Carlo Maria Martini

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Carlo Maria Martini, S.J.
cardinale di Santa Romana Chiesa
Martinicardinale.jpg
Il cardinale Carlo Maria Martini
Cardenal Martini.svg
Pro veritate adversa diligere
Incarichi ricoperti Cardinale presbitero di Santa Cecilia
Arcivescovo di Milano
Nato 15 febbraio 1927, Torino
Ordinato presbitero 13 luglio 1952 dal cardinale Maurilio Fossati
Nominato arcivescovo 29 dicembre 1979 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato arcivescovo 6 gennaio 1980 da papa Giovanni Paolo II
Creato cardinale 2 febbraio 1983 da papa Giovanni Paolo II
Deceduto 31 agosto 2012, Gallarate

Carlo Maria Martini (Torino, 15 febbraio 1927Gallarate, 31 agosto 2012) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano. Biblista ed esegeta, è stato arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002. Oltre ad essere stato un uomo di cultura teologica fu anche uomo del dialogo tra le religioni, a cominciare dall’ebraismo, i cui fedeli amava definire “fratelli maggiori”. Fu soprannominato "cardinale del dialogo".[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sacerdote e biblista[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Torino il 15 febbraio 1927, da Leonardo Martini, un ingegnere torinese originario di Orbassano (dove si recò come sfollato in tempo di guerra) e da Olga Maggia. Venne battezzato una settimana dopo la nascita nella parrocchia Immacolata Concezione di Borgo San Donato,[2] il quartiere dove trascorse anche l'infanzia e l'adolescenza.

Sviluppò sin da giovanissimo interessi biblici:

« Mi misi a cercare nelle biblioteche di Torino una traduzione italiana del Nuovo Testamento completo. Trovai edizioni dei Vangeli, ma facevo fatica a trovare un'edizione completa del Nuovo Testamento tradotta dal greco. La trovai solo dopo parecchie ricerche. Avevo allora circa undici, dodici anni. »
(Carlo Maria Martini[3])

Nel 1944 all'età di 17 anni entrò nella Compagnia di Gesù presso la casa religiosa dei gesuiti di Cuneo. Compì gli studi presso l'Istituto Sociale di Torino e ricevette l'ordine sacro il 13 luglio 1952 a Chieri nella Chiesa di Sant'Antonio dal cardinale Maurilio Fossati, arcivescovo di Torino.

Il comitato per la pubblicazione del Nuovo testamento greco negli anni '60.

Circa la propria vocazione, dichiarò poi:

« Dovrei porre due momenti: quello della mia scelta religiosa, che risale a un tempo lontano; è la prima intuizione che Dio è tutto, e tutto può chiedere. Io vivevo nell'ambiente dei gesuiti, e scoprivo la loro dedizione completa, e la sentivo come la radice di ogni decisione possibile. Ma mi accorgo che dopo molti anni ho un po' come riscoperto l'aspetto evangelico, che cosa significa portare la buona novella tra la gente del mondo. Fino a questa rivelazione, ho vissuto imparando, mandando a memoria gesti e modi di essere, poi ho trovato una maniera più personale, acqua che nasce come sorgente. »
(Carlo Maria Martini[4])

Conseguì il dottorato in teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana nel 1958, con una tesi dal titolo Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti.

Nel 1959 compie il suo primo viaggio in Terra santa visitando luoghi archeologici come studioso.

Nel 1964 cura una nuova edizione del Nuovo Testamento in greco e latino. Dopo aver insegnato nella Facoltà teologica di Chieri, tornò a Roma e, nel 1966, si laureò in Sacra Scrittura summa cum laude al Pontificio Istituto Biblico con l’importante tesi "Il problema della recensionalità del codice B alla luce del papiro Bodmer XIV", pubblicata nello stesso anno. Proseguì gli studi in Sacra Scrittura sempre presso il Pontificio Istituto Biblico, dove nel 1962 gli venne assegnata la cattedra di critica testuale e il 29 settembre 1969 venne nominato rettore, incarico che manterrà fino al 1978. Come rettore compie numerose visite a Gerusalemme, diviene amico di Shemaryahu Talmon, rettore dell'università' ebraica di Gerusalemme, con cui instaura una serie di rapporti e collaborazioni, arrivando a un programma di scambi interculturali in cui gli studenti italiani (in prevalenza religiosi e religiose) avrebbero potuto frequentare un semestre di studi nell'università di Gerusalemme, per meglio conoscere il mondo e la cultura ebraica, programma ancora dopo 30 anni della sua nascita [5].

