Galliate

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Galliate
comune
Galliate – Stemma Galliate – Bandiera
Il castello Sforzesco e piazza Vittorio Veneto
Il castello Sforzesco e piazza Vittorio Veneto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Novara-Stemma.png Novara
Amministrazione
Sindaco Davide Ferrari (Lega Nord-Centrodestra) dal 09/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°29′00″N 8°42′00″E / 45.483333°N 8.7°E45.483333; 8.7 (Galliate)Coordinate: 45°29′00″N 8°42′00″E / 45.483333°N 8.7°E45.483333; 8.7 (Galliate)
Altitudine 154 m s.l.m.
Superficie 29,54 km²
Abitanti 15 412[1] (31-12-2010)
Densità 521,73 ab./km²
Comuni confinanti Cameri, Novara, Romentino, Robecchetto con Induno (MI), Turbigo (MI), Bernate Ticino (MI), Cuggiono (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 28066
Prefisso 0321
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 003068
Cod. catastale D872
Targa NO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti galliatesi
Patrono santi Giusto e Aurelio martiri
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Galliate
Sito istituzionale

Galliate (Gajà in piemontese, Galià in lombardo) è un comune italiano di 15.532 (al 25-05-2014) abitanti della provincia di Novara.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Galliate dista circa 7 km dal centro di Novara ma è praticamente contiguo alla frazione novarese di Pernate, essendo i due abitati separati solo dall'Autostrada A4. Dista circa 45 km da Milano e 100 km da Torino.
Il comune è situato ai margini della valle del Ticino ed è compreso nel Parco naturale della Valle del Ticino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il suffisso “-ate” del toponimo indica una probabile origine celtica.
I primi significativi stanziamenti risalgono all'età del Bronzo Finale (XII-X secolo a.C.); in epoca romana il suo territorio, abitato stabilmente, fu interessato dalla centuriazione. Numerosi sono i reperti archeologici rinvenuti in diverse zone circostanti il paese, testimonianza di coloro che si trovarono ad abitare queste terre e che qui lasciarono tracce del loro passaggio. In una vasta area situata a nord dell'abitato, vennero infatti ritrovati oggetti risalenti al periodo tra l'età del ferro e l'età romana.

Il nome Galeatum compare per la prima volta in un documento databile attorno all'840 d.C. Il primo nucleo abitativo (poi chiamato Galliate Vecchio) si costituì in regione Scaglia, a ridosso di una strada che ricalcava l'antico percorso del cardo maximus romano. Qui sorse un castello (di cui non rimangono tracce), il castrum concesso nel 911 d.C. da Berengario I come difesa alle scorrerie degli Ungari.

In contrapposizione al centro abitato che faceva capo a Novara, verso il Mille, l'arcivescovo di Milano, per ampliare la sua egemonia al di là del Ticino, fece costruire un nuovo villaggio più a est del precedente (che una pergamena del 1092 chiamerà "Galliate Nuovo") dotandolo di un castello, già attestato nel 1057. Alla fine dell'XI secolo le terre di Galliate erano così divise tra due villaggi e due castelli legati a due vescovi in contrasto tra loro: Galliate Vecchio al vescovo di Novara, Galliate Nuovo a quello di Milano.

Veduta del castello Sforzesco Visconteo, sede della Biblioteca, e del campanile scoperto

Nel 1154 Federico Barbarossa, nemico di Milano e alleato di Novara, fece radere al suolo il ponte, il villaggio e il castello del nuovo borgo, che in breve fu però ricostruito dai Milanesi.

La contesa del comune di Galliate riprese tra il XIII secolo e il XIV secolo, periodo in cui Novara tentò di imporre la propria autorità su Galliate distruggendo i due castelli e riaccendendo così la lotta con Milano. In questa occasione, gli abitanti del villaggio non rimasero impassibili e dando prova del loro forte carattere, lottarono in difesa della loro libertà. Il simbolo del Borgo, un gallo dall'aspetto fiero e combattivo, ben rappresenta tale indole.

