Manduria

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Manduria
comune
Manduria – Stemma Manduria – Bandiera
Manduria – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Roberto Massafra (Lista civica) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 40°24′10″N 17°38′03″E / 40.402778°N 17.634167°E40.402778; 17.634167 (Manduria)Coordinate: 40°24′10″N 17°38′03″E / 40.402778°N 17.634167°E40.402778; 17.634167 (Manduria)
Altitudine 79 m s.l.m.
Superficie 180,41 km²
Abitanti 31 721[1] (31-12-2013)
Densità 175,83 ab./km²
Frazioni San Pietro in Bevagna, Torre Colimena, Uggiano Montefusco
Comuni confinanti Avetrana, Maruggio, Erchie (BR), Francavilla Fontana (BR), Oria (BR), Porto Cesareo (LE), Sava.
Altre informazioni
Cod. postale 74024
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073012
Cod. catastale E882
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 174 GG[2]
Nome abitanti manduriani
Patrono san Gregorio Magno
Giorno festivo 3 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Manduria
Posizione del comune di Manduria all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di Manduria all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Manduria (Mandyrion in messapico, Μαντύριον in greco antico), ex Casalnuovo, è un comune italiano di 31.721 abitanti[1] della provincia di Taranto in Puglia.

La cittadina, situata nel Salento settentrionale, è equidistante da Taranto, Lecce e Brindisi. Da questo scaturisce il motto cittadino "Il Salento ha un Cuore". Manduria è nota anche come "Città dei Messapi" e del "Primitivo". Il nome Manduria potrebbe derivare dall'indoeuropeo mandus che significa "cavalli" (i messapi erano abili allevatori di cavalli) o molto più probabilmente l'etimologia della parola ricorda mand-Uria cioè avanti a Oria, città confinante con Manduria e capitale politica della Dodecapoli messapica, secondo questo filone di pensiero Manduria rappresentava un avamposto tra il centro messapico e la nemica Taranto.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

La città è situata sulle murge tarantine a 79 m s.l.m., ma nel territorio è situato anche il Monte Bagnolo, al confine col comune di Sava. Il territorio si estende inoltre su una fascia costiera lunga 18 km, tramite alcune frazioni. In esso scorre il fiume Chidro, il più importante fiume del Salento che oltre ad essere un Sito di Importanza Comunitaria è compreso nella "Riserva Naturale Orientata del Litorale Tarantino Orientale".

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La città di Manduria sorge in una fertile piana che si estende ad est sino alla cittadina di Oria e ad ovest verso le basse colline del "Diavolo" che fungono da spartiacque tra il microclima costiero e quello più continentale dell'entroterra.

La temperatura media annua si attesta sui 16,5°-16,7°. D'inverno non sono rari episodi di gelo notturno specie durante periodi anticiclonici, d'estate sovente la colonnina di mercurio può superare i 40° con picchi eccezionali di 43°-44° quando si attivano caldi e secchi venti settentrionali.

La piovosità media nel periodo 1961-1990 è stimata in 610 millimetri, la nevosità tra 3 e 4 centimetri annui.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Fondata dai Messapi, porta ancora numerose testimonianze del suo antico passato, tra le quali le mura megalitiche, circondate dai resti del fossato che circondava la città, e la necropoli. Affrontò varie guerre con la vicina Taranto, durante una delle quali trovò la morte Archidamo III nel 338 a.C., re di Sparta, alleato dei Tarantini.[3]

Manduria intorno al 260 a.C. entrò a far parte dei domini di Roma assieme agli altri centri del Salento. Durante la discesa di Annibale in Italia, Manduria si schierò tra le città ribelli a Roma e per questo la repressione fu molto dura: le fonti storiche riferiscono della deportazione di migliaia di uomini (Q. Fabius consul oppidum in Sallentinis Manduriam vi cepit. Ibi ad tria milia hominum capta et ceterae praedae aliquantum)[4].

A Manduria vi passava la via Traiana o via Sallentina. Strada romana che iniziava dalla via Appia nei pressi di Taranto, giungeva a Manduria e si dirigeva ad Avetrana, Nardò, Alezio, Ugento per terminare ad Otranto. Era larga almeno 4 metri e lastricata. Sulla Tavola Peutingeriana oltre al tracciato si leggevano anche le distanze in miglia: "Taranto XX Manduris XXIX Neritum" (20 miglia tra Taranto e Manduria e 29 miglia tra Manduria e Nardò).

