Oria
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| Oria - Oria | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 166 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 83 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 185 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Erchie, Francavilla Fontana, Latiano, Manduria (TA), Mesagne, Torre Santa Susanna | ||||||||
| CAP: | 72024 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0831 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 074011 | ||||||||
| Codice catasto: | G098 | ||||||||
| Nome abitanti: | oritani | ||||||||
| Santo patrono: | San Barsanofio | ||||||||
| Giorno festivo: | 29 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Oria (Oria in dialetto brindisino) è un comune di 15.365 abitanti del Salento, in provincia di Brindisi, situato su un territorio collinare.
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
[modifica] Territorio
Oria è collocata su una serie di antiche dune fossili, in una posizione dominante sulla circostante pianura salentina, sul percorso dell'antica Via Appia, tra Brindisi e Taranto e a circa 60 km da Lecce.
L'idrografia è praticamente assente, anche se nel territorio oritano si segnala la presenza di numerose risorgive, acque che improvvisamente fuoriescono dal sottosuolo.
[modifica] Clima
Oria ha un tipico clima mediterraneo, con estati calde ed inverni miti, ma non sono rari i fenomeni di gelo notturno e giornate in cui la temperatura non supera i 6°-7° gradi (a causa dell'influenza di aria fredda proveniente dai Balcani), così come d'estate la temperatura, a causa del vento di scirocco, può toccare i 39°-40° gradi nelle ore più calde del giorno.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Oria. |
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia. |
La fondazione di Oria, secondo Erodoto, avvenne quando un gruppo di cretesi naufragò lungo le coste salentine non lontano da Oria. I cretesi scelsero il colle più alto per iniziare la costruzione della città in quanto da lì potevano ben controllare tutto il territorio circostante. Diedero a tale città il nome Hyria.
Durante l'VIII secolo a.C. Oria comincia, la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria, infatti abbiamo una concentrazione, probabilmente di capanne sul colle più alto della città come attestato dalla libera università di Amsterdam. La città messapica di Oria aveva contatti con tutte le più importanti città dell'epoca, sia della messapia che città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto, con la quale il rapporto non era certo dei più pacifici, anche se vi erano periodi di floridi scambi culturali e commerciali. La rivalità dei Messapi con Taranto giunse all'apice nel 473 a.C. quando i Tarantini, uniti ai Reggini si scontrarono con i Messapi. Tale forte conflitto fini con l'indebolire sia i Messapi che i Tarantini, Con il 272 a.C. Taranto e di li a poco i Messapi persero la loro indipendenza almeno in parte, a causa della crescente potenza di Roma, Oria non perse però la sua importanza. Nel 88 a.C. divenne quindi municipio romano, ed ebbe l'importante privilegio di continuare a battere monete.
Con l'altomedioevo come spesso accade le notizie si fanno più scarse e meno certe, in particolar modo durante la guerra greco-gotica; Oria fu spesso devastata come del resto gran parte dell'Italia Meridionale. In seguito Oria fu un territorio di transizione tra Bizantini e Longobardi, nell'area della città doveva trovarsi il cosiddetto limitone dei greci; una sorta di confine tra territori longobardi e bizantini.
Nel corso del IX-X secolo Oria fu spesso bersaglio dei Saraceni, che saccheggiarono e distrussero più volte la città. L'imperatore Ludovico II nel 867 si recò in Oria per liberarla dai saraceni; ma gli attacchi non cessarono. Nel 924 i saraceni misero a ferro e fuoco la città ci furono numerose vittime.
Nel IX secolo si assiste all'ascesa dei normanni, e nel 1062 Oria fu conquistata da Umfredo d'Altavilla.
Il più noto degli Svevi fu Federico II; il puer apuliae ampliò nel 1225 il vecchio maniero normanno che a sua volta poggiava probabilmente su fortificazioni bizantine e andando ancora più indietro nel tempo messapiche.