Nello stesso periodo diventa uno dei cinque studiosi riuniti in un comitato internazionale incaricato di curare una nuova edizione critica del Nuovo testamento greco, Martini e' l'unica componente cattolica e l'unica italiana del comitato costituito da studiosi di diverse confessioni cristiane.

Dal 1974 al 1980 ha fatto parte della Pontificia commissione biblica internazionale. Il 18 luglio del 1978 Papa Paolo VI lo nominò magnifico rettore della Pontificia Università Gregoriana succedendo al gesuita canadese Hervé Carrier. Nella Quaresima dello stesso anno venne inoltre invitato dal papa a predicare il ritiro annuale in Vaticano.

Arcivescovo di Milano[modifica | modifica sorgente]

« La più grande gioia? I ventidue anni di episcopato a Milano. »
(Carlo Maria Martini intervistato da Aldo Maria Valli nel 2011.[6])

Insediamento e primi anni[modifica | modifica sorgente]

10 febbraio 1980, la cerimonia di insediamento di Carlo Maria Martini in Piazza Duomo a Milano.
2 febbraio 1983, Papa Giovanni Paolo II pone la berretta cardinalizia sul capo di Carlo Maria Martini.

Nominato arcivescovo di Milano il 29 dicembre 1979 da papa Giovanni Paolo II, venne da lui consacrato nella basilica di San Pietro il 6 gennaio successivo. Il 10 febbraio 1980 fece l'ingresso a piedi nella diocesi ambrosiana, dicendo "Vengo da lontano, come Paolo, con titubanza", succedendo al cardinale Giovanni Colombo.

Nel 2001, ricordando il suo ingresso a Milano nella lettera pastorale "Sulla tua parola", scriverà:

« Mi riconoscevo nella confessione di Pietro: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore" (Lc 5,8); sperimentavo infatti un senso di indegnità e di confusione, percepivo tutta la mia fragilità e inadeguatezza, ma insieme nutrivo la fiducia che Dio non avrebbe abbandonato il suo discepolo. Avvertivo mie le parole di Isaia - ascoltate nella prima lettura di quella stessa Messa -: "Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono!" (Is 6,5), parole così vicine alla dichiarazione di Pietro. Percepivo tuttavia nella profondità del mio cuore che Gesù stava dicendo proprio a me, in modo nuovo, le parole rivolte a Pietro: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini" (Lc 5,10). A distanza di oltre vent'anni avverto il bisogno profondo di ringraziare Dio perché la promessa è stata mantenuta al di là di ogni mia attesa. »
(Lettera pastorale Sulla tua parola[7])

Fin dall'inizio la sua attività pastorale venne caratterizzata dalla ricerca di un contatto personale con tutte le realtà umane della diocesi, con passeggiate solitarie nelle vie cittadine, arrivando a festeggiare il suo primo onomastico servendo la minestra ai "barboni" nel rifugio di fratel Ettore sotto la stazione centrale.[8] Ritornò da fratel Ettore nel 2000, due anni prima di salutare la città.

Nel 1980, il suo primo anno da vescovo, caddero uccisi dai brigatisti il magistrato Guido Galli e il giornalista del Corriere della sera, Walter Tobagi. Lui celebrò i funerali e nello stesso tempo disse sì alla richiesta di battezzare i due gemelli di Giulia Borrelli, terrorista di prima Linea che era in carcere per aver sparato a un uomo.[9]

Nel novembre dello stesso anno avviò nella diocesi la pratica della Scuola della Parola, ricalcata sulla Lectio divina, per insegnare a «leggere un testo biblico usato nella liturgia, per gustarlo nella preghiera e applicarlo alla propria vita».[10]

Più volte, nel primi anni, è stato sul punto di rinunciare di fronte al peso delle responsabilità. In quel periodo lavorava tantissimo. A volte andò anche a trovare in segreto famiglie bisognose della città, fermandosi a cena da loro, servendo a tavola e chiedendo anche di lavare i piatti. Approfittò anche del breve periodo di anonimato, dato che all'inizio era quasi uno sconosciuto, per passeggiare in città o andare a comprare il giornale.[11]

Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano e neo cardinale, riceve nel capoluogo lombardo papa Giovanni Paolo II nel 1984.

Gli anni del terrorismo[modifica | modifica sorgente]

Il 2 febbraio 1983 papa Giovanni Paolo II lo creò cardinale con il titolo di Santa Cecilia.