Distrutta nei secoli successivi dai Saraceni, venne rifondata nell'XI secolo con il nome di Casalnuovo, occupando solo parzialmente la vecchia città di Manduria ed espandendosi verso occidente, lasciando inedificata la zona orientale già destinata all'antica necropoli.

La cittadina di Casalnuovo in Terra d'Otranto fu infeudata alla famiglia Hugot (dal 1339), alla quale successero i De Tremblay (XV secolo) e quindi i De Raho, i Montefuscoli, i Dentice, i Castromediano, i Bonifacio, i Borromeo, i Chyurlia ed infine gli Imperiali di Francavilla, che la tennero sino alla fine del secolo XVIII.

Con decreto reale del 17 novembre 1789 Ferdinando I di Borbone, re delle Due Sicilie, le restituì il suo antico nome di Manduria. Il 4 febbraio 1895 Umberto I re d'Italia, concesse al comune di Manduria il titolo di città. Lo stesso anno il comune deliberava che una lapide murata sotto l'arco di Porta Napoli ricordasse le date memorabili della città.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico.

Il centro storico di Manduria si sviluppa in una serie di stradine strette e contorte, in cui è molto facile perdersi se non si conosce bene il luogo.

Tra i monumenti principali che si trovano in questa area vi sono la chiesa collegiata romanica (meglio conosciuta come chiesa Madre), il ghetto ebraico di epoca medievale, la torre dell'orologio, palazzi dall'aspetto gentilizio costruiti in varie epoche e tratti dell'antica cerchia muraria messapica.

Recentemente alcuni scavi hanno portato alla luce tombe, vasi e monete del periodo romano; ciò è accaduto anche altre volte vista la storia millenaria della città.

Chiese e Parrocchie locali[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre (XV sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Ogni manduriano guarda a questo edificio come al monumento più insegne della città. Senza celare la fierezza per questa nobilissima chiesa, pregevole esempio di architettura religiosa pugliese che, all'evidente impianto romanico, fonde influssi ed elementi tardo-gotici e catalaneggianti. L'edificio fu realizzato nello stesso luogo dell'antica chiesa medievale, molto più piccola, limitata quasi soltanto allo spazio dell'attuale presbiterio. A questa chiesa precedente appartenevano i due leoni stilofori oggi collocati ai lati del Portale; la loro fattura lascia immaginare l'importanza di quello che dovette essere un piccolo - grande gioiello architettonico di molti secoli fa, poi andato perduto. La costruzione della chiesa attuale fu iniziata invece sul finire del XV secolo ed ultimata entro la seconda metà di quello successivo, forse nel 1562. Non si conosce il nome dell'architetto, pur se lo splendido Portale col soprastante rosone della facciata, e il Fonte Battesimale (datato 1534), risultano opera del maestro Raimondo da Francavilla. 

L'edificio, di pianta quadrata, si compone di cinque navate, la centrale, col soffitto ligneo a cassettoni restaurato nel 1938, si continua col presbiterio ad un'alta, elegante abside esagonale. La navata centrale è sorretta, come le altre, da colonne che si presentano più alte e possenti terminandosi negli originali capitelli compositi. In coincidenza del presbiterio restano i basamenti di pilastri polistili appartenenti alla chiesa dell'XI secolo. DI particolare interesse sono le volte delle più piccole navate laterali d'influsso catalano ed anche il bellissimo pulpito ligneo del 1608, indicato fra i monumenti di interesse nazionale.

L'interno della "Collegiata" è di particolare suggestione, ogni suo spazio ed elemento meriterebbe sottolineatura, legato com'è al passato di Manduria. I due "cappelloni", uno dedicato al S.S. Sacramento e l'altro al patrono S. Gregorio Magno. Ma l'attenzione si sofferma anche sulla facciata dal frontone cuspidato, con lo splendito rosone e il bel Portale sormontato dalla lunetta con l'altorilievo della Trinità cui la chiesa è dedicata. 


Il campanile, incorporato fra le navate a destra e il presbiterio, è composto da cinque piani sovrapposti, con finestra monofore, colonnine che decorano queste ultime e gli spigoli, mascheroni e decorazioni zoomorfe e mitologiche, è un manufatto architettonico che desta l'interesse degli studiosi.

