Cécile Kyenge

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Cécile Kyenge
Kashetu Kyenge daticamera.jpg

Ministro per l'integrazione
con delega alle politiche giovanili
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Andrea Riccardi (Integrazione), Josefa Idem (Politiche giovanili)

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (2007-attualmente)
Precedenti:
Democratici di Sinistra (2000-2007)
Alma mater Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
Professione Medico chirurgo, oculista
on. Cécile Kyenge
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Cécile Kyenge
Luogo nascita Kambove (R.D. del Congo)
Data nascita 28 agosto 1964
Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia, specializzazione in Oculistica
Professione Medico chirurgo, oculista
Partito Partito Democratico
Legislatura XVII Legislatura(fino al 25/6/2014)
Gruppo Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione XI (Emilia Romagna)
Pagina istituzionale
Cécile Kyenge
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Luogo nascita Kambove
Data nascita 28 agosto 1964
Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia, specializzazione in Oculistica
Professione Medico chirurgo, oculista
Partito Partito Democratico
Legislatura VIII
Gruppo PSE
Circoscrizione Circoscrizione Italia nord-orientale

Kashetu Kyenge, detta Cécile (/seˈsil ˈkjɛŋge/[1]; Kambove, 28 agosto 1964), è una politica della Repubblica Democratica del Congo naturalizzata italiana, è stata ministro dell'integrazione del governo Letta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata Kashetu Kyenge a Kambove, nella provincia congolese del Katanga da una famiglia benestante e numerosa di etnia bakunda (il padre, funzionario statale, era capo villaggio e aveva quattro mogli e 39 figli[2]), dopo le scuole superiori decise di intraprendere gli studi di medicina e chirurgia all'università, ma una commissione governativa la dirottò alla facoltà di farmacia dell'Università di Kinshasa[3]; grazie all'interessamento di un vescovo ottenne quindi nel 1983 una delle tre borse di studio messe a disposizione degli studenti congolesi per frequentare medicina all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma[3], borsa di studio che, tuttavia, non giunse.

Arrivò dunque in Italia come irregolare[3][4] ospite di alcuni religiosi e di laici impegnati in attività di assistenza. Solo dopo un anno grazie all'intervento di alcune associazioni religiose regolarizzò la sua posizione[5]. Si stabilì provvisoriamente in un collegio di missionarie laiche a Modena, lavorando nel frattempo come badante per mantenersi. Si laureò alla Cattolica di Roma per poi specializzarsi in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia[6].

Acquisì la cittadinanza italiana nel 1994 quando contrasse matrimonio con un ingegnere nativo di Modena ma di origine calabrese[2][7]. Nel 2002 fondò l'associazione interculturale DAWA (in lingua swahili: magia, medicina, star bene), con lo scopo di promuovere la conoscenza reciproca delle culture e sviluppare percorsi di sensibilizzazione, integrazione e cooperazione tra l’Italia e l’Africa, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, dove concentra maggiormente i suoi sforzi[8]. Dal settembre 2010 è portavoce nazionale della rete Primo Marzo che si occupa di promuovere i diritti dei migranti.

È impegnata, collaborando con enti e associazioni, in campagne nazionali sui diritti di cittadinanza. Collabora con la rivista Combonifem e con Corriere Immigrazione. Ha promosso e coordinato il progetto AFIA per la formazione di medici specialisti in Congo in collaborazione con l'Università di Lubumbashi. Ha inoltre collaborato alla formazione di operatori sanitari nel campo della medicina dell’immigrazione. Tramite il progetto “Diaspora Africana”, di cui è stata coordinatrice per il Nord Italia, si è impegnata nella promozione della piena cittadinanza degli immigrati.[9]

Nel 2010 è scelta come testimonial nella campagna di sensibilizzazione sull'immigrazione realizzata dall'Ufficio di Roma dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM)[10]. Il 27 giugno 2013, il consiglio comunale di Terzigno all'unanimità le conferisce la cittadinanza onoraria del comune.[11] Il 2 luglio 2013, il consiglio comunale di Roccella Jonica all'unanimità le attribuisce la cittadinanza onoraria del comune.[12] Il 1º settembre 2013 riceve la cittadinanza onoraria del comune di Alcamo, conferitale all'unanimità dal consiglio comunale.[13]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 viene eletta in una circoscrizione del comune di Modena per i Democratici di Sinistra; in seguito diventa la responsabile provinciale del Forum della Cooperazione Internazionale ed immigrazione. Il 7 giugno 2009 è eletta consigliere provinciale a Modena per il Partito Democratico ed entra a far parte della commissione Welfare e politiche sociali[14]. Inoltre è responsabile regionale Emilia-Romagna delle politiche dell'immigrazione del PD.

