Fragagnano

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Fragagnano - Fragnànu
comune
Fragagnano - Fragnànu – Stemma Fragagnano - Fragnànu – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Michele Andrisano (centro-destra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°26′00″N 17°28′00″E / 40.433333°N 17.466667°E40.433333; 17.466667 (Fragagnano - Fragnànu)Coordinate: 40°26′00″N 17°28′00″E / 40.433333°N 17.466667°E40.433333; 17.466667 (Fragagnano - Fragnànu)
Altitudine 126 m s.l.m.
Superficie 22,41 km²
Abitanti 5 372[1] (30-06-2012)
Densità 239,71 ab./km²
Comuni confinanti Carosino, Grottaglie, Lizzano, Monteparano, San Marzano di San Giuseppe, Sava
Altre informazioni
Cod. postale 74022
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073006
Cod. catastale D754
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti fragagnanesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fragagnano - Fragnànu
Posizione del comune di Fragagnano all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di Fragagnano all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Fragagnano (Fragnànu in dialetto salentino) è un comune italiano di 5.372 abitanti della provincia di Taranto, in Puglia. Fragagnano è anche uno dei 7 comuni che costituiscono le Terre del Mare e del Sole, un'unione di comuni ubicati nella zona orientale della provincia ionica. Il comune fa inoltre parte dell'Area vasta Tarantina.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato nel bel mezzo della parte orientale della provincia di Taranto, Fragagnano è sorto in quella che è nota con il nome di Murgia Tarantina (estensione meridionale delle Murge), un complesso collinare che inizia nella parte centrale della provincia ionica e termina nel Salento presso il confine tra la provincia di Lecce e quella della Città dei due Mari. Fragagnano è per altitudine il quinto paese (123 m s.l.m.) delle Murge Tarantine dopo Roccaforzata (145 m) e i contigui comuni di Monteparano (135 m), San Marzano (134 m) e Grottaglie (130 m).

Il territorio presenta molti elementi caratteristici della macchia mediterranea.

Muro a secco con, in secondo piano, ulivi e fichi d'india

L'agro fragagnanese è quasi ovunque coltivato, soprattutto con vigne (tipici della zona sono il primitivo e la malvasia nera) e uliveti da cui si ricava un ottimo olio. La proprietà terriera è generalmente suddivisa in piccoli appezzamenti, separati dai tipici muretti a secco. La pietra è da sempre utilizzata anche per realizzare diverse costruzioni a secco (le pagghiare), una volta utilizzate dai contadini per riposare o per riporvi gli attrezzi da lavoro. Tali costruzioni sono più simili a piccoli nuraghi sardi che ai veri e propri trulli pugliesi.

La vegetazione arborea spontanea invece, presenta molti elementi tipici (caratteristici della macchia mediterranea) tra i quali spicca il fico d'India.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Data la vicinanza al mare (una decina di km in linea d'aria) Fragagnano è caratterizzato, come la quasi totalità dei paesi salentini, da un clima più umido rispetto alla Puglia centro-settentrionale, dove invece la presenza dell'Appennino riduce l'apporto di umidità dei venti provenienti da ovest. In queste zone l'umidità determina inoltre una più netta alterazione della temperatura percepita: le stagioni estive, sono particolarmente afose, mentre le stagioni invernali, sia pure molto miti e abbondantemente al di sopra dello zero anche nei periodi più freddi, appaiono gelide soprattutto in presenza di vento.

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13 13 15 19 24 28 31 31 28 22 17 14 13,3 19,3 30 22,3 21,3
T. mediaC) 10 10,5 13,5 17,0 23,0 27,5 30,5 29,5 24,0 20,0 15,5 11,0 10,5 17,8 29,2 19,8 19,3
T. min. mediaC) 4 5 6 9 12 16 18 19 16 12 8 6 5 9 17,7 12 10,9
Precipitazioni (mm) 46 53 62 36 34 27 27 25 36 60 71 73 172 132 79 167 550
Giorni di pioggia 6 7 7 5 5 4 3 4 4 6 6 7 20 17 11 16 64
Umidità relativa media (%) 78 75 73 71 68 63 61 63 66 73 77 80 77,7 70,7 62,3 72 70,7
Vento (direzione-m/s) N
9
NNW
16
S
16
S
16
SSW
16
SSW
16
NNE
16
NNE
16
NNE
16
NNE
9
N
9
N
16
13,7 16 16 11,3 14,3
  • Classificazione climatica: dal punto di vista legislativo, il comune di Fragagnano coni suoi 1266 gradi giorno ricade nella Zona Climatica C, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo.
  • Classificazione sismica: la Protezione Civile ha inserito il comune e le zone limitrofe nella Zona 4, la più sicura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Fu scelto come sito per le loro capanne circolari, già dagli uomini preistorici di epoca neolitica, all'incirca nel 3000 a.C. Lo testimoniano i reperti trovati negli scavi sul monte Santa Sofia, ormai inglobato nell'attuale centro urbano. Altri scavi, effettuati precedentemente in contrada Cazzato, a qualche chilometro dal paese, hanno riportato alla luce molti altri frammenti di ceramiche della stessa era.

