Maruggio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Maruggio
comune
Maruggio – Stemma Maruggio – Bandiera
Chiesa madre di Maruggio (XV sec.)
Chiesa madre di Maruggio (XV sec.)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Alfredo Longo (Lista civica "Per Maruggio") dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°19′22″N 17°34′25″E / 40.322778°N 17.573611°E40.322778; 17.573611 (Maruggio)Coordinate: 40°19′22″N 17°34′25″E / 40.322778°N 17.573611°E40.322778; 17.573611 (Maruggio)
Altitudine 26 m s.l.m.
Superficie 49,07[1] km²
Abitanti 5 471[2] (08-10-2011)
Densità 111,49 ab./km²
Frazioni Marina di Maruggio
Comuni confinanti Manduria, Torricella, Sava
Altre informazioni
Cod. postale 74020
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073014
Cod. catastale E995
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 103 GG[3]
Nome abitanti maruggesi
Patrono san Giovanni Battista e san Cristoforo
Giorno festivo 13-14 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maruggio
Posizione del comune di Maruggio all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di Maruggio all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Maruggio (Marubium in latino, Marùggiu in dialetto brindisino[4]) è un comune italiano di 5.471 abitanti[2] della provincia di Taranto, in Puglia.

Il centro abitato si trova in un avvallamento naturale a 26 m s.l.m. a circa 2 km dal golfo di Taranto, ai piedi delle Murge tarantine, nel Salento nord-occidentale. Maruggio fa inoltre parte dell'Unione di comuni "Terre del Mare e del Sole", istituita nel 2001, e dell'associazione Borghi autentici d'Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Entroterra[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune si estende nella penisola salentina nord-occidentale per 48,33 km² ed è prevalentemente pianeggiante, con leggere ondulazioni, le Murge tarantine, che raggiungono l'altitudine massima di 101 m. Altri colli delle Murge tarantine in territorio maruggese sono il monte Furlano (90 m s.l.m.), situato nella parte a nord del paese, al confine coi comuni di Manduria e Sava, e il monte Specchiuddo (72 m s.l.m. e così chiamato per la presenza di una specchia sulla sua cima). Questi bassi rilievi proteggono il paese dai venti di tramontana che soffiano durante l'inverno, rendendo il clima più mite mentre lo rendono più rovente in estate nei giorni con venti settentrionali per effetto favonico.

Mancano corsi d'acqua, ad eccezione di un piccolo torrente, detto canale del Curso, in contrada Castigno, ad ovest del paese, alimentato da risorgive a livello del suolo.

Costa[modifica | modifica wikitesto]

Dune di Campomarino
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dune di Campomarino.

La costa, bagnata dal mar Ionio ed estesa per 9,2 km., è prevalentemente sabbiosa, con tratti rocciosi nella parte orientale, ad iniziare dalla periferia di Campomarino di Maruggio fino alla località Monaco Mirante, e nelle località di Capoccia Scorcialupi e Acquadolce Cirenaica, nel versante occidentale del litorale. All'estremità occidentale della costa maruggese troviamo inoltre il basso promontorio di Monte dell'Ovo, alto 15 m. Lungo la costa maruggese (e in particolare lungo la costa orientale e nella località di Acquadolce Cirenaica) si trovano delle dune che raggiungono fino a 12 m di altezza e sono sito di interesse comunitario.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Maruggio è prevalentemente carsico, mentre lungo la costa troviamo il cordone dunale medio-olocenico e quello greco-romano.

Nell'interno, a nord del paese, a causa del terreno carsico, è presente una piccola gravina detta Canale Cupo: si tratta di un canale naturale perennemente senz'acqua che, riempiendosi in caso di forti o prolungate piogge, diventa anche causa di allagamenti.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

La vegetazione più diffusa è la macchia mediterranea, soprattutto lungo le zone costiere. Nelle zone interne prevalgono estesi oliveti e vigneti. Sono inoltre presenti boschetti di pino e ulivo selvatico sparsi tra le campagne (come nelle zone di "Maviglia", di "Pindini", e di "Sferracavalli").

La fauna presente non presenta particolarità: possiamo incontrare lo scarabeo stercorario, la farfalla bellargo, il biacco, il rospo smeraldino, la vipera comune (oggi quasi del tutto estinta) e i gabbiani lungo la costa.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima del comune di Maruggio è di tipo mediterraneo.

Gli inverni risultano prevalentemente freschi, umidi e piovosi. Tuttavia l'esposizione ad est della penisola salentina favorisce la penetrazione di venti freddi di origine russa e balcanica che tuttavia vengono parzialmente mitigati dal Mare Adriatico e successivamente frenati dai colli delle Murge Tarantine, facendo risultare il clima del paese meno freddo rispetto ad altre aree del Salento più esposte alle correnti gelide. Le temperature sporadicamente scendono sotto lo zero di notte, a causa dell'inlfluenza mitigatrice del mare, specie lungo la fascia costiera. Nell'entroterra, nella valle appena sottostante alle Murge, laddove durante i periodi di alta pressione l'irraggiamento notturno è più forte, si verificano più gelate. La neve è rara, come in tutto il versante ionico del Salento. L'ultimo evento nevoso con accumulo risale al 6 febbraio 2006, mentre gli ultimi rovesci nevosi risalgono al 7 marzo 2011.

La primavera e l'autunno risultano principalmente miti e variabili e possono alternare periodi con caldo quasi estivo a periodi più miti e periodi freddi di carattere invernale di breve durata. L'autunno invece risulta molto piovoso.

Le estati sono calde o molto calde, con giorni in cui la temperatura si spinge fino a 40° quando soffiano venti di tramontana. Quando invece il vento risulta di scirocco, la zona risulta essere più fresca rispetto alle zone interne e adratiche salentine, perché le correnti meridionali, arrivando cariche di umidità dal Mar Jonio, non favoriscono una forte risalita della temperatura ma rendono la zona molto afosa. Le precipitazioni sono scarse, assumono sovente carattere temporalesco e si concentrano generalmente nelle ore più calde del giorno. Nonostante la brevità, tali temporali possono risultare anche violenti, accompagnati da forti raffiche di vento e grandine.

