Ceglie del Campo

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Ceglie del Campo
quartiere
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Comune Bari-Stemma.png Bari
Territorio
Coordinate 41°03′51.48″N 16°51′56.16″E / 41.0643°N 16.8656°E41.0643; 16.8656 (Ceglie del Campo)Coordinate: 41°03′51.48″N 16°51′56.16″E / 41.0643°N 16.8656°E41.0643; 16.8656 (Ceglie del Campo)
Abitanti
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Cegliesi
Circoscrizione Municipio IV
Cartografia

Ceglie del Campo – Localizzazione

Ceglie del Campo è un quartiere di Bari, appartenente dal 2014 al IV municipio (ex IV circoscrizione).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere si trova nella periferia sud della città, a circa 6 km dal centro, e confina con gli altri quartieri della circoscrizione:

Aspetti generali[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle antiche case del rione sono alte non più di due piani. La strada principale è via Umberto I, che si estende da via Vincenzo Roppo (area di circolazione che collega Ceglie a Carbonara) fino alla necropoli del quartiere e poi ancora verso il comune di Valenzano.

Negli ultimi decenni, intorno alla zona antica, si sono sviluppate diverse zone residenziali e in particolare:

  • una sulla strada per il comune di Valenzano;
  • una in direzione del quartiere Loseto, in particolar modo sull'arteria barese denominata Viale Gennaro Trisorio-Liuzzi (già Via Giulio Petroni).

La Chiesa Matrice[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Matrice ubicata nel rione, dedicata a Maria Santissima del Campo, fu costruita nel 1776 ed ha avuto un ruolo molto importante nella storia del quartiere.

A tutt'oggi nella terza settimana del mese di ottobre si svolge la festa patronale in onore di Maria Santissima di Buterrito, manifestazione che ha tuttora un grande seguito non solo nei residenti nella zona, ma anche da parte di immigrati italiani provenienti dall'America Latina; è altresì vasta la partecipazione di concittadini provenienti dai quartieri limitrofi della città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Si crede che Ceglie (anticamente Cælia) abbia una storia molto antica e forse anche precedente alla nascita di Roma. Fu fondata dai Peuceti e poi passata ai Greci.

Del suo passato rimane, all'interno del centro storico, un castello forse risalente all'XI secolo, inglobato nei secoli posteriori da case d'abitazione, che ne hanno modificato le forme originarie. Questo castello, con il villaggio che lo attornia, fu rifugio dei cittadini baresi che nel 1156 fuggivano dall'assedio di Guglielmo I di Sicilia il Malo (oltre che ricovero per persone aggredite dai predoni fino a tutto il '300).

Il centro storico del rione era (e lo è tradizionalmente ancora oggi) suddiviso in sei contrade: Aia di Cristo, Buterrito, La Fitta, Sant'Angelo, Piscine e Porta Nuova.

Da comune a quartiere di Bari[modifica | modifica wikitesto]

I comuni di Ceglie del Campo e Carbonara di Bari furono soppressi con Regio Decreto n° 364 del 16 febbraio 1928, emanato da Re Vittorio Emanuele III su proposta del Capo del Governo Benito Mussolini e per volontà dell'allora podestà di Bari Araldo di Crollalanza, ed aggregati al comune di Bari.[1] Contestualmente all'emanazione dell'atto Reale, si dotava la costituenda entità amministrativa di un unico ufficio di Stato Civile riconosciuto con decretazione del Ministro di Grazia e Giustizia.[senza fonte]

Successivamente, il 30 luglio 1953 fu ratificato un decreto ministeriale, decreto quest'ultimo che attuava la scissione delle frazioni ivi indicate in due distinte frazioni amministrative. Tale provvedimento legislativo comportò conseguentemente la costituzione di due uffici di Stato Civile distinti e separati dal resto del comune di Bari.

Il 26 gennaio 1970 il Consiglio Comunale di Bari con delibera 489/70 approvò la suddivisione del capoluogo pugliese in 17 quartieri nella cui ripartizione fu inglobato in maniera distinta il quartiere Ceglie;

La deliberazione ivi menzionata fu emanata sulla scorta dell'articolo 155 del Regio decreto legge n° 148 del 4 febbraio 1915, ora abrogato e sostituito dal Testo Unico sugli Enti Locali, il quale affermava testualmente: "I comuni superiori a 60.000 abitanti, anche quando non siano divisi in borgate o frazioni, possono deliberare di essere ripartiti in quartieri, nel qual caso compete al Sindaco la facoltà di delegare, le sue funzioni di ufficiale di governo, ai sensi degli articoli 152, 153 e 154, e di associarsi degli aggiunti presi fra gli eleggibili sempre con l'approvazione del Prefetto". Tale provvedimento inoltre fu approvato dal Prefetto della Provincia di Bari allora in carica, nonché dal Comitato Regionale di Controllo (co.re.co) della Regione Puglia con nota protocollare N. 17309/6 in data 26 aprile 1972, con cui congiuntamente allo stesso Prefetto, la Regione Puglia prendeva atto della deliberazione del Comune di Bari approvandola definitivamente e rendendola esecutiva.

La delibera consiliare ivi indicata pertanto statuì il decadimento dello status giuridico di frazioni amministrative delle località citate, nonché delle restanti frazioni di Bari.

Il territorio del comune di Bari, il 28 luglio 1979 fu suddiviso in nove circoscrizioni amministrative: il quartiere Ceglie fu incluso nella IV circoscrizione, quest'ultima comprendente altri quartieri baresi tra cui Carbonara e Loseto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i quartieri Ceglie del Campo e Carbonara si trova la stazione ferroviaria delle Ferrovie del Sud Est denominata Bari Ceglie-Carbonara.

Fra il 1909 e il 1952 Ceglie rappresentò il capolinea meridionale della tranvia Bari-Carbonara-Ceglie, in seguito integrata nella rete urbana di Bari e poi sostituita dalla linea 4 della rete filoviaria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regio Decreto n. 364 del 16 febbraio 1928 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 58 del 9 marzo 1928, parte prima)