Magna Grecia: in grigio le zone colonizzate da Achei, in blu da Ioni, in marrone chiaro da Dori e in marrone scuro da Greci nordoccidentali.

L'età classica[modifica | modifica wikitesto]

Venne abitato certamente anche in epoca greca, perché il sito essendo elevato, ben difeso dalla natura e provvisto di acqua sorgiva, costituiva una ottima condizione abitativa. Ancora oggi dalle rocce circostanti il monte Santa Sofia sgorga la cosiddetta funtanedda (fontanella). Certamente la sua posizione geografica, a metà strada tra i messapi di Manduria ed i greci di Taranto, unita alla fertilità della valle lungo l'attuale arteria SS 7 Ter, avrà creato in quei tempi non pochi problemi e conflitti di appartenenza.

Ma di tutta questa storia, lunga millenni, non ci è rimasto nulla, tranne il monte, dove si sta tentando ora di leggere a grosse linee quegli avvenimenti osservando le pietre, con l'aiuto dei tecnici della Sovrintendenza ai Beni Culturali.

Nel 1905, in località Mancini (ad ovest dell'abitato) fu rinvenuto un "tesoretto" contenente alcune monete appartenenti alle zecche di Taras, Metapontion e Thurii del 313 a.C. (cfr. Carducci, pag. 34) e questo certifica la frequentazione di queste terre nel tempo della civiltà magnogreca.

Il periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Ma furono i romani a darne l'attuale nome. Infatti il sito è vicinissimo all'antico tracciato dell'Appia antica, l'ultimo tratto di quella grande arteria che partendo da Roma univa nel suo ultimo sforzo Tarentum con Brundisium, porto dell'impero verso l'Oriente. Naturalmente tutti i soldati che facevano la spola tra l'Italia e le province, passavano da qui. Ci saranno passati anche Giulio Cesare e Cleopatra. È ancora visibile la traccia profonda lasciata dai carri nella roccia in contrada Puzzu Uelu, dove è ben riscontrabile un complesso sistema viario a doppia corsia e deviazione, in prossimità di un pozzo scavato nella roccia, miracolosamente salvo, con annessi abbeveratoi per i cavalli e per i soldati. Insomma una "stazione romana". E Pirro, con soldati ed elefanti, venuto dall'Epiro (l'attuale Albania) per combattere i romani che assediavano Taranto, non è forse anch'egli passato per queste strade?

Verosimilmente il toponimo deriva dal gentilizio romano Freganius, nome di un personaggio a cui furono affidate queste terre o per meriti personali o per ragioni militari, come da consuetudine presso i romani.

Il passaggio dal nome proprio Freganius alla dizione Freganianus, è poi ottenuto con l'aggiunta del suffisso -anus che indica l'appartenenza. Nella cartografia del 700, è ancora riportato Fregagnano, con la E, ma nella forma dialettale moderna è in uso solo la dizione con la A: infatti si dice Fragnanu e non Fregnanu. A testimoniare l'epoca romana, c'è un tesoretto di quattro monete di epoca repubblicana e rinvenute da un contadino nel 1904 in un terreno vicino ad un monte, attualmente custodite nel Museo nazionale di Taranto e c'è anche una stele funeraria, recante una scritta in latino, rinvenuta in un campo nei dintorni della zona archeologica, che era stata riutilizzata come architrave sulla soglia di un vecchio trullo.

Statua di Carlo d'Angio

Dal Medioevo al XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia dell'Antoglietta

In età medievale, nell'anno 1278, essendo già scomparso l'imperatore Federico II di Svevia, che aveva fatto edificare torri e castelli ovunque (es. quello maestoso della vicina Oria) allo scopo militare di contrastare gli attacchi dei saraceni, nell'Italia meridionale scendono i francesi, guidati da Carlo D'Angiò, che conquistano il Regno di Napoli.

