San Vito dei Normanni
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| San Vito dei Normanni | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 108 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 66 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 301,3 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Conforto, Favorita, San Giacomo, San Vito Scalo | ||||||||
| Comuni contigui: | Brindisi, Carovigno, Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Latiano, Mesagne, Ostuni, San Michele Salentino | ||||||||
| CAP: | 72019 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0831 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 074017 | ||||||||
| Codice catasto: | I396 | ||||||||
| Nome abitanti: | sanvitesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Vito e San Vincenzo Ferreri | ||||||||
| Giorno festivo: | 15 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
San Vito dei Normanni (Santu Vitu in dialetto sanvitese) è una città del Salento in provincia di Brindisi di cui, con i suoi 19.817 abitanti[1], è il settimo comune più popoloso[2].
Si trova nella parte meridionale della Puglia e nell'area settentrionale del Salento, a 9 km dalla costa adriatica. Gli abitanti si chiamano sanvitesi (santuvitisi in dialetto).
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
Si trova nella parte nord-orientale della pianura salentina, ma non distante dalla valle d'Itria. La morfologia del territorio è pianeggiante, solo leggermente ondulata al confine con i comuni di Carovigno e Ostuni.
È situato a 9 km dalla costa adriatica, l'approdo più vicino è lido Specchiolla[3], storica residenza marina dei sanvitesi. Inoltre San Vito dista 5 km dal centro visite del parco di terra e di mare di Torre Guaceto, sito in Serranova, 9 km dalla spiaggia della riserva naturale, raggiungibile a piedi o in bicicletta, (punta Pennagrossa), e a 12 km dalla torre sul mare che dà il nome all'area protetta. Il mar Ionio si trova invece a circa 45 km.
La sua altitudine è intorno ai 100 m s.l.m. precisamente tra 57 e 146 metri. Il punto più alto del centro urbano si trova nella contrada Castello d'Alceste, 119 m s.l.m.
[modifica] Territorio
Il terreno sanvitese presenta natura calcarea, caratterizzato da campi a coltura intensiva ricchissimo di querce e olivi secolari e suddiviso con muretti a secco utilizzati per separare i poderi.
Le distanze dalle principali città pugliesi sono:
- 21,6 km da Brindisi,
- 59,1 km da Lecce,
- 61,1 km da Taranto,
- 101,6 km da Bari,
- 152,7 kn da Trani,
- 160,8 km da Andria,
- 165,8 km da Barletta,
- 235,3 km da Foggia.
[modifica] Clima
La stazione meteorologica più vicina è quella di Brindisi. In base alle medie di riferimento trentennale (1961-1990), la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9,5 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25 °C. Le precipitazioni medie annue, inferiori ai 600 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno[4][5][6].
| BRINDISI | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12,7 | 13,2 | 15,0 | 18,0 | 22,0 | 25,8 | 28,5 | 28,6 | 25,9 | 21,6 | 17,4 | 14,1 | 13,3 | 18,3 | 27,6 | 21,6 | 20,2 |
| T. min. media (°C) | 6,3 | 6,6 | 7,9 | 10,1 | 13,7 | 17,6 | 20,4 | 20,6 | 18,2 | 14,7 | 10,5 | 7,6 | 6,8 | 10,6 | 19,5 | 14,5 | 12,9 |
| Precipitazioni (mm) | 60,2 | 63,1 | 73,4 | 35,0 | 28,7 | 19,4 | 10,3 | 25,3 | 45,6 | 71,0 | 74,2 | 68,1 | 191,4 | 137,1 | 55 | 190,8 | 574,3 |
| Giorni di pioggia (≥ 1 mm) | 9 | 8 | 8 | 6 | 4 | 3 | 2 | 3 | 4 | 6 | 7 | 9 | 26 | 18 | 8 | 17 | 69 |
| Umidità relativa (%) | 78 | 75 | 74 | 72 | 70 | 71 | 70 | 72 | 74 | 76 | 77 | 77 | 76,7 | 72 | 71 | 75,7 | 73,8 |
| Eliofania assoluta (ore al giorno) | 3,9 | 4,4 | 5,3 | 6,7 | 8,6 | 9,9 | 10,8 | 9,8 | 8,0 | 6,2 | 4,4 | 3,6 | 4 | 6,9 | 10,2 | 6,2 | 6,8 |
- Classificazione climatica di San Vito dei Normanni[7]:
- Zona climatica C;
- Gradi giorno 1234.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di San Vito dei Normanni. |
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia. |
L'origine di San Vito è controversa. Reperti archeologici di una tomba con i resti di trenta sepolture e varie ceramiche datate 1800 a.C. - 1700 a.C. in località Mondescine, attesterebbero che la zona fosse abitata già durante l’età del bronzo. Inoltre recentemente sono stati ritrovati degli insediamenti preistorici (XVIII- IV secolo a.C.) appartenenti ai Messapi nelle contrade Castello e Paretone[8].
Il borgo del centro invece risale al Medioevo (fine del X secolo) presumibilmente ad opera di una colonia di Schiavoni o Slavoni (emigrati dalla Slavonia, regione orientale della Croazia) scampata alle persecuzioni dei Saraceni, i quali decisero di stanziarsi nei fertili territori di San Vito fondando “Castri Sancti Viti”.
Altri studiosi ritengono che la città sia stata fondata dal normanno Boemondo d'Altavilla (1050 - 1111 d.c.), figlio di Roberto il Guiscardo, il quale, per assecondare il suo amore per la caccia, ordinò la costruzione della torre quadrata, ancora oggi esistente.
| Etimologia del nome del comune |
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L'origine del nome della città dovrebbe essere attribuito al fatto che gli Schiavoni o Slavoni[9], per scampare alle persecuzioni dei Saraceni, cercarono fortuna sull'opposta costa dell'Adriatico, decidendo di stanziarsi sul finire del 963 nei fertili territori pugliesi, fondando così col nome "Castri Sancti Viti" la città in onore di San Vito martire il quale, probabilmente, ebbe anch'egli origine slave. Da allora la città venne chiamata semplicemente Santo Vito, San Vito degli Schiavoni o anche San Vito in Terra d'Otranto. Nel 1863, dopo essere rientrato nel Regno d'Italia (1861) San Vito degli Schiavoni cambiò denominazione e assunse l'attuale San Vito dei Normanni in onore di colui che viene considerato il fondatore del borgo medioevale: Boemondo d'Altavilla (1050-1111), figlio di Roberto il Guiscardo.
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Il piccolo borgo originario si accrebbe sul finire del Medioevo quando la torre normanna garantiva la sicurezza e molti coloni da casali vicini si trasferirono a San Vito per sottrarsi ai continui attacchi dei Saraceni. Questa relativa tranquillità diede anche l'opportunità ai Sanvitesi di sviluppare i traffici commerciali e dominare sul territorio circostante. Fu solo nel XV secolo che l’antico casale venne organizzato a Comune, anche se continuò l'organizzazione feudale e l'asservimento regio. Il comune appartenne agli Altavilla, successivamente ai Sambiase, poi a Raimondo Orsini Del Balzo e quindi ai Dentice di Frasso.
Dal XV secolo in poi il paese cominciò ad ingrandirsi, occupando man mano le zone circostanti, estendendosi verso nord e verso est. Nel 1484 fu saccheggiata dai Veneziani. Nel 1571, durante le Crociate, un manipolo di Sanvitesi prese parte alla battaglia di Lepanto contro l'Impero Ottomano; al ritorno in patria in onore della vittoria conquistata, venne costruita la chiesa Matrice, per poi dedicarla quindi alla Madonna della Vittoria. Nel 1799 la popolazione aderì agli ideali della Repubblica Napoletana; nel corso dell'Ottocento la città fu sede di vari circoli aderenti alla carboneria.
