Naiskos
Un naiskos (dal greco antico ναίσκος, diminutivo di ναός, tempio) è un piccolo tempio che riproduce nella struttura una edicola su podio. Si tratta di una struttura architettonica utilizzata anche come motivo ornamentale. Lo si trova nell'architettura funeraria dei cimiteri attici antichi, come rilievo tombale, e nelle rappresentazioni della ceramica greca antica, tra cui la louthrophoros e la lekythos. I naiskoi rientrano nella tipologia delle stelae tombali.
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[modifica] Origine
Questo piccolo edificio sacro, noto soprattutto per le sue molteplici raffigurazioni su vasi greci e italioti, nasce in Attica nella prima età ellenistica, e si estende in Grecia ed in Italia meridionale a partire dalla fine del IV secolo a.C. La diffusione di questi sacelli destinati a culti privati è probabilmente da porre in relazione all'affermarsi di nuove forme di eroizzazione del defunto, attestate in età ellenistica. I gruppi sociali emergenti del III secolo a.C., sembrano affidare a queste forme di autorappresentazione il ricordo e l'affermazione di sé.[1]
[modifica] Evoluzione nell'architettura sepolcrale
Il soprassalto delle aree sepolcrali urbane dell'antica Grecia era arricchito da stele, cippi funerari e vere e proprie strutture architettoniche. I segni di riconoscimento di una tomba all'interno della necropoli aveva una duplicità funzionale: da una parte si trattava di riconoscere il luogo delle precedenti deposizioni per evitare la sovrapposizione delle sepolture; dall'altra si trattava di coltivare in questo modo il desiderio di rendere omaggio al defunto e di perpetuarne il ricordo. Stando alla testimonianza omerica, l'onore della tomba e la stele sono il privilegio dei morti.[2] In alcuni casi il paesaggio funerario si presenta più articolato e vario; per ciò che riguarda l'area magno-greca, si consideri ad es. lo spazio sepolcrale di Agrigento che nel V secolo a.C. è interessato da un profondo cambiamento: i semata ed i cippi sono sostituiti da emergenze architettoniche di maggior impegno costruttivo. Così anche la necropoli di Taranto dove le tombe sono segnalate da grandi vasi, altre da altari cilindrici o rettangolari, colonne con capitelli figurati, e sepolture indicate da piccole edicole con motivi decorativi ad altorilievo, quali vasi o busti, e naiskoi.[3] Alcune tombe di Metaponto potevano originariamente presentare edicole e sacelli di tal genere. Dagli scavi è qui emersa un'associazione del tipo di tomba a camera sotterranea e del monumento funerario, attestato anche nella necropoli di Taranto, che conferma l'eccezionalità della tipologia scelta e l'elevato stato sociale dei proprietari del sepolcro.
[modifica] Il naiskos di via Umbria a Taranto
L'ipogeo per il quale è stata realizzata l'edicola monumentale è conservato al piano terra di un immobile ed è costituito da due klinai (letti funebri). La ricostruzione del naiskos è problematica perché la struttura manca di numerosi elementi. Si conservano sei metope di un fregio dorico relative al basamento; del prospetto dell'edicola soprastante, con colonne di ordine corinzio tarantino, restano soltanto una base, un pannello lavorato a giorno del timpano con un corteo di divinità marine e frammenti degli acroteri con rappresentazioni di Scilla. Nel frontone, il thiasos (corteo) marino con Nereidi su mostri anguiformi convergenti verso il centro rappresenta la consegna delle armi ad Achille.[4]
[modifica] Ruvo di Puglia
I vasi rinvenuti a Ruvo di Puglia, e in particolare la produzione collegabile all'attività del Pittore di Dario che, con altri pittori tardo-apuli, dimostrò un interesse particolare per la campagna di Alessandro in Oriente, attesta come il culto dei morti fosse ben radicato nella società ruvestina. Ne emerge una ricca aristocrazia, rappresentata in buona parte dalla classe dei cavalieri, testimoniata dalle numerose tombe di personaggi di rango militare rinvenute e le immagini dei guerrieri inserite nei naiskoi, ancora più copiose, raffigurate sulla ceramica apula a figure rosse. Cospicue sono anche le scene di culto o di offerta dei parenti presso le tombe o le stele degli antenati e dei propri cari. Si pensi alla rappresentazione del rito della prothesis, ovvero dell'esposizione del corpo del defunto che aveva luogo appena questi cessava di vivere, testimoniata in Grecia sin dai tempi più antichi dalla tradizione letteraria e da tante pitture vascolari, e nota in Magna Grecia soltanto in momenti recenti e in monumenti tardi e periferici. Di particolare interesse è il cratere della Tomba 34 (cat. 34. 1), che raffigura un naiskos all'interno del quale vi è un giovane seduto che tende la mano verso la lira sospesa nel tempietto. La lira, in questo caso, riveste quasi certamente un significato funerario visto che non si accompagna ai personaggi di solito caratterizzati iconograficamente con questo strumento, quali Apollo e Orfeo. Rilevante è anche il corredo della Tomba 35, composto da più di 50 oggetti, tra cui si ricordano un cratere a volute, attribuito ad un ceramografo della cerchia del Pittore di Licurgo, con la scena di Aiace che sta per uccidere Cassandra, una loutrophoros con Niobe in un naiskos, del Pittore di Varrese, e diversi altri vasi tardo-apuli. Infine si segnala il corredo della Tomba 111, proveniente dalla necropoli di via dei Cappuccini (tav. VIII), che ha restituito un cratere a volute del Pittore dell'Ilioupersis, con Achille che trascina il cadavere di Ettore e la statua di Patroclo in un naiskos, una pantera, decorata con la morte di Penteo, e due anfore decorate con scene di culto funerario.[5]
[modifica] Note
- ^ Sull'affermazione sociale attraverso le sepolture nell'antica Grecia si veda M. S. Mirto, La morte nel mondo greco: da Omero all'età classica, Carocci, 2007, pp. 111-122.
- ^ Iliade, XVI, 667-675.
- ^ Deborah Rocchietti, Semata e naiskoi dalle aree funerarie urbane, pp. 81-83; De Nico 1989, p. 14; Lippolis 1994, pp. 109-128.
- ^ Si veda la sezione tematica nel sito del Museo di Taranto.
- ^ Andrea C. Montanaro, Ruvo di Puglia e il suo territorio, L'Erma di Bretschneider, 2007, pp. 199-202. Su googlebooks.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Collegamenti a immagini di naiskoi
- Pittore di Copenhagen. Cratere a mascheroni a figure rosse, 340 a.C.
- Cratere apulo con naiskos, 330-320 a.C. (Getty Museum)
- Naiskos, stele con donna seduta su marmo, 340 a.C. (Getty Museum)
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