Il campanile della Chiesa Madre

Chiesa di Santa Lucia (XIX sec.)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Lucia è una chiesa in stile neoclassica datata al 1894. Tuttavia già prima di essere edificata, sullo stesso luogo esisteva un'altra chiesa dedicata alla Natività di Maria, di epoca cinquecentesca. La facciata presenta un portale riccamente decorato con un fastigio curvilineo. L'edificio è inoltre sormontato da una grande cupola con lanterna, fiancheggiata da due piccoli campanili. L'interno è a pianta centrale e presenta cinque altari: quello maggiore dedicato al Patrocinio di Maria Vergine, il secondo a Santa Lucia, il terzo a San Trifone, il quarto a San Francesco di Paola mentre il quinto alle Anime Purganti.

Chiesa di San Benedetto (XVI sec.)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Benedetto risale al XVI secolo ed è costituita da una facciata divisa in due piani: nel piano inferiore abbiamo un portale con fastigio curvilineo, nella parte superiore invece troviamo un finestrone con due nicchie ai suoi lati, nelle quali vi sono le statue di San Giovanni e San Benedetto. Il timpano culmina con una statua dell'Immacolata e ai lati con le statue di Santa Fara e Santa Scolastica. Nella chiesa è custodito il corpo di San Florenzo Martire, portato a Manduria nell'Ottocento.

Chiesa dell'Immacolata (XVII sec.)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Immacolata fu edificata presumibilmente nel Seicento a sostituzione della cappella della Madonna delle Grazie preesistente. La chiesa è in stile barocco e all'esterno presenta un portale con un fastigio con la statua dell'Immacolata. Interessante è poi l'interno con un altare barocco riccamente decorato, abbellito da altri tre altari laterali.

Parrocchia-Oratorio San Giovanni Bosco[modifica | modifica wikitesto]

La città di Manduria, ricca di secoli di storia, accolse I'arrivo dei primi salesiani Il 28 ottobre 1956. L'opera ebbe origine in seguito ad una convenzione fra I'arciprete Mons. Luigi Neglia e l'ispettore salesiano don Luigi Pilotto. 
Era ardente desiderio di mons. Neglia avere in Manduria una congregazione religiosa che si occupasse della gioventù . Egli stesso salesiano nel cuore aveva già realizzato le "Opere parrocchiali", un complesso di locali e di cortili nella zona storica della città.

Offrendosene l'occasione, nel desiderio di fare del bene alla sua gente, specialmente ai fanciulli e ai giovani e, trovando generosa corrispondenza in Giovanbattista Amò, Mons. Neglia fondò il "Villaggio del fanciullo", dedicato a San Gregorio Magno, Santo patrono di Manduria. Il primo lavoro dei salesiani fu I'avviamento dell'Oratorio che, in breve tempo, fu frequentato quotidianamente da molti ragazzi affascinati dalle novità dello stile salesiano.
Intanto sorgevano anche due scuole di " arti e mestieri: quella di sartoria e quella al calzoleria; sorgeva pure l'internato per accogliere ragazzi inviati da vari Enti di Assistenza.
Nel 1962 venne avanzata dalla Curia vescovile l'idea di affidare ai salesiani una nuova parrocchia in Manduria.

Due anni dopo nel 1964 ci fu solennemente l'erezione e l'inaugurazione della parrocchia "S. Giovanni Bosco" nel giorno della festa dell'Immacolata. Nello stesso anno giunsero le suore Figlie di Maria Ausiliatrice per prendersi cura dell'oratorio femminile e per fornire aiuto all'opera.
In seguito, annesso all'Oratorio, fu costruito il salone-teatro che premise la realizzazione di vari spettacoli e manifestazioni.
Col passare degli anni, la Casa di Manduria si rivelò adatta, data anche la vicinanza al mare, per colonie estive e campi scuola. Così, negli anni che vanno dal 1963 al 1969 essa vide radunarsi tra le sue mura tanti giovani provenienti dalle varie Case del lspettoria per partecipare ai corsi per "animatori di Oratorio" La colonia al mare si ripete fino al 1979, in seguito essa non ebbe più luogo, ma da allora, ogni anno, si sono svolti nella Piazza di San Pietro in Bevagna incontri per i giovani e giochi di animazione estiva. Intorno al 1973 iniziarono i lavori per una nuova chiesa parrocchiale, consacrata il 29 gennaio 1978 da S.E. Mons. Salvatore De Giorgi, Vescovo di Oria. a parrocchia "San Giovanni Bosco" è la più ampia e popolosa della città, dovendo offrire le sue cure pastorali a più di 9000 abitanti.