Durante il Ventennio fascista conobbe un notevole sviluppo urbanistico: furono edificati molti importanti edifici come la scuola elementare I Circolo con la pineta cittadina, la sede del Municipio, e il palazzo delle Poste italiane. Nel 1927 venne istituita la provincia di Brindisi nella quale rientra San Vito. Nel 1943 ospitò re Vittorio Emanuele III il quale cercava di sfuggire agli eventi di Liberazione, ripiegando a Brindisi con il governo del maresciallo Pietro Badoglio. Nei primi anni '60 L'industria petrolchimica che si aggiungeva alle imprese meccaniche e aeronavali di Brindisi hanno assorbito molti lavoratori sanvitesi, trasferendoli dal lavoro nei campi alla catena di montaggio.
L'apertura della San Vito Air Station in un punto strategicamente nevralgico durante la Guerra Fredda, poi ridimensionata e chiusa con la caduta del muro di Berlino, ha contemporaneamente creato lavoro tra i locali e accolto migliaia di lavoratori americani.
Oggi San Vito conosce un processo di terziarizzazione dell'economia e punta sullo sviluppo e la commercializzazione di prodotti locali di qualità, nonché usare le risorse del territorio per sviluppare il turismo.
[modifica] Simboli
Lo statuto comunale[10] descrive lo stemma della città in questo modo:
| « D'azzurro, al cane d'argento, tenente in bocca un ramo di olivo, passante innanzi ad una torre merlata di argento, terrazzata di verde, aperta, finestrata di nero. Ornamenti esterni da Città » |
Lo stemma cittadino raffigura un cane che porta in bocca un ramoscello di olivo, simbolo di pace. Il ramoscello d'ulivo allude non soltanto al fatto che San Vito è stata dichiarata "città della pace", ma rappresenta anche quella risorsa più preziosa e importante per l'economia brindisina: l'olio. Sullo sfondo, una torre, che rappresenta la prima struttura costruita nel borgo medioevale.
Il gonfalone ha la seguente descrizione:
| « Drappo rettangolare di stoffa di colore rosso terminato nella parte inferiore a tre bandoni a forma di vajo irregolare, il centrale più lungo, riccamente ornato con ricami d’oro e caricato dello stemma sopradescritto, sormontato dalla iscrizione in oro "CITTÀ DI SAN VITO DEI NORMANNI". La stoffa sarà inchiodata per il lato corto superiore ad un'asta orizzontale con pomi artisticamente dorati alle due estremità e sospesa mediante lacci dello stesso, con fiocchi simili pendenti dai due lati del gonfalone ad un'asta verticale ricoperta di velluto rosso con bullette di metallo dorato a spirale e cimata da una freccia con gambo dello stesso, con lo stemma del Comune. Sul gambo della freccia sarà inciso il nome del Comune stesso. Cravatta e nastri tricolori dai colori nazionali, frangiati d’oro » |
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] La Basilica
| Per approfondire, vedi la voce Basilica Santa Maria della Vittoria. |
Santa Maria della Vittoria, chiamata in città semplicemente la "chiesa Madre", è sicuramente l'edificio sacro più interessante della città. Presenta un impianto a croce latina con tre navate, transetto e un profondo presbiterio. All'interno vi si possono trovare pregevoli tele come l'icona della Nicopeia, raffigurante la Vergine che annunzia al Papa Pio V la vittoria sui Turchi, e una statua d'argento che rappresenta San Vito.
Il 26 ottobre 1996, papa Giovanni Paolo II, nel corso di un’udienza speciale calla Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, ha incoronato solennemente l’icona della Madre di Dio Nicopeia.
Il 30 dicembre 1998, sempre papa Giovanni Paolo II ha proclamato la Chiesa di Santa Maria della Vittoria Basilica pontificia.
Sul lato destro della basilica vi è la Porta Santa, aperta nell’ottobre 1995 in occasione delle celebrazioni per il quarto centenario della Chiesa, dando inizio all’Anno Santo Giubilare della Chiesa, occasione per presentare anche il nuovo Altare in legno, opera, insieme a tutto l’arredo del presbiterio, di Flavio Pancheri.
[modifica] La Chiesa di San Giovanni Evangelista
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Giovanni (San Vito dei Normanni). |
San Giovanni presenta tutta la prorompenza del barocco. La facciata, movimentata da quattro lesene con capitelli corinzi, è in pietra leccese, molto morbida che permette suggestive decorazioni. Nella chiesa vi sono sei tele pregevoli di cui due inserite in una struttura lignea comprendente cornice e baldacchino, le altre quattro sulle pareti laterali, sono del leccese Serafino Elmo. La chiesa, ormai sconsacrata, fu "venduta" dalla famiglia Dentice di Frasso alla cifra simbolica di 10.000 lire al Comune di San Vito. Oggi è perfettamente ristrutturata e ospita mostre e incontri culturali.
[modifica] La Chiesa Santa Maria degli Angeli
La "Chiesa vecchia", fu costruita intorno al XV secolo. Successivi interventi sono avvenuti nel 1696 e nel 1763. Presenta una semplice facciata, contrassegnata da sei lesene con un'elegante portale ed una finestra ovale con cornici aggettanti. Nei suoi interni degni di nota sono gli altari laterali in pietra, l’altare maggiore in marmo policromo, un Crocifisso in legno del XVI secolo e una tela del 1809 realizzata da Domenico Carella].
[modifica] La Chiesa di Santa Maria della Mercede
"La chiesa di san francesco" risalirebbe al 1735 e fu voluta dal principe Fabio Marchese Belprato. Sul finire dell'ottocento, con la venuta dei Padri Mercedari, fu ingrandita notevolmente con una cupola, il presbiterio e un annesso convento. La facciata presenta quattro lesene con capitelli ionici, due nicchie in cui sono collocate le statue della Madonna della Mercede e di San Francesco da Paola. All’interno si può ammirare un coro in legno di gran pregio, i candelabri in ferro battuto e la statua, sempre in legno, di San Francesco.
[modifica] La Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Il "Convento" è così chiamato dai sanvitesi perché, sino al 1868, confinante con il convento dei Frati Minori Francescani. Fu costruita nel 1586 per volere del principe Lucio II Palagano, con un’unica navata. Poi, con un successivo intervento nel 1700, ne fu aggiunta una seconda, e nel 1898 una terza. La facciata è molto sobria, presenta solo il portale e due finestre centrali. Negli interni, si possono ammirare nove altari laterali in pietra e delle tele raffiguranti la Crocifissione e l'Immacolata. Inoltre, nelle navate laterali, vi è la Pietà, di un autore ignoto, la Provvidenza e San Salvatore da Orte, dell'artista francescano locale Fra’ Giacomo da San Vito.
[modifica] La Chiesa dell'Annunziata
Chiamata anche "Chiesa di San Domenico" a causa della presenza del vicino convento dei Domenicani fino al 1809. La chiesa fu edificata intorno al 1584 su un suolo donato da un devoto, presenta una facciata cuspidata con due lesene laterali, una finestra centrale e un prezioso portale opera di qualche scultore locale. Nel 1984 il crollo di due navate causò la chiusura per restauro che durò un decennio. Oggi, ricostruita grazie all’aiuto dei fedeli, è riaperta al culto ed è possibile ammirare i sei altari laterali, in pietra, del settecento e l'importante tela del 1769 che ritrae l’Annunciazione, realizzata dall’artista Domenico Carella.
[modifica] La Chiesa di San Michele Arcangelo
Costruita nel 1928 per volontà di Concetta Carlucci in seguito ad una visione in cui veniva invitata a risvegliare il culto del Santo nella città. La struttura, molto semplice, è stata arricchita recentemente da un portale bronzeo sovrastato da una lunetta con un bassorilievo raffigurante San Michele Arcangelo, opera dello scultore Cosimo Giuliano da Latiano e da una statua che raffigura Concetta Carlucci.