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott
Temperature massime (°C) 12,5º 13,1º 15,2º 18,7º 23,3º 28,0º 31,3º 31,2º 26,9º 22,2º 17,3º 13,6º
Temperature minime (°C) 5,4º 5,8º 7,2º 9,6º 13,3º 17,1º 19,8º 20,1º 17,0º 13,4º 9,8º 6,8º
Precipitazioni (mm) 65 60 61 45 33 25 21 24 45 69 86 81

I dati fanno riferimento alla stazione meteorologica di Manduria. Le medie termiche si riferiscono al periodo 1930 - 2003, mentre quelle pluviometriche al periodo 1921 - 1996.


Stemma[modifica | modifica wikitesto]

L'uso dello stemma e del gonfalone è stato attribuito nel 1953[5].

Maruggio-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Troncato; al primo, d'oro alla Madonna sostenuta dalle nubi al naturale, vestita di rosso e con velo azzurro sul capo e per le spalle, aureolata d'oro, sostenente nelle braccia il Bambino Gesù di carnagione pure con aureola d'oro, le due figure in un simbolo sfolgorante d'oro e d'argento; al secondo, campo di cielo alle tre torri di spigolo al naturale, merlate aperte e finestrate di nero, fondate su campagna di verde. Ornamenti esteriori da Comune. »
Maruggio-Gonfalone.png

Descrizione araldica del gonfalone:

« Drappo troncato di giallo e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con l'iscrizione centrata in argento: Comune di Maruggio. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori giallo e azzurro, alternati, con bullette argentate e poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma comunale e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri ricolorati da colori nazionali frangiati d'argento. »

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Capitoli della Bagliva

I "Capitoli della Bagliva" furono una raccolta di leggi di natura giuridico-amministrativa emanati il 9 maggio 1473, nel castello feudale di Maruggio[6].

Comprende 28 capitoli di leggi, destinate a regolare la vita civile degli abitanti. Si tratta di uno dei primi statuti comunali in Terra d'Otranto.

Nello stesso anno in cui vennero emanate queste leggi, vennero costruite le tre torri antisaracene lungo la costa: torre dell'Ovo, torre Moline e torre Borraco (oggi nel comune di Manduria).

Preistoria ed età greco-romana[modifica | modifica wikitesto]

Per il periodo preistorico, sono attestati ritrovamenti sparsi nelle contrade di Roselle, Curso, Cravara, Cirenaica, Madonnina, Commenda, Spirito Santo e Mirante. Nell'area di contrada Castigno è stata segnalata l'esistenza di un villaggio databile tra il V ed il III millennio a.C. e di un successivo insediamento greco-romano, protrattosi sino al V-VI secolo d.C. Altri ritrovamenti si sono avuti nelle aree di monte dell'Ovo, di Monte Maciulo e di Monte Maggio, presso la masseria Grazioli.

L'archeologo Peter Throckmorton nel 1965 scoprì il relitto di una nave greca nel mare antistante le contrade Capoccia e Scorcialupi.

Presso l'attuale Santuario della Madonnina dell' Altomare sono state identificate tracce del culto dedicato ad Artemis Bendis (cfr. Rosina Leone, "Luoghi di culto extraurbani d'età arcaica in magna Grecia", ed. Le Lettere; . M. Rosaria Palumbo, "Le terrecotte figurate di tipo greco in Daunia, Peucezia e Messapia" Congedo Ed., 1996, pag. 155); Istituto per la storia e l'archeologia della Magna Grecia, "Taranto e il mediterraneo: Nuovi documenti dai territori tarantini (dalla tavola rotonda di Taranto, giugno 2001) pag. 89.

Medioevo e Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Il paese venne fondato tra l'870 e il 963 in una posizione nascosta entro un avvallamento naturale per non essere molto visibile dal mare e quindi per difendersi dagli attacchi saraceni. Fu abitato dai superstiti dei casali di Castigno, Olivaro, San Nicolò, Civitecchia, Albano e Roselle, che erano stati distrutti da tali incursioni.

Maruggio fu feudo dapprima della famiglia Cateniano e in seguito, a partire dal 1130, anno in cui Ruggero II unificò il ducato di Puglia a quello di Calabria dando vita al Regno di Sicilia, fu in possesso dei De Marresio (o Marrese).

I Templari ottennero una mansione nel feudo e grazie a loro vennero prosciugati i terreni paludosi attorno al paese e si sviluppò l'attività di estrazione del sale dagli stagni lungo la costa[7]. Vi sono diverse ipotesi[senza fonte] le quali collocano la mansione o nel sito dell'attuale castello o nel luogo in cui oggi sorge la chiesa della Madonna del Verde che, proprio dal nome dei Templari sarebbe stata chiamata chiesa della Madonna del Tempio.

Stemma dei Cavalieri di Malta

Al momento della soppressione dei Templari nel marzo 1308, a Maruggio i loro beni[8] furono assegnati nel maggio del 1312 da papa Clemente V ai Giovanniti (o Cavalieri di Malta). Il passaggio del feudo ai nuovi proprietari ebbe luogo solo nel 1317[9].

Nel 1401 il paese fu infeudato a un capitano di ventura, Ottino de Caris e, dopo alterne vicende, il feudo passò sotto l'amministrazione di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto e alla morte di quest'ultimo nel 1463, venne incamerato al fisco.

In questo periodo i Cavalieri di Malta diedero grande impulso allo sviluppo cittadino, contribuendo alla protezione del paese contro i pirati turchi, con la costruzione del castello, delle mura di cinta (oggi non più visibili) e delle torri costiere. Nello stesso anno furono emanati i capitoli della Bagliva. Ai Cavalieri di Malta si attribuisce inoltre la fondazione della chiesa di San Giovanni e quella della Madonna del Verde.

Dal Rinascimento al Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Con il XVI secolo iniziava un lungo periodo di ricchezza e tranquillità per il paese.