Il retroterra socioculturale in cui opera si presenta vasto e variegato da cui emergono anche casi di privazione economica e di emarginazione sociale situata in un vasto quartiere di periferia che ha avuto uno sviluppo edile veloce e precario. la popolazione in genere, pur vivendo una tradizione religiosa popolare, stenta a dialogare e a creare un clima di "comunità ecclesiale". Negli ultimi anni si è registrato un incremento demografico a causa dello sviluppo territoriale del quartiere, divenuto tra l'altro anche la piccola "città degli studi" di Manduria, ospitando la scuola elementare "Don Bosco", la suola media "Enrico Fermi", il liceo classico "Francesco De Sanctis", l'istituto tecnico commerciale e per geometri "Luigi Einaudi", la sezione di Manduria dell'Istituto professionale di Stato per l'agricoltura" e infine si sta ultimando la costruzione della nuova sede del Liceo scientifico.
C'è un numero consistente di famiglie "a rischio" che vive di espedienti non sempre "legali". Nei riguardi dei ragazzi di queste famiglie si sta tentando un'opera di recupero educativo attraverso il doposcuola e le attività formative e ricreative del nostro oratorio.

Attività e servizio apostolico

L'opera che i salesiani hanno svolto nella città di Manduria sino a settembre 2012 si esprimeva fondamentalmente in due settori pastorali: la Parrocchia con la variegata pastorale degli adulti, la catechesi sacramentale e l'animazione delle tradizioni religiose popolari.L'oratorio-centro giovanile con il movimento di gruppi giovanili e le molteplici attività e iniziative giovanili.

Dal 2012 i Salesiani hanno lasciato Manduria e la parrocchia è stata affidata alla cura pastorale di sacerdoti diocesani. La comunità ha continuato il suo cammino conservando la ricchezza del carisma salesiano e rafforzando l'appartenenza alla Chiesa Diocesana, favorendo nuove prospettive pastorali, attraverso l'istituzione dei gruppi famiglia, un percorso di catechesi per genitori e ragazzi insieme, una maggiore unità nelle varie attività tra la comunità parrocchiale e l'oratorio, l'istituzione e l'affiliazione all'ANSPI, dell'oratorio A.S.D. Don Bosco con la riorganizzazione di tutti i settori sportivi (Calcio e Basket) e dei gruppi formativi per fasce di età, oltre a un gruppo di giovani animatori. Si sono valorizzate dal punto di vista spirituale e comunitario le feste di Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco ed è stata introdotta come espressione dell'impegno della parrocchia e dell'oratorio la "Notte del Villaggio", evento di spettacolo, musica, e arte. Dal mese di luglio 2014 l'intero complesso parrocchiale è passato di proprietà dell'Ente parrocchia San Giovanni Bosco - Diocesi di Oria.

Sito web: http://www.donboscomanduria.it/

Facebook: PARROCCHIA-ORATORIO "DON BOSCO" MANDURIA

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele Arcangelo (XVI sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Antonio (XX sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Purificazione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dello Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna del Rosario (XVIII sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Cosimo (XVIII sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Sacro Cuore (XIX sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria del Bagnolo (XIV sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro Mandurino (VIII sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro in Bevagna (XV sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa e Convento di San Francesco (XVII sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa e Convento di Santa Chiara (XIX sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Architetture Civili e Religiose[modifica | modifica wikitesto]

Il Calvario[modifica | modifica wikitesto]

È un monumento realizzato nella seconda metà del XIX secolo dal laico professor Giuseppe Renato Greco. Si tratta di una rappresentazione di alcune scene della Passione di Cristo, unica nel suo genere perché realizzata con un gran numero di conchiglie e cocci di ceramica di varie epoche e colori. Il Calvario si trova in via Maruggio 8.