In seguito a questa calata, il praedium (podere) di Freganius viene assegnato come baronia, per meriti militari, a Erardo, uno dei figli di Jehan (Giovanni) de Nantuil (italianizzato de Nantolio fino ad arrivare al più recente dell'Antoglietta): cavaliere francese giunto, e poi stabilitosi, in Puglia al seguito del proprio re. Erardo diviene dunque Barone di Fragagnano e da allora le vicissitudini dei suoi discendenti sono state legate a queste terre fino all'inizio del XIX secolo quando, con l'estinzione della famiglia dell'Antoglietta, il titolo di marchese di Fragagnano (ottenuto nel 1701), passa alla famiglia Carducci Agostini.

Il 23 settembre 1923 Fragagnano entra a far parte, insieme alla parte occidentale della Terra d'Otranto, della Provincia dello Ionio (Provincia di Taranto dal 1951), nata per gemmazione dall'antica provincia leccese.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Fragagnano-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Partito: nel primo di verde alla spiga di grano d'oro posta in palo; nel secondo d'argento al grappolo di uva gambuta e fogliata al naturale »
((Decreto reale del 17 maggio 1928)[2].)
Bianco e Verde.svg

Il gonfalone del comune è costituito da un drappo di colore azzurro al centro del quale è posto lo stemma cittadino.

I colori che contraddistinguono Fragagnano, non solo a livello sportivo, sono il bianco (mutuato dall'originale argento araldico) e il verde dello stemma.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Madre Santissima Maria Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

L'Immacolata Concezione di Giovanni Battista Tiepolo

In pieno centro, al termine di corso Vittorio Emanuele III, si erge la Chiesa Madre intitolata alla Santissima Maria Immacolata, costruita a ridosso di una primitiva chiesa, databile intorno alla prima metà del XV secolo. Sono tuttora evidenti le tracce di quell'originario edificio, riscontrabili nell'antica porta di ingresso situata ad Ovest del campanile principale e nel piccolo campanile a vela sul lato Nord della cupola.

In mancanza di notizie ufficiali, è possibile tracciare una ricostruzione storica nel complesso architettonico sulla base di iscrizioni d'epoca esistenti all'interno della chiesa stessa. Una pergamena muraria posta in chiave sul grande arco a tutto sesto principale, che separa la navata dal presbiterio, contiene la seguente iscrizione: Templim hoc elemosinis civium conditum A.D MDCCLXXIV (Questa chiesa fu costruita con le offerte dei cittadini nell'anno 1774). Tale data coincide anche con l'ultimazione dei lavori della chiesa e dell'annesso campanile con l'adiacente locale coperto da volte stellare, che presentano identica pavimentazione in mattoni cotti. Nei primi anni dell'Ottocento, venne invece voltata l'elegante cupola della crociera ad opera di maestranze locali e costruito il retrostante Oratorio del Santissimo Sacramento, manufatto conclusivo del complesso architettonico.

La conformazione esterna della chiesa è dominata, oltre che dalla massiccia cupola e dalla scenografica facciata, anche da possente campanile a tre livelli, di pregevole fattura settecentesca. Questo presenta in alzato della monofore con arco a tutto sesto, dotate di eleganti balaustre in pietra, che si aprono sul lato Est del primo livello, su due lati del secondo e su quattro del terzo. Sul lato Nord della cupola, in corrispondenza dell'angolo fra navata e presbiterio, risalta, ancora in buono stato di conservazione il già citato cinquecentesco campanile a vela con un'unica apertura a tutto sesto, sormontata da un timpano, a sua volta coronato da tre pinnacoli. La facciata ad Ovest, in stile tardo barocco, domina la visuale dalla via principale del paese su un'ampia scalinata in conci di tufo che conduce al portale d'ingresso.

All'interno le esigue decorazioni rappresentate da affreschi con pitture ad olio presenti sui pennacchi tra gli arconi del presbiterio, sulle quattro facce del tamburo prive di finestre, sugli spicchi interni della cupola e sulla lunetta della parete terminale dell'abside, sono state eseguite da artisti locali nei primi anni del Novecento. Sui pennacchi sono rappresentati i quattro evangelisti intenti a comporre le proprie scritture; sul tamburo durante gli ultimi restauri sono venuti alla luce quattro murali, raffiguranti episodi della vita di San Francesco d'Assisi e di Sant'Antonio di Padova, risalenti sicuramente alla metà del Settecento. In una della cappelle sulla sinistra, interessante è la tela della "Madonna del Rosario" di autore ignoto.

All'interno della chiesa sono inoltre conservate le reliquie del protettore di Fragagnano (sant'Antonio di Padova) e del beato Bartolo Longo.