Nel Cinquecento Maruggio viene elevata dai Cavalieri di Malta a commenda magistrale[senza fonte] e sempre nello stesso secolo si stabilirono nel paese anche i Frati Osservanti e gli agostiniani.

L'unico atto di guerra di questo periodo è rappresentato dall'incursione saracena del 13 giugno 1637, la quale provocò gravi danni. Fu l'unica incursione avvenuta a Maruggio. In ricordo dell'evento si iniziò a venerare sant'Antonio, festeggiato nella ricorrenza dell'incursione.

Nella seconda metà del Seicento, sotto il commendatore Gregorio Carafa, il paese iniziò ad espandersi anche fuori dalle mura e la nuova zona venne detta "Borgo" o "Brulo". Nel paese si costruirono dimore signorili a due piani e si abbellirono con i balconi le facciate di antiche abitazioni.

Il 20 febbraio 1743 il terremoto di Nardò), interessò anche Maruggio, distruggendo il rosone romanico della chiesa madre, in seguito sostituito con una finestra in stile barocco.

Dall'Ottocento ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

I cavalieri di Malta governarono Maruggio ininterrottamente dal 1317 al 1819, quando la commenda scomparve definitivamente, dopo essere stata già soppressa il 2 agosto del 1806. Nel 1819 Maruggio divenne comune autonomo. Pochi anni dopo quella data, nel 1861, il paese contava 1644 abitanti.

Mappa della Terra d'Otranto
Lista dei commendatori di Maruggio

Vi furono 25 "commendatori" che governarono Maruggio:

  • Nicola de Pandis (1317)
  • Filippo Ligorio (1419)
  • Ettore Caro
  • Giacomo Montarotto
  • Melchiorre Bandini
  • Giacomo da Monteroni
  • Francesco Carducci
  • Diego Carvajal
  • Gabriele Piscitelli
  • Ferrante Pagano
  • Pietro Francesco De Capua (1496)
  • Mattia De Capua
  • Giambattista Alliata
  • Paolo Affaitati
  • Pirro Di Sangro (1598)
  • Ippolito Malaspina
  • Giambattista Naro
  • Ettore Marulli
  • Gregorio Carafa
  • Francesco Di Capua
  • Costantino Chigi (1733)
  • Domenico Busurgi (1775)
  • Giuseppe Trotta (1794)
  • Giuseppe Caracciolo (1801)

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola de Marco, nato a Maruggio il 24 luglio 1877 da Pietro e da Antonietta Gigli. Impegnato politicamente nel partito liberale, divenne nel 1935 podestà della città di Manduria, inoltre fu nominato console d'Albania a Taranto nel 1935. Si laureò in giurisprudenza nel 1899 e morì nel 1962.
  • Tommaso Del Bene, teologo, filosofo e letterato del Seicento.
  • Giovan Battista Martena, nato a Maruggio il 28 agosto del 1609, fu nominato "capitano dei trabucchi e petardi del Regno e fu trasferito a Napoli. Creò sistemi innovativi nell'uso del mortaio, mettendo in pratica un metodo efficiente e limitando gli incidenti agli artiglieri fuochisti.[senza fonte] Morì nel 1676.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa madre (Maruggio).
La facciata della chiesa madre

La chiesa matrice, o chiesa madre, dedicata alla Natività della Vergine Maria fu edificata nel XV secolo nel centro storico del paese. Fu oggetto di ricostruzioni e modifiche dopo il terremoto di Nardò del 1743 e di altri restauri nel Novecento (il rosone e il portale della facciata). L'interno è a tre navate con cupola sul presbiterio. Nella cripta è custodito il corpo di san Costanzo, donato a Maruggio dal commendatore Chigi nel 1733.

Chiesa di San Giovanni Battista fuori le mura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu fatta costruire fuori le mura, intorno alla fine del XV secolo per volontà dei cavalieri di Malta: al centro della facciata è posto lo stemma dell'ordine, con la data del 1503, affiancato da quelli dei Carafa e dei Palmieri. La facciata è delimitata da due semplici lesene; sui fianchi, scompartiti da lesene, sono presenti due ampie finestre, le quali in passato davano luce direttamente all'altare centrale della chiesa.

In origine nei pressi della chiesa vi era un ospedale che accoglieva malati e pellegrini, già in cattive condizioni nel XVII secolo. In seguito l'edificio diventò un ospedale per i feriti che giungevano dalla Terra Santa e dagli infetti da malattie come il colera.

La chiesa, oggi non più utilizzata come luogo di culto, presenta un'unica navata e originariamente era provvista di tre altari, uno dei quali venne spostato nella chiesa della Madonna del Tempio (o del Verde). Fu chiusa al culto nel XIX secolo.

Chiesa di Sant'Eligio e chiesa dell'Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Eligio venne eretta negli ultimi decenni del XVI secolo, fuori dalle mura cittadine, dalla confraternita mariana della Santissima Annunziata, fondata a Maruggio nel 1619 dal missionario gesuita Gabriele Mastrilli. Accanto ad essa nel XVII secolo venne costruita la chiesa dell'Annunziata, collegata alla prima nella facciata e nella navata.

La facciatadi Sant'Eligio presenta un fregio di coronamento con greca a bauletto, un portale ad arco ribassato, una finestra e i capitelli ionici privi di colonne.

All'interno presenta un'unica navata, coperta con volta a botte lunettata, percorsa da cordoni a motivi floreali. Al centro vi sono testine alate di angeli. L'altare maggiore è affiancato da due nicchie con triglifi e palmette, è sorretto da colonne tortili e decorato con motivi floreali.

La facciata della chiesa dell'Annunziata ha forma a capanna, con portale dal timpano triangolare, sovrastato da una finestra.

All'interno invece presenta un'unica navata, molto simile a quella della chiesa di Sant'Eligio e caratterizzata dai medesimi motivi decorativi. Le dodici vele della volta sono ornate da dodici teste di angeli e la volta è arricchita da motivi floreali con la presenza di una torre, di una fontana, del sole e della luna, che richiamano le litanie.