Palazzo Imperiali-Filotico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo Imperiali-Filotico.
Palazzo Imperiali-Filotico a Manduria

Sui ruderi del castello medievale fu concepita una nuova residenza principesca da don Michele III Imperiali, feudatario di Casalnuovo nel 1717 come elemento fondamentale di un importante piano di rinnovamento urbanistico della città. Il palazzo è concepito secondo lo schema classico della dimora urbana, a pianta quadrata e isolato sui quattro lati: per lo stile severo ed austero risultano evidenti le caratteristiche di unicità nel panorama del tardo barocco salentino, dal quale esso si discosta decisamente. Interessanti appaiono, invece, le analogie con esempi tardomanieristici romani a cavallo tra XVII e XVIII secolo. L'unica concessione al gusto rococò del tempo è costituita dalla lunga balconata in ferro lavorato "a petto d'oca".

Altre architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Giannuzzi
  • Palazzo Bianchetti
  • Palazzo Imperiali-Filotico
  • Palazzo Cagnazzi (XIX sec.)
  • Palazzo Pasanisi (XIX sec.)
  • Palazzo Dimitri (XVI sec.)
  • Palazzo Schiavoni (XIX sec.)
  • Palazzo Briganti (XVIII sec.)
  • Masseria Scorcola
  • Masseria Abate
  • Masseria Bagnolo
  • Masseria Campo dei Fiori
  • Masseria Filicchie
  • Masseria Marchese
  • Masseria Marina
  • Masseria Ponsignore
  • Masseria Scalella
  • Masseria Specchiarica
  • Masseria Surii
  • Masseria Le Fabbriche

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre, sono presenti anche bunker costruiti durante la seconda guerra mondiale dai soldati italiani e tedeschi per avvistare eventuali sbarchi nemici

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area a nord-est della città (a ridosso della chiesa di Sant'Antonio) si trova il Parco archeologico delle Mura messapiche,[5] frutto di scavi che hanno portato alla luce la più grande necropoli messapica mai scoperta (circa 2.500 tombe),[6] assieme ad ampi tratti delle tre cerchie murarie (costruite con grandi blocchi di pietra incastrati tra di loro) che fortificavano la città in periodo messapico, il Fonte Pliniano e la chiesa di san Pietro Mandurino. Altra area di rilevante interesse archeologico è quella de "Li Castelli", purtroppo abbandonata a sé stessa, tra Manduria e San Pietro in Bevagna.

Fonte Pliniano[modifica | modifica wikitesto]

Fonte Pliniano.jpg

Nell'area archeologica, immediatamente a sud del convento di Sant'Antonio, sorge il Fonte Pliniano. Risale quasi certamente all'epoca messapica ed è situato nei pressi dell'antico abitato (messapico anch'esso), a poca distanza dalle mura; prende il nome da Plinio il Vecchio, che descrisse il fonte nella sua Historia Naturalis. È una grande caverna naturale di 18 metri di diamentro e 8 metri d'altezza, accessibile da una scala a due rampe, con 20 gradini, scavata anticamente nella roccia. Nella volta si apre un lucernario quadrato, parzialmente costituito da grandi blocchi usati in periodo messapico; il punto da cui filtra la luce presenta un muro circolare di accurata fattura (rifacimento successivo di epoca imprecisata). Il fatto più sorprendente, però, è che proprio in quel punto vi mette le radici un mandorlo.[7] All'interno della grotta c'è una vasca, cinta anch'essa da un muro rotondo, dove tuttora scorre l'acqua proveniente del fonte, dalla stessa sorgente sotterranea che Plinio descrisse con molto stupore: l'acqua, infatti, mantiene sempre costante il suo livello, anche quando veniva anticamente usata per ogni uso dai manduriani. Ciò avviene perché il pavimento della caverna è posto al livello della falda, e quindi l'acqua filtra attraverso la roccia e mantiene il livello inalterato. Il fonte pliniano fu usato dai Messapi come un luogo di culto, dedicato probabilmente ad una divinità delle acque.[8]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Boschi Cuturi e Rosamarina[modifica | modifica wikitesto]