Oria si ribellò a Manfredi, subì l'ennesimo assedio ma ne fu presto liberata grazie anche all'eroico Tommaso d'Oria. Sotto il dominio degli Angioini, Oria subì un nuovo assedio, nel 1433 venne saccheggiata da Giacomo Caldora famoso condottiero dell'epoca. Divenne poi feudo degli Orsini Del Balzo.
Alle soglie del 1500 Oria dovette subire nuovi assedi, celebre l'aspra resistenza contro gli Spagnoli che assediavano la città, salvata secondo la leggenda dal patrono San Barsanofio, e dal valore di tutti i cittadini. Da questo momento in poi la città fu "affidata" a diverse famiglie nel 1572 San Carlo Borromeo elienò il feudo al vescovo di Cassano; per poi passare agli Imperiali, famiglia nobile di origine genovese.
Dopo il 1500 comincia anche un lento declino dell'antica città, forse il primo pilastro di tale "decadimento". Nel corso del settecento a cura di Michele Imperiali vengono restaurati alcuni monumenti della città tra cui Porta Manfredi.
Nonostante la posteriore propaganda post unitaria non mancarono a Oria voci contrastanti l'unità, per citare solo un esempio negli atti di polizia contro associazioni e atti contro lo Stato, figurano parole oltraggianti la persona del re in casa di Luigi Lomabardi. Vi sono anche altri atti di presunte riunioni sovversive in cui parteciparono cittadini oritani e dei paesi limitrofi. Il 21 settembre del 1897, la città venne investita da un potente ciclone che danneggiò gran parte dei monumenti antichi.
Durante le Guerre Mondiali Oria ha versato il suo contributo alla Patria: furono molti infatti gli oritani morti combattendo. Nel 1950, con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ad Oria fu conferito il titolo di Città.
[modifica] Simboli
Lo stemma di Oria è costituito da tre colli al naturale, con il castello di tre torri al naturale, da cui fuoriesce un serpente ai due lati due leoni d'oro e coronati, sul castello una cicogna in volo, il tutto su uno sfondo d'azzurro.
Presso la chiesa di San Francesco di Paola vi è una statua quattrocentesca del patrono di Oria; San Barsanofio che tiene in mano una riproduzione di questo stemma. Quindi lo stemma cittadino era utilizzato almeno da tale periodo, ciò non esclude che sia stato utilizzato anche precedentemente ma non sappiamo la modalità di tale uso, in ogni caso ad oggi la raffigurazione più antica rimane questa. Il leone e il serpente erano presenti anche in un antico mosaico raffigurante un leone che aveva tra le fauci un serpente, segnalato nel XIX secolo presente nel palazzo vescovile che oggi è andato perduto o comunque non se ne ha più notizia.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Basilica Cattedrale
| Per approfondire, vedi la voce Basilica Cattedrale di Oria. |
La forma attuale della Basilica Cattedrale la si deve al vescovo Castrese Scaja, che nel 1750 fece demolire la precedente chiesa medievale facendo costruire la nuova cattedrale di gusto barocco; a sua volta probabilmente la struttura medievale poggiava su un tempio pagano.
Durante la edificazione della nuova cattedrale barocca, su progetto dell`architetto Giustino Lombardi, abbiamo testimonianza che due colonne di marmo verde furono acquistate per 8000 ducati dal Re di Napoli per abbellire la cappella della Reggia di Caserta e finanziare il nuovo progetto. La facciata è in carparo locale.
Nei recenti lavori di restauro della Basilica sono venute in luce alcune tombe di vescovi e ossari, dove è ora presente un presepe permanente. La Cattedrale, per volere di Giovanni Paolo II, è stata elevata nel 1992 a Basilica Pontificia Minore.
[modifica] Chiesa di San Domenico
La chiesa di San Domenico risale al 1572 (progettata dall'architetto Saverio Amodio) e fu eretta dai Padri Domenicani che giunsero ad Oria nel 1282, stabilendosi nell'antico Calogerato di San Basilio, dentro le mura cittadine. L'attuale chiesa, ebbe i maggiori rifacimenti nel XVIII secolo. L'interno è a croce latina con pregevoli altari barocchi di scuola leccese del 1600. Sono inoltre presenti alcune tele di valore, in particolare quella di San Domenico, titolare della Chiesa. Nel convento annesso, troviamo un magnifico chiostro. Fu canonicamente eretta parrocchia il 22 agosto 1947 dall'Amministratore Apostolico Ferdinando Bernardi.