[modifica] Altre chiese
- Chiesa di Santa Maria della Pietà, detta anche “Chiesa dell'Ospedale”;
- Chiesa di Santa Rita;
- Chiesa di Santa Teresa.
[modifica] Insediamenti rupestri
Numerosi sono gli insediamenti rupestri nel territorio sanvitese realizzati da monaci bizantini fuggiti da Oriente perché perseguitati a causa del loro culto. Trovarono rifugio nel territorio sanvitese, risalendo il canale Reale e stabilendosi in armonia con i contadini del luogo:
[modifica] La grotta di San Biagio
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa rupestre di San Biagio. |
San Biagio[11] [12] [13] [14], che si trova nei pressi dalla masseria Jannuzzo, è un santuario monastico bizantino collocato in un vero e proprio villaggio rupestre. La chiesa, quasi certamente di rito ortodosso, è stata ricavata all'interno di una grotta, presenta anche le celle destinate ai monaci ma nel tempo ha subito notevoli trasformazioni. Come tutte le chiese scavate lungo l'ultimo tratto della via Francigena, il santuario di San Biagio presenta al suo interno affreschi votivi dedicati a santi tipici del culto orientale come San Biagio, San Nicola e Sant'Andrea ma anche santi latini, come San Giorgio, San Giacomo e San Giovanni. Le iscrizioni poste sulle iconografie, sono tutte in greco tranne una: quella di san Nicola la quale presenta anche l'iscrizione in latino in segno di unità religiosa tra la chiesa ortodossa e quella latina.
[modifica] Altri insediamenti
- La cripta di San Nicola
- San Nicola[15], in contrada San Nicola-Malpasso, si trova a metà strada tra San Vito e Serranova. La cripta e le quattro grotte annesse sono situate in una piccola vallata, in parte scavata nella roccia, in parte costruita in tufo. All’interno si trova l’immagine di San Nicola e sulle pareti in tufo si notano tracce di affreschi.
- La cripta di San Giovanni
- San Giovanni[16] è un insediamento rupestre composto da diverse grotte, di cui alcune parzialmente crollate, nelle quali sono state ritrovate due piccole celle con tracce di graffiti. Un’altra, quasi completamente interrata, è divisa in sette bracci laterali che confluiscono in un corridoio centrale. La cripta presenta, inoltre, un pilastro centrale su cui poggiano tre archi a tutto sesto. La parte affrescata, risalente presumibilmente al XIII secolo, si trova nell’abside centrale.
- La cripta di Santa Maria di San Giacomo al casale
- Santa Maria[17] si trova nell'omonimo antico casale che fu abbandonato già nel XV secolo. Scoperta in seguito al recente ripopolamento del casale sotto l’antica chiesa, all’interno presenta un affresco della Vergine col Bambino.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Reperti Archeologici
Negli anni novanta, appena fuori il centro abitato, precisamente in contrada Castello d'Alceste, sono state ritrovate tracce di costruzioni risalenti all'età del ferro e, successivamente alla terza campagna di scavi, un ampio insediamento messapico presumibilmente risalente al periodo tra il VII e IV secolo a.C.[18] tale sito potrebbe diventare il primo archeodromo d'Italia.
Si trova sul punto più alto della città (119 m s.l.m), ricopre una superficie di circa 23 ettari, sulla sommità si trova un primo recinto con pietre a secco ed una recinzione più larga alla base dell'altura. Le strutture rinvenute appartengono a edifici a più vani di forma quadrangolare, con copertura di frasche o di tegole di argilla, a testimonianza dell’evoluzione in due tempi delle popolazioni che abitavano la zona. Gli edifici si affacciavano su strade pavimentate con cocci sminuzzati e convergevano in una grande piazza sulla parte più alta della collinetta.
La zona archeologica è stata oggetto di alcune campagne di scavi realizzate dall’Amministrazione Comunale di San Vito dei Normanni, la Soprintendenza Archeologica di Taranto e il Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento.
[modifica] Architetture militari
[modifica] Castello
| Per approfondire, vedi la voce Castello Dentice di Frasso di San Vito dei Normanni. |
Il Castello Dentice di Frasso di San Vito dei normanni è un castello medievale[19] che, con la sua antichissima torre quadrata, si affaccia sulla piazza principale del paese, proprio di fronte al Municipio. L’accesso originario avveniva attraverso un ponte levatoio che si abbassava dalla finestra situata sulla porta della cappella. La prima costruzione fu senz'altro la torre, ritenuta di età normanna e risalente al XII secolo. Costruita da Boemondo d'Altavilla nell’XI secolo, si trovava in una posizione strategica sulla via consolare che da Carovigno passava per il casale di San Vito e giungeva per la via Vecchia per Oria. Essa, perfettamente integra, ancora oggi domina il territorio di San Vito. La torre presenta merli di tipo guelfo e aperture strette che consentono l’illuminazione dei tre ambienti interni posti l'uno sopra l’altro. Intorno alla torre vi è un ampio cortile in cui si affaccia la costruzione cinquecentesca della residenza, caratterizzata da una serie di beccatelli ed eleganti finestre rettangolari. Il castello fu probabilmente costruito in origine come residenza di caccia, essendo una volta il territorio di San Vito completamente ricoperto da boschi. L'ingresso al palazzo è costituito da un arco a sesto acuto, sulla cui sommità è collocato lo stemma della famiglia Dentice. Notevole la scalinata in pietra che conduce ad una veranda colonnata, su cui poggiano tre archi a tutto sesto. Nel suo interno conserva sale decorate, tele, trofei di caccia e l’Archivio Storico, recentemente restaurato. Ancora oggi il castello è di proprietà privata e abitato dai discendenti della famiglia Dentice di Frasso.
[modifica] Altro
[modifica] Piazze principali
- Piazze nel centro storico
- piazza Papa Giovanni Paolo II[20];
- piazza Leonardo Leo;
- piazza Giosuè Carducci.
- Piazze della zona moderna
- piazza J. e R. Kennedy;
- piazza Lanza del Vasto;
- piazza Sandro Pertini;
- piazza Aldo Moro;
- piazza Arturo Toscanini.
[modifica] Luoghi naturali
[modifica] La Villa comunale
L'unico polmone verde della città è la Villa Comunale, chiamata dai Sanvitesi la Pineta, è un parco al centro della città che circonda la scuola primaria I circolo. Il parco è costituito da grandi pini marini e palme.
[modifica] Natura e ambiente circostante
La città è immersa nelle campagna con le sue tinte forti: la terra rossa, il bianco dei muretti a secco, il verde delle distese enormi di alberi di ulivo rotte solo da vigneti e mandorleti e l'azzurro del mare. A pochi chilometri dalla città si trova Torre Guaceto, una Riserva Naturale WWF dello Stato la cui estensione è di circa 1.200 metri quadrati e un fronte marino che si sviluppa per circa 8.000 mt. L’area marina è rappresentata da un rettangolo ideale, con una profondità media di 3.000 metri, attraversata e divisa dalla Strada Statale 379. La riserva presenta una natura incontaminata, infatti non sono ammessi mezzi a motori: è visitabile solo a piedi o in bicicletta.
[modifica] Società
San Vito presenta oltre 1.100 cognomi. Tra i più frequenti si ha (in ordine): Ruggiero, Cavaliere, D'Agnano, Errico, Carlucci, Ancora, Nigro, Iaia.
Perdare un'idea della composizione della popolazione, nel bilancio demografico del 31 marzo 2008[21], il comune conta 19.915 abitanti cosi ripartiti: 10.365 femmine e 9.452 maschi. Le famiglie sono 7.274, le convivenze registrate 4 e la media di componenti per famiglia è 2,7 (superiore alla media nazionale che è di 2,5, ma inferiore all'analogo valore della regione che è invece di 2,8).