La Chiesa della Madonna del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione di una prima chiesa è databile sicuramente al periodo precedente al 1779, anno a cui risale la costituzione della prima confraternita. Ma nel 1911 fu costruita, a spese della cittadinanza, l'attuale chiesa intitolata alla Madonna del Carmine, anche detta Madonna del Carmelo. La facciata si presenta sobria e lineare: gli elementi decorativi sono le quattro lesine, ai due lati del portale, sormontati da finti capitelli di tipo corinzio, con foglie d'acanto. La struttura architettonica dell'edificio, in tufo caratteristico della zona, è massiccia e comprende una cupola emisferica, poggiante su un tamburo poligonale, alla cui sommità vi è il campanile. La chiesa ha pianta longitudinale a navata unica e le navate laterali sono ridotte a semplice cappelle non comunicanti tra loro. All'interno è presente un pulpito ligneo e, sui quattro pennacchi, si possono osservare altrettanti Santi carmelitani. L'interno della cupola, estremamente danneggiato da infiltrazioni d'acqua, mostra un'immagine della Vergine del Carmine che porge lo scapolare all'anime del Purgatorio. La prima cappella sinistra contiene una interessate tela, di Giuseppe Sampietro, che rappresenta, probabilmente, San Rocco.

La cappella della Madonna del Favore[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella della Madonna del Favore è posta a circa un chilometro ad ovest del centro abitato, sul bordo dell'attuale strada provinciale per Grottaglie. Le prime fonti storiche certe della cappella risalgono al maggio del 1577, quando l'allora arcivescovo di Taranto, Lelio Brancaccio, giunge in visita a Fragagnano dove tra le varie chiese presenti a quell'epoca nel territorio circostante l'abitato, trova e descrive una chiesa rurale dedicata a "Sancta Maria de lo Favore". Ma certamente la chiesetta è anteriore a tale periodo, soprattutto se si considera l'orientamento dell'ingresso, tipico delle chiese di rito greco. Secondo la tradizione, comunque, la cappella nacque in seguito al rinvenimento di un'icona raffigurante la Vergine all'interno di un pozzo posto nelle vicinanze. Nel corso del tempo la chiesetta ha subito vari restauri ed attualmente si presenta in un buono stato di conservazione, grazie alla manutenzione periodica effettuata dai devoti. Il culto della Madonna del Favore è ancora oggi radicato nella tradizione fragagnanese, e annualmente si rinnova attraverso una caratteristica processione che, partendo dalla Chiesa del Carmine, raggiunge la chiesetta.

La chiesetta rupestre[modifica | modifica wikitesto]

Sulla strada statale 7 ter, nei pressi di via Cesare Battisti è ubicata una chiesetta rupestre abbandonata. Si tratta di una chiesa dedicata alla Vergine come dimostra la scritta ormai sbiadita Ave Maria posta sull'arco che sovrasta la porta d'ingresso. La facciata a capanna e con cuspide centrale presenta riquadri con elementi decorativi. Nell'interno la campata è rettangolare formata da quattro pilastri con volta a crociera. Sulla parte frontale dell'abside all'interno di un'edicola è inserito un affresco, chiara espressione di vita quotidiana e agricola affidata alla protezione della Madonna. Vi sono rappresentati la Madonna, la famiglia e attrezzi agricoli posti ciascuno ai vertici di un triangolo. La Madonna con Gesù Bambino sono immersi in un campo di grano dorato, il Bambino ha in mano un fascio di spighe, così come il bambino seduto tra la madre in atto di preghiera e il padre che osserva. La chiesetta situata in un'area privata è rimasta attiva fino ai primi anni settanta.

Le edicole votive[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono infine le edicole votive. Nella maggioranza dei casi, esse costituiscono in piccoli vani a pianta quadrata, rettangolare, ovale o semicircolare, inseriti nella struttura esterna di un edificio. All'interno di queste strutture architettoniche è inserita una immagine sacra, solitamente dipinta sul legno o affrescata, o ancora realizzate in materiali plasmabili quali la terracotta. Nelle edicole più antiche, gli affreschi, degradati dal tempo, sono stati coperti con calce e sostituiti da stampe o statuette di poco conto. Le edicole venivano costruite per devozione, o in relazione a ipotetici miracoli o ancora in riferimento a particolari avvenimenti (come guerre ed epidemie), per questo la quasi totalità delle edicole fragagnanesi sono rivolte a Sant'Antonio da Padova, protettore del paese, a San Giuseppe o alla Madonna.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Baronale[modifica | modifica wikitesto]

