Carovigno

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Carovigno
comune
Carovigno – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Brindisi – stemma Brindisi
Sindaco Vittorio Zizza (La Puglia prima di tutto) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 40°42′26″N 17°39′34″E / 40.70722°N 17.65944°E / 40.70722; 17.65944 (Carovigno)Coordinate: 40°42′26″N 17°39′34″E / 40.70722°N 17.65944°E / 40.70722; 17.65944 (Carovigno)
Altitudine 161 m s.l.m.
Superficie 105,48 km²
Abitanti 16 307[1] (31-12-2010)
Densità 154,6 ab./km²
Frazioni Pantanagianni, Serranova, Specchiolla, Torre Santa Sabina
Comuni confinanti Brindisi, Ostuni, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino.
Altre informazioni
Cod. postale 72012
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074002
Cod. catastale B809
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti carovignesi
Patrono Maria S.Sma di Belvedere, S.S. Giacomo e Filippo.
Giorno festivo lunedì, martedì e sabato dopo Pasqua
Localizzazione
Carovigno è posizionata in Italia
Carovigno
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Sito istituzionale

Carovigno è un comune italiano di 16.050 abitanti della provincia di Brindisi in Puglia.

La cittadina fa parte dell'Altosalento ed è un centro di produzione di olio di oliva di qualità.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Carovigno(andriola in dialetto) sorge a 161 m, a circa 7 km dal Mar Adriatico, nella parte settentrionale della Penisola Salentina. Il capoluogo della provincia, Brindisi, è distante circa 30 km. I comuni più vicini sono Ostuni (circa 5 km a NW), San Vito dei Normanni (circa 6 km a SE), e San Michele Salentino (circa 10 km a Sud).

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia.

Quanto rimane delle antiche mura e dell'acropoli e il materiale archeologico, abbondantissimo, rinvenuto nel suo territorio attestano l'origine messapica di Carovigno. Sul nome della città esistono varie ipotesi; una lo fa derivare dal greco Karpene (poi lat. Carbina, e il medievale Carvineo) che significa "frugifera" e che trova riscontro nella fertilità della sua terra e nell'antico culto che la popolazione tributava a Cerere; un'altra dal messapico Karp che indicherebbe la collina sulla quale fu eretta la città fortificata.

Fu distrutta e sottomessa definitivamente dai Tarentini nel 473 a.C. che crearono sul suo litorale un piccolo porto. La stessa Brindisi, di cui condivise le sorti, fu, temporaneamente, sottomessa e la sua sfera di influenza ridotta alla sola cinta muraria. L'egemonia di Taranto durò dal 473 al 400 a.C., comprendendo tutta l'area jonico adriatica e la Calabria le cui poleis dovevano fornire reparti di fanteria all'esercito tarantino. La stessa moneta urbica federale forse coniata a Carovigno al tempo della guerra italica recante la legenda CARB-BRUN (Carovigno-Brindisi), attesta che la città aveva un ruolo subalterno rispetto a Brindisi e l'effigie di Taras, figlio di Nettuno ribadisce la sottomissione a Taranto. Durante la guerra fra Taranto e Roma, Brindisi e il porto di Carvinia, fungono da riva d'approdo delle truppe di Pirro, giunto in aiuto della potente città ionica. Dopo alcune vittorie, i tarantini dovettero arrendersi alla superiore organizzazione militare romana e finirono nella sfera d'influenza dell'Urbe. Durante la Seconda Guerra Punica, Taranto passò dalla parte di Annibale, fomentando la rivolta in tutta quella che era stata la Magna Grecia, ma questo non servì a cambiare le sorti del conflitto.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la villetta di contadini oggi nota come Carovigno venne incorporata nei territori di Ostuni: Bizantini e Goti se ne contesero alternativamente il possesso, così come, in epoca più recente, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e poi i Veneziani, gli Spagnoli, gli Austriaci e i Borboni. I segni del feudalesimo sono rappresentati sia dal Castello costruito nel sec. XV dagli Orsini-Del Balzo a difesa dalle incursioni dei Turchi e dalle scorrerie dei pirati, sia dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica. Molti sono i feudatari che hanno preso possesso del territorio di Carovigno molti anche senza risiedervi: da Adamo Trambay, dispotico e crudele, a Carlo de Carvigna, dagli Orsini ai Loffredo ai Caputo, Serra, Castiguti, dai Granafei agli Imperiali e ai Dentice de Frasso.

Nel 1817 era viva e presente in Carovigno una "vendita" carbonara, che teneva le sue adunanze segrete nei locali offerti all'uopo da Francesco Trisolini. Una menzione a parte merita Salvatore Morelli, perseguitato dal 1849 fino ai compimento dell'unità d'Italia, perché nemico acerrimo della tirannide borbonica cui dette battaglia con l'azione e con gli scritti che apparivano su Il Dittatore, il periodico da lui diretto.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

Importanti avanzi delle mura megalitiche, a massi rozzamente squadrati, si vedono a N e a O del paese.

Il nucleo medievale (la Terra) presenta interesse per la caratteristica urbanistica, con alcuni tratti della cinta aragonese (secoli XV-XVI): in essa si aprono la Porta Brindisi, la Porta Nuova e l’Arco del Prete.