Sempre nel 1983 fu scelto come interlocutore dai militanti di Prima Linea in una "conferenza di organizzazione" che si tenne nel carcere Le Vallette di Torino, dove erano concentrati la gran parte degli imputati del "maxiprocesso" che era in corso contro l'organizzazione, che decisero di far consegnare proprio all'arcivescovo Carlo Maria Martini le armi ancora in disponibilità dei piellini rimasti liberi.[12] Il 13 giugno 1984 uno sconosciuto si presentò nell'arcivescovado di Milano al segretario di Martini e abbandonò sul tavolo tre borse contenenti le ultime armi dell'organizzazione terroristica.[13] Secondo Sergio Segio, "quel gesto generoso di Martini sicuramente accelerò la fine della lotta armata e contribuì a dare speranza e un nuovo progetto a migliaia di giovani incarcerati".[14]

È del novembre 1986 il grande convegno diocesano ad Assago sul tema del "Farsi prossimo", dove viene lanciata l'iniziativa delle Scuole di formazione all'impegno sociale e politico.[15] Al Sinodo mondiale dei laici, sempre nello stesso anno, tenne un intervento durissimo sulle degenerazioni dei movimenti, sulla loro autoreferenzialità rispetto alla Chiesa. Per Martini Vangelo e potere sono sempre stati incompatibili, quasi inconciliabili.[senza fonte]

La Cattedra dei non credenti e il dialogo con l'Islam[modifica | modifica sorgente]

Carlo Maria Martini a Milano

Nel 1986 divenne presidente del Consiglio delle Conferenze dei Vescovi d'Europa, carica che manterrà fino al 1993. Nel 1987 avviò nell'arcidiocesi l'iniziativa, conclusasi nel 2002, della Cattedra dei non credenti, occasione di incontro e di dialogo tra cristiani e non credenti, rivolta nelle intenzioni di Martini a tutti i "pensanti" senza distinzione di credo.[16]

Nel tradizionale Discorso alla Città del giorno di Sant’Ambrogio del 1990 stupì tutti i presenti dedicando tutto l’intervento al tema civile e spirituale del rapporto tra "i milanesi e l'Islam". Raccomandò alla comunità civile in vista di una necessaria "integrabilità" di trasmettere con forza ai nuovi venuti la consapevolezza di non potersi appellare ai principi della legge islamica per ottenere spazi e prerogative giuridiche specifiche in un regime di laicità, sollecitando l'accoglienza e il dialogo.[17]

Nel 1993, Helmut Kohl fu invitato da Mino Martinazzoli e Pierluigi Castagnetti in Italia. Il cancelliere pose come condizione una cena in arcivescovado, durante la quale Kohl e Martini parlarono tutto il tempo di teologia, non di politica, e in tedesco. Il cancelliere tedesco rimase affascinato dal cardinale italiano tanto che considerava Martini un cardinale seriamente papabile e uno dei pastori più consapevoli e attrezzati per affrontarne la enorme portata.[18]

Il 4 novembre 1993 Martini convocò il 47º sinodo diocesano di Milano,[19] che si concluse nel 1995.

Massimo propulsore dell'ecumenismo tra le varie Chiese e confessioni cristiane da parte cattolica, sollecitò a Milano la fondazione del Consiglio Ecumenico delle Chiese Cristiane. Al contempo promosse in maniera coraggiosa rispetto al magistero il dialogo tra Cristianesimo ed ebraismo, segnando in materia una svolta non solo a Milano e in Italia, ma in Europa e in Occidente; in questo campo trovò la piena collaborazione e adesione da parte di intellettuali come Paolo De Benedetti e il Rabbino Capo di Milano, Giuseppe Laras.

Verso il 2000[modifica | modifica sorgente]

« Liturgia e vita spirituale, catechesi ed evangelizzazione, dialogo e servizio della carità dovranno conoscere nell’anno giubilare un nuovo slancio, motivato dal rinnovato incontro con la bellezza di Dio, sperimentato in questa sorta di Tabor del cammino del tempo che è l’anno 2000. »
(Lettera pastorale Quale bellezza salverà il mondo?[20])

Nel 1997 presiedette le celebrazioni del sedicesimo centenario della morte di Sant'Ambrogio, patrono dell'arcidiocesi di Milano. Nell'ottobre del 1999 partecipò come membro al sinodo dei vescovi europei. Proprio a questo sinodo evocò “il sogno di una Chiesa giovane” e propose la creazione di un nuovo concilio per discutere sui problemi più spinosi, tra cui la posizione delle donne nella società e nella Chiesa, la questione della sessualità e la partecipazione dei laici nella disciplina cattolica del matrimonio.

Il 23 novembre 2000 papa Giovanni Paolo II lo nominò accademico onorario della Pontificia accademia delle scienze.[21]

Sempre nel 2000 nacque il Natale degli Sportivi, un tradizionale appuntamento fortemente voluto da Martini, che a ogni vigilia di Natale riunisce attorno all’Arcivescovo l’intero mondo sportivo diocesano, professionistico e non.

