Barilla

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Barilla S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1877 a Parma
Fondata da Pietro Barilla
Sede principale Parma
Filiali
Persone chiave
  • Presidente: Guido Barilla
  • Vicepresidente: Luca Barilla
  • Vicepresidente: Paolo Barilla
  • Amministratore Delegato: Claudio Colzani (dal 1/10/2012)
Settore Industria alimentare
Prodotti
  • Pasta
  • Prodotti da forno (Biscotti, Pane, etc)
  • Sughi pronti
Fatturato Green Arrow Up.svg circa 3 miliardi di (2013)
Dipendenti 8.300 (2013)
Slogan Dove c'è Barilla, c'è casa
Sito web www.barillagroup.it

Barilla è un'azienda multinazionale italiana del settore alimentare, leader mondiale nel mercato della pasta secca, dei sughi pronti in Europa, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti nei Paesi scandinavi.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima generazione: Pietro Barilla senior[modifica | modifica sorgente]

Fu fondata nel 1877 a Parma, in strada Vittorio Emanuele (oggi strada della Repubblica), come bottega che produceva pane e pasta da Pietro Barilla, discendente di una famiglia di panettieri.

La ditta si ingrandì nel 1908, e i Barilla presero in affitto un fabbricato (che successivamente diventò di loro proprietà) e vi inaugurò nel 1910 il nuovo pastificio, dotato di un forno, in zona Barriera Vittorio Emanuele.

Pietro morì nel 1912.

La seconda generazione: Riccardo e Gualtiero Barilla[modifica | modifica sorgente]

Alla morte di Pietro, avvenuta nel 1912 gli succedettero alla guida dell'azienda i figli Riccardo e Gualtiero.

Nel 1919 morì anche Gualtiero, e la direzione della ditta passò interamente nelle mani di Riccardo. Fu a partire da allora che Barilla aumentò la produzione e la distribuzione dei prodotti, grazie a un'innovazione tecnologica, che gli consentì di trasformarsi rapidamente, nel corso degli anni venti e trenta, nella più importante azienda del settore in Emilia-Romagna.

La terza generazione: Pietro e Gianni Barilla[modifica | modifica sorgente]

Nel 1947 Riccardo Barilla morì e la gestione passò ai figli Pietro e Gianni, che erano già entrati nell'azienda di famiglia molti anni prima, rispettivamente come responsabile commerciale e responsabile della produzione.

Fu proprio con l'avvento dei due fratelli Barilla, che l'azienda parmense conobbe una fase di grande sviluppo, e nel 1952 fu sospesa la produzione del pane per concentrarsi unicamente in quella della pasta di semola e all'uovo. In quegli anni la Barilla si trasformò rapidamente da azienda di livello regionale a una di livello nazionale grazie alla qualità dei prodotti venduti a prezzi equilibrati e alla sua capacità innovativa, come per esempio l'utilizzo del cellophane per confezionare la pasta.

Nel 1955 venne inaugurato il nuovo stabilimento in viale Vittorio Veneto (poi intitolato a Riccardo Barilla) e la Barilla incrementò la produzione arrivando a raggiungere i 6.000 quintali al giorno di prodotto. Fu così che negli anni del boom economico la Barilla divenne azienda leader nella produzione e nel mercato nazionale della pasta. Nel 1960 si trasformò in società per azioni, e negli anni successivi aprì nuovi stabilimenti.

Il primo a Rubbiano, in provincia di Parma, segnò l'ingresso di Barilla nel settore dei cracker e dei grissini. Il secondo, sempre nel parmense a Pedrignano, rappresentava in quegli anni la più grande fabbrica di pasta al mondo[senza fonte].

L'intermezzo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970 i fratelli Barilla cedettero il pacchetto di maggioranza alla multinazionale statunitense W. R. Grace and Company. Sotto la gestione statunitense Barilla nel 1973 acquisì il controllo della Voiello, e nel 1975 ampliò la propria produzione a quella dei prodotti da forno (biscotti, merende, torte) con il marchio Mulino Bianco.