Il comune, da almeno dieci anni conosce, come molti comuni pugliesi, una lieve decrescita di popolazione dovuta da una parte alla diminuzione del tasso di natalità al quale si unisce il fatto che molti giovani decidono di perfezionare gli studi universitari in città del centro-nord, soprattutto Milano, Bologna e Roma[22]. Una volta laureati costoro difficilmente possono trovare un mercato del lavoro capace di assorbire figure professionali specializzate.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie
San Vito è stato oggetto di un'ampia emigrazione durante il Novecento, prima verso le Americhe, successivamente verso l'Europa settentrionale (soprattutto in Germania) e l'Italia nord-occidentale, oggi invece è diventato una destinazione per immigrati extracomunitari, sebbene i valori sono lontani dalla media italiana.
Gli stranieri regolari sono 153 (68 maschi e 85 femmine) pari allo 0,77% della popolazione sanvitese. Le comunità più rappresentate sono[23]:
Albania: 54
Marocco: 25
Regno Unito: 20
Ucraina: 12
Cina: 8
Romania: 5
Germania: 4
Stati Uniti: 4
[modifica] L'immigrazione dal Nord Europa
Un fenomeno che, da almeno un decennio a questa parte, sembra consolidarsi nel territorio è quello di un'immigrazione da parte di famiglie del Nord Europa, soprattutto Inglesi e Irlandesi[24]. Queste famiglie, di solito composte da pensionati, decidono di comprare le ville nella campagna sanvitese e godere tutto l'anno delle gradevoli temperature salentine. Tale fenomeno, relativamente recente in Puglia, è conosciuto come "Salentoshire", neologismo scherzoso sulla falsariga del "Chiantishire", relativo al consolidato turismo britannico in Toscana[25].
[modifica] Dialetto
| Per approfondire, vedi le voci dialetto brindisino e dialetto salentino. |
Il Sanvitese è il dialetto brindisino appartenente alla famiglia salentina, e quindi al meridionale estremo. La particolarità è che San Vito si trova non distante da comuni il cui dialetto comincia a essere influenzato dal barese o tarantino (ostunese e cegliese), tanto che rende difficile la comprensione di espressioni dialettali tra comuni limitrofi.
[modifica] Detti sanvitesi
Naturalmente il significato va ben oltre la mera traduzione italiana:
No'eti cipodda ca ushca" (non è mica cipolla, quella sì che scotta!)
Quannu no ani cu ci ti cuerchi, corchiti cu mammata (Quando non hai nessuno con cui andare a dormire, fallo con tua madre)
Ccugghi l’acqua quannu chiove (Raccogli l'acqua quando piove - praticamente carpe diem)
Lu cavaddu mazzu si sonna la biava la notti (Il cavallo magro può solo desiderare la biada)
E mugghierama bona bona, spara li pipiti e dici ca trona (Mia moglie facendo buon viso a cattivo gioco, emette peti e dice che fuori tuona)
Lu 'nfami 'vvicina lu fuecu sulamente alla pignata sova (Il disonesto avvicina al fuoco solo alla sua pignata - specie di contenitore di terracotta caratteristica)
Shtava na vota nu sorgi e na 'mmalota ca facevunu gira e vota. Cce te lu contu n'atra vota? (C'era una volta un topo e uno scarafaggio che si inseguivano di seguito. Te lo racconto un'altra volta?)
Figghiu mutu la mamma lu ntendi. (Il figlio silenzioso può comprenderlo solo sua madre)
Ccugghimu li fierri. (Raccogliamo i ferri del mestiere - Prendiamo ciò che ci appartiene e andiamo via)
La morte ti lu purpu è la cipodda (la cipolla è la morte del polpo)
Acqua alli papiri e mieru alli uemmi (l'acqua si da solo alle papere mentre ai veri uomini spetta il vino)
Quann' eti tiempu ti raccolta, no ssi pensa a mamma morta (quando è tempo di raccogliere i frutti del proprio lavoro, non c'è pensiero alcuno che dovrebbe distogliere da tale obiettivo, neanche la morte di un proprio caro)
Ci eti veru ca lu munnu gira, casa mea prima o ppoi avà passai ti quai (se è vero che il mondo gira, la mia casa prima o poi, dovrà pur passar da qui)
Fani tuni e fani chioviri (letteralmente: fai ciò che ritieni più opportuno, purché piova; in senso figurato: mi affido a te, fai ciò che ritieni più giusto)
Lu siggiaru faci li seggi e ci cumanna faci la leggi, ci si pecara lu lupu ti mancia e ci e fessa cu ss'arrancia (il sediaro fa le sedie e chi comanda fa le leggi, se sei pecora il lupo ti mangia e colui che è fesso che si arrangi!)
[modifica] Tradizioni e folklore
[modifica] Feste e sagre
- Sagra di Ferragosto: assaggio ed esposizione di prodotti locali e concerto e danze in piazza con la pizzica.
- Festa patronale (pagana): il secondo week-end di Luglio tutta la città è in festa. Nel centro storico sono organizzati concerti, luminarie, sfilate delle bande musicali, fuochi pirotecnici, sagre; nella zona del campo sportivo oltre a numerosi stand e gazebo, vi sono le giostre.
[modifica] Realtà culturali
- Di notevole rilevanza è nella città il circolo mandolinistico, in pieno centro, che insegna ancora la tecnica tutta sanvitese di suonare la pizzica "alla barbiere".
- Nel 2005 è nata la Polisportiva San Vito Dragons: la prima società di football americano della provincia e una delle poche nel sud Italia.
- Per incentivare l'uso della bicicletta al posto dell'auto negli spostamenti cittadini è nata l'Associazione "DateciStrada" Amici della bicicletta. Il progetto a breve termine è quello di individuare le vie cittadine più adatte alla ciclabilità.
[modifica] Le rezze
Il turista che visita San Vito per la prima volta, viene sicuramente incuriosito e colpito dalle Rezze (da Rètia in latino, rete), sorta di tenda posizionata davanti l'uscio di quasi tutte le case per proteggere lo stesso dai forti raggi del sole, ma anche dalle intemperie invernali. La "rezza" è composta da targhette sottili di legno poste orizzontalmente e parallele l'una all'altra, lasciando solo pochi millimetri di spazio.
Le rezze, possono essere di diversi colori: viola, verde, giallo, marrone e beige.
La tradizione sanvitese usa l'espressione "Vecchia cretu la rezza" (donna anziana dietro la rezza) per esprimere la volontà di vedere, anzi spiare, senza essere visti.
[modifica] La 'nciuria
La 'nciuria è quel soprannome che ha una valenza di scherno e che viene dato agli abitanti di una qualsiasi cittadina salentina dagli abitanti dei comuni vicini.
Il soprannome dei sanvitesi è "mulacchiuni", cioè "grandi muli". Il motivo della 'nciuria dipenderebbe dal fatto che i sanvitesi hanno un atteggiamento poco aperto alle differenze, alle novità e alle idee del prossimo. Essi tendono, quindi, a rimanere sulle proprie idee anche negando l'evidenza. Come i muli, infatti, il sanvitese avrebbe i paraocchi che fanno guardare solo avanti, senza altre sfumature o punti di vista.
[modifica] Istituzioni, enti e associazioni
- A.C.I.A.S San Vito dei Normanni
- Associazione arma aeronautica
- Associazione culturale "Arcobaleno"
- Associazione culturale "Sanvitoinrete"
- Associazione culturale "San Vito Live"
- Associazione turistica "Pro loco"
- Associazione Amici della bicicletta "DateciStrada"
- AXAS onlus
- A.V.I.S. "Vito De Leonardis"
- Amici biblioteca "San Benedetto"
- Amici di Specchiolla
- Associazione Coldiretti
- Associazione Commercianti
- C.R.I.