Viene così costruito, intorno alla robusta torre di epoca medievale a base quadrata, provvista di ponte levatoio e di fossato perimetrale, l'elegante e sobrio Palazzo Baronale di gusto rinascimentale, che domina ancora la valle degli ulivi a Sud, accompagnando agevolmente lo sguardo fino al mare, oltre i tetti di Lizzano. Situato nel centro storico, fu costruito nel 1587, sicuramente a scopo difensivo ed è ritenuto il palazzo più antico del paese. La costruzione è fatta con conci di carparo perfettamente squadrati, ricoperti da uno strato di calce nel solo prospetto meridionale. Alcuni decenni fa sono state rinvenute ossa umane al di sotto del pavimento del piano inferiore, da ricollegare, probabilmente, alla presenza dei trabocchetti.

Sul lato occidentale di un suo terrazzo, proprio a dominare il bel centro della piazza Regina Elena, si erge la statua in carparo di Santa Irene, antica protettrice di Lecce, mentre salendo sulla sommità della sua torre antica, si possono osservare senza troppi sforzi i castelli circostanti di: Monteparano, Roccaforzata, San Marzano di San Giuseppe, Grottaglie, Sava e addirittura quello più lontano di Oria.

Nel Novecento, il Palazzo Baronale, ormai disabilitato, diviene proprietà della famiglia Tamborino Frisari di Maglie e viene in parte utilizzato a stabilimento vinicolo. Così gli vengono scavate e cementate capienti cisterne per il contenimento del vino. È risorto negli anni settanta, quando è stato adibito temporaneamente a sede del Municipio ed attualmente, tornato ad essere di nuovo abbandonato, è in attesa di essere richiamato all'attenzione di tutti. Infatti nella volontà degli attuali proprietari è allo studio la possibilità di adibirne i locali del piano terra a Museo, ove custodire i numerosi reperti archeologici dell'antico sito, divisi tra il Museo di Taranto ed altre collezioni private.

Il Palazzo Marchesale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1701, viene edificato (prospiciente l'attuale piazza Regina Elena) l'imponente Palazzo Marchesale, per volere del marchese Francesco Maria dell'Antoglietta, sensibile poeta dell'Arcadia, essendo il vecchio Palazzo Baronale non più rispondente ai nuovi gusti della filosofia barocca. Il nuovo edificio, quasi di fronte al primo, sobrio, imponente ed allo stesso tempo elegante, diviene così la nuova residenza dei marchesi fino al 1797, anno in cui i coniugi dell'Antoglietta cedettero tutte le loro proprietà alla famiglia Carducci Agustini di Taranto, che divennero i nuovi ed ultimi feudatari di Fragagnano.

Il palazzo, che rappresenta sicuramente la tessera più preziosa del centro storico fragagnanese, era la residenza abituale dei marchesi che ne hanno mantenuto la proprietà fino all'abolizione del feudalesimo. A pianta rettangolare, in carparo rosato, è una struttura al di fuori dei consueti canoni barocchi, è anzi un esempio di soluzione architettonica polivalente, che serviva tanto da residenza quanto da fortificazione. Una maestoso portale immette in un cortile trapezoidale dal quale prendono luce gli ambienti superiori. Al tempo del suo massimo splendore il piano superiore era formato da un ampio salone dai tetti voltati a crociera semplice o stellare e una stanza, detta la camera pittata, conteneva degli affreschi simili per stile alle pitture pompeiane. Gli alloggiamenti degli stallieri, magazzinieri, il corpo di guardia e le cucine erano ubicate a piano terra che aveva nel retro anche le stanze e gli abbeveratoi. Nel retrostante giardino, provvisto di pergolato e odoroso frutteto, i marchesi trovavano refrigerio nei giorni di calura.

Non sono mancati nel corso degli ultimi anni progetti di risanamento, da quando un incendio ne devastò i tetti nel 1920, consegnandolo ad un lento, ma inesorabile, degrado. I piani di restauro non hanno tuttavia mai trovato validi riscontri sul livello pratico, cosicché il palazzo non è utilizzabile se non per poche sale al piano terra.

Trasferitasi a Taranto la famiglia Carducci, il grande palazzo è stato abbandonato e donato (nl 1979) al Comune, nel tentativo di salvarlo dal degrado inesorabile. L'edificio è attualmente imprigionato da antiestetiche orditure metalliche che ne rallentano l'inesorabile crollo, causato dalle crepe e dalle intemperie che penetrano nel palazzo dall'alto, no avendo più la struttura un tetto.

