Ghemme

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Ghemme
comune
Ghemme – Stemma
Scorcio del castello-ricetto di Ghemme (via Interno Castello)
Scorcio del castello-ricetto di Ghemme (via Interno Castello)
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Novara-Stemma.png Novara
Sindaco Alfredo Corazza ([Lista civica]) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°36′00″N 8°25′00″E / 45.6°N 8.416667°E45.6; 8.416667 (Ghemme)Coordinate: 45°36′00″N 8°25′00″E / 45.6°N 8.416667°E45.6; 8.416667 (Ghemme)
Altitudine 241 m s.l.m.
Superficie 20,57 km²
Abitanti 3 752[1] (31-12-2010)
Densità 182,4 ab./km²
Frazioni Ferrera, Strona
Comuni confinanti Carpignano Sesia, Cavaglio d'Agogna, Fontaneto d'Agogna, Gattinara (VC), Lenta (VC), Romagnano Sesia, Sizzano
Altre informazioni
Cod. postale 28074
Prefisso 0163
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 003073
Cod. catastale E001
Targa NO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti ghemmesi
Patrono Beata Panacea
Giorno festivo primo venerdì di maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Ghemme
Sito istituzionale

Ghemme (Ghem in piemontese e in lombardo) è un comune italiano di 3.752 abitanti della provincia di Novara in Piemonte.

Dal 1994 fa parte delle "Città del vino" e dal 2002 delle "Città del miele".

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il paese si trova nel medio novarese, sulla riva sinistra del fiume Sesia, nei pressi del confine con la Provincia di Vercelli e poco lontano dall'imbocco della Valsesia.
Dista circa 25 km da Novara e 17 km da Borgomanero.

L'abitato sorge alla base di uno dei tre pianalti che caratterizzano il territorio del medio novarese i cui pendii assolati sono ampiamente sfruttati per la coltivazione della vite.

Principali corsi d'acqua[modifica | modifica sorgente]

I principali corsi d'acqua che scorrono nel territorio sono la roggia Mora, il torrente Strona ed il torrente Strego; quest'ultimo è stato altamente inquinato dalla discarica del comune.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Ghemme ha origini molto antiche, che vengono fatte risalire fino al Neolitico. Sulla collina a nord del centro abitato si sono succeduti negli anni diversi ritrovamenti archeologici.

Di origine celtica, prende il suo nome dagli Agamini, un gruppo celtico che si era stanziato nella zona. Successivamente viene romanizzata con il nome di Pagus Agamino, poi trasformato in Agamium. Si ritrovano alcune citazioni di Agamium in Plinio.

Nel 356 si trova testimonianza di Ghemme in una lettera di Sant'Eusebio indirizzata agli "Agamini ad Palatium".

Ghemme è un centro importante nel Medioevo: feudo sotto i De Castello-Barbavara intorno al 1150 e poi dei Bergamino (1470), come fa fede il diploma di riconferma a questi da parte del Barbarossa che porta la data del 1150. Alla fine del Quattrocento vi si svolge la Battaglia di Ghemme, che viene rievocata ogni anno. In questo periodo si insediarono alcune delle più ricche famiglie novaresi e milanesi, interessate dalla fertilità dei campi dovuta al Sesia, ai suoi torrenti ed alla bontà dei vini già decantati da Plinio. Ebbe come feudatari in seguito i Tettoni, gli Omodei, i Della Porta Modignani ed infine entrò a far parte del dominio dei Savoia con Benedetto Maurizio, Duca del Chiablese e Marchese di Ghemme.

Nel 1467, presso il Castello Ricetto, venne ospitato il Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, in visita per la Pace di Ghemme, un trattato che sancì la fine delle ostilità fra il Ducato di Milano ed il Ducato di Savoia, che da alcuni anni furono nazioni rivali.

L'antica denominazione di Agamium, che deriva dal nome della popolazione di origine celtica, gli "Agamini", ha avuto un'evoluzione nel tempo: Agamium - Agheme - Gheme - Ghemme. Tra gli uomini illustri a cui Ghemme diede i natali il più noto è senza dubbio Alessandro Antonelli. Il padre Costanzo, trasferitosi a Ghemme ad esercitare la professione notarile ed a ricoprire la carica di segretario comunale, ebbe numerosissimi figli e ben sei nacquero durante gli oltre venti anni della sua presenza nel paese. Il 14 luglio 1798 vide la luce in casa Antonelli, nell'odierna via Novara, il celebre Architetto.

Il paese oggi è diviso in 4 rioni: San Dionigi, San Pietro, Castello e Ruga Ferrera.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Facciata della chiesa parrocchiale
La cascina-castello Cavenago
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello-ricetto di Ghemme.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta, eretta a partire dal 1666. Nel 1863 fu completata con la costruzione dello scurolo dedicato alla Beata Panacea, progettato dell'Antonelli.
  • Chiesa di San Rocco, documentata già nel 1532 ed ampliata alle dimensioni attuali nel XVII secolo. All'interno sono conservati quattro affreschi dei secoli XV e XVIII, recuperati da edifici in demolizione.
  • Il Castello-ricetto, edificato tra il XI e il XV secolo.
  • Il castello Cavenago, di origine cinquecentesca, domina la collina coltivata a vite e l'abitato. Si presenta a forma di quadrilatero con torrioni angolari, uno dei quali nel seicento è stato trasformato in un piccolo oratorio dedicato a Santa Rosa da Lima.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Vitigni nel territorio di Ghemme
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghemme (vino).

La cucina tipica è quella novarese; prodotti tipici di Ghemme sono specificamente il vino (la cui produzione risale ai tempi dei Romani), il miele e il pane.

La produzione vinicola eccelle con il rosso Ghemme DOCG, prodotto da uve nebbiolo e vespolina, uno dei circa 40 vini DOCG esistenti in Italia, ma oltre a questo vengono prodotti diversi altri vini DOC delle Colline Novaresi, tra cui anche una varietà di bianco.

Ghemme è sinonimo di eccellenza anche nel campo della produzione di miele ed ha aderito, insieme ad altre 9 città italiane, all'Associazione Nazionale Italiana "Le città del Miele". Le produzioni tipiche di Ghemme sono il miele d'acacia, tra i migliori e più puri d'Italia, e il millefiori. Gli apicoltori professionisti sono 6, più altri 3 nomadisti, per un totale di 600 arnie e 20 tonnellate di produzione media annua.

Da alcuni anni Aspromiele, l'Associazione apicoltori novaresi, Mielenatura e il Comune organizzano a Ghemme un concorso per incentivare la produzione del miele di qualità e valorizzare le produzioni tipiche piemontesi.

Feste e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Tra l'ultima settimana di aprile e la prima di maggio, all'interno della suggestiva cornice del castello, ha luogo l'annuale mostra mercato del vino.

Il primo venerdì di maggio, in onore della Beata Panacea si svolge una festa religiosa con tradizione molto antica, oggi affiancata a manifestazioni laiche, per lo più legate alla mostra del vino. Panacea (o Panasia), nata a Quarona da madre ghemmese e rimasta orfana in tenera età, ebbe a subire molte persecuzioni dalla matrigna, che giunse ad ucciderla alla sola età di quindici anni conficcandole i fusi da filare nel capo.

La leggenda vuole che gli angeli pascolassero il gregge di Panacea mentre la fanciulla pregava. Una sera le pecore tornarono sole alla stalla e la matrigna furibonda corse a cercarla e la uccise in quel modo crudele. Miracolosamente le campane della chiesa di S. Giovanni Battista cominciarono a suonare da sole a festa, così tutti gli abitanti di Quarona vennero a conoscenza del misfatto. Solo alla presenza del Vescovo fu possibile caricare il corpo della fanciulla su di un carro; le due giumente che lo trainavano proseguirono fino a Ghemme e si fermarono miracolosamente nel luogo ove era sepolta la madre di Panacea. La devozione verso la figura della pastorella vergine e martire è continuata nei secoli ed ancora oggi la festa in suo onore si celebra con grande partecipazione di devoti di Ghemme, di Quarona, di tutta la Valsesia e dei paesi vicini.

Persone legate a Ghemme[modifica | modifica sorgente]

Alessandro Antonelli

Economia[modifica | modifica sorgente]

Ghemme è rinomato per la produzione vinicola che ne rappresenta la maggior fonte di reddito con numerose aziende attive nel settore, anche se la maggior parte della popolazione attiva non lavora nell'agricoltura.

Le principali e più note aziende industriali derivano la loro attività proprio dalla vocazione vinicola del territorio:

Molto importanti sono anche i settori dell'industria tessile (Crespi, Loro Piana) e dell'apicoltura.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ T. Strego inquinato
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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