- Caritas parrocchiale San Domenico
- Cavalieri del reale ordine di Cipro
- Circolo ACLI
- Conferenza italiana coltivatori
- Fratellanza popolare
- L'A.R.C.A.
- Legambiente
- Motoclub "A.Lioce"
- Musicale
- Per la Pace
- Per la salvaguarda del territorio
- Progetto donna
- Associazione Volontari Protezione Civile - O.N.L.U.S.
- U.N.I.T.A.L.S.I.
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Biblioteche
- Biblioteca Comunale "Giovanni XXIII"
- La biblioteca comunale[26] è la prima biblioteca cittadina, fondata dai frati Domenicani nel loro convento. Essi possedevano un patrimonio di migliaia di libri rilegati in pelle e ordinati in nove grandi armadi. Dal 1809 i frati abbandonarono il convento e molte opere andarono perdute. Nel 1946, il sindaco Vincenzo Trizza nominò una commissione di intellettuali per creare una nuova biblioteca. Costoro donarono 750 volumi e venne ordinato l'acquisto di 450 libri di classici, due enciclopedie e raccolte di libri di autori conterranei. Nel 1962 fu costituita l'attuale biblioteca grazie all'impegno del prof. Angelo Pagliara, che inviò lettere alle più alte cariche dello Stato e della Chiesa per chiedere l'invio di materiale librario. Papa Giovanni XXIII fu il primo a rispondere e donò tre volumi dei suoi discorsi con firma autografa e, quindi, la biblioteca prese il suo nome. Dal 2001 la Biblioteca Comunale ha una sede definitiva: l'ex Convento dei Domenicani, edificio del seicento.
- Biblioteca Pubblica "San Benedetto"
- Questa blbioteca[27], fondata nel 1940, si trova nel convento delle Oblate benedettine di Santa Scolastica ma è aperta al pubblico. Presenta circa 26.000 volumi e opuscoli ed è specializzata in Bibbia, Teologia, Patristica, Ecumenismo nella storia della Chiesa.
[modifica] Scuole
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SCUOLE PRIMARIE
SCUOLE SECONDARIE DI 1° GRADO
SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO |
[modifica] Museo della Civiltà Rurale
Il Museo della Civiltà Rurale[29], realizzato dal gruppo di azione locale Altosalento[30], è stato inaugurato il 21 luglio 2001 ed è attualmente gestito dall'Associazione Culturale “AXAS Onlus”. Il museo, come la biblioteca comunale, è situato all'interno del Chiostro dei Domenicani. Il Museo ospita una notevole raccolta di oggetti d'uso quotidiano ed attrezzi che testimoniano la quotidianità della vita rurale tra il XVIII secolo ed i primi anni cinquanta del XX secolo. Gli utensili riguardano tutte le classi lavoratrici: artigiani, fabbri, falegnami, sellai, arrotini, calzolai e, naturalmente, contadini. La ricerca è frutto dell'impegno profuso dal sanvitese Vitantonio Vasta.
[modifica] Media
- Radio: Teleradio San Vito.
- Stampa:
- Il Punto,
- L'arcobaleno.
- Cinema: il Cineteatro Melacca è un punto di riferimento per la cultura sanvitese. Nato come cinema, in concorrenza allo storico Cinema Pignatelli (demolito negli anni 90), è stato adattato agli inizi del 2000 anche a teatro, con un ammodernamento delle platee e rinnovamenti scenici.
[modifica] Musica
[modifica] Il tarantismo a San Vito
| Per approfondire, vedi la voce Tarantismo. |
Il culto del tarantismo mescola tradizioni pagane e cristiane in passato si credeva, infatti, che le donne che mostravano forme di isteria, fossero contaminate dalle punture di tarantola. L'unico rimedio conosciuto era quello di ballare ininterrottamente per giorni, in modo che il veleno non facesse effetto.
Attraverso la musica e la danza era, quindi, possibile dare guarigione ai tarantati, realizzando un vero e proprio esorcismo a carattere musicale. Ogni volta che un tarantato esibiva i sintomi associati al tarantismo, i suonatori di tamburello, violino, mandolino, chitarra e organetto si recavano nell'abitazione del tarantato e cominiciavano a suonare la pizzica, musica dal ritmo sfrenato. A questo punto il tarantato cominciava a danzare e cantare per lunghe ore sino allo sfinimento. La credenza voleva, infatti, che mentre si consumavano le proprie energie nella danza, anche la taranta si consumasse e soffrisse sino ad essere annientata. La particolarità sanvitese è che si credeva che il tarantato o la tarantata riuscisse a guarire dalla crisi se il ballo si poteva svolgere in acqua (taranta d'acqua)[31].
Alla leggenda popolare può essere in realtà legata anche una spiegazione strettamente scientifica: il ballo convulso, accelerando il battito cardiaco, favorisce l'eliminazione del veleno e contribuisce ad alleviare il dolore provocato dal morso del ragno e di simili insetti. Non è quindi da escludere che il ballo venisse utilizzato originariamente come vero e proprio rimediedio medico, a cui solo in seguito sono stati aggiunti connotati religiosi ed esoterici.
San Vito conserva una notevole tradizione di pizzica che, a differenza di quella leccese, si presenta scevra da riferimenti cristiani[32] e con un repertorio terapeutico-musicale riscontrabile solo in questo comune. Si pensi che negli anni '50 si potevano contare almeno una trentina di suonatori coinvolti nella cura, di cui una decina costantemente coinvolti nel periodo "epidemico", mentre altri vi si aggiungevano in caso particolari, o se i tarantati erano particolarmente numerosi.
[modifica] Alcuni gruppi di pizzica sanvitesi
| Per approfondire, vedi le voci Taricata e Epifani Barbers. |
- I Taricata
- gruppo storico da ormai più di trent'anni, scopre, crea e propone musiche della terra del Salento. Gli strumenti tipici sono il mandolino, organetto, chitarra, fisarmonica, flauto, da ascoltare e ballare al ritmo delle travolgenti pizziche tarantate, le allegre pizziche pizziche, le tarantelle, i canti d’amore e di rabbia, gli stornelli.
- L'Eco di San Vito
- condotto dai coniugi ottantenni Titina e Lino Sabatelli, quest'ultimo unico musico-terapeuta ancora vivente del tarantismo. Dei coniugi è stata curata una raccolta dei più antichi canti tradizionali locali nel volume "Voci", con allegato CD. L'anziana coppia porta avanti la tradizione popolare della pizzica, dei canti e degli stornelli. Da segnalare anche la collaborazione del gruppo con le scuole locali e con l'Università della terza età e le numerose partecipazioni ad eventi e manifestazioni in tutta la provincia di Brindisi.
- Mimmo Epifani degli Epifani Barbers
- è considerato dalla critica uno tra i migliori musicisti e conoscitori di musica etnica a livello internazionale anche per le notevoli capacità tecniche e per la dote dell'improvvisazione applicate al mandolino. Famoso per la tecnica utilizzata nel suonare la mandola detta "alla barbiere", così chiamata perché insegnata in un salone da barbiere a San Vito dal Maestro Costantino Vita, barbiere e musicista, e dal Maestro "Peppu D'Augusta", i quali suonavano la danza terapeutica del Salento detta anche "Ballo di San Vito".