Altri palazzi signorili[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni dell'Ottocento è stato edificato nell'antica via Garibaldi, l'elegante e signorile Palazzo Fanuzzi, attualmente abitato dagli eredi Russo. Di mirabile fattura il cortile interno con l'ampio scalone.

Ancora nella elegante via Garibaldi angolo Pozzo dolce, è presente il signorile palazzo Tomaselli, tipica residenza della borghesia terriera pugliese, con al piano terra un'ampia rimessa di attrezzi e macchine agricole ed il primo piano adibito a piano signorile dalle eleganti e simmetriche linee neoclassiche.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Fragagnano è il dialetto salentino nella sua variante settentrionale che corrisponde al dialetto brindisino. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 febbraio 2010 al civico n. 9 di piazza Regina Elena, nell'accogliente cornice del centro storico, è stato costituito il gruppo di Fragagnano dell'Associazione nazionale marinai d'Italia (ANMI). I membri che servono o hanno servito l'Italia con fedeltà e onore nella Marina Militare. Una sede che accoglie tutti coloro che intendono partecipare a un progetto attivo e propositivo, a una rinnovata "vita di bordo" che consenta di mantenersi solidali, uniti e proficuamente in servizio, ovunque ciò sia richiesto o realizzabile. Una nuova dimora basata sulla certezza della comune radice e del comune sentire, sull'impegno e l'esempio personale in primo luogo. Attorno a questo nucleo fondante si ritrovano, e trovano doverosa collocazione, tutti coloro che si riconoscono nello spirito, nell'etica e nelle tradizioni marinare nazionali e che intendono, in unità di intenti e di attività, espandere la cultura marittima.

Stemma dell'ANMI

L'Associazione nazionale marinai d'Italia ha sede legale in Roma. Essa, posta sotto la vigilanza del Ministero della Difesa, ha dovere di piena collaborazione con la Marina Militare, al fine di svolgere la propria attività di istituto secondo lo spirito che anima tale forza armata. Come prevede l'articolo 2 dello Statuto, l'associazione è la libera unione di coloro che hanno appartenuto o appartengono, senza distinzione di grado, alla Marina Militare e che, consapevoli dei propri doveri verso la Patria, intendono mantenersi uniti per meglio servirla in ogni tempo. L'Associazione è apolitica, senza fini di lucro e si propone i seguenti scopi:

a) tenere vivo fra i soci il culto della Patria, il senso dell'onore e l'attaccamento alla Marina Militare;

b) mantenere alto lo spirito delle tradizioni marinare e perpetuare la memoria dei marinai caduti;

c) tutelare il prestigio dei marinai in congedo, alimentare in essi il sentimento della reciproca solidarietà e rendere sempre più stretti i vincoli fra loro ed i marinai in servizio;

d) promuovere e sviluppare l'assistenza morale e culturale degli associati, nonché quella materiale;

e) promuovere e favorire il sorgere di attività sportive, soprattutto nautiche e marinaresche fra i soci;

f) collaborare, su eventuale richiesta della M.M., nel settore della propaganda intesa a:

  • sviluppare la coscienza marinara favorendo le iniziative dei Gruppi attraverso le attrezzature e la competenza professionale dei Soci;
  • favorire l'arruolamento dei giovani nella Marina Militare;

g) rappresentare ai competenti Organi gli interessi degli iscritti.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina salentina.

Sono ancora attivi tre forni a legna per la cottura del pane, della antichissima puccia alla vampa, delle friselle (chiamate frise), dei biscotti alla mandorla ecc.; si utilizza come combustibile ancora la profumata stroma (strame d'ulivo) che conferisce un sapore tipico al pane e riempie l'aria di un gradevole odore antico.

Una tipica frisa fragagnanese

A Natale in ogni casa si friggono in olio d'oliva li pettuli, o dolci tipici come li purcidduzzi, li cartiddati, li vangali. Inoltre si impastano e s'infornano li pasti di mennula e li amaretti (due varietà di dolci costituiti da farina, zucchero e mandorle).

A Pasqua invece si producono artigianalmente ancora li palommi cu ll'ovi, li taraddi cu llu pepi, li pasti mueddi e li pasti cu lu scileppu (dolci tradizionali costituiti da farina, zucchero e aromi vari).

In estate si gustano quotidianamente le frise condite soltanto, come tradizione vuole, con pomodoro (a volte se ne usano solo i semi), olio d'oliva ed un pizzico di sale.

La domenica, non sono poche le famiglie che ancora impastano a mano la farina di grano per confezionare le tradizionali orecchiette, che poi vengono condite con sugo di involtini di carne equina (braciole) e con spolverate di cacioricotta.

