Famiglia Cristiana

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Famiglia Cristiana
Prezzo di copertina € 1,95
Paese Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere stampa nazionale
Formato magazine
Fondazione 1931
Sede Milano e Alba
Editore Edizioni San Paolo
Direttore don Antonio Sciortino
ISSN  
Sito web [2]

Famiglia Cristiana è un settimanale di ispirazione cattolica, fondato ad Alba nel dicembre 1931[1] dal beato Giacomo Alberione, il quale sosteneva che la "nuova frontiera" dell'evangelizzazione fossero proprio i mezzi di comunicazione.

« Famiglia Cristiana non dovrà parlare di religione cristiana ma di tutto cristianamente »

Con una media di tre milioni di lettori è oggi uno dei periodici più diffusi in Italia(dati autunno-primavera 2006-2007).[2]

Indice

[modifica] La storia

[modifica] Dalla fondazione alla seconda guerra mondiale

Originariamente, il settimanale si chiamava "La Famiglia Cristiana" ed era dedicato alle madri e alle ragazze e offriva indicazioni su come vivere la fede all'interno dell'ambito familiare. La censura fascista, infatti, era molto rigida e non permise la nascita di un organo d'informazione indipendente cattolico.

Dopo il "lancio" da parte del beato Alberione, la rivista fu affidata a due direttori: il sacerdote Matteo Bernardo Borgogno e Suor Evelina Capra, ad oggi l'unica donna ad averla diretta.

Il settimanale si diffuse velocemente fra il popolo, soprattutto nelle realtà rurali del Nord, grazie alla distribuzione che veniva effettuata dai giovani volontari nelle famiglie e l'accettazione, per l'acquisto, anche di beni in baratto.

[modifica] Dalla seconda guerra mondiale alle dimissioni di don Zega

Dopo la seconda guerra mondiale, Famiglia Cristiana modificò totalmente il suo stile e divenne un organo d'informazione culturale, politico e sociale, punto di confronto fra i cattolici italiani e tribuna delle idee cattoliche nei confronti della società italiana. Famiglia Cristiana rafforzava in seguito il proprio ruolo, sostituendo negli anni persino Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani.

Sotto la direzione di Giuseppe Zilli, Famiglia Cristiana toccò, all'inizio degli anni sessanta, il milione di copie stampate per la prima volta. In questo periodo, la redazione si trasferì da Alba al centro di Milano.

Nel 1971, uno speciale sui cinquant'anni di FC, la rivista venne diffusa con una tiratura di due milioni di copie.

Nel 1997, il cardinale Camillo Ruini, presidente della CEI criticò la linea editoriale delle riviste paoline, tra cui Famiglia, per la loro "estrema spregiudicatezza" nei temi morali e religiosi.

Al centro delle critiche dei vescovi, c'erano alcuni interventi sull'educazione sessuale. L'allora direttore, Leonardo Zega, si difese ricordando che Famiglia non ha mai sostenuto eresie e che perfettamente in linea con il magistero della Chiesa.

Dopo qualche mese, nel 1998 però, le polemiche esplosero di nuovo e la Santa Sede decise di "commissariare" i Paolini con la nomina del vescovo Antonio Buoncristiani[3] a delegato pontificio dell'ordine, fino all'elezione del nuovo superiore generale. Leonardo Zega si dimette, incassando però la solidarietà di buona parte della redazione e al suo posto viene nominato il teologo Franco Pierini che regge la direzione provvisoriamente per un anno. [4]

[modifica] Dalle dimissioni di don Zega ad oggi

Nel 1999, rientra la pace fra Paolini e Vaticano e alla direzione di Famiglia Cristiana, arriva Antonio Sciortino, noto collaboratore di Zega.

Con l'arrivo di Sciortino, gli interventi critici del settimanale sui cambiamenti della società e della politica divennero molto più frequenti e duri. Il primo a segnare grande scalpore fu l'attacco a "Per tutta la vita", all'epoca popolare trasmissione sul matrimonio della RAI, che Famiglia criticò sia per il tono "troppo leggero con cui affrontava il delicato momento delle nozze" sia per il fatto che fosse condotta da due divorziati ovvero Fabrizio Frizzi e Romina Power.

Negli anni Duemila ha espresso posizioni molto critiche nei confronti del governo Berlusconi che gli procurò l'accusa di essere una rivista "filo-sinistra", da parte del presidente del consiglio.

Fra le critiche di FC alla linea della destra politica in Italia si ricordano:

Il culmine dello scontro fra la Casa delle Libertà si toccò con un'inchiesta, tenuta in collaborazione con il Tg3 sull'ingerenza della mafia sulla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

L'inchiesta fu duramente contestata dall'allora ministro Pietro Lunardi. Successivamente, durante la campagna elettorale del 2006, Berlusconi rifiutò di farsi intervistare da Famiglia Cristiana. La redazione pubblicò allora una foto di Silvio Berlusconi con le domande che avrebbe ritenuto dover essere rivolte al Cavaliere in una intervista, senza però ovviamente le relative risposte.

