Nereto

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Nereto
Panorama di Nereto
Vista panoramica di Nereto dal colle di San Savino
Nereto - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Provincia: stemma Teramo
Coordinate: 42°49′12″N 13°49′1″E / 42.82, 13.81694Coordinate: 42°49′12″N 13°49′1″E / 42.82, 13.81694
Altitudine: 163 m s.l.m.
Superficie: 7 km²
Abitanti:
4.993 31-12-2008 (ISTAT)
Densità: 692 ab./km²
Frazioni: Capo di Valle, Certosa, Parignano, Pignotto, Rote, San Martino, San Savino, Vibrata 
Comuni contigui: Controguerra, Corropoli, Sant'Omero, Torano Nuovo
CAP: 64015
Pref. telefonico: 0861
Codice ISTAT: 067031
Codice catasto: F870 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Class. climatica: zona D, 1489 GG
Nome abitanti: neretesi 
Santo patrono: San Martino 
Giorno festivo: 11 novembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« ...ad un tratto appare Nereto, biancheggiante fra gli alberi, con un campanile acuto, una cupola e una torre. La tradizione racconta che il suo territorio produceva tanto vino e tale che Annibale lo usò per rinforzare le truppe spossate e per lavare i cavalli allo scopo di liberarli da malattie contratte nelle paludi del Trasimeno... »

Nereto è un comune della provincia di Teramo in Abruzzo situato a 163 m s.l.m. che conta circa 4.993 abitanti.

Sorge su una collinetta al centro della Val Vibrata distante circa 10 km dalla costa adriatica e 50 km dal massiccio montuoso del Gran Sasso d'Italia. Il capoluogo di provincia è raggiungibile in appena 35 km ed è ben collegato anche con la regione Marche dalle cui principali città di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto dista circa 25 km.

A Nereto ha sede la presidenza dell'Unione di Comuni "Città - Territorio Val Vibrata".

Indice

[modifica] Storia

Varie sono le ipotesi sull'origine del toponimo Nereto; Nicola Palma lo fa derivare dal greco Neros, luogo basso ed umido, altri da neritos, luogo boscoso ed ameno, o dal fiume dalmata Naretwa o Narenta, da cui la dizione dialettale di Narèta; “Neretum” è toponimo prelatino, relitto del sostrato mediterraneo, e potrebbe riflettere la base *nar /*ner diffusa dall'Iberia all'Iliria e alla Grecia, indicante probabilmente “acqua” e presente in alcuni idronomi (cfr. il fiume Nera).

Vista Piazza Cavour e Chiesa Maria SS. del Suffragio di Nereto

Nereto, come molti centri della vallata vanta origini molto antiche risalenti al periodo neolitico, secondo lo studioso neretese De' Guidobaldi Speranza avv. Giuseppe, i primi abitatori furono i Siculi, originari della Grecia, mentre che Nereto facesse parte dell'Agro Truentino ci viene confermato da Nicola Palma. Ai tempi di Roma il centro abitato sorgeva in contrada S. Martino ed il suo nome era “Vico Galliano”, probabilmente possedimento di un certo Gallio o Galliano, a cui era stato concesso per meriti militari. Alla caduta dell'Impero romano seguirono le incursioni di Goti, Bizantini, Longobardi, Franchi e Saraceni che si susseguirono durante tutto il Medioevo, sconvolgendo luoghi e culture. In seguito a queste, l'antico nucleo abitato fu distrutto e ricostruito più a nord, incastellato, dove si trova attualmente, divenendo così “Casale Nereti”. Dopo il Mille giunsero in queste terre i monaci benedettini che introdussero il culto di S. Martino edificando una chiesa in onore del Santo sui ruderi del Vico Galliano. Nel frattempo, il nostro territorio, che dai tempi di Augusto aveva fatto parte del Piceno, fu unito dai Normanni al Regno di Napoli, divenendo così zona di frontiera: fu infatti re Ruggero II a fissare il confine del regno sul fiume Tronto. L'antico Casale Nereti si trasformò allora nel più importante Castrum Nereti acquisendo significative funzioni difensive.

Durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, ai tempi di Urbano IV e di re Manferdi, Nereto parteggiava per i Guelfi, manifestando fedeltà al Papa, come attestava una iscrizione, ormai perduta, murata nella parte orientale del castello. Il 24 dicembre 1279, durante la dominazione Angioina, Nereto fu data in feudo ad Amelio de Agoto Courban, signore di Colonnella. Nel 1314 Roberto d'Angiò incarica R. d'Acquaviva, vescovo aprutino, di affidare al canonico B. Cosentino la chiesa di S. Martino dell'abitato “Nereti” e di assisterlo, poiché quella chiesa aveva subito incursioni da parte degli uomini del signore di Colonnella. Nel 1383 Carlo III di Durazzo re, vende per 14.000 ducati al comune di Ascoli alcune terre tra le quali figura il nostro paese. Il 12 settembre 1385, nella rocca di Nereto, Ascoli prende possesso materiale del castello “Nereti” ricevendone le chiavi.

Monumento al Multiculturalismo dello scultore neretese Francesco Perilli sito all'ingresso del paese di Nereto.

Nei primi anni del 1400, re Ladislao, Signore di Ascoli, per motivi difensivi diede il suo assenso alla ricostruzione del castello di Nereto, che sotto la dominazione ascolana, veniva governato dal Consiglio degli Anziani di Ascoli. Sotto tale amministrazione il paese si trovava in una posizione di privilegio rispetto agli altri castelli della Val Vibrata che erano invece sottoposti al dispotismo ed allo sfruttamento del governo borbonico. La forma del governo era collegiale, composta dal governatore, ascolano, detto anche “sindacato” e da due “sindacatori”, di Nereto, eletti dagli stessi neretesi. Questa forma di governo rappresentava una difesa dei diritti e un controllo di doveri per i cittadini assicurando loro una certa libertà nelle attività socio-economiche. Fu così che il paese crebbe e si sviluppò, ebbe il diritto di esercitare la giustizia, far leggi, percepire balzelli, eleggere il potestà ed avere diritto a possedere altri importanti uffici.

Dal bilancio di previsione di spesa per l'anno 1541-1542, redatto a Napoli, risulta che la terra di Nereto, di 102 fuochi (ogni fuoco corrispondeva mediamente a 5 persone), godeva di esenzione fiscale; dal 1532 al 1736, il paese passa da 102 fuochi a 161.

Palazzo Municipale di Nereto.

Non ci sono documenti che attestano la data precisa della fine dell'amministrazione ascolana su Nereto, e del passaggio dello stesso al Regno di Napoli, probabilmente avvenuto sullo scorcio del ‘600 visto che nel 1680 Nereto figura “Baronìa di Ascoli”, sulla carta topografica della “Marca di Ascoli e i suoi confini”, di Odoardi Odoardo De Carillini. Quando Nereto tornò sotto il Regno di Napoli la giustizia venne esercitata da Regi Governatori che vi ebbero residenza fino al 1806; nel 1807 con l'occupazione francese questi cedettero il posto ai Giudici di Pace e di Circondario che scelsero Nereto come residenza. Il Circondario comprendeva oltre al nostro paese Corropoli, Controguerra, S. Omero e Torano. Nel 1700 Nereto rivestiva grande prestigio nella Regione sia per le nobili famiglie ivi residenti, sia per le importanti funzioni assunte nell'ambito dell'Amministrazione borbonica; l'abitato si estese verso sud e la popolazione crebbe. Nel 1796, durante l'invasione napoleonica nei paesi di confine vi erano stanziati i reggimenti Puglia, Regina e Real Napoli. La truppa era comandata dal generale Pignatelli-Cerchiara che fissò il suo quartier generale a Nereto e nella Badia di Corropoli. Con la caduta di Napoleone, il paese tornò sotto il governo borbonico che non riuscì però a soffocare i nuovi fermenti rivoluzionari di indipendenza e libertà, che diedero vita ai moti carbonari e al Risorgimento.