[modifica] Chiesa di San Francesco di Paola
La chiesa di San Francesco di Paola come la vediamo oggi risale al XVI secolo fu costruita nel 1580 insieme all'attiguo convento provisto anche di un orto come si osserva da alcune carte della città del 600' come quella del Centonze. La chiesa attuale si sviluppa sopra la cripta di San Barsanofio dove si conserva il sacello che, dal 890 al 1170, conservò le reliquie del Patrono. Questa chiesa risulta ancora oggi molto importante: qui i nuovi vescovi indossano i paramenti sacri prima di entrare in città; infatti la chiesa si trova appena fuori le mura molto vicina alla già citata porta degli Ebrei. All'interno è di particolar pregio la statua in pietra del Santo Patrono, e una di Madonna con Bambino entrambe del XV secolo. Sono inoltre presenti pregevoli altorilievi raffiguranti scene del presepe e alcune tele. All'esterno incastonato nella parete della chiesa troviamo materiale di reimpiego medievale. Annesso si trova il Convento dei Frati Minimi Paolotti. Fu canonicamente eretta parrocchia il 1 ottobre 1976 dal vescovo Alberico Semeraro.
[modifica] Chiesa di San Giovanni Battista
La chiesa e il convento furono eretti per volere della baronessa Filippa di Cosenza nel XIV secolo, di cui rimane inoltre lo stemma sulla facciata, raffigurante un leone rampante. All'interno sono presenti numerose pitture murali medievali, raffiguranti santi, seppur in pessimo stato; in una di tali pitture si riconoscono San Benedetto e San Barsanofio. L'originaria costruzione romanica fu inglobata in un grande complesso barocco qual era il Convento dei padri Celestini, edificato nel XVII secolo. Nel 1912 il convento dei Celestini fu abbattuto per dare spazio all'attuale scuola elementare "Edmondo De Amicis". Quasi contemporaneamente fu abbattuto un portico di sedici archi antistante alla chiesa: secondo la tradizione qui avveniva il "Ballo di San Giovanni", che si svolgeva nella notte tra il 23 ed il 24 giugno cui conveniva tutta la popolazione del circondario; tale usanza fu vietata nel XVI secolo sotto il marchesato dei Borromeo, in quanto ritenuta immorale. Oggi rimane solo la chiesa, che attualmente non è adibita al culto, venendo utilizzata come auditorium o come spazio espositivo (negli ultimi anni durante il periodo estivo ha ospitato la mostra dei Palii del Torneo dei Rioni), secondo i bisogni della Parrocchia della Basilica Cattedrale, che ne è legittima ed esclusiva proprietaria.
[modifica] Chiesa e convento di San Benedetto
L'attuale chiesa, dedicata a Maria Santissima del Ponte, risale al 1850. L'annesso convento delle Benedettine Cassinesi è occupato dall'Orfanotrofio Antoniano Femminile e venne costruito nel secolo XVII sull'area del convento molto più antico di San Barbato fatto erigere nel 1123 dalla principessa Costanza, moglie del normanno Boemondo.