È eletta deputato alla Camera il 25 febbraio 2013 per il PD in Emilia-Romagna. Subito dopo l'elezione al Parlamento promuove con altri firmatari (Pier Luigi Bersani, Khalid Chaouki e Roberto Speranza) una proposta di legge sul riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati sul suolo italiano (il cosiddetto ius soli)[15]. È stata ministro dell'integrazione dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, primo ministro nero (come lei preferisce definirsi[16][17][18]) in un governo della Repubblica Italiana.[15][19] Dopo le dimissioni di Josefa Idem, le è stata attribuita anche la delega alle Politiche giovanili.

Reazioni alla nomina[modifica | modifica wikitesto]

Per le sue convinzioni politiche sull'immigrazione, la nomina a ministro è stata duramente contestata da diversi esponenti della Lega Nord.[20][21][22]. L'origine congolese è stata, invece, il fulcro degli attacchi mossi contro di lei da Erminio Boso[23] e Mario Borghezio[24]. Pur con alcuni distinguo[25][26] nei giorni successivi la stampa ha registrato numerosi altri attacchi provenienti dalla Lega[27] e da altre formazioni politiche[28]. Il ministro ha affermato che avrebbe seguito il principio della non violenza e che non avrebbe risposto alle provocazioni[29].

Il 13 luglio 2013, il Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, durante una manifestazione della Lega Nord, ha rivolto dal palco alcuni insulti ai danni della Kyenge[30], definendola «un orango»[31]. L'episodio ha scatenato reazioni di condanna da parte di esponenti di ogni area del mondo politico italiano, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[32], del Presidente del Consiglio Enrico Letta[31], dei Presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso[33], dell'Onu[34], del Vaticano e di Famiglia Cristiana[35]. La notizia ha avuto una grande eco mediatica anche sulla stampa estera[36]. Diversi esponenti di partiti politici italiani[37] e lo stesso Presidente del Consiglio Enrico Letta[38] hanno chiesto le dimissioni di Roberto Calderoli dalla carica di Vicepresidente del Senato.

Calderoli è stato rinviato a giudizio per diffamazione aggravata dall'odio razziale; la Kyenge da parte sua, dichiara di non averlo mai querelato e che la denuncia è stata al contrario depositata da terzi. La versione dell'ex ministro tuttavia contraddice lo stesso codice penale, dato che la diffamazione è procedibile esclusivamente su querela della parte offesa.[39]

Elezioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Cessato il mandato da ministro nel febbraio 2014, si candida alle Elezioni europee con il PD nella circoscrizione del Nord-Est, dove è eletta con 92,898 preferenze (51.000 solo in Emilia-Romagna) è la terza nella Circoscrizione Nord Est per il Pd[40]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Sappino, Kyenge, il ministro salva faccia in L'Espresso, 20 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  2. ^ a b Il marito calabrese del ministro per l’Integrazione in Corriere della Calabria, 5 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  3. ^ a b c Kyenge: "Ius soli, ddl in poche settimane. Balotelli testimonial? Buona proposta" in la Repubblica, 5 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  4. ^ Cécile Kyenge, per la prima volta nel governo un ministro di colore in Il Messaggero, 27 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  5. ^  RAI. In 1/2 h puntata del 05/05/2013, a 8:18. YouTube, 5 maggio 2013. URL consultato in data 15 novembre 2013.
  6. ^ Chi è Cecile Kyenge, ministro dell'Integrazione in RAI, 27 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  7. ^ Davide Berti, Kyenge: «Presterò la voce a chi non ne ha possibilità» in Gazzetta di Modena, 10 gennaio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  8. ^ Associazione Dawa. URL consultato il 15 novembre 2013.
  9. ^ Cecile Kyenge Kashetu: ministro per la cooperazione internazionale, Giornalettismo.com, 27 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  10. ^ L'OIM lancia una campagna di sensibilizzazione sulla migrazione, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. URL consultato il 15 novembre 2013.
  11. ^ Il ministro Kyenge cittadina onoraria di Terzigno: approvata proposta del centrodestra in Il Mattino, Napoli, 28 giugno 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  12. ^ Il ministro Kyenge cittadina di Roccella Jonica Qui partì la polemica della Lega sullo Ius soli in Il Quotidiano della Calabria (Roccella Jonica), 2 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  13. ^ Marcello Contento, Ministro Kyenge: “La Sicilia è il primo luogo dove iniziare le buone pratiche per l’immigrazione”, alqamah.it, 1º settembre 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  14. ^ Cecile Kyenge Kashetu, Provincia di Modena, 2 luglio 2009. URL consultato il 15 novembre 2013.
  15. ^ a b Chi è Cecile Kyenge, ministro dell'Integrazione in RAI TG3, 27 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  16. ^ Cécile Kashetu Kyenge ai giornalisti: "Sono nera, non di colore, e ne vado fiera (FOTO, VIDEO) in The Huffington Post, 3 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  17. ^ Kyenge: "Io di colore? No, nera e fiera. Dialogo e conoscenza per abbattere muri" in la Repubblica, 3 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  18. ^ La ministra Kyenge si presenta: «Sono nera, non di colore e lo dico con fierezza» in Corriere della Sera, 3 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  19. ^ (EN) Kate Carlisle, Italy gets first black minister Cecile Kyenge Doctor born in Congo supporter of foreign citizenship proposal in ANSA, 29 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  20. ^ Bersani: "Freschezza e solidità" La Lega contro la Kyenge in la Repubblica, 27 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  21. ^ (FR) Valérie Dupont, Naissance dramatique du gouvernement "Letta", LaLibre, 29 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  22. ^ Lega contro Kyenge, opposizione totale; prima gli italiani in la Repubblica (Roma), 27 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  23. ^ Fiammetta Cupellaro, Kyenge: «Sono nera e fiera di esserlo» in La Nuova Sardegna, 4 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  24. ^ Mario Borghezio (Lega Nord) a La Zanzara: "Kyenge? Con le sue idee ci vuole imporre tradizioni tribali", Radio 24, 30 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  25. ^ Kyenge: Maroni, no a parole Borghezio in ANSA (Milano), 3 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  26. ^ Zaia: « Da Borghezio concetti vomitevoli» in Corriere della Sera (Treviso), 2 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  27. ^ Salvini attacca Kyenge, è polemica. Attacco durissimo della Lega dopo l’aggressione di Milano. Ira del Pd: “Accuse vergognose” in La Stampa, Milano, 11 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  28. ^ Paolo Berizzi, "Kyenge zulù": insulti razzisti sui siti della galassia nazi in la Repubblica (Milano), 30 aprile 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  29. ^ Chiara Pieri, Cécile Kyenge al Suq di Genova: «L'Italia è già cambiata», mentelocale.it, 16 giugno 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  30. ^ Anna Gandolfi e Pietro Tosca, Calderoli insulta il ministro Kyenge «Non posso non pensare a un orango» in Corriere della Sera (Treviglio), 14 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  31. ^ a b Calderoli: Kyenge sembra un orango. Napolitano indignato. Il Pd: lasci in Il Sole 24 ORE, 14 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  32. ^ Calderoli: "Kyenge? Penso a un orango" Napolitano: "Un episodio che mi indigna" in TGcom, 14 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  33. ^ Calderoli insulta il ministro Kyenge «Non posso non pensare a un orango» Lei: «Non offende me, ma l'Italia» in Il Messaggero (Roma), 14 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  34. ^ Insulti alla Kyenge, la condanna dell'Onu «Da Calderoli frasi scioccanti» in Il Messaggero (New York), 19 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  35. ^ Famiglia Cristiana chiede la testa di Calderoli, Giornalettismo, 16 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  36. ^ Calderoli-Kyenge, l'insulto rimbalza sulla stampa estera in Corriere della Sera. URL consultato il 15 novembre 2013.
  37. ^ Kyenge/ Anche Sel e Sc chiedono le dimissioni di Calderoli in Il Mondo, 15 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  38. ^ Calderoli-Kyenge, Letta chiede le dimissioni al vicepresidente del Senato in Oggi, 16-18 luglio 2013. URL consultato il 15 novembre 2013.
  39. ^ http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/ipotesi-kyenge-servizi-sociali-per-calderoli-ad-assistere-migranti-20140702_173842.shtml
  40. ^ Cécile Kyenge va in Europa con 100mila preferenze

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Andrea Riccardi 28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 vacante