Cosimo Mele

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
on. Cosimo Mele
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Carovigno
Data nascita 7 marzo 1957
Titolo di studio Diploma in amministrazione aziendale
Professione Industriale
Partito UDC (fino al 31 luglio 2007)
Legislatura XV Legislatura
Circoscrizione XXI (Puglia)

Cosimo Mele (Carovigno, 7 marzo 1957) è un politico italiano, ex deputato dell'UDC, attuale sindaco di Carovigno.

È stato al centro di uno scandalo, i cui aspetti giudiziari sono ancora in corso[1], incentrato su feste erotiche con consumo di sostanze stupefacenti.

Storia giudiziaria[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 gennaio 1999 è stato arrestato con l'accusa di aver ottenuto, mentre era vicesindaco di Carovigno, tangenti in cambio di favori nell'assegnazione di appalti pubblici e assunzioni. L'inchiesta non si è ancora conclusa.[2][3]

È stato protagonista di un episodio di cronaca per aver trascorso la notte tra venerdì 27 luglio e sabato 28 luglio 2007 in una suite dell'Hotel Flora di via Veneto a Roma con una o due prostitute[4], una di esse poi ricoverata in ospedale per un malore, da attribuire probabilmente all'uso di cocaina e alcol.

Non è stato ancora accertato dagli inquirenti l'eventuale consumo di droghe da parte del parlamentare che, nelle interviste rilasciate ai vari organi di informazioni, ha categoricamente negato l'assunzione di sostanze illegali. La Procura di Roma, non persuasa dalle sole dichiarazioni, ha ritenuto opportuno aprire formalmente un fascicolo d'inchiesta sul caso Mele, per accertare se il politico abbia portato con sé sostanze stupefacenti. Al momento, la stampa riporta l'iscrizione dell'uomo politico nel registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti[5] [6][7]

A seguito delle polemiche innescate dalla vicenda, Mele si è dimesso dall'UDC, suo partito di appartenenza, ma non ha reso le dimissioni da parlamentare. Non è stato ricandidato nelle elezioni politiche del 2008, né dall'UDC né da altri partiti.

Prosecuzione attività politica a livello locale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver rinunciato a far politica a livello nazionale[8], è stato candidato dall'Alleanza di Centro per le elezioni provinciali del 21 e 22 giugno 2009 a Brindisi, nel collegio 7 di Carovigno (BR), ottenendo 1.290 preferenze e risultando così il terzo candidato del collegio per numero di voti di preferenza[9].

Alle elezioni amministrative del 2013 si candida a sindaco di Carovigno, sua città natale, a capo di un gruppo di liste civiche, ottenendo al primo turno il 35,07% dei voti, accedendo al ballottaggio contro il candidato del centrodestra[10]. Il 10 giugno 2013, ottenendo il 53,4% dei voti al ballottaggio, risulta eletto sindaco.[11]

Reazioni e dibattito sulla droga tra i politici[modifica | modifica wikitesto]

La notizia dell'episodio del 27 luglio 2007 ha suscitato particolare clamore per il fatto che il deputato risulta tra i co-firmatari della proposta di legge per la pubblicità sull'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari e per la sua militanza in un partito che si propone di difendere i valori cattolici e della famiglia; tale non conformità con i valori del partito è stata senza indugi confermata dal segretario Lorenzo Cesa, che ha definito la vicenda "un fatto personale ma incompatibile con i valori dell'UDC"[12], sebbene casi analoghi abbiano già coinvolto il partito in vicende di droga, come ad esempio l'inchiesta del 2003 su cocaina e squillo nella Roma bene dov'è emerso il deputato dell'UDC Giuseppe Galati come assuntore abituale di sostanze stupefacenti. La vicenda ha contribuito a rinfocolare il già vivo dibattito sull'uso di stupefacenti da parte dei politici italiani. Nel medesimo periodo, la stessa UDC aveva indetto una singolare iniziativa politica, regolarmente svoltasi in data 1º agosto 2007, nella quale ha invitato i parlamentari di ogni schieramento a sottoporsi spontaneamente a un test antidroga da effettuarsi su campioni di saliva. [13]

Ha destato reazioni polemiche la proposta, sempre di Lorenzo Cesa, di istituire una specie di "indennità parlamentare contro le tentazioni"[14] in modo che i parlamentari, spesso lontano dalla famiglia per motivi di lavoro, possano ottenere un contributo finanziario ulteriore, per fronteggiare i costi del trasferimento a Roma dell'intera famiglia.[15] [16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ roma.corriere.it
  2. ^ Casinò e guai giudiziari Mimmo sull'ottovolante - la Repubblica, 31 luglio 2007
  3. ^ Sesso e droga, l'Udc Mele si dimette dal partito - l'Unità, 31 luglio 2007
  4. ^ "Vi racconto quella notte ma la coca non l'ho portata io" - la Repubblica, 31 luglio 2007
  5. ^ Mele indagato per cessione di cocaina - Corriere della Sera, 2 agosto 2007
  6. ^ Caso Mele: Procura apre fascicolo, droga forse portata da lui - Corriere della Sera, 31 luglio 2007
  7. ^ La squillo: «Fu Mele a darmi la coca» - Corriere della Sera edizione romana, 12 maggio 2009
  8. ^ "Il ritorno di Cosimo Mele «Dopo la notte brava riparto dalla mia terra»" - Corriere della Sera, 05 giugno 2009
  9. ^ Risultati delle Elezioni Provinciali 2009, Collegio di Carovigno - Ministero Interno 22 giugno 2009
  10. ^ Si va al ballottaggio tra Gentile e Mele Brundisium.net
  11. ^ risultati ufficiali Ministero dell'Interno. URL consultato il 10/06/2013.
  12. ^ Caso Mele, segretario Cesa accetta dimissioni del deputato Udc - Reuters, 30 luglio 2007
  13. ^ Parlamentari in coda a Montecitorio per i test antidroga - RaiNews24, 1º agosto 2007
  14. ^ L’ultima frontiera dei privilegi: un’indennità contro le tentazioni - Corriere della Sera, 31 luglio 2007
  15. ^ Cesa accetta le dimissioni di Mele - Corriere della Sera, 30 luglio 2007
  16. ^ Bertinotti reputa immorale la proposta di Cesa - Corriere della Sera, 31 luglio 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]