[modifica] Chiesa San Francesco d'Assisi
La chiesa di San Francesco d'Assisi secondo la tradizione popolare ricorda il passaggio da Oria del santo d'Assisi. L'attuale costruzione è di periodo barocco, coeva della Basilica Cattedrale. In origine doveva essere una chiesetta basiliana, dedicata alla Madonna di Costantinopoli. Intorno al 1219 nei pressi di quella chiesetta basiliana fu fondato un cenobio dallo stesso San Francesco d'Assisi, di ritorno dalla Palestina. Nel XV secolo la chiesa, con l'annesso convento francescano, venne ricostruita dal principe Giovanni Antonio Del Balzo Orsini, per poi essere nuovamente rifatta nel XVIII secolo. All'interno si conservano le reliquie del Beato Francesco da Durazzo (antico protettore di Oria che si festeggiava nella Domenica in Albis) ed una Pietà litica del XV secolo che era conservata nella chiesetta rupestre della Madonna di Gallana. Sul fianco delle chiesa troviamo il cenotafio del principe Giovanni Antonio Del Balzo Orsini, che edificò la chiesa quattrocentesca (prima dell`attuale barocca). Ospita il rinomato Premio Letterario Internazionale 'Il Pozzo e l'Arancio', nato nel 2005. Fu canonicamente eretta parrocchia il 22 agosto 1947 dall'Amministratore Apostolico Ferdinando Bernardi. Ristrutturata negli anni '50, ha visto nuovamente lo splendore con un restauro (2004-2005) che ha riportato alla luce resti della chiesa quattrocentesca e ha ridato l'attuale chiesa all'antico splendore barocco.
[modifica] Chiesetta Santa Maria al Tempio
Tra le numerose chiesette sparse nel centro cittadino, ricordiamo quella di Santa Maria al Tempio, alcune tradizioni la vogliono di frequentazione e fondazione templare, dato il nome della piccola chiesa; il che può essere veritiero dato che è probabile che qui ad Oria vi fosse un presidio di templari o crociati, dato la vicinanza con il mare in particolare con Brindisi (porto molto importante nel medievo) e con altri centri in cui sono attestati crociati o templari come ad esempio Maruggio (già commenda dei cavalieri di Malta).
[modifica] Cripta di San Mauro
La cripta di San Mauro è attualmente localizzata al di sotto dell'altare del Santuario di Sant'Antonio da Padova. "L'edificio" religioso fu probabilmente utilizzato in un primo momento dai monaci basiliani con rito greco, e poi con la conquista normanna avvenuta nel 1055 fu utilizzato dai monaci benedettini. È probabile che la grotta fu utilizzata sin dal periodo tardo antico. I monaci basiliani dedicarono l'edificio a San Basilio e in seguito i benedettini lo dedicarono a San Mauro. Dimenticata, fu riscoperta da un pastorello nel 1660 e subito il canonico oritano Lucio Riccardia volle edificarvi sopra una chiesa. Nel corso del XVII secolo fu poi utilizzata oltre che come luogo di culto, come ossario dai Frati Alcantarini. La forma della cripta è rettangolare. All'interno, seppur in pessime condizioni, sono ancora visibili alcuni affreschi: quello centrale rappresenta S. Mauro, alla destra vi è la cosiddetta Madonna del Melograno, di ottima fattura, mentre a sinistra vi è un affresco più piccolo che raffigura il Cristo coronato di spine, la Madonna di Costantinopoli e S. Giuseppe.
[modifica] Santuario di San Cosimo
Il santuario di San Cosimo alla Macchia è sito a circa 5 km dalla città di Oria. È un importante centro cultuale legato ai Santi Medici, compatroni di Oria. L'importanza del santuario valica i "confini" del Salento: infatti registra un numero di presenze di fedeli nell`Italia Meridionale secondo solo al Santuario di Padre Pio in San Giovanni Rotondo. Il santuario attuale fortemente ristrutturato nel corso del 900' e degli ultimi anni (la facciata del santuario porta la data del 1900), in realtà ha probabilmente inizio nel corso nel IX secolo quando era presente un piccola chiesa di monaci basiliani. Un cimitero medievale risalente a tale periodo è stato messo in evidenza sotto parte dell'ala ovest dell'attuale chiesa. Edificio probabilmente connessa ad un villaggio o casale medievale (oggi scomparso), così come appare nelle guide topografiche e archeologiche. Dal XVIII secolo ad oggi il complesso è stato interessato da forti modifiche, che rendono ormai invisibile la conformazione originale del santuario. Connessa al santuario è presenta un musei con gli ex voto dei fedeli. Tale santuario è rivestito di tale importanza poiché in Oria risiedono numerose reliquie dei Santi Medici. Solenni festeggiamenti sono previsti ogni anno il V giovedi` dopo Pasqua, durante le cosiddette `Pirdunanzi`. Interessante la presenza del Museo Etnografico, il primo, per numero di oggetti conservati, dell`Italia Meridionale.