I pasti sono spesso accompagnati da un buon bicchiere di primitivo, un vino rosso derivante dall'omonimo vitigno, molto diffuso di questa zona della Puglia.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito delle tradizioni popolari, alcune tramandate da generazioni, altre introdotte soltanto da pochi anni, a Fragagnano si festeggiano:

  • Nel periodo natalizio, in località Pisarra, al chilometro 1 della Strada Provinciale 116 che dal paese porta a Lizzano, si svolge il Presepe vivente, ideato e inizialmente realizzato dall'Associazione Gruppo Famiglia "Speranze Nuove", poi passato alle cure del "Comitato Presepe Vivente di Fragagnano", unitamente alla gioiosa partecipazione dei cittadini residenti. L'evento si concretizza nell'ambito della tradizione artigianale e folkloristica tipiche della comunità salentina, grazie all'esistenza di un sito a più livelli realizzato dal proprietario del fondo, il quale, grazie alla sua inventiva e fantasia ha ricavato nella roccia calcarea uno scenario ancestrale molto suggestivo, costituito da passaggi e da grotte, che bene si sposa con la tradizione cristiana del presepe.
  • A inizio gennaio, in occasione della festa dell'Epifania, avviene la premiazione dei presepi di quartiere, creati dai cittadini.
  • A febbraio si festeggia il carnevale, con sfilate di carri di maschere.
  • Il 13 e il 14 marzo, si perpetua la tradizionale fiera agricola con un'importante esposizione di prodotti artigianali locali ed attrezzatura meccanica che soppianta l'antica esposizione di animali da traino e da latte.
  • Il 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe, a mezzogiorno, si effettua nella piazza principale l'esposizione delle tavole votive con l'offerta dei piatti ai poveri dopo la benedizione. La sera, invece, è possibile degustare la tipica massa (fettuccine fatte in casa, condite con olio d'oliva fritto e pepe). Una tradizione divenuta desueta a partire dalla metà degli anni novanta è quella che consisteva nell'accendere i tradizionali falò di quartiere, pratica derivante da un antichissimo rito pagano vissuto ora in chiave fideista, che tuttavia serviva a riunire intorno ad un fuoco, per un momento di allegria e di aggregazione sociale gli abitanti dello stesso quartiere. Questa è ora una pratica desueta.
  • Nel periodo pasquale si effettua la Passione Vivente, una rappresentazione dal vivo della passione, morte e resurrezione di Gesù.
  • Sempre nel periodo pasquale, il Giovedì Santo per precisione, si perpetua il rito della processione dei Misteri e quello dell'adorazione dei sepolcri allestiti nelle due chiese del paese.
  • A maggio, sin dai primi anni del Novecento, si preparano quindici altarini votivi con l'immagine della Vergine Maria per le vie del paese, dove la cittadinanza si riunisce per recitare ogni pomeriggio il Santo Rosario.
  • A giugno è festeggiata la Solennità del Corpus Domini con una processione che attraversa le strade di percorrenza infiorate per l'occasione. Un'altra tradizione, caduta ora in disuso, era quella di coprire, in occasione della processione, le facciate delle case con lenzuola ricamate a mano.
  • L'11, il 12 e il 13 agosto, si effettuano i festeggiamenti in onore del santo patrono, Sant'Antonio di Padova, con la tradizionale festa dell'emigrante. La festa prende questo nome in considerazione del fatto che non avviene il 13 giugno, come da calendario, ma a metà agosto, periodo nel quale la maggior parte dei fragagnesi emigrati in cerca di lavoro, tornava in paese per il periodo di vacanze estive.
  • Settembre è caratterizzato dal Settembre Fragagnese. In questo contesto hanno luogo una serie di iniziative culturali all'aperto, come concerti e serate danzanti nel parco Schiavoni o in altre piazze del paese.

Persone legate a Fragagnano[modifica | modifica wikitesto]

Antonio di Padova (1195 - 1231), santo e dottore della Chiesa cattolica. Nella chiesa matrice del paese è custodita una sua reliquia.

Bartolo Longo (1841 - 1926), beato della Chiesa cattolica. Nella chiesa matrice del paese è presente una sua reliquia.

Vincenzo Tamborino (1874 - 1960), politico.

Carmen D'Elia (1962), magistrato. Agli onori della cronaca per aver preso parte ai collegi riguardanti il processo SME e il caso Ruby.