La terza generazione: Pietro Barilla[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979, Pietro Barilla decise di riportare i vertici aziendali in Italia riacquistandone la maggioranza dagli statunitensi.

Una volta riacquisito il controllo dell'azienda, Pietro Barilla decise di investire pesantemente per il suo rilancio. Per tutti gli anni '80 la Barilla registrò una rapida crescita che le consentì di affermarsi come la più importante azienda nel settore della pasta in Italia[1]

La Barilla a partire dall'inizio degli anni novanta, forte del grande dinamismo che l'ha cotraddistinta per tutti gli anni ottanta, inizia una politica di espansione sia a livello nazionale che internazionale.

A livello internzaionale la Barilla inizia la sua espansione acquisendo la compagnia greca Misko (1991).

Sul piano nazionale invece acquista nel 1992 la Pavesi aumentando la sua posizione nel mercato nazionale.[2]

La quarta generazione: Guido, Luca, Paolo ed Emanuela Barilla[modifica | modifica sorgente]

Nel 1993 Pietro Barilla morì improvvisamente all'età di 80 anni e la gestione della società passò ai figli Guido, Luca, Paolo ed Emanuela Barilla. Si giunse così alla quarta generazione Barilla, e per tutti gli anni novanta l'azienda emiliana continuò il processo di internazionalizzazione iniziato all'inizio del decennio sotto la gestione di Pietro.

Questa espansione continua con l'acquisizione di varie società estere dello stesso settore, come la turca Filiz (1994), la svedese Wasa (1999), le messicane Yemina e Vesta.

Il processo di espansione presegue nel decennio successivo tramite l'acquisizione della tedesca Kamps AG (2002). Quest'ultima società è stata poi ceduta al Gruppo ceco Agrofert nel 2013[3].

Generalità e dati del Gruppo Barilla[modifica | modifica sorgente]

Alla guida dell’azienda c’è, da oltre 130 anni, la famiglia Barilla. A partire da ottobre 2012 l'amministratore delegato è Claudio Colzani[4].

L’assetto produttivo di Barilla si basa su 30 poli produttivi, tra pastifici, fornerie e mulini. I mulini di proprietà, controllati direttamente da Barilla, forniscono circa il 70% della materia prima occorrente alla produzione; l'azienda possiede e gestisce direttamente otto pastifici: Pedrignano (PR), Foggia, Caserta, Tebe (Grecia), Bolu (Turchia), Ames (Iowa-USA), Avon (New York - USA) e San Luis Potosí (Messico) nei quali si producono circa 900.000 tonnellate di pasta l’anno, differenziate in 160 formati di pasta di semola e oltre 30 di pasta all’uovo secca e ripiena[4].

Nel 2008 Barilla ha ceduto i marchi Tre Marie e Sanson all'azienda produttrice di gelati Sammontana[5]; mentre nel 2012 ha ceduto la Number 1 Logistics al Gruppo FISI[6]

Slogan pubblicitario[modifica | modifica sorgente]

Lo slogan utilizzato dalla casa produttrice è molto diverso all'estero: negli Stati Uniti d'America la Barilla è conosciuta come "The choice of Italy" (trad. La scelta dell'Italia), mentre in francese ne viene utilizzato uno simile, "Les pâtes préférées des Italiens" (trad. La pasta preferita degli italiani). In russo è semplicemente tradotto dall'italiano: "Там где есть Барилла там дом" cioè "Dove c'è Barilla, c'è casa".