Area naturale protetta (individuata il 1997), comprende macchia mediterranea. I boschi Cuturi e Rosamarina sono distese di querce miste a pini e a macchia mediterranea di mirto, mortella, lanterno[non chiaro], pero mandorlino (calaprico, pirascinu), corbezzolo. Tra le piante e i frutti eduli di prato e di macchia abbiamo: i corbezzoli, i mirti, i prugnoli, i sorbi, il ginepro ecc. Tra le erbe aromatiche: il finocchio selvatico, la menta, il timo, il rosmarino, la salvia, l'origano. Gli animali esistenti - nonostante le gravi alterazioni ambientali provocate dall'uomo - sono: il riccio, il rospo, la lepre, la volpe, la rana, la lucertola, il ramarro, l'orbettino, la donnola, il topo campagnolo, la mosca olearia. Tra gli uccelli troviamo: l'allodola, il tordo, il falco, il barbagianni, la civetta, l'anatra. Gli animali domestici sono ovini, caprini, bovini, suini, equini.

Duna costiera e Palude del Conte[modifica | modifica wikitesto]

Area Naturale Protetta (individuata nel 1997), comprende una zona umida retrodunale nella fascia costiera compresa nei comuni di Manduria, Avetrana e Porto Cesareo (Le).

Area Naturale Protetta Palude Del Conte

Saline e dune di Torre Colimena[modifica | modifica wikitesto]

salina dei monaci - area protetta

Area Naturale Protetta (individuata nel 1997), comprende la zona costiera con salina artificiale (Salina dei Monaci).

Torre Colimena[modifica | modifica wikitesto]

Località marina sorta attorno all'omonima torre di avvistamento. La zona costiera con dune e salina artificiale è stata individuata dal 1997 come Area naturale protetta.[9]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto manduriano è una variante del salentino parlata esclusivamente nel territorio del comune di Manduria. È molto influenzato dal dialetto brindisino, ma ha anche alcune affinità con il dialetto leccese.[11]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede a Manduria, Rete Uno Network emittente delle province di Taranto e Brindisi. Dal 1987 la radio trasmette sui 92.100 MHz e in streaming. Ogni domenica l'emittente trasmette in diretta le radiocronache delle partite di calcio del Manduria Sport.[12]

Altra emittente radio manduriana è Radio Rama, la quale trasmette sui 96.5 MHz e 99.00 MHz ed in streaming live.[13]

Negli anni '70 un imprenditore di Manduria, Carmelo Quaranta, fondò qui una delle prime radio e televisioni libere d'Italia, RTM - Radio Tele Manduria,[senza fonte]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

I giornali locali sono: La Voce di Manduria, Manduria Oggi, Casalnuovo il Giornale di Manduria e l' Accademia dei Culacchi (Satira Locale).[senza fonte]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a numerosi gruppi di musica popolare salentina, Da segnalare anche il gruppo dei Cantacunti - compagnia di cantastorie.[14]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

"Fiera Pessima" Campionaria Regionale[modifica | modifica wikitesto]

La Fiera Pessima (edizione corrente n° 274) è una fiera campionaria di carattere regionale che si svolge in città nel mese di marzo. Dal 1742, anno della sua regia istituzione, ha acquisito con il passare degli anni sempre maggiore importanza, tanto da esser diventato un evento che coinvolge l'intera Italia centro-meridionale, e da farla considerare la seconda fiera di maggior importanza dopo la Fiera del Levante. Tratta della produzione agroalimentare, di artigianato, di commercio, di tempo libero e di servizi, e nel corso degli anni ha assunto il carattere di fiera campionaria generale regionale, potendo contare sulla presenza di oltre 300 espositori provenienti da tutte le regioni dell'Italia centro-meridionale.

Persone legate a Manduria[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro
  • Barci (4.346.ab)
  • Barco (3.892.ab)
  • S.Gemma ex Napoli piccolo (3.795.ab)
  • Giannuzzi (2.446.ab)
  • S.Antonio (4.564.ab)
  • Sice (2.867 ab. )
  • Campo Dei Fiori (1.893.ab)
  • La Creta (2.376.ab)
  • Zona Industriale
  • Zona Matera
  • Quartiere Don Bosco

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni principali del comune di Manduria sono Uggiano Montefusco, Campo dei Messapi, San Pietro in Bevagna, Specchiarica e Torre Colimena.