Il 13 ottobre 1860 le truppe piemontesi di Vittorio Emanuele II, comandate dal generale Cialdini, passarono il Tronto e liberarono Nereto, insorto insieme agli altri paesi della valle. Dopo l'Unità d'Italia, il primo Sindaco di Nereto fu Giovanni Di Francesco, seguito da esponenti delle famiglie Guidobaldi, Ranalli, Partenope e Santoni.

Dopo il 1860 il centro abitato si estese, furono istituite scuole ed opere di assistenza, nel 1871 fu fondata una delle prime Casse di Risparmio della provincia e anche una Banca Popolare Cooperativa. Nereto divenne capoluogo di Mandamento, ebbe la Pretura, l'Ufficio del Registro, la sezione di Cattedra Ambulante di Agricoltura e la Sede della Tenenza dei Carabinieri.

Chiesa di San Martino di Tours di Nereto

Sorsero inoltre una Casa di cura, uno stabilimento di tessitura, tre calzifici, fabbriche di mobili in legno, due tipografie, una centrale telefonica, la fabbrica del ghiaccio, un pastificio, un lanificio, un oleificio, uno stabilimento bacologico e uno di laterizi.

Al centro dell'abitato troviamo la chiesa parrocchiale di Maria Ss. della Consolazione, la chiesa di S. Maria del Suffragio e la chiesa di Maria Ss. Addolorata. Ai margini del moderno centro abitato possiamo ammirare la chiesa di S. Martino e la chiesa intitolata a S. Rocco. Lungo la circonvallazione orientale è la Fontana vecchia, costruita nel 1881, con tre nicchie ornate da bocche di fontana a mascheroni, lavatoio e abbeveratoio.

[modifica] Effetti del Terremoto de L'Aquila del 6 aprile 2009

Il 6 aprile 2009 alle ore 3.32 durante l'evento sismico di Magnitudo Richter 5.8 che ha colpito il capoluogo d'Abruzzo L'Aquila, a circa 88 km da Nereto, anche il paese ha risentito dell'effetto della scossa. Nonostante non ci siano stati danni ingenti e vittime, il terremoto non ha risparmiato l'antica Chiesa di San Martino di Tours, gioiello artistico del luogo e di tutto l'Abruzzo. Malgrado fosse stata restituita al culto soltanto 11 anni prima nel 1998 dopo una lunga e minuziosa opera di restauro, la struttura non ha retto alle sollecitazioni del sisma e ha subito crepe e danni che hanno costretto le autorità a dichiararne la totale inagibilità.

[modifica] Geografia

Superficie: 7,0 chilometri quadrati. Altezza sul livello del mare: 163 metri. Altezza minima: 81 metri. Altezza massima: 229 metri. Escursione altimetrica: 148 metri.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Nereto.

La stazione meteorologica si trova nell'area climatica dell'Italia centrale, dove vi è situato l'intero territorio regionale dell'Abruzzo, in provincia di Teramo, nel comune di Nereto, a 163 metri s.l.m.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6,6 °C; quella dei mesi più caldi, luglio e agosto, è di +24,9 °C.