Famiglia Cristiana non fu tenera neppure con il nuovo governo di Romano Prodi: sotto accusa finirono l'alto numero di ministri e sottosegretari, il disegno di legge sui DICO, la mancanza di politiche a favore della famiglia.

A partire dalle nuove elezioni del 2008, vennero pubblicati una serie di editoriali che colpirono tutti i principali partiti politici:

  • al PDL venne imputata la gestione "monarchica" di Berlusconi e la totale "anarchia dei valori"
  • al PD la confusione ideologica che avrebbe al suo interno e l'alleanza con i radicali
  • critiche furono riservate persino al cattolico UDC che venne definito "partito senza coraggio" per aver candidato Totò Cuffaro, malgrado fosse stato condannato per i suoi rapporti con la mafia[5].

Questi editoriali suscitarono molto scalpore e furono riprese da tutte le maggiori testate giornalistiche italiane.[6]

Con il ritorno di Berlusconi, FC è stata fra le voci più critiche sui primi contestati provvedimenti del governo fra i quali il lodo Alfano, la riforma delle intercettazioni telefoniche e sopratutto le politiche sui rom previste dal ministro Roberto Maroni. Il culmine si è raggiunto con l'accusa al governo di preparare un "ritorno al fascismo" e di non pensare realmente ai problemi degli Italiani.

Una nuova presa di posizione molto dura contro il governo è uscita dopo gli scandali riguardo la vita privata di Berlusconi, con le sue frequentazioni di escrot e giovani donne. Il settimanale, rispondendo alle perplessità dei lettori, ha duramente attaccato il Cavaliere, sostenendo che un presidente del Consiglio debba dare il buon esempio e non bastano i voti ricevuti a giustificare qualsiasi cosa.

Oggi Famiglia Cristiana è uno dei rotocalchi con la maggiore tiratura in Italia, esce ogni giovedì e viene tradizionalmente diffuso e venduto nelle parrocchie, oltre che nelle edicole.

[modifica] Lo stile

Famiglia Cristiana si è imposta nell'informazione nazionale, al punto da raggiungere e in più occasioni superare il milione e mezzo di copie.

In politica, Famiglia Cristiana attualmente tenta di mantenersi indipendente ed equidistante dai due schieramenti, alle volte sostenendo il punto di vista dei cattolici su certi argomenti (sostegno al Family Day e alla campagna per l'astensione nel referendum sulla fecondazione del 2005).

Secondo una frase dell'attuale direttore, Sciortino, Famiglia Cristiana appartiene ad un solo partito "quello che sta dalla parte della famiglia e della vita"

Negli anni non sono mancate le accuse di non neutralità, soprattutto da parte del centrodestra che ha definito, più volte, "cattocomunista" la rivista.

Nella società, una caratteristica di Famiglia è il risalto dato alle attività di associazioni, personalità e movimenti cattolici.

[modifica] Le rubriche più note

La rubrica più nota è "Colloqui col Padre", in cui i vari lettori inviano le loro lettere ad un sacerdote (attualmente è il direttore di Famiglia Cristiana, Antonio Sciortino), sui temi di attualità e di costume, per esprimere le proprie opinioni su alcuni articoli inseriti nella rivista, ma soprattutto sulle questioni che riguardano la fede cristiana, il suo ruolo nella vita e nei momenti di maggiore difficoltà, il parere della Chiesa su questioni di attualità.

Molto conosciute sono anche il "Teologo", dedicata alle interpretazioni bibliche, a cui ha collaborato anche l'allora cardinale Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, e "Arrivederci", la rubrica finale, che tocca temi solitamente ignorati dai media e che fu ideata nella metà degli anni novanta dalla scrittrice Susanna Tamaro e guidata ora da Franca Zambonini, giornalista storica di FC.

Storico appuntamento per i lettori è "I fatti del giorno" in cui si riportano notizie di solito divertenti. Un esempio dal n. 21 del 25 maggio 2008 (Anno LXXVIII):

« Un allevatore americano pratica ogni giorno dieci minuti di tai chi (...). L'uomo è convinto che la tecnica di rilassamento (...) trasmetta alle mucche serenità e pace, tanto da stimolare la loro produzione quotidiana di latte »
(Dall'articolo Tai chi per le mucche)

[modifica] Lettori e collaboratori illustri

Famiglia Cristiana era molto amato da papa Giovanni XXIII, che vi si era voluto abbonare[senza fonte], ed è letta assiduamente[senza fonte] da papa Benedetto XVI, che vi ha anche collaborato in passato, quando era ancora cardinale.

Vi collaborano o vi hanno collaborato anche personalità della cultura italiana come Mario Rigoni Stern, Eugenio Corti, Susanna Tamaro, Vittorino Andreoli, Antonio Mazzi, Antonino Zichichi, Gianfranco Ravasi, Enzo Bianchi, Gigi Vesigna.