Cosima Coppola (1983), ballerina e attrice.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • S.S. 7 ter Salentina che collega il capoluogo ionico a quello salentino e che attraversa Fragagnano nella zona sud.
  • S.S. 7 Appia la quale nel suo ultimo tratto collega Taranto a Brindisi e che passa nei pressi del territorio comunale.
  • Il comune sorge esattamente a metà strada, e pochi minuti in auto, tra la precedente strada statale e un'altra importante arteria: la Litoranea Salentina che unisce Taranto all'estremità meridionale della provincia di Lecce.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità pubblica a Fragagnano è garantita grazie a una capillare presenza sul territorio degli automezzi delle Ferrovie del Sud Est e della C.T.P. - Trasporti Pubblici Locali.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'amministrazione di Fragagnano a partire dalla metà degli anni novanta ha subito una forte frammentazione. Infatti solo uno dei sindaci eletti è riuscito a raggiungere la fine naturale del suo mandato. Per tutti gli altri l'iter amministrativo si è sempre interrotto anticipatamente con lo scioglimento del consiglio comunale e con la nomina, da parte del Prefetto di Taranto, di un Commissario straordinario.

Verso la fine degli anni 2000 la crisi dei partiti e la crescente sfiducia degli elettori[4] fragagnanesi ha prodotto la nascita di liste civiche cittadine sempre più numerose. Questo processo ha condotto sempre più i tradizionali partiti a non concorrere alla carica di primo cittadino, se non attraverso altre liste a loro collegate. La sferzata decisiva arriva alle elezioni amministrative del 2011, quando nessuno dei partiti tradizionali si presenta direttamente alle elezioni, e a concorrere alla carica di sindaco sono quattro esponenti di altrettante liste civiche[5].


Amministrazioni precedenti
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 luglio 1994 Sindaco dimesso[6]
6 luglio 1994 19 novembre 1994 Francesco Calcagni Comm. Straord.
20 novembre 1994 9 febbraio 1998 Sindaco dimesso[7]
10 febbraio 1998 23 maggio 1998 Paola Galeone Comm. Straord.
24 maggio 1998 14 agosto 2001 Raffaele Paladini L'Ulivo Sindaco dimesso[8]
15 agosto 2001 25 maggio 2002 Daniela Buccoliero Comm. Straord.
26 maggio 2002 28 maggio 2007 Rocco Spada Casa delle Libertà Sindaco
29 maggio 2007 12 gennaio 2011 Maria Teresa Alfonso L.C. di C.S. "Uniti per Fragagnano" Sindaco dimessa[9]
13 gennaio 2011 15 maggio 2011 Antonio Paglialonga Comm. Straord.
16 maggio 2011 in carica Michele Andrisano L.C. di C.D. "per Fragagnano" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo Comunale Santa Sofia

È il principale campo sportivo di Fragagnano ed è situato nella zona orientale del paese. Il campo, in erba sintetica, presenta delle gradinate coperte sul lato occidentale. Viene principalmente usato per le partite casalinghe l' U.S.D. Fragagnano 1989, la principale squadra di calcio della città che milita nel girone B pugliese di Promozione. I colori sociali sono: il bianco ed il verde. E' nata nel 1989.

  • Palazzetto dello sport

A sud dell'abitato, lungo la Strada Provinciale 116, È in costruzione un Palazzetto dello sport, che dovrebbe essere terminato entro la metà del 2012. Il complesso sportivo, stando ai progetti, sarà coperto da una struttura in legno lamellare e avrà una superficie di 2.742 metri quadrati.[156][157]

  • Altre strutture

Sono presenti inoltre dei campi da tennis (nel parco Schiavoni) e dei campi di calcio a 5, a 8 e un campo di beach volley, tutti gestiti da privati.

Personalità sportive legate a Fragagnano[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Spada (1971), pallavolista. Ha militato per svariati anni nella Serie A1[10].

Gianluca Triuzzi (1978), calciatore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat
  2. ^ Stemma Comune di Fragagnano, comuni-italiani.it.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Camera dei Deputati: discussione sulla crisi dei partiti e della partecipazione - anno 2007.
  5. ^ Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011.
  6. ^ G.U. n. 225 del 26 settembre 1994.
  7. ^ G.U. n. 75 del 31 marzo 1998.
  8. ^ G.U. n. 224 del 26 settembre 2001.
  9. ^ G.U. n. 28 del 4 febbraio 2011.
  10. ^ Legavolley.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Carducci, Fonti per la storia di Fragagnano. Dalle origini alla fine del XVI secolo, Taranto, Mandese Editore, 1988. ISBN 88-535-0048-4.
  • Scipione Ammirato, Della famiglia Dell'Antoglietta di Taranto, scritta da Scipione Ammirato, edito da G. Marescotti, 1597.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]