NERETO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9,8 11,3 14,3 18,5 23,1 27,3 30,4 30,3 26,6 21,0 15,2 12,0 11 18,6 29,3 20,9 20
T. min. mediaC) 3,5 3,7 6,2 9,3 13,0 16,9 19,4 19,5 16,7 12,5 8,5 5,5 4,2 9,5 18,6 12,6 11,2

[modifica] Luoghi di interesse

Nella centrale piazza Cavour, modificata negli ultimi anni con l'aggiunta di una fontana, si trova la chiesa del Suffragio. Oltre alla chiesa del Suffragio ci sono altre tre chiese principali, la Chiesa Madre, in cui si svolgono di solito le più importanti funzioni religiose, ampliata nell'800, restaurata nel 900, si presenta in un bel stile tardo barocco tipico nel territorio. La chiesa dell'Addolorata riedificata nell' 800 in quella che all'epoca si chiamava via del Sole, oggi via Gramsci, dalla demolizione dell' originaria sita nella centrale piazza del carbone, pur se in centro versa purtroppo in stato di quasi abbandono. Poi c'è la chiesa di S.Martino, in onore del patrono di Nereto. Quest'ultima è aperta solo in rare occasioni, come la festa dell'omonimo santo, è di un sicuro valore storico ed architettonico, menzionata già nel XII secolo, ottimamente restaurata di recente, patisce però gli interventi del 700 e dell' 800 Da ricordare anche la piccola Chiesa di San Rocco ( protettore dalla peste ) anche lei come la vicina chiesa dell'Adddolorata praticamente dimenticata ( ex Via Galliano oggi Via Matteotti ) una volta fuori dal paese per permettere la fruizione ai malati ed al tempo stesso come simbolico baluardo contro la peste. la Fontana Vecchia (fulcro del Paese nei tempi passati) contigua al vecchio quartiere rinascimentale abbattuto nel dopoguerra di cui restano purtroppo solo alcune porzioni dove è stato realizzato un anfiteatro in cui si svolgono le manifestazioni teatrali estive. Il Monumento al Multiculturalismo, posto oggi all'ingresso della cittadina, opera dello scultore e pittore neretese Francesco Perilli, e inaugurato nel 1988 alla presenza dell' On.le Laureano Leone, deputato dell 'Ontario (Canada) alla cerimonia di gemellaggio di Nereto con Toronto. Infatti la stessa opera è stata realizzata in America (Toronto, Canada); in Europa (Sarajevo, Bosnia-Erzegovina); in Asia (Changchun, Cina); in Africa (Buffalo City). Prossima meta l'Oceania.

[modifica] Miracolo del 22 dicembre 1798

Chiesa Madre di Nereto intitolata alla Madonna della Consolazione

Alcuni cittadini neretesi, a seguito di una violenza compiuta dai un manipolo di soldati francesi su alcune donne del paese,reagirono uccidendo coloro che avevano compiuto l'insano gesto. Questa reazione suscitò l'ira dell'intero esercito, il quale per vendicarsi aveva deciso di attaccare Nereto. A notte fonda, quando stavano arrivando i soldati, una vecchietta che stava pregando in chiesa se ne accorse e salita sul campanile suonò le campane come segno d'allarme... Un esercito di angeli apparve dal nulla all'esercito francese, che fuggì in preda al terrore. Questa leggenda è rappresentatta con delle incisioni sulla campana posta davanti alla Chiesa Madre.

Statua della Madonna della Consolazione conservata nella Chiesa Madre di Nereto.

La chiesa cattolica ha riconosciuto questo evento come un miracolo compiuto dalla Madonna della Consolazione a cui è intitolata la chiesa madre del paese.

L'incisioni sulla campana sono un ricordo di quell'evento realizzato in occasione del festeggiamento del bicentenario del Miracolo - ogni anno il 22 dicembre le campane a Nereto suonano a Festa; nel 1998, in occasione del bicentenario ci fu una gran festa e fu realizzata la campana oggi di fronte alla Chiesa, che ricorda l'evento non solo nelle incisioni ma nella sua natura stessa (la campana con cui la Tonelli richiamò l'esercito degli Angeli). Nella Chiesa Madre - la Chiesa principale di Nereto - ci sono ben più importanti tracce di quell'evento: 1) la corona della Madonna (nella Chiesa è una copia) fu un dono della comunità appunto in ricordo di quel miracolo; 2) il ciclo pittorico principale nel catino absidale.