- Il circolo mandolinistico
- nato per la volontà e l'impegno di Federico Di Viesto ha sede nella Piazza centrale "sotto l'orologio". Rappresenta un esempio raro di associazione di musicisti tradizionali, quindi non è un'associazione di musica mandolinistica colta, basata su partiture, ma piuttosto di anziani e giovani suonatori che hanno appreso e trasmettono la musica tradizionale in forma diretta, "ad orecchio". Suonano pezzi di musica sanvitese e napoletana, ma non solo. Fra le misiche locali eseguono le pizziche sanvitesi nel modo più aderente alla tradizione. Nelle sere di estate si riuniscono a suonare spesso fuori dal circolo, nella piazza antistante, creando un'atmosfera di gran lunga più genuina dei soliti spettacoli di pizzica a cui il Salento ci ha abituati.
[modifica] Cucina
| Per approfondire, vedi le voci cucina pugliese, cucina salentina e Vini della Puglia. |
| 'Ricetta tipica: Li maranciani chini' |
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Occorrono: 4 melanzane, 2 uova, 2 cucchiai di formaggio pecorino grattugiato, 20 g di capperi, olive snocciolate, pane grattugiato, olio extravergine d'oliva, sugo di pomodoro. Dividere le melanzane a metà in senso longitudinale, privarle della polpa e fare soffriggere le "coppe". Preparazione del ripieno: tagliare a dadini la polpa, unirla alla cipolla e cuocerla in l'olio extravergine d'oliva. A metà cottura, aggiungere le olive tagliuzzate e i capperi, e fare insaporire. Aggiungere il sugo di pomodoro, olio e fare cuocere bene. A cottura ultimata aggiungere il formaggio, il pane grattugiato, le uova e lavorare l'impasto. Riempire le "coppe" con il composto, ricoprirle con sugo e mettere in forno già caldo fino a quando sulle melanzane non si sarà formata una leggera crosta dorata. |
La cucina sanvitese[33] è caratterizzata dalla tradizione agricola che regala prodotti di grandi prelibatezza. Vale la pena assaggiare le melanzane ripiene (dette maranciani chini), un'altra appetitosa specialità tradizionale sono le fave con le verdure (dette anche favi e fogghi). Inoltre si possono assaporare le "frise" con i pomodorini locali, olio e origano, tipico piatto estivo. Da non dimenticare anche "li gnummarieddi" o "turcinieddi", gustosi spiedini di carne. Tra i dolci si possono menzionare i mustazzueli, dolcetti al cioccolato, le Carteddàte dolci natalizi a forma di roselline di pasta sfoglia sottile fritte nell'olio bollente, la cupeta dolce con le mandorle, le pettole pallottole di pasta lievitata molto morbida e poi fritte nell'olio bollente. Il vino e l'olio locali sono ottimi e celebri: il comune è membro della strada dell'olio Collina di Brindisi e della strada del vino denominata Appia dei vini, di cui fanno parte anche i comuni di Brindisi, Ostuni, Latiano e Mesagne.
[modifica] Bevande alcoliche, distillati, liquori
- Latte di mandorla
- realizzato mettendo in infusione in acqua le mandorle finemente tritate e spremendo poi le stesse per farne uscire tutto il succo. La regione Puglia ha inserito il latte di mandorla nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.
- Limoncello
- è un liquore dolce ottenuto dalla buccia del limone e arricchita da acqua, zucchero e alcool da gustare sia come aperitivo che come digestivo dopo i pasti.
[modifica] Formaggi
Burrata, Cacioricotta salentino, Caciocavallo, Giuncata, Manteca, Mozzarella o Fiordilatte, Pecorino, Ricotta, Ricotta forte, Scamorza, Vaccino, Ricotta Salata o marzotica.
[modifica] Prodotti Vegetali allo stato naturale o trasformati
Asparagi sott’olio, Capperi sott’aceto, Carciofini sott’olio, Cotognata, Cotto di Fico, Fichi Secchi, Funghi spontanei secchi al sole, Funghi spontanei sott’olio, Lampascioni sott’olio, Marmellata di arancio e limone, Marmellata di fichi, Melanzane secche al sole, Melanzane sott’olio, Olive schiacciate o cazzate, Olive in salamoia, Olive verdi, Peperoni secchi al Sole, Peperoni sott’olio, Pomodori secchi al sole, Pomodori verdi e maturi secchi sott’olio, Salsa di pomodoro, Vincotto, Zucchine secche al sole, Zucchine sott’olio.
[modifica] Paste fresche e prodotti della panetteria, pasticceria, confetteria
Cartellate, Cavatelli, Dolci di pasta di mandorle (pasta reale), Lagane, Orecchiette, Pane di grano duro, Ravioli con ricotta, Taralli, Pucce, Uliate, Pane di semola, Pane di orzo.
[modifica] Vino
Nel territorio di San Vito è possibile produrre Aleatico di Puglia Doc, Ostuni Doc, Puglia Igt.
Lungo la Strada Appia dei vini, di cui il comune è membro, esistono varietà indigene di vitigni: le robuste coltivazioni a frutto nero che consentono la preparazione di Negroamaro, Primitivo e Malvasia, alle quali si sono affiancate nel corso degli anni, le coltivazioni dei vitigni a uva bianca.
- Malvasia nera di Brindisi
- Si tratta di un vitigno d'origine greca e delle isole egee, diffuso oggi nella maggior parte dei paesi mediterranei. Il suo vino, chiamato in inglese Malmsey, è dolce con una stupenda tinta dorata. In Italia la sua coltivazione è diffusa dal Piemonte alla Puglia. Vinificato opportunamente, può anche dare un vino bianco secco di grande carattere e, affiancato in uvaggio ad altri vitigni, contribuisce ad arrotondare le caratteristiche del vino stemperandone la spigolosità.
- Sangiovese
- Vitigno a frutto rosso, tra i più diffusi in Italia, dove concorre, da solo o in uvaggio, a determinare qualità e caratteristiche di decine di vini DOC.
- Negroamaro
- Vitigno che a Novoli era chiamato anche “lacrima”, ha una particolare attitudine a produrre rosati per le sue caratteristiche chimiche oltre che per la sua buccia fragile e per la polpa succosa che facilmente lascia gemere il mosto fiore.
- Ottavianello
- Vitigno con discreta vigoria vegetativa ed una buona produttività. La foglia è pentagonale, quienquielobata, con la pagina superiore verde bottiglia, glabra, opaca e la pagina inferiore verde chiaro.
[modifica] Personalità legate a San Vito
- Fra' Giacomo Da San Vito (San Vito dei Normanni, ? - Napoli, 1667): Frate laico dell’Ordine francescano dei Riformati Minori, fu un artista molto prolifico e le sue opere si possono ammirare in molti centri della Puglia e della Basilicata.
- Leonardo Leo (San Vito dei Normanni, 5 agosto 1694 – Napoli, 31 ottobre 1744): celebre compositore barocco e capostipite della scuola napoletana del XVIII secolo;
- Vito Buonsanto (San Vito dei Normanni, 22 giugno 1762 - Napoli, 22 maggio 1850): Sostenitore del movimento repubblicano, divenne frate dell’Ordine dominicano. Fu maestro in Teologia e letterato fu apprezzato per le sue idee innovatrici riguardo ai metodi didattici.
- Vito Donato Epifani (San Vito dei Normanni, 23 giugno 1848 – San Vito dei Normanni, 15 agosto 1922): patriota di idee repubblicane e liberali; giurista, docente di economia all'Università di Napoli negli anni '70 del XIX secolo; avvocato difensore soprattutto di poveri e diseredati; autore di numerosi saggi politico-economici, ed anche di tragedie ed altre opere letterarie. Molto ammirato dai concittadini fu eletto sindaco di San Vito per due mandati; nel 1886 in occasione di una epidemia di colera si adoperò con tutte le sue forze ricorrendo ad amici influenti ed utilizzando risorse personali per organizzare i soccorsi ai malati, meritando così il riconoscimento ufficiale del Governo guidato da Crispi.