Queste sono molto differenti tra di loro poiché mentre Uggiano Montefusco è una località di residenza, San Pietro in Bevagna e Torre Colimena sono delle località balneari, importanti per l'economia del comune.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia di Manduria è basata per la maggior parte sull'agricoltura ed in particolare sulla produzione del vino DOC Primitivo e dell'olio DOP. Il Primitivo, prodotto solo in questa zona, famosissimo in tutta Italia, viene anche esportato in California, che, per il clima simile, produce del vino con caratteristiche molto vicine.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Collegamenti della Provincia di Taranto

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città ha una stazione ferroviaria posta sulla linea Martina Franca - Lecce delle Ferrovie del Sud Est con collegamenti verso tutte le località servite dalla linea jonica e salentina.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La città fino pochi anni dopo la seconda guerra mondiale disponeva di un vero e proprio aeroporto militare, utilizzato negli anni a seguire solo per esercitazioni. Nel 2011 lo Stato Italiano seleziona questa area come principale per allestire una tendopoli da destinare a Centro di Prima Accoglienza e Smistamento per i profughi Libici e Tunisini, sbarcati in gran numero a Lampedusa, poi trasferiti appunto dapprima a Manduria.

Adiacente la zona demaniale è presente dal 1984 l'aviosuperficie di Manduria denominata "Aerotre", scalo avioturistico, Aero Club federato e scuola di volo.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La Sogin (SITA) garantisce un servizio di trasporto pubblico urbano all'interno della città stessa per tutti i quartieri. Inoltre garantisce il collegamento della città con altre città di notevole importanza, quali la capitale Roma, ma anche Torino e Firenze.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco è il dott. Roberto Massafra, in carica dal 10 giugno 2013.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La locale squadra di calcio è l'Unione Giovanile Manduria Sport.

L'altra squadra calcistica, che milita nel campionato regionale di I^ categoria è: l'ASD Don Bosco Manduria.[senza fonte]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti anche quattro società di basket,

  • la Società Vis Nova Messapica Basket Manduria, che milita con la sua prima squadra nel campionato regionale di serie D maschile,
  • l'ASD Real Basket Manduria una società di recente costituzione che milita nel campionato regionale di Prima Divisione,
  • l'ASD Don Bosco Pallacanestro: fondata nel 2012 dal parroco, nonché presidente della società, don Dario De Stefano della Parrocchia-Oratorio "San Giovanni Bosco"
  • l'ASD Atletico Manduria[senza fonte]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio comunale "Nino Dimitri"[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio comunale "Nino Dimitri" è stato inaugurato il 10 giugno 2001 ed intitolato alla memoria dell'omonimo presidente. Lo stadio può ospitare 1000 spettatori ed è strutturato in: Tribuna centrale ovest, Tribuna laterale, Gradinata scoperta, Parterre, Gradinata est, Tribuna stampa. L'impianto è utilizzato dalle due società calcistiche locali.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Manduria, vengono da tempo denominati Manciacani (mangia cani), tale denominazione si fa risalire ai tempi della grande guerra, in cui, si narra, che gli abitanti colpiti dalla miseria fossero costretti a mangiare i cani. Tuttavia nessuna fonte ufficiale ha dimostrato ciò. Pertanto tale nomina è tramandata come "leggenda metropolitana". Altro soprannome dato ai manduriani è Sona Campani e Senza Filaru.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato ISTAT - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Diodoro, XVI, 63.
  4. ^ Tito Livio "Dalla fondazione di Roma", libro XXVII, cap. 15
  5. ^ Sito del Parco archeologico di Manduria. URL consultato il 9 giugno 2010.
  6. ^ Parco dei Messapi: infestato da erbacce e senza indicazioni. Ora rischia la chiusura in Corriere della Sera. URL consultato il 9 giugno 2010.
  7. ^ L'albero si trova sul fonte da molti secoli, e la sua sopravvivenza sulle rocce, così come anche il costante livello delle acque del fonte, sono un mistero.
  8. ^ Taranto turismo.
  9. ^ Aree naturali della provincia di Taranto
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Pietro Brunetti, Vocabolario essenziale, pratico e illustrato del dialetto manduriano, Manduria, Barbieri editore, 2002 ISBN 88-86187-81-5
  12. ^ Rete Uno Network
  13. ^ Radio Rama
  14. ^ [1]
  15. ^ Nuova Sacra Corona Unita.
  16. ^ Nazareno Dinoi, Dentro una vita. I 18 anni in regime 41 bis di Vincenzo Stranieri, Reality Book. Collana Controluce, 2010.

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