Originariamente la chiesa presentava il tetto a canne. Nel 1637 venne saccheggiata dai saraceni e il tetto andò distrutto e fu sostituito nel 1654 con uno a tegole. Inoltre nel 1688 fu realizzato il nuovo altare barocco, in pietra, dove fu posta la tela dell'Annunciazione.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie ed ex convento dei Frati minori osservanti[modifica | modifica wikitesto]

L'ex convento degli Osservanti

Si fa risalire il Convento di Santa Maria delle Grazie al XVI secolo quando il commendatore di Maruggio era Mattia de Capua. Fu costruito dai frati minori osservanti che ebbero l'autorizzazione da papa Clemente VII il 6 aprile 1534, e fu ultimato nel 1575.

La struttura comprende una chiesa e un annesso chiostro. La chiesa fu costruita su un'altra chiesa di epoca precedente (della quale oggi restano solo resti di antichi affreschi e la forma dell'antico rosone poi murato) ed è formata da un'unica navata sulla quale si affacciano tre cappelle alla sinistra e un'alla destra. Inizialmente la chiesa venne ampliata in profondità e vennero edificate anche l'unica cappella sulla destra e l'ultima cappella sulla sinistra. Nella cappella di sinistra venne costruito un altare in stile barocco, il quale in seguito fu suddiviso, con elementi riutilizzati in altre parti della chiesa (leggio in pietra e sedia in pietra riservata al sacerdote). In seguito, in epoca barocca inoltrata, vennero edificate le altre due cappelle sulla sinistra le quali presentano altari in stile barocco leccese. La cappella a destra ospita un semplice altare con un Crocifisso.

Il chiostro si presenta come un quadriportico articolato in 20 arcate divise da pilastrini ottagonali. Le 28 lunette presentano affreschi seicenteschi, alcuni dei quali riproducono scene delle vite di san Francesco d'Assisi, sant'Antonio da Padova, san Pasquale Baylon e san Bernardino da Siena. Il soffitto è con volte a crociera in carparo locale e tufo biancastro. Al centro del chiostro è presente un pozzo sormontato da colonne che sostengono una statua di Sant'Antonio con il Bambino.

Uno dei numerosi affreschi del chiostro dell'ex convento.

Dal 1779 fu sede di noviziato e dal 1847 anche scuola di sacra eloquenza. Fino al 1866 fu sede di chiericato. Il convento venne soppresso nel 1876. In seguito fu riaperto nel 1891 con una piccola comunità e fino agli inizi del Novecento fu sede di noviziato e scuola di teologia e filosofia. In seguito divenne caserma dei carabinieri, scuola elementare e oggi è sede del municipio.

Chiesa di Santa Maria del Tempio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, detta anche "della Madonna del Verde" e annessa al cimitero comunale dal 1876, fu probabilmente edificata nel 1585 quando a governare era il commendatore Paolo Affaitati, su di una cappella preesistente di origine templare. La facciata però venne modificata alla fine dell'Ottocento ed è di stile neoclassico.

L'interno, a navata unica, presenta un altare in pietra leccese in stile barocco, originario della chiesa di San Giovanni Battista Fuori le Mura, che ospita un'immagine della Vergine col Bambino, la stessa che compare nelle insegne araldiche municipali. Lungo la navata è possibile ammirare dei resti di affreschi raffiguranti la Vergine e altri santi.

Si presume che la chiesa fosse l'antico fortilizio dei Templari presenti a Maruggio[senza fonte]e tale ipotesi è avanzata dal fatto che all'interno della chiesa è presente un'iscrizione lapidea che dice:

« Templum D. Marie Virg. Dicatum temporum vetustate collapsum providenta ill. militis Hieroly. Fr. Pauli Affaitati et munificentia municipium marugiensium a fundamentis restitutum salutis anno MDXXXV »

[10].

Gli ultimi restauri della chiesa risalgono al 1969.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa del Mirante. Fu costruita nell'anno 1892 ed è annessa alla masseria Mirante, dalla quale prende il nome. È situata nella contrada omonima, raggiungibile dalla litoranea Salentina tra Campomarino e San Pietro in Bevagna. Presenta una facciata semplice ed in stile neoclassico.
  • Chiesa di Maria Santissima Assunta.

È stata edificata nel Novecento nel centro balneare di Campomarino, accanto al parco comunale, non lontana dall'ex Palazzo Seminarile.

Cappelle votive[modifica | modifica wikitesto]

Sparsi per tutto il territorio del paese e alcune anche all'interno di esso, nel centro storico troviamo diverse cappelle votive:

  • la cappella del Santissimo Crocifisso (1523), sulla strada provinciale verso Avetrana,
  • la cappella della Madonna della Croce (1643), in località Truni-Colonne,
  • la cappella di San Cosimo (XVIII secolo), sulla strada provinciale per Torricella,
  • la cappella della Madonna del Carmine, in località Castigno,
  • la cappella della Madonna dell'Alto Mare, su di una duna in contrada Capoccia Scorcialupi,
  • la cappella dello Spirito Santo (XIX secolo) sulla strada provinciale verso la frazione di Campomarino di Maruggio.
  • la cappella della Madonna di Costantinopoli (o di Pasano), cappella privata annessa al palazzo Covelli-de Marco nel centro storico, edificata nel 1737 per volere della famiglia Covelli;
  • resti dell'antica cappella della Misericordia, edificata nel 1744 nel centro storico per volere del commendatore Costantino Chigi, quasi di fronte alla Chiesa Madre, ed originariamente appartenuta ai Cavalieri di Malta, ne rimane visibile solo una colonna laterale;
  • la cappella della Croce Passionista, edificata nel Novecento e situata in via Vittorio Emanuele, cappella aperta;
  • la cappella di San Cosimo, vicino alla precedente;
  • resti dell'antica cappella della Visitazione, edificata all'interno del castello.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico (detto anche "Sciangài" in dialetto locale, o "Terra murata", per essere racchiuso nelle mura medievali) è la zona più antica di Maruggio. Comprende un dedalo viuzze strette e tortuose su cui si affacciano piccole abitazioni imbiancate a calce, antichi palazzi signorili con balconi decorati e logge. Vi si trovano inoltre la chiesa madre, la torre dell'Orologio e il castello. Dal 2011 nel centro storico sono in atto lavori di riqualificazione, con il ripristino della pavimentazione a chianche in alcune vie del borgo antico.