Nel 1356 Galeazzo Visconti rientrò in possesso dei territori galliatesi, trasformandoli in piazzaforte militare per la difesa dei territori del medio Ticino; il villaggio acquisì in questo modo una gran importanza strategica per Milano, attestata anche dagli Statuti concessi nel 1396 e riconfermati nei due secoli successivi. Alla caduta dei Visconti, il borgo di Galliate passò agli Sforza che nel 1450 lo cedettero come feudo a un proprio condottiero, Ugolino Crivelli, e lo eressero in contea dotandolo di uno stemma, in cui spiccava un gallo d'oro in campo azzurro.

Il castello, ristrutturato in età viscontea con l'accorpamento dell'antico recetto, raggiunse le dimensioni attuali tra il 1476 e il 1496, quando fu scelto come fastosa residenza ducale degli Sforza, che intanto si erano ripresi la contea. Galeazzo Maria prima, Ludovico il Moro poi, lo utilizzarono per le loro cacce nella valle del Ticino.

Nel 1532 Galliate divenne feudo del ramo Caravaggio degli Sforza, subendo le conseguenze delle lotte tra Spagnoli e Francesi.

Con la Pace di Vienna del 1738, Galliate passò ai Savoia, entrando nel periodo napoleonico a far parte del Regno d'Italia e ritornando al Regno di Sardegna con la restaurazione.

Durante la Seconda guerra d'indipendenza, nel 1859, il paese ospitò il quartier generale di Vittorio Emanuele II.

Nella seconda metà dell'Ottocento sorsero a Galliate le prime manifatture tessili, soprattutto rivolte alla lavorazione del cotone, ditte che furono elemento trainante dello sviluppo del paese nel corso del Novecento, trasformandolo da borgo rurale a centro industriale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Galliate piazza panoramica2.jpg

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Panorama di Piazza Vittorio Veneto

Il cuore di Galliate è la rettangolare piazza Vittorio Veneto sulla quale si affacciano il Castello Sforzesco, il campanile e l'abside della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Da un lavoro di ricerca, durato circa tre anni e condotto da cinque università europee con il sostegno della Comunità Europea, sono stati presentati nel 2007 a Venezia una mostra e un convegno dal titolo "Piazze d'Europa, piazze per l'Europa", attraverso cui viene messa in risalto non solo la piazza come luogo d'arte ma anche come spazio sociale, aperto alla cittadinanza. A seguito di questa iniziativa la piazza di Galliate è stata elencata tra le 60 piazze europee esemplari per una fruibilità pubblica e luogo di convivenza umana[2].

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, progettata dal sacerdote-architetto Don Ercole Marietti, fu edificata tra il 1851 ed il 1873, anno della sua consacrazione, sul sito di una precedente chiesa. L'edificio è in stile neogotico con pianta a croce latina sormontata al centro da una cupola ottagonale; la facciata è ornata da lesene e bande orizzontali bicromatiche; l'interno è suddiviso in tre navate con 8 cappelle laterali e due grandi cappelle alle estremità del transetto. Le cappelle sono ornate da dipinti e statue risalenti ad un periodo compreso tra il Seicento e l'Ottocento. Lo scurolo, progettato nel 1889 sempre dal Marietti, conserva le reliquie dei Santi Giusto e Aurelio martiri, protettori della città, e del frate francescano San Giuseppe Maria Gambaro, martirizzato in Cina. Il campanile, progettato dall'ing. galliatese Antonio Rigorini, la cui costruzione occupò gli anni dal 1871 al 1880, doveva raggiungere i 93 metri d'altezza, ma, a causa di problemi economici, venne interrotto alla quota di 45 metri. Sulla sua sommità è presente un concerto di nove campane in Reb3, fatto fondere dal prevosto Serafino Gemelli nel 1926 dalla ditta F.li Barigozzi di Milano. Sul campanile è inoltre presente, fuori concerto, una decima campana aggiunta nel 1984 da Achille Mazzola di Valduggia, e dedicata al Beato Francesco Quagliotti. Altre due campane, anch'esse fuori concerto, sono conservate all'interno della Parrocchiale, una fusa nel 1915 da Angelo Bianchi di Varese e l'altra fusa da ignoto nel 1613. La mattina dell'11 febbraio 1986 la campana maggiore (il "campanone"), del peso di quasi 15 quintali, si staccò improvvisamente dal castello campanario precipitando sul tetto del coro, sfondandolo e rovinando nell'abside. Venne rifusa da Achille Mazzola di Valduggia e benedetta il 23 novembre successivo, ma ricollocata sul campanile due anni dopo, il 17 maggio 1988, dopo che si era provveduto a un completo restauro del castello campanario, esposto durante gli ultimi anni ai danni degli agenti atmosferici.

Qui riportati i dati relativi alle nove campane in concerto - le campane sono numerate dalla più grande (9) alla più piccola (1):

Campana Nota nominale Fonditore e anno di fusione Peso (in Kg) Dedica Nome dei donatori
Campana 9 Reb3 A. Mazzola 1986 (rifusione) Circa 1500 kg Ss. Pietro e Paolo Rag. Paolo Airoldi
Campana 8 Mib3 F.li Barigozzi 1926  ? Ss. Giusto e Aurelio Famiglia G. Mezzetti
Campana 7 Fa3 F.li Barigozzi 1926  ? San Giuseppe Don Serafino Gemelli
Campana 6 Solb3 F.li Barigozzi 1926  ? San Gaudenzio Fratelli Bignoli
Campana 5 Lab3 F.li Barigozzi 1926  ? Beato San G. Gambaro Padre G. Gambaro
Campana 4 Sib3 F.li Barigozzi 1926  ? Sacerdozio Giuseppe Martelli
Campana 3 Do4 F.li Barigozzi 1926  ? Santa Cecilia Coro Santa Cecilia
Campana 2 Reb4 F.li Barigozzi 1926  ? Santa Teresa Circolo Immacolata
Campana 1 Mi4 F.li Barigozzi 1926  ? San Luigi Circolo Juventus
Santuario del "Varallino"

Le campane suonano a sistema ambrosiano.

  • Chiesa dell'Immacolata concezione (o Gêsa Madòna)
  • Chiesa di San Gaudenzio
  • Chiesa di Santa Caterina
  • Chiesa di Sant'Antonio
  • Chiesa di Sant'Urbano
  • Chiesa di Sant'Orsola
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa Campestre di San Pietro in Vulpiate, meglio noto come Santuario del Varallino, si trova a circa 1500 metri dal centro della città, fu progettata nel XVI secolo da Pellegrino Tibaldi. Presenta al suo interno dieci cappelle che rappresentano i misteri del rosario a cui lavorarono artisti diversi, tra cui Dionigi Bussola e Lorenzo Peracino, autore anche del Paradiso, l'imponente affresco della cupola del santuario. La chiesa fu denominata "Varallino" in quanto ricorda in scala ridotta il Sacro Monte di Varallo;
  • Chiesa campestre di San Giuseppe
  • Chiesa della Beata Vergine di Caravaggio (o "Madonnina")
  • Chiesa di San Giovanni Battista (o "San Giovannino")
  • Chiesa di San Defendente (Chiesa del Cimitero)

A questo elenco sono da aggiungere le cappelle di via Varallino, della strada per Cameri e della Scaglia. Ormai abbandonata la vecchia chiesa di San Carlo a ridosso di Villa Fortuna.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Vista del lato nord-est di Galliate e del Castello.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Sforzesco di Galliate.
  • Castello Sforzesco, situato sul lato settentrionale di piazza Vittorio Veneto, è un imponente edificio la cui costruzione fu avviata dai Visconti come piazzaforte militare e proseguita nel XV secolo dagli Sforza. I lavori terminarono nel 1496 con Ludovico il Moro che trasformò il castello divenne una ospitale dimora ducale per le stagioni di caccia nella valle del Ticino.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo municipale

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Logo dell'Associazione
  • "Associazione Turistica PRO LOCO Galliate", fondata nel 1975 ed attualmente molto attiva all'interno del comune di Galliate, la Pro Loco organizza durante l'anno una serie di manifestazioni culturali e ricreative volte a promuovere il territorio. Le principali sono: il Carnevale, il Festival della Danza, la Festa della Trebbiatura, il "Settembre Galliatese", la rievocazione storica "Cronache D'Altri Tempi" e la Serata Dialettale Galliatese.

Oltre agli eventi esclusivamente a cura dell'Associazione, essa collabora con il Comune e con varie organizzazioni locali, tra cui i 4 Rioni. A partire dal 2009 è stato introdotto il "Natale coi Fiocchi", in collaborazione con l'amministrazione comunale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteca Comunale di Galliate[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca ha sede all'interno del Castello Visconteo Sforzesco, l'ingresso è da piazza Vittorio Veneto. Fornisce un servizio di consultazione e di prestito di libri a scopo informativo e divulgativo; sono presenti una sezione per ragazzi ed una per adulti. È possibile anche la consultazione di riviste.

Gruppo Dialettale Galliatese[modifica | modifica sorgente]

Dai primi anni Settanta del secolo scorso, il "Gruppo Dialettale Galliatese" si occupa di studiare, far conoscere e valorizzare il dialetto, la storia e la cultura locale. Tale attività è perseguita attraverso l'organizzazione di incontri e, soprattutto, la pubblicazione di testi: da Gajà Spitascià (grammatica e antologia del dialetto galliatese, in tre volumi) a Parole e Fatti, Dizionario storico-linguistico galliatese (anch'esso in tre volumi, oltre un lemmario), dal Bestiario ed Erbario popolare del Medio Ticino e Galliate com'era...

Cucina e prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

  • Il Gramolino (Gramulîn da Gajà), dolce tipico galliatese.
  • Il Baragiêu (Baragiêu da Gajà), vino rosso locale galliatese, ormai prodotto solo a livello amatoriale da alcuni cultori della tradizione.
  • Lo Zangarêu, biscotto del Rione Missanghera.

Persone legate a Galliate[modifica | modifica sorgente]

I piloti Enzo Ferrari (1º da sin.), Tazio Nuvolari (4º) e Achille Varzi (6º) dell'Alfa Romeo con Prospero Gianferrari (3º) al Colle Maddalena (1930 o 1931).

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

I rioni[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Galliate è suddiviso in quattro rioni:

  • "Rione di Bornate" (Burnà), colore: Blu/Rosso
  • "Rione Missanghera" (Zanghèra), colore: Bianco/Rosso
  • "Rione Porta Nuova" (Portanòva), colore: Bianco/Arancione
  • "Rione Porta San Pietro" (Portasinpè), colore: Bianco/Verde

Esisteva un quinto Rione, Borgo, che è stato col tempo assorbito dal Rione di Porta Nuova. Il nome di "Borgo" tuttavia, designa tuttora l'intera parte sud della città

Economia[modifica | modifica sorgente]

Estrazione di petrolio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1984 AGIP ha scoperto a Galliate, all'interno del Parco Naturale della Valle del Ticino, un pozzo petrolifero denominato Villa Fortuna 1 a 6212 m di profondità con un'estensione di 50 km², coinvolgendo i comuni Galliate, Trecate, Romentino, Turbigo, Cuggiono e Bernate.[4], il più grande giacimento di petrolio scoperto in Italia fino al 1995[5][6]. Successivamente, nel 1987 è stato trovato un altro giacimento ad un livello di -6500 m, battezzato Villa Fortuna 3. La produzione di questi pozzi corrispondeva allo 0,6 per cento del consumo nazionale di petrolio pari ad un volume di greggio in grado di rifornire l'Italia per due giorni e otto ore di fila.[7].

Il gettito dalle attività estrattive a beneficio del Comune di Galliate per l'anno 2005 era stimato essere pari a 75000 euro[8].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio


Amministrazioni preunitarie
Dall'Unità al Ventennio fascista
Il Ventennio fascista
Dopo il Fascismo
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1806 1807 Antonio Maria Cavagna Sindaco
1807 1808 Pietro Airoldi Sindaco
1808 1809 Antonio Maria Cavagna Sindaco
1809 1816 Giuseppe Zerboni Sindaco
1816 1818 Carlo Giuseppe Fonio Sindaco
1823 1824 Giuseppe Zerboni Sindaco
1824 1832 Nicola Pollastro Sindaco
1832 1841 Giuseppe Zerboni Sindaco
1841 1845 Giusto Aurelio Canna Ferina Sindaco
1845 1849 Cesare Parma Sindaco
1849 1851 Carlo Marietti Sindaco
1851 1861 Giuseppe Airoldi Sindaco
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1861 1869 Ottavio Martelli Sindaco
1869 1877 Carlo Belletti Sindaco
1877 1882 Ottavio Martelli Sindaco
1882 1883 Antonio Tadini Sindaco
1883 1888 Melchiorre Vizia Sindaco
1890 1893 Agostino Formenti Sindaco
1893 1895 Giuseppe Gambaro Sindaco
1895 1905 Antonio Bozzola PLPG Sindaco
1905 1906 Giovanni Ferrari PLPG Sindaco [9]
1906 1906 Antonio Bozzola PLPG Sindaco [9]
1906 1909 Giovanni Gambaro PLPG Sindaco [10]
1909 1909 Umberto Magrini Commissario prefettizio
1909 1910 Ercole Varzi PLPG Sindaco [11]
1910 1910 Quirico Cristiani Commissario prefettizio
1910 1914 Mario Vizia PSI Sindaco
1914 1920 Cesare Macchi PLPG Sindaco
1920 1922 Mario Vizia PSI Sindaco [12]
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1922 1924 Vincenzo Cardano PNF Sindaco [13]
1924 1927 Paolo Airoldi PNF Sindaco
1927 1937 Ercole Varzi PNF Podestà
1937 1938 Oliviero Varzi PNF Podestà
1938 1943 Giovanni Bassetta PNF Podestà
1943 1944 Giuseppe Alberio PNF Podestà
1944 1945 Giuseppe Bozzola Commissario prefettizio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Antonio Belletti Comitato di Liberazione Nazionale Sindaco
1946 1947 Antonio Belletti Blocco Popolare Sindaco [10]
1947 1951 Giovanni Pollastro Blocco Popolare Sindaco
1951 1955 Giuseppe Gambaro DC Sindaco [14]
1955 1960 Giovanni Gennaro DC Sindaco
1960 1964 Maggiorino Jourdan DC Sindaco
1964 1975 Francesco Albertinale DC Sindaco [15]
1975 1978 Mario Airoldi PSI Sindaco
1978 1985 Mirko Fornara PSI Sindaco
1985 1994 Ezio Gallina PSI Sindaco
1994 1995 Alida Colombano PPI Sindaco
1995 1999 Nadia Melli Centrosinistra Sindaco
1999 2009 Arturo Boccara L'Ulivo Sindaco [16]
2009 Davide Ferrari LN Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

La squadra di calcio ha militato in Prima Divisione negli anni '30 poi sempre in campionati regionali. Ora milita in Eccellenza Piemontese.

Cronistoria Campionati[modifica | modifica sorgente]

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione

C

3 1931-1932 1941-1942

Eccellenza

2 2011-2012 2012-2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ http://www.placeeurope.net/
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ fenjus.wordpress.com
  5. ^ La Repubblica, Giacimento di petrolio dell'Agip alle porte di Novara, 8 dicembre 1984
  6. ^ parcodelticino.pmn.it
  7. ^ La Repubblica, L'Agip scopre altro petrolio in due comuni del Novarese, 31 maggio 1987
  8. ^ tuodavide.it
  9. ^ a b Dimissionario.
  10. ^ a b Dimissionario per "contrasti con la maggioranza".
  11. ^ Dimissionario per "mancato appoggio della maggior parte dei consiglieri".
  12. ^ Dà le dimissioni per protesta dopo un'incursione fascista alla casa del popolo.
  13. ^ Dimissionario per ragioni di lavoro.
  14. ^ Deceduto.
  15. ^ Rieletto nel 1970.
  16. ^ Rieletto nel 2004.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Galliate, un territorio da scoprire, 2008.
  • Galliate da scoprire e da vivere, Italgrafica, Novara

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