[modifica] Critiche o aspetti controversi

[modifica] Critiche dal mondo cattolico

Alcuni prese di posizioni di Famiglia Cristiana, sono state aspramente criticate da associazioni ed esponenti del mondo cattolico, [7] che in alcuni blog ha addirittura auspicato l'intervento del Vaticano contro il settimanale. È stata spesso nominata come "Fanghiglia cristiana" [8] in senso dispregiativo. Sono state anche lanciate campagne di boicottaggio contro il settimanale.

  • L'aver dedicato una copertina al vincitore del Festival di Sanremo del 2007, Simone Cristicchi, è stata considerata una mancanza di coerenza da parte della rivista. Cristicchi infatti è autore di brani molto critici nei confronti della Chiesa cattolica, come Prete, che descrive il cristianesimo come "la più grande bugia della storia"[9].
    Il direttore, Sciortino, ha replicato che la canzone di Cristicchi, indipendentemente dalle sue idee, affrontava un tema sociale come quello dei manicomi e delle condizioni dei malati psichiatici, molto importante e che fosse da rivelare che una canzone di questo genere avesse vinto il Festival.[10]
  • Alcuni lettori non approvano la posizione di Famiglia Cristiana in linea di immigrazione, sostanzialmente favorevole all'integrazione e al rispetto dei diritti degli extracomunitari, compreso quello, per coloro di religione musulmana di poter costruire moschee in territorio italiano anche se la costruzione di chiese in molti paesi islamici è proibita o fortemente limitata.[senza fonte]
  • Lettori cristiani non concordano con la rivista riguardo alla posizione della stessa sulla questione palestinese, che ritengono eccessivamente filo-israeliana[senza fonte]

Nel 2005 ha fatto scalpore la pubblicazione di una pubblicità, dove si vedeva una donna nuda di spalle. Molti lettori hanno protestato e il direttore Sciortino, accogliendo le loro critiche, si scusò con loro. [11].

[modifica] Critiche dal mondo politico

Negli anni le posizioni critiche di Famiglia nei confronti delle scelte dei vari governi hanno suscitato aspre reazioni.

Dopo che Famiglia Cristiana aveva criticato gli esponenti cattolici dell'ultimo governo Berlusconi che non si erano opposti alle misure sui rom decise da Maroni, l'ex ministro Carlo Giovanardi ha dichiarato che "Famiglia Cristiana farebbe bene a cambiare titolo perché non c'è una sola parola cristiana". La replica del settimanale arrivò puntuale [12], sottolineando dal suo punto di vista l'improbabilità di un paragone tra lo stesso Giovanardi e alcuni politici cattolici del passato come Alcide De Gasperi o Giuseppe Dossetti, nella rubrica tenuta da Beppe Del Colle.

Critiche in tal senso sono arrivate anche dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga.

Alcuni editoriali di FC, che sostenevano che i politici che si dichiaravano cattolici dovevano avere anche uno stile di vita cattolico, hanno provocato dure proteste.

Il 9 febbraio 2009 il ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha deciso di sporgere querela nei confronti del settimanale dopo che nella pagina dedicata all'editoriale lo stesso ministro e il governo italiano venivano accusati di aver promulgato provvedimenti razzisti nei confronti degli immigrati. Maroni ha definito "parole deliranti" quanto espresso nell'editoriale.[13]

[modifica] Direttori di Famiglia Cristiana


[modifica] Curiosità

  • Famiglia cristiana (ma con la c minuscola) è anche il titolo di un brano degli Squallor contenuto nell'album Pompa. Il termine fa ironicamente riferimento a una famiglia apparentemente cristiana, il cui figlio, Pierpaolo, si fa mantenere dal padre, che ricatta minacciandolo di rivelare alcuni suoi loschi affari. Lo stesso titolo ha anche un brano del gruppo ska La Banda Bassotti.

[modifica] Note

  1. ^ [1]
  2. ^ http://www.businessonline.it/news/4467/giornali-piu-letti-in-italia-cresce-corriere-della-sera.html
  3. ^ Articolo del Corriere sui contrasti fra Vaticano e Paolini
  4. ^ Articolo del Corriere sulle dimissioni di Leonardo Zega
  5. ^ «L´attacco di Famiglia Cristiana "Sbagliato candidare Cuffaro"» da L'Espresso
  6. ^ Articolo del Corriere che cita i tre editoriali di FC
  7. ^ "Ancora altre perplessità su Famiglia cristiana..." da www.fattisentire.net
  8. ^ Il Secolo contro Famiglia cristiana, articolo de Il Corriere della Sera
  9. ^ Fonte:Sito dell'Unione degli Atei Agnostici e dei Razionalisti
  10. ^ da Famiglia Cristiana n.12 del 25 marzo 2007
  11. ^ Dal Corriere della Sera: Famiglia Cristiana: «Perdonateci il nudo»
  12. ^ Famiglia Cristiana Online: PERCHÉ ALTRI CATTOLICI NON L'AVREBBERO MAI FATTO
  13. ^ Notizia su AdnKronos, 9 febbraio 2009

[modifica] Collegamenti esterni

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