Palazzo dei Commendatori[modifica | modifica wikitesto]

Il castello dei cavalieri di Malta, detto anche palazzo dei Commendatori, fu edificato nel 1368 per volontà dei cavalieri dell'ordine di Malta, addossato alle mura di cinta della città. Nel corso del tempo ha subito numerose ristruttrazioni. È fregiato da un grande trittico con stemma ed armi del gran maestro dell'epoca, Hugues Loubenx de Verdalle. Visibile sull'arco all'entrata, anche lo stemma del commendatore Alliata, stemma presente anche sulla facciata della chiesa matrice.

Il castello si affaccia su piazza del Popolo, la piazza principale di Maruggio, ma l'entrata è da via Umberto I, dove un arco accede al cortile, nel quale si trovava in origine la cappella della Madonna della Visitazione.

Il castello si compone di due piani e comprendeva alcune stanze al primo piano e frantoi e magazzini al piano terra.

Torre dell'Orologio e monumento ai caduti[modifica | modifica wikitesto]

La torre dell'orologio fu costruita a seguito della decisione presa il 9 dicembre del 1855. Nel 1939 vi furono aggiunti lapidi e un rilievo per trasformarla nel monumento ai caduti della prima guerra mondiale: l'altorilievo riproduce un elmo coronato d'alloro ed un soldato ferito che, sostenendosi con una stampella, si inchina davanti al giovane balilla, mentre un pannello bronzeo raffigura una scena di combattimento, sormontato da una vittoria alata. Al di sopra su una lapide marmorea ai cui lati sono visibili due fasci littori, sono incisi i nomi dei caduti. Nel 1969 l'amministrazione comunale fece aggiungere un'altra lapide per i nomi dei caduti nella seconda guerra mondiale.

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Via San Pietro, una via del centro storico di Maruggio. In primo piano sulla sinistra l'arco d'accesso alla Casa canonica. Nello sfondo, la chiesa madre
  • Palazzo Longo (XVI secolo, via Longo);
  • Palazzo Morleo (XIX secolo, via Umberto I);
  • Palazzo Armieri (XVII secolo, via Carlo Alberto);
  • Palazzo Massafra (XIX secolo, via Massafra)
  • Palazzo Covelli (XVIII secolo, via Regina Elena), comprendente la cappella della Madonna di Costantinopoli;
  • Villa Gigli (XVII secolo, via Roma), villa oggi in stato di abbandono ed inglobata nel paese nella zona settentrionale sulla via per Manduria;
  • Palazzo Seminarile (XIX secolo, via Torquato Tasso), situato nel centro di Campomarino di Maruggio ed edificato per volontà dell'allora vescovo di Oria Antonio De Tommaso; sul fronte principale è visibile lo stemma episcopale;
  • Palazzo Caniglia (XVII secolo, via Umberto I e piazza San Giovanni), sede della biblioteca comunale dal 3 settembre 2005, fu edificato a ridosso delle antiche mura di cinta, delle quali sono visibili i resti annessi alla struttura seicentesca e dalle quali prende il nome la via-galleria che passa al di sotto del palazzo (via Torre Murata);
  • Casa Canonica (XVIII secolo, via San Pietro), edificata nel 1741 nel centro storico, è caratterizzata da un ampio portale ad arco affiancato da un colonnato.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre Moline, Torre dell'Ovo e Torre Borraco.

Nel 1473, anno nel quale furono emanati i capitoli della bagliva, vennero erette lungo la costa tre torri di avvistamento contro gli attacchi saraceni:

  • la "torre di Monte dell'Ovo", o più semplicemente torre dell'Ovo o torre Ovo, si trova al confine col comune di Torricella e con la sua la frazione di Torre Ovo-Librari-Trullo di Mare ed è situata su una scogliera a picco sul mare alta 14 m. Non è citata nell'elenco del viceré del 1569, ma come tipologia risponde a quella tipica del regno[senza fonte]: ha, cioè, base quadrata (10,60 m x 10,80 m) e forma troncopiramidale. Su tre dei suoi lati sono addossate costruzioni più recenti;
  • la "torre Moline" (o "torre Molini") si trova nella frazione costiera di Campomarino di Maruggio. Comunica a vista a sud con torre Borraco (dalla quale dista 4 km) e a nord-ovest con torre dell'Ovo (dalla quale dista 5 km). Neanche questa compare nell'elenco del 1569 ma abbiamo notizia[senza fonte] del terriero del 1583, un certo Francesco de Carbuines. Si discosta dai tipi più comuni in quanto è sprovvista sia di caditoie sia di boccatelli, anche se non sappiamo se fosse questa la sua forma originaria. Le sue dimensioni sono 10,30 m x 10,85 m;
  • la "torre Burraco", che si trova oggi nel territorio del comune di Manduria. A guardia del torrente omonimo, comunica a sud con torre San Pietro e a ovest con torre delle Moline. Non compare nell'elenco del viceré ma anche per questa si conosce il nome del terriero del 1583, Francesco le Garzia. È una torre tipica del regno[senza fonte].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Costruzioni rurali[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale esistono 15 masserie di cui alcune sono ancora in funzione, altre sono state abbandonate. Nell'elenco seguente è riportato tra parentesi il nome in dialetto locale. Andando da ovest ad est troviamo:

  • Masseria Samia (la Samia),
  • Masseria Pepe (lu Pepi),
  • Masseria Cravara, (la Cravara),
  • Masseria Garroni, (li Carruni),
  • Masseria Tremola Vecchia, (la Tremula),
  • Masseria Le Fabbriche, (li Frabbichi), XVII secolo,
  • Masseria Cazzizzi, (li Cazzizzi),
  • Masseria dei Preti, (li Prieviti),
  • Masseria Nuova, (la Massiria Nova), XVIII secolo,
  • Masseria Piccinna, (la Massiria Piccina),
  • Masseria del Vento, (lu Vientu), XVIII secolo,
  • Masseria Mirante, (lu Miranti),
  • Masseria Mavilia, (la Maviglia),
  • Masseria Grazioli, (li Grazioli), XIX secolo,
  • Masseria Correggia, (la Cureggia).

Inoltre nel territorio di Maruggio vi è una forte presenza di trulli (li tròdduri in dialetto locale) e sono presenti strutture chiamate lu cannizzàru, dal tetto in canne.

Principali vie e piazze[modifica | modifica wikitesto]

Le vie principali e le piazze di Maruggio sono:

  • piazza del Popolo, è al centro della città; su di essa si affaccia il castello;
  • piazza San Giovanni, sulla quale si affaccia palazzo Caniglia e la chiesa di San Giovanni Fuori le Mura; qui troviamo anche la colonna di San Giovanni, una colonna sulla quale è posta una statua del santo protettore del paese;
  • piazza Marconi, dov'è presente la villa comunale;
  • piazza Mario Pezzi;
  • largo Don Bosco;
  • via Vittorio Emanuele: porta a Torricella partendo da piazza del Popolo; lungo questa strada troviamo il convento (oggi sede municipale), la cappella della Croce passionista, quella di San Cosimo e la chiesa della Madonna del Tempio;
  • via Roma: porta a Manduria da Piazza del Popolo;
  • via Malta: porta a Campomarino da piazza del Popolo; lungo la strada si incontrano le chiese dell'Annunziata e di Sant'Eligio;
  • via Per Mare: porta lungo la litoranea dalle chiese dell'Annunziata e di Sant'Eligio su via Malta;
  • via Crocifisso: porta ad Avetrana e sulla via Salentina; lungo la strada si trova la cappella del Santissimo Crocifisso;
  • via Umberto I: divide a metà il centro storico tra piazza del Popolo e piazza San Giovanni; vi si trovano la torre dell'Orologio, la chiesa madre, i resti della cappella della Misericordia e palazzo Caniglia.

Le vie e piazze principali di Campomarino sono:

  • via Dante: percorre tutto il centro abitato di Campomarino e costituisce parte della litoranea salentina; vi si trova la chiesa dell'Assunta;
  • via per Maruggio: porta da via Dante verso il capoluogo;
  • via Pascoli, verso il porto;
  • piazzale Italia, al centro di Campomarino, su cui si affaccia la torre Moline;
  • piazzale dell'Assunta.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Al 31-10-10 la popolazione era di 5.512 abitanti di cui 2.712 maschi e 2.800 femmine.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto brindisino.

Il dialetto maruggese è una variante del dialetto salentino parlata esclusivamente nel comune di Maruggio e dai pochi abitanti della sua frazione Campomarino. Le parole di questo dialetto, oltre che presentare similitudini ad alcune parole della lingua siciliana, presentano diverse origini, dovute alle diverse dominazioni della zona: alcune parole derivano dal greco (vaso da notte = cantru in maruggese, dal greco kantharos), altre dall'arabo (recipiente = żżirru in maruggese, dall'arabo zir), altre dal latino (tranquillo = šcuscitàtu in maruggese, dal latino ex cogitatum), altre dal francese (tasca = pòscia in maruggese, dal francese poche), altre dallo spagnolo (orto = uertu in maruggese, dallo spagnolo huerto), altre ancora dalla lingua normanna (comprare = 'ccattàri in maruggese, dal normanno acater che in francese moderno diventa acheter).

Presenta somiglianze con i dialetti dei comuni limitrofi (come Sava, Manduria e Lizzano), ma anche differenze, come la presenza delle consonanti dure "v" e "d", assenti negli altri dialetti. Inoltre alcuni verbi cambiano nella coniugazione. Altri vocaboli sono del tutto diversi.

"Maruggiu ce bellu paisi"[modifica | modifica wikitesto]

"Maruggiu ce bellu paisi" è una canzone popolare maruggese, che descrive il paese, le sue tradizioni, i prodotti locali e la gente. La canzone ha un ritmo di pizzica ed è formata da più strofe divise tra loro da un ritornello: Eee...Marùggiu ce bellu paìsi, paìsi di rosi, 'ddi belli caròsi so cari a cumprà, gira lu mundu, tuttu lu mundu, caròsi 'cchiù belli no pozz'acchià (tradotto: Eee...Maruggio che bel paese, paese di rose, quelle belle ragazze sono care da comprare, gira il mondo, tutto il mondo, ragazze più belle non posso trovare).

Tradizioni, folklore ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festività religiose[modifica | modifica wikitesto]

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

I santi protettori di Maruggio sono san Giovanni Battista e san Cristoforo, che vengono festeggiati il 13 e 14 luglio.

Luminarie per la festa patronale

Il culto di San Giovanni Battista (San Giuànni) come protettore di Maruggio fu portato dai Cavalieri di Malta nel paese che da allora lo venerò come santo protettore il 24 giugno. La variazione della data della festa si attesta dal decreto vescovile del 30 giugno 1928. Con questo documento episcopale si accoglieva, infatti, la richiesta dei maruggesi di celebrare la festività nei giorni 13 e 14 luglio, soprattutto in relazione al ricordo del miracolo di san Giovanni che avrebbe salvato il paese da un forte e violento temporale.

Il culto di san Cristoforo (San Crištòfuru) invece nacque all'inizio del Novecento e il santo venne dichiarato copatrono nel 1962.

Durante il periodo della festa anticamente veniva organizzata una fiera. Oggi la festa si svolge con una lunga processione che termina con una messa. In seguito vengono accese le luminarie che illuminano va Malta, via Vittorio Emanuele e piazza del Popolo, il centro del paese. Lungo queste via viene allestito anche un mercatino. Le bande musicali locali partecipano alla festa.

Festa della Madonna del Verde[modifica | modifica wikitesto]

La Madonna del Verde (la Matònna ti lu Verdi in dialetto locale) è celebrata per una leggenda popolare, secondo la quale la Madonna avrebbe fatto guarire molte persone, tra cui diversi bambini, dal favismo, che dava un colorito verde al corpo: per questa caratteristica avrebbe ricevuto l'appellativo di Madonna del Verde e in passato era meta di pellegrinaggi anche dagli abitanti dei paesi limitrofi.

Ad essa è dedicata la cinquecentesca chiesetta di Santa Maria del Tempio, che comunemente è chiamata chiesa della Madonna del Verde, oggi annessa al cimitero.

La festa è celebrata il 21 novembre ma la venerazione alla Madonna inizia già la mattina della vigilia quando alcuni devoti si recano nella chiesetta dedicata alla Madonna e rimangono lì seduti a pregarla fino al pomeriggio. Questo rito è detto 'ssittàta alla Matònna (tradotto: seduta alla Madonna) e si conclude il pomeriggio quando la statua della Madonna del Verde viene portata in processione fino alla chiesa madre. Il 21 poi la statua della Madonna, sempre in processione, viene riportata nella chiesetta a lei dedicata dove, all'arrivo, c'è un'esibizione di fuochi pirotecnici.

La tradizione popolare vuole che qualche giorno prima o dopo questa festa, inizi l'inverno a Maruggio.

Altre festività e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]
  • 29 gennaio: festa di san Costanzo (San Cuštànzu), il cui corpo è custodito nella cripta della chiesa madre. La festa si svolge con una sagra nel centro storico del paese e talvolta vengono organizzati anche altri eventi, soprattutto di tipo musicale.
  • 13 giugno: festa di sant'Antonio da Padova (Sant'Antòniu), l'origine del cui culto risale questa data del 1637, quando un'incursione saracena non provocò vittime ma solo danni.
  • 14 agosto: festa della Madonna Assunta con processione per le vie di Campomarino e si conclude con una messa nella chiesa di Campomarino a lei dedicata;
  • 15 agosto: festa della Madonna dell'Altomare, festeggiata nella frazione marina di Capoccia Scorcialupi con una processione in mare che parte dal porto di Campomarino e arriva fino a qui. Viene fatta anche una processione lungo la litoranea, poi vi è una messa celebrata sull'alta duna della Madonnina dove è presente una cappella a lei dedicata e infine la serata prosegue in festa fino all'esibizione dei fuochi pirotecnici;
  • 11 novembre: festa di san Martino, di origine recente, con una sagra in piazza del Popolo e via Umerto I dove vengono dislocati alcuni stand che offrono vino locale e caldarroste;
  • 17 novembre: festa di Santa Elisabetta d'Ungheria oggi non più festeggiata ma che viene preceduta dal triduo alla santa;

Altre festività importanti per la cittadinanza maruggese sono il Venerdì Santo, il Corpus Domini (lu Còrpusu) e nelle ricorrenze dei santi Cosma e Damiano (Santu Còsumu e San Damiànu, festeggiati il quinto giovedì dopo Pasqua). Questi santi vengono celebrati con delle processioni per le vie del paese.

Durante il periodo natalizio si susseguono le aperture dei presepi, organizzate nel centro storico, e anche la tradizionale grara tra i rioni Chiesa e Convento con i giochi della cuccagna, del tiro alla fune, della corsa coi sacchi e della corsa con le bici in lentezza, organizzati in piazza del Popolo o in piazza San Giovanni. Oltre a questo, si accendono due grandi falò detti Fuecu ti Cristu Piccinnu la sera del 24 dicembre, uno di fronte al convento e uno di fronte alla chiesa madre, che sono accesi per l'attesa del Bambin Gesù e hanno lo scopo di riscaldare la gente che è in giro per assistere alle gare. I fuochi al momento dell'accensione, vengono benedetti.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

"La stada dei Saperi e dei Sapori"[modifica | modifica wikitesto]

Sagra eno-gastronomica organizzata dalla Pro loco. Fu organizzata la prima volta nel 2002 ad opera di un gruppo di giovani della parrocchia, voluto dall'allora parroco don Raffaele Giuliano, ma dopo due anni passò sotto la gestione della Pro loco. Si svolge nel primo fine settimana dopo ferragosto all'interno del centro storico. Le due serate sono allietate da musica popolare, mostre fotografiche e di prodotti artigianali.

Altri eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese vi sono durante l'anno diversi eventi, in particolare nel periodo estivo dove l'amministrazione comunale in collaborazione con la Pro loco e con le altre associazioni culturali locali, organizzano un programma di eventi estivi, denominato "Estate Maruggese". Solitamente il programma prevede sfilate di moda, concerti, sagre culturali e spettacoli vari tra giugno e settembre.

La "Notte Salentina" è una notte bianca organizzata a Campomarino, durante la quale si esibiscono numerosi artisti locali.

Nel periodo invernale si svolge la "Festa di San Martino" in piazza del Popolo e la "Festa di musica popolare", con gruppi musicali locali, che ha luogo nell'antica masseria Carroni e la cui prima edizione si è svolta nel 2006.

Infine, dal 2000 la locale associazione musico-culturale" Giuseppe Pichierri" organizza il " Raduno nazionale delle piccole bande".

