Salvatore Morelli
Salvatore Morelli (Carovigno, 1 maggio 1824 – Pozzuoli, 22 ottobre 1880) è stato uno scrittore, giornalista e politico italiano.
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[modifica] Biografia
Figlio di Casimiro Morelli e Aurora Brandi, studiò giurisprudenza all'università di Napoli, divenne giornalista e si affiliò alla «Giovine Italia» fondata da Mazzini. Nel 1864 entrò, a Napoli, nella massoneria in logge non segrete con scopi sociali.
Di idee libertarie e socialiste, scontò dieci anni di carcere per aver bruciato l'immagine di Ferdinando II nella piazza della città natale, nel 1848. Nel 1851, accusato di cospirazione, venne tradotto nel castello di Ischia, prigione per i detenuti politici, dove subì una falsa fucilazione, venne torturato e vide i suoi libri bruciati. Terminò il primo lungo periodo di prigionia sull’isola di Ventotene. Qui esaltò la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane a Sapri. Cadde, quindi, ancora una volta nelle maglie della giustizia borbonica. Inviato a Lecce nel 1858 a soggiorno obbligato, si guadagnò da vivere come istitutore dei figli di un farmacista della città. Nel gennaio 1860 fu di nuovo imprigionato per alcuni mesi, avendo rifiutato un incontro con Francesco II. A Ventotene salvò tre bambini dall'annegamento e per questo ricevette la grazia, che però rifiutò passandola ad un altro detenuto, padre di numerosi figli.
Uscito dal carcere al crollo del regime borbonico[1], fondò a Lecce, alla fine del 1860, la rivista mazziniana, ispirata alla figura di Garibaldi, Il Dittatore. Sul giornale, Morelli evidenziava le colpevoli negligenze del nuovo governo nazionale e illustrava quelle che erano, a suo avviso, le più urgenti riforme: decentramento, snellezza burocratica e istruzione del popolo.
Nel 1861 fu pubblicata la sua opera più importante, seconda edizione nel 1862, terza edizione nel 1869, dal titolo definitivo La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale, anticipatrice dell'emancipazione femminile, otto anni prima del libro di John Stuart Mill La servitù delle donne. Il libro di Salvatore Morelli venne tradotto in Francese a Bruxelles e in Inglese a Londra.
Trasferitosi a Napoli, scrisse sul giornale dei razionalisti Il libero pensiero. Fu deputato nel collegio di Sessa Aurunca per quattro legislature, dal 1867 al 1880. Nel 1867 presentò, primo in Europa, un progetto di legge dal titolo "Abolizione della schiavitù domestica con la reintegrazione giuridica della donna, accordando alla donna i diritti civili e politici" per la parità della donna con l'uomo, forte risposta al Codice civile italiano del 1865, che sottometteva la donna all'autorizzazione maritale, facendone una minorenne a vita. Negli anni 1874-1875 propose un nuovo diritto di famiglia, con cento anni di anticipo rispetto a quello approvato solo nel 1975, che prevedeva l'eguaglianza dei coniugi nel matrimonio, ma anche il doppio cognome, i diritti dei figli illegittimi e il divorzio. Nel 1875 presentò con un apposito disegno di legge la richiesta del diritto di voto per le donne. Fra le sue proposte, anche l'istituzione della cremazione e l'istituzione di una Sociatà delle Nazione, per preservare la pace nel mondo. Nel 1877 il Parlamento italiano approvò il suo progetto di legge, legge Morelli n. 4176 del 9 dicembre 1877, per riconoscere alle donne il diritto di essere testimoni negli atti del Codice civile, come i testamenti, importante progresso per i risvolti economici e per l'affermazione del principio di capacità giuridica delle donne. Propose un'istruzione moderna, gratuita e obbligatoria per tutti, tutelò i deboli, lottò contro la pena di morte.
Morì in miseria, non esistendo allora l'indennità parlamentare[2], nella camera di una piccola locanda di Pozzuoli. Le emancipatrici americane scrissero che era morto il più grande difensore dei diritti delle donne nel mondo.
[modifica] Note
- ^ Il dominio dei Borboni sul Regno delle Due Sicilie ebbe termine con la spedizione dei Mille del 1860.
- ^ L'indennità parlamentare può considerarsi una sorta di stipendio, integrato da una diaria e da rimborsi, che l'articolo 69 della Costituzione italiana prevede per i componenti la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. L'indennità non era invece contemplata dal precedente Statuto albertino, vigente al tempo di Morelli, sostituito il 1º gennaio 1948 dall'attuale ordinamento repubblicano
"1. Convegno internazionale di studi su Salvatore Morelli (1824-1880): democrazia e politica nell'Ottocento europeo", Roma-Cassino 10-12 ottobre 1990.
[modifica] Opere
- Brindisi e Ferdinando 2. o il passato il presente e l'avvenire di Brindisi: quadri storici di Salvatore Morelli. - Lecce : Tipi Del Vecchio, 1848
- La donna e la scienza considerate come soli mezzi atti a risolvere il problema dell'avvenire dall'avvocato. - Napoli : Stab. tip. delle belle arti, 1861
- La donna e la scienza o La soluzione del problema sociale. - Napoli : Stabilimento Tipografico dell'Ancora, 1863
- Lettera politica del deputato Salvatore Morelli ai suoi elettori del collegio di Sessa Aurunca . - Napoli : grande stab. tipo-lit. dei f.lli de Angelis, 1868
- La donna e la scienza o La soluzione del problema sociale, Napoli, Società Tipografico-Editrice, 1869.
- Riforme legislative proposte al Parlamento italiano dal deputato Salvatore Morelli il giorno 26 maggio 1875 per assicurare con nuove guarentigie giuridiche la sorte dei fanciulli e delle donne . - s.l. : s,n., 1875
- Sulla riforma delle leggi penali con riferimento all'ordine della famiglia : risposta del deputato Salvatore Morelli a Raffaele Conforti ministro guardasigilli . - Roma : tip. Botta, 1878
- Proposta di legge del Deputato Salvatore Morelli sul divorzio svolta nella tornata dell'8 marzo 1880 e risposta del Ministro guardasigilli . - Roma : Edoardo Perino, 1880
[modifica] Bibliografia
- P. Ungari, Storia del diritto di famiglia in Italia (1796-1942). - Bologna: Il Mulino,1974
- Ginevra Conti Odorisio, Salvatore Morelli : politica e questione femminile". - Roma: L'editore, 1990
- (a cura di) Ginevra Conti Odorisio, Salvatore Morelli (1824 - 1880): Emancipazione e democrazia nell'Ottocento europeo. -Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane, 1992
- Emilia Sarogni, La donna Italiana 1861-2000. Il lungo cammino verso i diritti, Il Saggiatore, Milano 2004
- Emilia Sarogni, L'Italia e la donna. La vita di Salvatore Morelli, Daniela Piazza Editore, Torino terza edizione 2011
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Comitato in sostegno delle proposte del Morelli dal sito del Dipartimento di discipline storiche dell'Università degli studi di Napoli Federico II.
- Salvatore Morelli Il primo a chiedere la parità dei diritti per le donne dal sito salvatore.morelli.org
- Salvatore Morelli. Il primo femminista italiano di Sergio Romano, da Archivio storico Corriere della Sera, 12 giugno 2006, p. 27.