Il monumento principale è il poderoso Castello Dentice di Frasso, costruito nel sec. XIV-XV restaurato nel 1906. Una residenza fortificata esisteva già dal secolo XIII, poiché i documenti indicano Carovigno come sede dei Conti di Lecce e di Ostuni, il normanno Goffredo III di Montescaglioso e lo svevo Roberto di Biccari. Ha l'impianto triangolare con torrioni ai vertici (caratteristico quello settentrionale a mandorla, raro nell'architettura militare italiana, per cui si è pensato all'intervento di Francesco di Giorgio Martini). L'ultimo restauro e ampliamento risale all'inizio del 900 per desiderio del proprietario, il Conte Dentice di Frasso.

Attigua al castello la chiesa di S.Anna, edificata dalla famiglia Imperiali (secc. XVII-XVIII) con funzione di cappella privata dei feudatari (profondamente rinnovata in stile neoromanico).

La Parrocchiale, dedicata all’Assunta, rifatta nel 1837, conserva della costruzione cinquecentesca una rosa sul fianco destro e l'abside della navata sinistra. Particolare l'abside interna scavata da dieci nicchie su due ordini. Sull’altare maggiore Ultima Cena, tela solimenesca (sec. XVIII).

La chiesa di S.Angelo (sec. XV).

La chiesa del Carmine, attigua al palazzo di città. All’interno sono custoditi affreschi risalenti al sec. XVIII rappresentanti l’Ultima Cena e Sant’Elia nel deserto, nonché un San Lorenzo tra i martiri Leonardo e Stefano, olio su tela del sec. XVIII.

A 4 km ad Est dal paese si trova il Santuario della Madonna del Belvedere, ricostruita nel 1875 sul posto di un monastero basiliano, di cui resta una cripta in cui vi si accede scendendo 47 scalini. Il ciborio conserva la data del 1501, la firma di un Giovanni Lombardo di Ostuni e il nome del committente: Pirro de Loffredo. Su un altare laterale vi è l’affresco (molto antico, ma più volte ridipinto) con il dolce volto della Madonna, molto venerato dal popolo nella settimana successiva alla Pasqua e altri affreschi tardo-bizantini.

Il Castello di Serranova è nei pressi della borgata di Serranova. Edificato nel 1629 dal nobile genovese Ottavio Serra. Adiacente al castello sorge la cappella omonima del XVII secolo. Nella cappella è custodito il Crocifisso di Serranova che il 3 maggio di ogni anno viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi.

La Torre Santa Sabina, del XVI secolo (una precedente risaliva al XIII secolo), ha forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato: costruzione di difesa eretta sulla riva del mare agli inizi del XVI secolo sul luogo di un villaggio e porto di antica tradizione storica. Posta lungo il corso della antica via romana «Traiana», sede della stazione postale che prese il nome di ad Speluncas, proprio per le numerose grotte che si trovano in questo luogo.

Torre Guaceto, torre di avvistamento antisaracena del XVI secolo.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni e folclore

Tradizione millenaria di Carovigno è quella degli sbandieratori, specializzati nella cosiddetta battitura della 'nzegna, ossia nel lanciare in alto una bandiera multicolore, facendola roteare attorno all'asta.

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Carovigno

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

  • Pantanagianni: frazione di località marittima, tra Torre Santa Sabina e Specchiolla.
  • Serranova: frazione situata a pochi chilometri in direzione Brindisi.
  • Specchiolla: frazione di località marittima in direzione Brindisi.
  • Torre Santa Sabina: frazione situata sul mare in direzione di Bari; il nome deriva dalla torre omonima che si erge sulla costa della località marina stessa.

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia.

L'economia carovignese trova le sue componenti essenzialmente nell’agricoltura (olivo, fichi, mandorli, cereali, vite, ortaggi), in proporzione minore nelle industrie (oleifici, stabilimenti vinicoli), nell’artigianato (rinomata la filatura laniera e la lavorazione di un compatto calcare, di cui la zona è ricca, adatto per pavimentazione e come materiale di rivestimento) e nella pesca.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Vittorio Zizza (La Puglia prima di tutto) dal 15/04/2008 (2º mandato)

[modifica] Sport

L'Associazione Sportiva dilettantistica Carovigno ha oltre sessanta anni di storia[senza fonte]. Il Carovigno Calcio nel campionato 2000 era stato promosso nel campionato di eccellenza pugliese. Nel campionato 2011-2012 milita nel girone B della Promozione pugliese.

Le altre compagini sportive locali sono:

  • la Pallacanestro Carovigno, che milita nella Serie D maschile;
  • il Volley Carovigno;
  • la sezione di tiro a segno nazionale di Carovigno, per competizioni di pistola a 10 metri e carabina a 10 metri.

Il 17 maggio 2004 la 9ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Carovigno con la vittoria dello statunitense Fred Rodriguez.

[modifica] Impianti sportivi

Il poligono di tiro a fuoco, sito in contrada Palchi, ha uno stand di 12 linee con tiro da 10-15-25-50 metri.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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