"Crašta ti Santu Dumìnicu"[modifica | modifica wikitesto]

Essendo stato ed essendo Maruggio un paese per lo più agricolo e peschereccio, molte tradizioni sono legate alla meteorologia come la denominazione di "Crašta ti San Duminicu", per le masse nuvolose che compaiono abitualmente verso l'arco rivolto da Gallipoli a Lecce, che annuncerebbero la pioggia nei giorni a seguire.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

A Maruggio sono presenti l'istituto comprensivo "Tommaso del Bene", che comprende la scuola dell'infanzia "Collodi", la scuola primaria "Tommaso del Bene" e la scuola secondaria di primo grado "Petrarca" e una sede distaccata dell'istituto professionale di stato per i servizi alberghieri e della ristorazione di Leporano.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti e piatti tipici della cucina locale sono:

  • la puddìca, una specie di pane, durante il periodo pasquale viene messo un uovo all'interno;
  • li pizzarièddi e l'orecchiètti, tipi di pasta; li pizzarieddi cu la brasciola (pizzarieddi con braciola) sono conditi con sugo di pomodoro fresco e accompagnati con cacioricotta e braciole;
  • li fai e foji (fave e verdure), costituito da purè di fave con spicchi di pane e verdure;
  • li pummitòri 'mmiricàni 'rruštùti, costituiti da pomodori arrostiti e conditi con olio, peperoncino e sale;
  • li cuzzèddi cu lu sucu, ovvero le lumache col sugo aromatizzate con alloro;
  • la pùccia alla vampa, molto simile al pane;
  • li fai vièrdi, costituito da fave soffritte;
  • li pipalùri alla suppèrsa;
  • la cucùzza para para;
  • li cardi 'rracanàti;
  • la cutugnàta, ossia la marmellata di melocotogne;
  • li marangiàni 'nna fedda 'nna fedda;
  • li pèttuli, tipico dolce natalizio,
  • li zèppuli, mangiate nel giorno di san Giuseppe;
  • li scajèzzuli ovvero i mustazzoli;
  • la cupèta e li purcidduzzi, altri dolci tipici;
  • li fichi 'ccucchiàti, ovvero i fichi essiccati e accoppiati insieme alle mandorle;
  • anche la focaccia fa parte della tradizione maruggese.
  • li chiàcchiri, dolci carnevaleschi.
  • li quasùni di Natàli, dolci natalizi come piccoli panzerotti ripieni col miele o con la cioccolata e poi all'esterno cosparsi col miele.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Maruggio è stato girato il cortometraggio Il Signor H (2010), del regista Mirko Dilorenzo, con Alessandro Haber.

Inoltre, in agosto a Campomarino si tiene il Q Cine - Galà del Cinema, rassegna cinematografica dedicata al cinema e alla cucina. L'obiettivo della manifestazione è di coniugare film e gastronomia, un legame indissolubile che ha caratterizzato numerosissime pellicole della storia del cinema.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marina di Maruggio.

L'unica frazione di Maruggio è Marina di Maruggio, o Campomarino. Lungo la cosa vi sono altre località balneari. Ad ovest troviamo:

  • Acquadolce Cirenaica, con una costa poco alta e scogliosa;
  • Capoccia Scorticalupi, o Capoccia Scorcialupi, con una costa bassa a tratti scogliosa ed a tratti sabbiosa;
  • Commenda, con costa bassa e sabbiosa e tratti di scogli.

Ad est si trova invece la località di:

  • Monaco Mirante, con tratti di costa alta, rocciosa e dunosa. Vi è presente un'estesa macchia mediterranea.

Nell'interno non ci sono località abitate ma le campagne prendono un nome: Sferracavalli sulla strada tra Manduria e Maruggio, Fiasco d'Enrico sulla strada per Torricella e, sempre in questa zona, Salete. Li Tumagni si trova sulla strada verso Sava e La Concezione, Il Pindino, La Cravara e Castigno sulla strada verso Torre Ovo e su quella per Monacizzo. In altri casi i toponimi derivano dal nome della masseria più vicina, come Le Fabbriche, o I Preti.

Alcune località che in passato avevano carattere rurale sono state in seguito inglobate nel centro abitato, come la zona detta Strascinata, o quella di Montoto e quella di Montalto, quest'ultima situata sulle Murge tarantine a 60 m s.l.m.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del comune di Maruggio è basata essenzialmente dall'agricoltura e dal turismo.

Nelle campagne coltivate a vigneti e uliveti si produce olio e la vite raccolta viene utilizzata per produrre il Primitivo di Manduria.

Fonte importante per l'economia del comune è il turismo, soprattutto quello di tipo balneare e rurale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Porti[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del territorio comunale di Maruggio è presente l'area portuale della sua frazione, Marina di Maruggio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Maruggio è presente l'associazione sportiva "Maruggio calcio" nata nel 1997. Nel 2009-2010 ha partecipato al campionato nella promozione pugliese ed è stata ripescata in Eccellenza e nel 2013 è fallita. Esiste una nuova società fondata da Eugenio Sansonetti nel 2010/2011 e ora partecipa al campionato di Seconda Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Penisola salentina nord-occidentale
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 381.
  5. ^ Decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 25 giugno 1953.
  6. ^ L'emanazione dei capitoli vide la partecipazione del sindaco Vitale Duro con una rappresentanza di cittadini maruggesi, del notaio Giovanni Spagnolo, del parroco Antonio Soloperto e di Russo de Muzijs, il procuratore del commendatore Francesco Carducci.[senza fonte]
  7. ^ Una testimonianza della presenza dei Templari a Maruggio è un atto datato al 9 ottobre 1320, appartenente ai registri della cancelleria angioina, andato perduto e giunto a noi grazie alla trascrizione del XIX secolo fatta dallo storico napoletano Camillo Minieri Riccio: L'atto riporta che Casale Marigii, quod fuit q. m. Templarium ("il casale di Maruggio fu proprietà dei Templari")[senza fonte]
  8. ^ I beni furono assegnati in custodia a Giovanna Caballaro dal giudice Pietro Porcario di Aversa, responsabile della gestione dei beni dell'ordine disciolto in Terra d'Otranto.[senza fonte]
  9. ^ Il passaggio dei beni, forse dietro intimazione di Roberto d'Angiò ebbe luogo quando il figlio di Giovanna Caballaro, Nicola de Pandis entrò nell'ordine di Malta e divenne primo commendatore di Maruggio.
  10. ^ Tale iscrizione afferma che il commendatore Affaitati ricostruì il tempio dedicato alla Vergine Maria, costruito in precedenza e la D. presente dopo la parola Templum, secondo alcuni storici del Medioevo, vuol dire Domini e indica una chiesa dell'Ordine del Tempio.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Puglia Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Puglia