Dal sito ufficiale del Comune di Nereto: "In alto, al centro, è assisa Maria Santissima della Consolazione, alle sue spalle un'aureola formata da testine di serafini e una colomba che aleggia sul suo capo; ai suoi piedi due angeli in atteggiamento di preghiera. Nelle due sezioni laterali troviamo due angeli per parte, uno dei quali prega e l'altro da l'incenso. Nella parte bassa del catino, si aprono tre archi. A destra, sullo sfondo, è rappresentata l'armata francese guidata da un ufficiale su un cavallo bianco; in primo piano stanno, come a consiglio, tre ufficiali superiori in costume napoleonico. Un ufficiale si è tolto il cappello in segno di sconforto e abbassa la spada mentre l'ufficiale a cavallo, su ordine dei suoi capi, che hanno visto nella piazza grande, un'armata più numerosa e più agguerrita della loro, ordina la ritirata. Nell'arco a sinistra troviamo l'armata angelica che la Madonna della Consolazione fece apparire per spaventare i francesi e salvare il paese dalla distruzione e dalla morte. Al centro, davanti ad un altare, alcuni sacerdoti rendono grazie all'Altissimo e alla Vergine per la liberazione dall'eccidio.

Fontana Vecchia di Nereto.

[modifica] Leggende locali

Secondo i racconti locali, quando Annibale giunse a Nereto trovò qui così tanto vino buono da dissetare tutto il suo seguito, e da lavare i suoi cavalli per curarli delle malattie prese nelle paludi del Trasimeno.

[modifica] Cittadini illustri

[modifica] Cittadini onorari

  • Sandro Pertini, (Stella San Giovanni, 25 settembre 1896 - Roma, 24 febbraio 1990), politico, VII Presidente della Repubblica Italiana, Medaglia d'oro al valor militare, Medaglia d'argento al valor militare, Capo dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte, Medaglia Otto Hahn per la Pace

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Dialetto

Il dialetto neretese è considerato, al pari degli altri dialetti della Val Vibrata, una parlata di confine tra quelle "ascolane" e quelle puramente "abruzzesi": gli influssi ascolani sono qui molto più evidenti rispetto ad altri centri anche più vicini al confine marchigiano, e sono dovuti sicuramente alla dominazione ascolana che interessò esclusivamente questo centro per più secoli, e probabilmente per la presenza di governatori ascolani, favorì il diffondersi di un idioma che, pur non differendo notevolmente da quello teramano, fu recepito dai locali come più evoluto e "pulito" e per questo adottato, come d'altronde è avvenuto in numerose altre località d'Italia, come Roma, che nel corso dei secoli di dominazione pontificia modificò notevolmente la sua parlata, abbandonando quegli aspetti più "ciociari" per acquisire un timbro più "toscano".

E' infatti presente come ad Ascoli il fenomeno dell'apocope dei suffisi "no" "ni" "ne" (ad es. balcó per "balcone"), la conservazione della -a finale in molti vocaboli, mentre nei centri vicini, come Corropoli o Controguerra tende a cadere più spesso, la metafonesi sannita di -u ed -i che viene dittongata (cìendë per "cento"), e una pronuncia delle vocali più "picena", con una netta distinzione tra vocali "chiuse" ed "aperte".

Insomma questi fenomeni saranno probabilmente dovuti alla dominazione ascolana, tant'è vero che nella vicina Corropoli, che fu invece feudo degli Aquaviva di Atri, sono molto più attenuati fin quasi a scomparire, e le vocali assumono un timbro decisamente più aperto.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Minora Stefano (Lista Civica "La Fonte" / centrodestra) dal 08/06/2009 (1º mandato)
Indirizzo: Piazza della Repubblica,1 CAP 64015 Nereto (TE)
Centralino del comune: 0861 80691 - Fax: 0861 806940
Posta elettronica: segretario@comune.nereto.te.it

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali