Achille Varzi
| Achille Varzi | ||
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| Achille Varzi e Carlo Canavesi alla 4ª Mille Miglia del 1930, su Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Achille Varzi | |
| Paese | ||
| Nazionalità | ||
| Automobilismo |
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Achille Varzi (Galliate, 8 agosto 1904 – Berna, 1 luglio 1948) è stato un pilota motociclistico e pilota automobilistico italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
Nato in famiglia agiata, è il terzo figlio di Menotti Varzi e della moglie Pina Colli Lanzi. Il padre e lo zio di Achille, il senatore del regno Ercole Varzi, avevano fondato a Galliate la Manifatture Rossari e Varzi, una delle maggiori industrie tessili dell'epoca.
Achille Varzi iniziò a correre in motocicletta nel 1922, per emulare le gesta del fratello maggiore Angioletto, trovandosi ben presto a batterlo regolarmente; già l'anno dopo si aggiudicò il titolo di campione italiano Seniores, vincendo numerose gare tra cui il Circuito del Lario, prima come alfiere della Garelli, nella classe 350, e poi della Sunbeam, in classe 500, dopo un'iniziale collaborazione con la Frera, subito interrotto. Dal 1924 gareggiò nel campionato assoluto, confrontandosi senza timori reverenziali con Tazio Nuvolari, del quale sarà per tutta la vita amico e avversario irriducibile sui campi di gara. Fu proprio a Mantova, davanti al pubblico di Nuvolari, che Varzi lo sconfisse nell'ultima gara del campionato di velocità 1929, laureandosi campione italiano assoluto della classe 500, con la Sunbeam M90 Racer.
L'approccio al mondo sportivo delle quattro ruote avvenne per l'insistenza dell'amico-rivale Nuvolari che, nel 1928, lo convinse ad acquistare insieme una Bugatti Tipo 35C per partecipare alla competizioni automobilistiche. La coabitazione sportiva tra i due campioni durò pochi mesi e Varzi acquistò un'Alfa Romeo P2, usata l'anno precedente da Giuseppe Campari. Dopo un breve periodo di rodaggio tornò al volante di una Bugatti, la "Tipo 51" e vinse il Gran Premio di Tunisi, il Circuito di Monthléry, il Circuito di Alessandria e la Susa-Moncenisio. Nel 1934 fu reclutato da Enzo Ferrari come pilota ufficiale dell'Alfa Romeo.
Di quel periodo sono i tanti confronti diretti con Nuvolari, che diedero vita ad una rivalità seguitissima dal pubblico e fecero scorrere fiumi d'inchiostro sui giornali sportivi di tutto il mondo. Tra gli episodi più noti, quello avvenuto nella ultime battute della Mille Miglia del 1930, quando sul finire della notte Nuvolari raggiunse Varzi e, narra la leggenda, spense i fari dell'auto per avvicinarsi senza essere visto e sorpassarlo prendendolo di sorpresa. Non meno celebre e appassionante il duello avvenuto al Gran Premio di Monaco del 1933, caratterizzato da innumerevoli sorpassi reciproci, che vide Varzi precedere Nuvolari sul traguardo.
Nel 1935 Varzi fu ingaggiato dall'Auto Union che con la nuova vettura a motore centrale progettata da Ferdinand Porsche aveva dominato nella stagione precedente su tutti i circuiti d'Europa. La scelta suscitò un enorme clamore nel pubblico sportivo italiano che considerava il passaggio dall'Alfa Romeo all'Auto Union alla stregua di un vero e proprio tradimento. Poche settimane più tardi, venne colpito da una attacco di appendicite. Già all'epoca l'intervento di appendicectomia era considerato routinario, ma avrebbe costretto Varzi a rinunciare ad alcune competizioni importanti. Temendo di mettere in crisi il neonato rapporto con l'Auto Union, accettò il consiglio dell'amante Ilse Hubach che suggeriva l'uso della morfina, quale antidolorifico, come lei stessa aveva fatto in precedenza per curare la nefrite. Nacque per Varzi un forte stato di dipendenza che gli causò notevoli problemi caratteriali e comportamentali, oltre a un netto calo delle prestazioni in gara, che portarono alla rescissione del contratto con l'Auto Union. Data la grande notorietà del personaggio e la clandestinità del rapporto, essendo Ilse la moglie del pilota Paul Pietsch, la vicenda fu ripresa e abilmente romanzata dai giornali scandalistici dell'epoca. Interrotto il rapporto con Ilse, nel 1938, Varzi iniziò un lungo periodo di disintossicazione in una località dell'appennino modenese. Nel frattempo era stato messo sotto contratto dall'Alfa Romeo che, in attesa di un suo ritorno alle gare, gli assicurava il non trascurabile stipendio di 6.000 lire al mese.[1]
Il 27 luglio 1940 si sposò con la fidanzata di sempre Norma Colombo e parve che la Seconda guerra mondiale dovesse definitivamente concludere la sua carriera. Tuttavia, nel 1946 Varzi tornò a correre e si impose sul circuito di Torino, otto anni dopo l'ultima vittoria. Vinse ancora a Bari l'anno successivo, poi nel 1948 la disgrazia: il 1º luglio, durante le prove del Gran Premio di Berna, sotto la pioggia, Varzi perse il controllo della sua "Alfetta" e si ribaltò, morendo sul colpo. Ciò avvenne nella stessa curva in cui poche ore prima era morto in un altro incidente il motociclista Omobono Tenni.
[modifica] Palmarès
[modifica] Vittorie principali
- Avusrennen 1933
- Coppa Acerbo 1930, 1935
- Coppa Ciano 1929, 1934
- Gran Premio di Francia 1931
- Gran Premio di Monza 1929, 1930
- Gran Premio di Nizza 1934
- Gran Premio del Valentino (chiamato anche GP di Torino) 1946
- Mille Miglia 1934
- Gran Premio di Monaco 1933
- Gran Premio di Penya Rhin 1934
- Targa Florio 1930, 1934
- Gran Premio di San Remo 1937
- Gran Premio di Spagna 1930
- Gran Premio di Tripoli 1933, 1934, 1936
- Gran Premio di Tunisi 1931, 1932, 1935
[modifica] Altri successi
- Reale Premio di Roma 1929
[modifica] Note
- ^ Otto Grezzi, I duellanti, Motociclismo d'Epoca, Marzo 2001, pag. 105
[modifica] Bibliografia
- Giorgio Terruzzi, Una Curva Cieca. Vita di Achille Varzi, Giorgio Nada Editore, 1991 (vincitore del Premio Bancarella Sport)
- (Gianfranco Capra) "Achille Varzi, mito e leggenda", editore Moto Club Galliate Achille Varzo, giugno 1998
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