Boicottaggio prodotti[modifica | modifica sorgente]

Il 25 settembre 2013 in una intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica La Zanzara di Radio 24, rispondendo a una domanda per quanto riguarda la mancanza di pubblicità che coinvolge le famiglie gay della sua azienda, Guido Barilla dichiara:

« Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d'accordo, possono sempre mangiare la pasta di un'altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri. »
(Guido Barilla, 25 settembre 2013, La Zanzara, Radio 24.[7])

Dopo questa dichiarazione su Twitter si sono sollevate molte proteste tra cui quella di Aurelio Mancuso presidente di Equality Italia che ha lanciato l’hastag #BOICOTTABARILLA, di Alessandro Zan deputato nel partito di Sinitra Ecologia Libertà e di molte associazione e persone per la difesa dei diritti LGBT . Guido Barilla a seguito del clamore internazionale ha chiesto scusa dicendo: "Con riferimento alle mie dichiarazioni rese ieri alla Zanzara, mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone. Nell'intervista volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all'interno della Famiglia"[8] Nonostante le scuse del presidente del gruppo Barilla, il boicottaggio dei prodotti del gruppo Barilla è continuato fino ad un incontro con le principali associazione LGBT italiane [9]

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

La "Barilla" ha una divisione interna, la First, che si occupa dei servizi per la vendita al dettaglio, e l'Academia Barilla, centro internazionale nato nel 2004, dedicato alla diffusione, alla promozione e allo sviluppo della Cultura Gastronomica Italiana nel mondo.

Dal 1987 esiste l'Archivio Storico Barilla, con sede sempre a Parma, per la conservazione delle documentazioni storiche prodotte dall'azienda.

Dal 1981 al 1994 il marchio Barilla è stato lo storico sponsor, il primo appunto da quando sono consentite le sponsorizzazioni nelle divise nel campionato italiano di calcio, della Roma.

Nel 2009 viene costituito il Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN)[10], una corporate think tank per esprimere la propria posizione, e proporre una serie di raccomandazioni per i singoli cittadini, per il mondo imprenditoriale e per le istituzioni[11].

Marchi e società del Gruppo Barilla[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In realtà almeno nel 1986 la maggioranza azionaria risultava di proprietà di società olandesi e svizzere, vedasi risposta di Mazzola:
    423ª Seduta pubblica resoconto stenografico (PDF), Senato della Repubblica, 11 marzo 1986, p. 10. URL consultato il 25 novembre 2013.
  2. ^ http://www.barillagroup.it/corporate/it/home/cosafacciamo/brand/Bakery/pavesi.html
  3. ^ Kamps ceduta alla Agrofert (2012), barillagroup.it, 3 giugno 2013. URL consultato il 25 novembre 2013.
  4. ^ a b Annual review 2006 (PDF), barillagroup.it, 2007. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2008).
  5. ^ Massimo Sideri, Le Tre Marie, Guido Barilla incassa 110 milioni in Corriere della Sera (Milano), 10 giugno 2008, p. 28. URL consultato il 25 novembre 2013.
  6. ^ Barilla Group cede Number 1 Logistics al Gruppo FISI, barillagroup.it, 3 luglio 2011. URL consultato il 25 novembre 2013.
  7. ^ Giulia Belardelli, Barilla e gli omosessuali: "No ai gay nei nostri spot, siamo per famiglia tradizionale". La protesta su Twitter in The Huffington Post, 26 settembre 2013. URL consultato il 25 novembre 2013.
  8. ^ Barilla: "Mai famiglie gay nei miei spot". Poi si scusa in Rai News 24, 26 settembre 2013. URL consultato il 25 novembre 2013.
  9. ^ Barilla e gay, è pace? A Bologna incontro con associazioni Lgbt (Roma), TM News, 7 ottobre 2013. URL consultato il 25 novembre 2013.
  10. ^ Barilla Center for Food & Nutrition. URL consultato il 25 novembre 2013.
  11. ^ La misurazione del benessere delle persone: il BCFN Index (zip), barillacfn.com. [collegamento interrotto]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Ivardi Ganapini, G. Gonizzi - Barilla: cento anni di pubblicità e comunicazione - Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 1994, ISBN 88-366-0451-X.
  • G. Gonizzi - Barilla: centoventicinque anni di pubblicità e comunicazione [1877-2002] - Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2003, ISBN 88-8215-697-4.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]