- Lanza del Vasto (San Vito dei Normanni, 29 settembre 1901 - Murcia, 5 gennaio 1981): poeta, scrittore, filosofo, pensatore religioso con una forte vena mistica, ma anche patriarca fondatore di comunità rurali sul modello di quelle gandhiane e attivista nonviolento contro la guerra d'Algeria o gli armamenti nucleari.
[modifica] Eventi
Durante l'anno, il comune organizza alcune importanti manifestazioni culturali:
- "Focara" dell'Epifania: il 6 gennaio nella piazza antistante la Basilica, viene realizzato un grande fuoco e contemporaneamente sono organizzati concerti dal vivo.
- Carnevale: "Farfugghji", sfilata dei carri allegorici organizzata dall'associazione culturale Arcobaleno che, con un lungo serpentone umano, parte dal Campo Sportivo e dopo aver percorso le principali vie cittadine giunge in piazza Leonardo Leo. Farfugghji è un nome eccentrico e ammiccante, intraducibile sul piano letterario e deriva da un'espressione dialettale che richiama oggetti di poco conto.
- Settimana Santa: i riti sono celebrati presso la Basilica di Santa Maria della Vittoria.
- Venerdì: "La Desolata", processione al termine della quale avviene il rito della sepoltura.
- Sabato: veglia pasquale aspettando la suggestiva sfilata delle statue di molti Santi, le quali sono prelevate dalle diverse chiese della città e giungono fino alla basilica.
- Domenica di Pasqua: processione del Cristo risorto e dei Santi.
- Festa patronale (sacra): il 15 giugno, festa liturgica di San Vito Martire, messa solenne e processione con la statua d'argento del Santo.
- Il palio: agli inizi dell'estate prende il via la competizione tra le squadre dei vari rioni cittadini che si sfidano con partite di calcio, pallavolo, corsa con i sacchi, tiro alla fune ed anche una corsa su strada.
- Il Salento finibus terrae festival[34]: rassegna cinematografica di cortometraggi organizzata durante l'estate. Il Festival, di levatura internazionale e originale nel suo genere, è suddiviso in sezioni: cortometraggi locali, nazionali e internazionali.
| Leonardo Leo e la musica barocca |
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Il termine musica barocca indica la musica composta durante il periodo di diffusione del barocco nell'arte che, convenzionalmente, fa riferimento al periodo 1600-1750. Questa musica era votata al desiderio di stupire e divertire lo spettatore: cambi repentini di tempo, passaggi di grande virtuosismo strumentale o vocale e l'uso del contrappunto e della fuga. Il sanvitese Leo condivise col suo predecessore Alessandro Scarlatti e i contemporanei Francesco Durante e Francesco Feo, la gloria e il merito di aver fondato la scuola di Napoli, importantissimi scuola di musica barocca che incise profondamente sullo stile del genere. Dalla Scuola musicale napoletana sono usciti, durante tutto un secolo, una moltitudine di compositori drammatici di prim'ordine. Egli si distinse per essere un grande professore ma anche un artista dei più dotati. La sua musica sacra tocca il cuore e fa nascere degli slanci di tenera devozione. |
- Il Barocco Festival[35]: concerti e incontri inerenti la musica barocca in onore del compositore Leonardo Leo con l'obiettivo di recuperare la memoria del Maestro compositore.
- Estate Sanvitese: organizzato dal Comune insieme con le associazioni culturali e cittadini privati, prevede numerosi concerti, mostre, proiezioni di film, spettacoli musicali, spettacoli di cabaret, teatro.
- Il "Ballo di San Vito": manifestazione musicale che ripercorre la tradizione della Taranta sanvitese.
- Natale: il presepe vivente presso le grotte di San Biagio inscena la Natività nel suggestivo scenario del santuario bizantino, in serata vengono gustate le pettole, ed altre tipiche leccornie.
[modifica] Filmografia
Alcuni film hanno per sfondo ed ambientazione San Vito dei Normanni[36]:
- L'uomo nero di Sergio Rubini, in lavorazione. Interamente girato e ambientato a San Vito
- La Terra di Sergio Rubini, 2005. Il film è ambientato nella vicina Mesagne, ma alcune scene sono state riprese a San Vito, come l'arrivo in stazione.
- Il grande botto di Leone Pompucci, 2000. Il film è ambientato nella vicina Ostuni, tuttavia la piazza del paese e il bar dove si muovono i protagonisti sono al centro di San Vito.
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Urbanistica
Il Comune si sviluppa originariamente intorno al Castello Dentice di Frasso, il centro storico che ancora oggi mantiene la struttura urbanistica antica: case molto basse e viuzze molto piccole.
Durante gli anni settanta, San Vito conobbe un secondo notevole sviluppo urbanistico con la creazione della zona 167 nella parte nord della città. Questo quartiere ospita numerosi condomini popolari, ma anche residence e villette.
[modifica] Quartieri
- Li stratoddi/Centro
- Piantata/Chiantata
- Gallo/Iaddu
- San Franciscu/San Francesco
- Santa Rita
- Zona 167
- Zona P.I.P.
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia. |
San Vito dei Normanni è principalmente un centro agricolo e commerciale. Interessante il fatto che il ricambio aziendale mostra un rilevante dinamismo. Il livello dell'occupazione è al di sopra della media provinciale[37].
[modifica] Agricoltura
Per quanto concerne il settore primario, la zootecnia non è molto sviluppata e opera con allevamenti di bovini e ovini, l'agricoltura invece conta su un migliaio di piccoli e medi imprenditori che praticano coltivazione intensive di frutta, verdura, mandorle e soprattutto dell'olivo (olea europea) presente sul territorio con diverse cultivar da olio.
[modifica] Artigianato e industria
Anche il settore secondario è molto importante: l'industria nel territorio è presente con 250 attività industriali e 725 addetti pari al 17,96% della forza lavoro occupata. I settori manifatturieri più importanti sono la trasformazione dei prodotti agricoli (come i carciofi), ma anche la meccanica, il tessile, confezionamento e lavorazione del legno, seguono poi le costruzioni che contano 50 imprese.
L'artigianato è fiorente: si possono contare 300 laboratori e botteghe dove lavorano quasi 700 persone.
[modifica] Servizi e turismo
Interessante, negli ultimi anni, la crescita del settore terziario: il commercio è presente con numerose aziende, circa 550, e contano quasi 1.000 addetti.
L'attività dei servizi, quella che cresce più rapidamente, è presente con 419 attività e 695 addetti pari al 17,22% della forza lavoro occupata, altre 350 attività di servizio con 965 addetti pari al 23,91% della forza lavoro e 61 attività amministrative con 1.651 addetti pari al 40,91% della forza lavoro. Nel terziario troviamo soprattutto aziende di trasporto e magazzinaggio, nonché agenzie immobiliari.
L'occupazione nella pubblica amministrazione, in passato forte a causa della base militare americana, si è ridotta oggi a poche centinaia di unità.
Ultimamente le risorse per il turismo sono al centro dell'attenzione e sono notevoli gli esperimenti che vanno in questa direzione, permettendo al settore di crescere di anno in anno.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
| Per approfondire, vedi le voci Strade provinciali della provincia di Brindisi e STP Brindisi. |
[modifica] Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):
- A14 Bologna – Taranto: uscita Bari Nord, innesto sulla Superstrada Bari-Lecce, uscita San Vito dei Normanni-Specchiolla e poi SP 35.
- SS 16 collega San Vito dei Normanni a Brindisi, a Carovigno e a Ostuni.
- Superstrada Brindisi-Lecce collega San Vito dei Normanni a Lecce attraverso la SS 16.
- Superstrada Brindisi-Taranto collega San Vito dei Normanni a Taranto attraverso le strade provinciali 48, 45 e 44.