[modifica] Chiesa Madonna di Gallana o Gallano
Tale chiesetta è situata a circa 5 km dalla città in direzione Latiano lungo l'antico percorso della Via Appia. Probabilmente tale chiesa era già presente durante il periodo tardo-antico, al suo interno inciso su un muro è stato trovato un antico gioco romano. Nel periodo medievale le fonti la citano come chiesa di Gallano. I racconti della chiesa si fondono tra storia e leggenda. Alcune leggende riferiscono che la stessa chiesa fu fondata da tale Galerana moglie di Carlo Magno, altri racconti, dicono che una moglie devota pregasse qui il ritorno del marito partito per le crociate. Un`altra leggenda vuole che la chiesa sia stata consacrata da ben 22 vescovi (secondo lo storico locale Marsella) tra cui san Turpino.
[modifica] Chiesa Madonna della Scala
Altra importante chiesa rupestre è quella della Madonna della Scala; insediamento altomedievale (molto prima dell'anno 1000) è situata a tre chilometri da Oria sulla via vecchia per Manduria sull'area di un antico casale rupestre del quale faceva parte l'eremo basiliano di S. Ustino (Sant'Agostino o San Giustino). La datazione anche qui è incerta ma alcuni elementi riconducono l'edificio sacro al XIII-XIV secolo. All'interno sono presenti affreschi dell'Apocalisse e il dipinto di fattura locale della Madonna della Scala.
[modifica] Chiesa di San Lorenzo
L'aspetto attuale risale al XVII secolo ma esisteva una chiesetta di età precedente la cui intitolazione risultava alla Madonna delle Grazie. All'interno è conservata una tela raffigurante una Madonna con Bambino e l'effigie del santo romano Lorenzo martirizzato su di una graticola. Secondo la tradizione da qui il vescovo che doveva prendere "possesso" della diocesi oritana, partiva su un cavallo bianco per entrare nelle mura cittadine, non prima di essersi fermato nella cripta di San Barsanofio (dove sorge l'attuale chiesa di S. Francesco di Paola). Annesso vi è un piccolo convento che ha ospitato anche una esigua comunità monastica.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzo Martini
Palazzo Martini, situato nel cuore del centro storico di Oria, sullo spiazzo popolarmente denominato "sobbr'a Santa Croci", in riferimento all'antica presenza della Chiesa dedicata alla Santa Croce di Gerusalemme fatta edificare - di fronte all'attuale Palazzo Martini - dal potente Abate gesuita oritano Nicola Carbone, Confessore della Regina di Spagna nel 1770. Il palazzo è un classico esempio dell'architettura barocca del XVIII secolo. Nella parte alta dell'edificio è presente lo stemma della città, infatti ha ospitato il Comune fino al 1985. Oggi è utilizzato per mostre ed incontri diplomatici; inoltre attualmente ospita un museo di materiale archeologico.
[modifica] Palazzo Vescovile
Il palazzo vescovile, sorge sull'antica acropoli messapica, a dimostrazione di ciò alcune testimonianze dell' 800' riferiscono che qui, in un posto non meglio precisato era presente un mosaico che raffigurava un leone che aveva tra le fauci un serpente (elementi che ritroviamo nel successivo stemma della città dove il serpente esce da un castello, due leoni che poggiano sul castello e una cicogna che tenta di afferrare il castello); oggi il palazzo vescovile sorge accanto alla basilica cui è collegato da un passaggio interno. L'attuale palazzo, fu costruito dall'arcivescovo di Oria Gian Carlo Bovio tra il 1564 e il 1570, al suo interno sono presenti elementi architettonici dell'antica acropoli messapica e della antica cattedrale che occupava la settecentesca basilica. Di particolare interesse storico-artistico sono: alcune colonne marmoree; una colonna di età classica e riscolpita nel medioevo con una figura di arciere a cavallo; alcuni fregi e particolari architettonici dell'antica chiesa; due leoni scolpiti. Inoltre all'interno troviamo pregevoli soffitti affrescati attribuiti a Pellegrino Tibaldi della scuola di Raffaello.
