveva il compito di consegnare ai francesi il cardinale[5]. Ermes e altri signori filosforzeschi furono rinchiusi nel castello di Novara[6]. I territori di Novara passarono ai francesi.
[modifica] Note
- ^ http://www.condottieridiventura.it/condottieri/c/0539%20%20%20%20%20%20NICCOLO.htm
- ^ http://www.provincia.novara.it/Storia/storia_territori.htm
- ^ http://it.wikisource.org/wiki/Storia_di_Milano/Capitolo_XVIII
- ^ http://www.ciao.it/Il_banchetto_O_Bagnasco__Opinione_584045
- ^ http://www.condottieridiventura.it/condottieri/o/1286%20%20%20%20%20%20CARLO%20ORSINI%20%20Conte%20di%20Anguillara.htm
- ^ Mariana Frigeni Careddu. Ludovico il Moro. Piacenza, Sperling&Kupfer Editori, 1997. ISBN 88-200-2434-9