[modifica] Ferrovie
I collegamenti ferroviari sono assicurati dalle stazioni di Brindisi e di Ostuni, quindi verso tutte le località servite dalla Ferrovia Adriatica.
La stazione di San Vito dei Normanni è attualmente attiva per il servizio passeggeri, ma è servita solo da pochi treni regionali. La stazione ferroviaria, sorge a dieci chilometri di distanza dalla città[38]. La leggenda narra che all'epoca della costruzione della strada ferrata, il principe non volesse che la "nuova macchina infernale" passasse sui suoi territori.
Il servizio locale è garantito dalle stazioni FSE di Ceglie Messapica e Francavilla Fontana.
[modifica] Aeroporti
Gli aeroporti più vicini sono:
- Aeroporto di Brindisi-Casale dista circa 18 km.
- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyla" dista circa 110 km.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Antonello Trizza (centrodestra) dal 04/04/2005
Centralino del comune: 0831 955201
Posta elettronica: gabinettosindaco@comune.sanvitodeinormanni.br.it
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Sport
- La pallavolo è lo sport cittadino più praticato. La Volley San Vito, vanto della città, milita nella serie A del Campionato italiano di pallavolo femminile. La Autotrasporti Zaccaria San Vito è una squadra di volley maschile e milita in serie C del Campionato italiano di pallavolo maschile.
- La squadra di Basket (Edilmed San Vito) è in Serie C Regionale è fa capo alla Polisportiva San Vito. A livello giovanile è anche praticato dalla società "Pallacanestro San Vito".
- Per quanto concerne il calcio la US San Vito Calcio milita nel campionato di Prima Categoria.
- L'atletica leggera è rappresentata dall'associazione dilettantistica Atalas che ha ottenuto buoni risultati nelle gare regionali e nazionali.
- Il nuoto è rappresentato dalla società Polisportiva Delfinia che, con i suoi atleti, ha ottenuto ottimi risultati anche a livello nazionale.
- Ben sviluppate a livello giovanile sono anche la società di Jūdō (A.S.Judo San Vito), la società di ginnastica (A.S.D. Ginnastica Normanna[39]) e di football americano (Salento Dragons).
[modifica] Impianti Sportivi
- Palazzetto dello Sport "F. Macchitella" presenta all'esterno un campo di calcetto, un campo di pallacanestro e due campi da tennis aperti al pubblico; mentre all'interno presenta un campo da basket e di pallavolo. Realizzato negli anni settanta, è stato oggetto di un recente allargamento dovuto alla crescita delle realtà sportive, soprattutto nel caso della pallavolo.
- Campo sportivo "E.M. Citiolo" è lo "stadio" dei sanvitesi, presenta due tribune di cui una coperta.
- Campo sportivo "A. Vasta". Realizzato negli anni novanta nel quartiere 167.
- Circolo Tennis posto fuori città, presenta due campi da tennis.
[modifica] Galleria fotografica
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La strada che collega San Vito a Torre Guaceto |
[modifica] Note
- ^ Dato Istat all'1/1/2007.
- ^ Dati bilancio demografico ISTAT 31/03/2008.
- ^ Località raggiungibile tramite la SP 35
- ^ Medie climatiche 1961-1990
- ^ Dati climatologici medi
- ^ Tabelle e grafici climatici
- ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
- ^ San Vito dei Normanni scoperta zona messapica - Repubblica — 18 dicembre 2003
- ^ Popolo emigrato dalla Slavonia, regione orientale dell'attuale Croazia.
- ^ Statuto comunale
- ^ Le Grotte di San Biagio sul sito ufficiale del Comune
- ^ Le Grotte di San Biagio sul sito Brindisiweb
- ^ Le Grotte di San Biagio sul sito Altosalento riviera dei trulli
- ^ Le Grotte di San Biagio sul sito Mondi medioevali
- ^ Le Grotte di San Nicola sul sito ufficiale del Comune
- ^ Le Grotte di San Giovanni sul sito ufficiale del Comune
- ^ Le Grotte di Santa Maria di San Giacomo al casale sul sito ufficiale del Comune
- ^ I Messapi
- ^ Il Castello Dentice di Frasso
- ^ Già piazza Vittoria.
- ^ Dati bilancio demografico ISTAT 31/03/2008.
- ^ Dove esistono nutrite comunità di studenti sanvitesi.
- ^ Statistiche ISTAT - 31 dicembre 2007. La presenza straniera a San Vito dei Normanni
- ^ http://demo.istat.it
- ^ Il Giornale 13 agosto 2006 "I fan del Salentoshire"
- ^ La biblioteca comunale
- ^ La Biblioteca Pubblica San Benedetto
- ^ Il sito del liceo scientifico
- ^ Il museo della Civlità rurale
- ^ Il sito del GAL Alto Salento
- ^ Per approfondimenti si rimanda a "Tre Violini" di Fernando Giannini (visionabile nella biblioteca comunale) nel cui allegato CD sono riportate le pizziche terapeutiche suonate dagli ultimi musici-guaritori sanvitesi.
- ^ Fernando Giannini in "Tre Violini"
- ^ Il sito che elenca i prodotti tipici della Puglia, comune per comune
- ^ Il sito ufficiale del Salento finibus terrae festival
- ^ Il sito ufficiale del Barocco Festival
- ^ Per approfondire, consulta il sito www.apuliafilmcommission.it.
- ^ Economia - Città e Paesi - Gazzetta del Mezzogiorno
- ^ Lungo la SP 1 bis (ex Strada statale 16, in direzione Brindisi.
- ^ Gınnastıca Normanna
[modifica] Bibliografia
- G. Arditi, Corografia fisica e storica della Provincia di terra d'Otranto, Arnaldo Forni, Bologna, 1979
- V. Cazzato - S. Politano, Topografia di Puglia: Atlante dei “monumenti“ trigonometrici; chiese, castelli, torri, fari, architetture rurali, Congedo editore, Galatina, 2001
- AAVV, Città e Paesi di Puglia e Basilicata, Gazzetta Del Mezzogiorno,
- A. Chionna, Beni Culturali di San Vito dei Normanni, Fasano 1988
- F. Dell'Aquila - A. Messina A, Le chiese rupestri di Puglia e Basilicata, Bari 1998
- R. De Vita (a cura di), Castelli, torri ed opere fortificate di Puglia, Editoriale Adda, Bari, 1974
- A. Marinazzo, Viaggio in Terra di Brindisi
- L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
- M. R. Muratore, Guida del Salento 2, Congedo Editore, Galatina, 1997
- C. D. Poso, Il Salento normanno. Territorio, istituzioni, società, Itinerari di ricerca storica, Galatina, 1988
- A. Sanasi, Antiche vie del Salento, Congedo editore, Galatina, 1971
- A. Spagnolo, Nuovo annuario di terra d'Otranto, Congedo editore, Galatina, 1957
[modifica] Altre fonti in rete
- Comune di San Vito dei Normanni, Sito ufficiale
- La Puglia, Echelon e i servizi segreti USA
[modifica] Voci correlate
- Gruppo di azione locale Altosalento
- Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni
- Dialetto brindisino
- Elenco strade provinciali della Provincia di Brindisi
- Pizzica
- Tarantismo
- Piana di Brindisi
- San Vito Air Station
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[modifica] Collegamenti esterni
- San Vito dei Normanni su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "San Vito dei Normanni")
- SanvitoLIVE.it - portale
- Sanvitoinrete.it - portale
- Il Punto, mensile on line
- L'Arcobaleno, notiziario on-line
- Distretto turistico altosalentino
- puntonet.org. Web cam in piazza
- Società sportive
- Video amatoriali
- Foto e video di San Vito dei Normanni su YouTube
- Video della pizzica di San Vito dei Normanni su YouTube
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