[modifica] Il Sedile
Il Sedile si trova in piazza Manfredi, fu fatto costruire intorno al 1700 da Michele III Imperiali e dal sindaco Nicola Martini in stile barocco. Ha una pianta quadrata e sulla sommità porta le statue di S. Carlo Borromeo e di S. Barsanofio, quindi è probabile che almeno all'inizio la costruzione dovesse avere funzione religiosa. Fu sede dei Decurioni (per questo viene indicato anche come "Seggio dei Nobili") e, dopo essere stato il Comando della Polizia Municipale, oggi è un punto di riferimento turistico.
[modifica] Architetture militari
[modifica] Il Castello
| Per approfondire, vedi la voce Castello di Oria. |
Considerata l'importanza strategica del territorio di Oria (che divideva spesso con diverse sfumature di dominio i territori bizantini da quelli dei goti), pur senza prove archeologiche si deve presumere l'esistenza di un primo nucleo fortificato già in età altomedievale. In seguito (XI secolo), vi dovette essere una qualche forma di difesa/controllo dell'abitato e del territorio effettuato dai normanni che infeudarono la città. Numerose modifiche subì il maniero in età federiciana (1225-1227), al punto che generalmente viene denominato "castello svevo"; alcune fonti locali vogliono che lo stesso "Stupor mundi" edificò il castello, in realtà è più realistico pensare che Federico II lo ampliò e lo modificò. Altre importanti modifiche furono effettuate nel periodo angioino a cui vanno riferite le torri cilindriche dette "del Salto" e del "Cavaliere". L'originario mastio normanno-svevo fu pesantemente riadattato, come d'altronde tutta la struttura, anche nel corso del XV-XVI secolo adattandolo alle nuove esigenze difensive, nate con l'adozione delle armi da fuoco, e dotandolo quindi di numerose cannoniere in parte ancora oggi visibili. Infine è stato oggetto di integrazioni, restauri e ricostruzioni tra Ottocento e Novecento: nel corso del 1897 il castello devastato dal ciclone che investì la città di Oria.
Numerose volte il castello ha dovuto resistere ad assedi, come quello di Manfredi, o agli assalti di Giacomo Caldora (1433), di Pietro de Paz (1504) che non riuscì a prendere la rocca.
Il castello fu anche luogo accogliente per re, principi e cavalieri; oltre agli invitati al matrimonio di Federico II, ricordiamo che vi sostarono la regina Maria d'Enghien (1407), il suo sposo Ladislao re di Napoli (1414), la principessa Isabella di Chiaromonte e il re Ferrante d'Aragona (1447); un episodio molto importante per l'epoca è la partenza di Alfonso II da Oria per liberare Otranto dai Turchi (1480). Anche in tempi recenti è stato meta di personalità e studiosi italiani e stranieri quali: Maria Josè di Savoia, Margareth d'Inghilterra, il cardinale Tisserant, principi di casa d'Asburgo, Theodor Mommsen, Paul Bourget, Ferdinand Gregorovius ed altri ancora.
Il 15 dicembre 1933 il Comune di Oria cedette il Castello alla famiglia Martini Carissimo, ricevendone in cambio Palazzo Martini, poi adibito a Sede Municipale. I Martini Carissimo restaurarono il Castello con l`ausilio dell`architetto Ceschi. In considerazione dello sforzo profuso dalla famiglia Martini Carissimo, il Re d`Italia Vittorio Emanuele III, volle conferire a questa famiglia il titolo di Conti di Castel d`Oria. Il Castello è stato venduto il 2 luglio 2007 per 7 milioni e 750mila euro, cifra ritenuta irrisoria dai più, alla società Borgo Ducale SRL che fa capo ai coniugi Romanin-Caliandro. Il Castello di Oria è Monumento Nazionale.
[modifica] Porta degli Ebrei
Porta degli Ebrei è una delle 3 porte della città, una delle quali non più in situ, è denominata Porta degli Ebrei o Porta Taranto perché da qui ci si dirigeva verso la città ionica. Tale porta è detta degli ebrei poiché all'interno di tale porta si sviluppava la fiorente comunità ebraica, nota in tutto il meditteraneo medievale, giunse al culmine durante il IX secolo. Al centro della porta troviamo uno stemma il cui disegno non è più presente, ai lati due stemmi più piccoli della città. Al di sopra della porta la statua dell'Immacolata.
[modifica] Porta Manfredi
È detta anche Porta Lecce o Degli Spagnoli perché da qui entrarono gli spagnoli dopo un lungo assedio. La forma attuale della porta la dobbiamo a Michele III imperiali, che probabilmente trasformo o ricostrui una già esistente porta. Era sormontata da tre statue, due delle quali abbattute dal ciclone del 1897 e la terza rimossa nel 1958 perché pericolante. Erano presenti anche 3 stemmi, probabilmente appartenenti alla precedente porta ivi presente; dei tre stemmi è rimasto solo quello di Oria seppur in pessime condizioni, gli altri 2 raffiguravano lo stemma degli Imperiali e quello della Provincia d'Otranto.
[modifica] Torre Palomba
La torre "Palomba" è una torre cilindrica situata alle spalle della Basilica Cattedrale; è un probabile resto della fortificazione messapica, anche se dato la sua continuità fino ai giorni nostri e la sua posizione centrale è molto probabile che fu modificata ed utilizzata anche in periodi successivi; è anche denominata "carnara" poiché fino al XVIII secolo servì come ossario.
[modifica] Aree naturali
[modifica] Parco Montalbano
Ai piedi del castello si sviluppa un parco ricco di numerose piante ed alberi, rimanenza della foresta che circondava l'intero territorio oritano. Fu nel 1700 che divenne un vero e proprio parco, divenne poi proprietà della Curia Vescovile Oritana e dal 1982 e' proprietà del comune di Oria.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Musei
- Collezione "Martini Carissimo"
- Mostra Archeologica Oria
- Museo Archeologico "F. Milizia"
- Museo Didattico Zoologico
- Raccolta Kalefati
- Castello Svevo "Federico II di Hohenstaufen"
[modifica] Cultura locale
[modifica] Leggende
Numerose leggende sono nate intorno alla città di Oria, spesso legate a particolari luoghi o edifici, altre volte a personaggi celebri che sostarono nella città. tra le pù note si ricorda la leggenda di Oria fumosa.
Tale leggenda narra che durante la costruzione delle mura cittadine o del castello secondo altre versioni, le mura crollavano continuamente, dunque si consultò l'oracolo che emise un "verdetto" tanto chiaro, quanto terribile, perché le mura non crollassero più serviva il sangue di un innocente; fu cosi rapita una fanciulla e sepolta o sacrificata sulle prime pietre delle mura, che così non crollarono più. Quando la madre della fanciulla sacrificata scoprì la morte della figlia imprecò contro Oria urlando:"Possa tu fumare Oria, come fuma il mio cuore disperato". In alcune sere ancora ai nostri giorni Oria è avvolta dalla nebbia. Nacque così la leggenda che ancora oggi gli anziani ricordano con una struggente nenia: "A Oria fumosa 'ccitera 'nna carosa, tant'era picciredda, ca si la mintera 'mposcia" (Ad Oria fumosa, uccisero una bambina così piccola che potevano metterla in una tasca).
[modifica] Torneo dei Rioni
| Per approfondire, vedi la voce Torneo dei Rioni di Oria. |
Il Torneo dei Rioni di Oria si svolge ad Oria dal 1967 ed è la più importante rievocazione storica medievale del Mezzogiorno, che affonda le sue radici tra leggenda e storia. Il bando del Torneo si vuole emanato da Federico II di Svevia nel 1225, mentre attendeva ad Oria la futura moglie Jolanda di Brienne figlia del Re di Gerusalemme Giovanni di Brienne (che avrebbe poi sposato a Brindisi nel mese di novembre dello stesso anno). L'imperatore bandì il Torneo tra le quattro contrade della città: Judea, Castello, S. Basilio e Lama. Oggi La manifestazione si svolge il secondo fine settimana di agosto in 2 giorni: il sabato vi è il Corteo Storico per le vie cittadine al cui termine si presenta il Palio; la domenica si svolgono le gare per l'assegnazione del Palio. Per vincere il Palio gli atleti dei quattro rioni dovranno conquistare il maggior numero di punti durante cinque prove (ariete, botte, forziere, gara del ponte, velocità e destrezza), il cui ordine di svolgimento viene sorteggiato poco prima dell'inizio del Torneamento. Vi sono inoltre altre gare che hanno funzione esclusivamente spettacolare come scontri cavallereschi. Importante è la presenza dei quattro Gruppi Sbandieratori e Musici della Città di Oria: Gruppo Sbandieratori e Musici "Rione Lama", Gruppo Sbandieratori e Musici "San Domenico", Gruppo Sbandieratori e Musici "I Federiciani", Gruppo Sbandieratori e Musici "San Basilio". Evento abbinato spesso alla Lotteria Nazionale, si fregia dell'Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica. Nel 2006, 2007 e 2008 la vittoria è toccata al rione Judea.
[modifica] Premio Letterario Internazionale "Il Pozzo e l'Arancio"
Il Premio Letterario "Il Pozzo e l'Arancio" è nato nel 2005 fra le mura della Chiesa "San Francesco d'Assisi" in Oria. Tra i suoi concorrenti vede autori provenienti (oltre che da tutta Italia) anche da molti Stati esteri, guadagnandosi così numerosi consensi e patrocini, tra cui quello del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
[modifica] Personaggi celebri
- Shabbatai ben Abraham Donnolo - farmacologo, medico e scienziato, del X secolo
- Quinto Mario Corrado - umanista, letterato e arcidiacono del XVI secolo
- Vincenzo Corrado - gastronomo e letterato del XVIII secolo
- Francesco Milizia - trattatista e architetto del XVIII secolo
- Camillo Monaco - patriota risorgimentale
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia. |
[modifica] Trasporti e vie di comunicazioni
[modifica] Strade ed autostrade
Il comune, non collegato direttamente alla linea autostradale, è raggiungibile dalla Strada Statale 7 Brindisi-Taranto uscita per Oria.
[modifica] Linee ferroviarie
Oria è raggiunta dalla tratta ferroviaria Brindisi-Taranto. Dal capoluogo jonico o da Brindisi la città e raggiungibile in mezz'ora circa.
[modifica] Gli stemmi dei Rioni di Oria
Castello
Giudea
Lama
San Basilio 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Cosimo Ferretti (centrodestra) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0831 846511
Posta elettronica: info@comune.oria.br.it
[modifica] Gemellaggi
Oria è gemellata con:
[modifica] Voci correlate
- Basilica Cattedrale di Oria
- Castelli della provincia di Brindisi
- Castello di Oria
- Dialetto brindisino
- Diocesi di Oria
- Elenco strade provinciali della Provincia di Brindisi
- Hyria
- Messapi
- Provincia di Brindisi
- Terra d'Otranto
- Salento
- San Barsanofio
- Santuario di Monte Papalucio
- Storia di Oria
- Torneo dei Rioni di Oria
[modifica] Bibliografia
Per quanto concerne le datazioni: "Guida di Oria Antica Acropoli Messapica"; Per quanto riguarda alcune notizie storiche approfondite: "Ricordi Storici di Oria Messapica" di B. P. Marsella; Per quanto riguarda alcune notizie storiche: "Oria, tremila anni di arte, storia, cultura e tradizione" (manoscritto) di P. M. Mazza.
[modifica] Collegamenti esterni
- Oria su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Oria")
- (Sito del Rione Giudea, partecipante al torneo dei rioni)
- Descrizione ed immagini di Oria (su Brindisiweb.com)
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