Il 7 dicembre 2001 inaugurò il Museo diocesano di Milano situato presso i Chiostri di Sant'Eustorgio, parte dell'antico convento domenicano, restituito alla città dopo un lungo periodo di restauro.

Arcivescovo emerito[modifica | modifica sorgente]

« Ora forse vi chiederete che cosa mi appresto a fare dopo aver compiuto i 75 anni e aver esercitato il ministero di vescovo per ventidue anni e sette mesi, che è quasi identicamente il tempo in cui servì questa Chiesa il mio grande predecessore Sant'Ambrogio, alla cui ombra vorrei collocarmi come ultimo dei suoi discepoli. Ciò che mi preparo a fare vorrei esprimerlo con due parole: una che indica novità e un'altra che indica continuità. »
(Carlo Maria Martini)

L'11 luglio 2002 vennero accettate dal papa le dimissioni per sopraggiunti limiti di età, presentate secondo le norme del Codice di diritto canonico al compimento dei 75 anni. Alla cattedra di Ambrogio, diventato arcivescovo emerito, gli successe il cardinale Dionigi Tettamanzi. Nello stesso anno viene insignito, nella cerimonia per la consegna dell'Ambrogino d'oro, della Grande Medaglia d'oro del comune di Milano.[22][23]

Il periodo a Gerusalemme[modifica | modifica sorgente]

Dal 2002 al 2007 il cardinale Martini visse prevalentemente a Gerusalemme, dove riprese gli studi biblici: a 75 anni ha ritradotto il papiro Bodmer, uno dei più antichi manoscritti biblici a noi pervenuti, contenente la Prima e la Seconda lettera di Pietro. Sono stati, poi, anni di preghiera intensa per la pace, nel periodo più duro della Seconda intifada.[24]

Il desiderio così forte di ritornare a Gerusalemme fu raccontato da Martini stesso in un'intervista concessa a "Il mio novecento", un programma della Rai, in cui disse di aver rischiato di venire letteralmente seppellito dalla Terra Santa. Capitò ai pozzi di El Gib, reperti del tempo del Re Salomone, allora appena riscavati dagli archeologi [25].

« La terra cominciò a franare e io mi sentii rotolare dentro il pozzo. Ebbi un pensiero molto chiaro: come è bello morire qui in Terra Santa. Mi diede una grande calma per cui, senza agitarmi, misi le mani dentro la terra e rimasi fermo sull'orlo, così potei essere salvato. Ne uscii quasi incolume e con l’idea che questa è la mia terra. »

In questi anni, ogni sera, dopo la messa che celebrava al Pontificio Istituto Biblico, la residenza dei gesuiti, incontrava personalmente molti pellegrini. Era solito passeggiare con il panama bianco e un bastone elegante nella città vecchia, tra la Porta di Damasco e quella di Jaffa, un itinerario che compiva spesso per recarsi dalla casa dei gesuiti biblisti al Santo Sepolcro.

In quanto cardinale elettore, partecipò al conclave del 2005 che elesse papa il cardinale Joseph Ratzinger, con il nome di Benedetto XVI. In tale occasione, venne indicato dai media come uno dei papabili, sostenuto dall'"ala progressista" del collegio cardinalizio.[26][27] Secondo un resoconto di quel conclave fornito da un cardinale anonimo e raccolto dal vaticanista Lucio Brunelli, il cardinal Martini tuttavia avrebbe ottenuto meno consensi del previsto e il duello sarebbe stato tra Ratzinger e Bergoglio.[28]

Il 15 febbraio 2007 in occasione dell'ottantesimo genetliaco del cardinale Martini, in base a quanto disposto dal motu proprio Ingravescentem Aetatem di Paolo VI del 1970, decaddero tutti gli incarichi ricoperti nella Curia romana e con essi il diritto di entrare in Conclave.

Il 27 luglio 2007, con l'articolo articolo Amo il latino, però... pubblicato sulle pagine culturali del quotidiano Il Sole 24 ore critico' il motu proprio Summorum Pontificum di papa Benedetto XVI, che allargando le porte ad un ritorno della liturgia latina era criticato come una chiusura rispetto al Concilio vaticano II, affermando che non avrebbe ripreso a celebrare in lingua latina, pur conoscendola ancor bene al punto di poterla usare per predicare in quanto l'utilizzo della lingua italiana ha migliorato la vita e la comunione dei fedeli e la comprensione della parola di Dio. [29] [30]

Per ricordare gli anni da lui trascorsi a Gerusalemme e per il suo impegno per il dialogo con il mondo ebraico, sulle sponde del Lago di Tiberiade, è sorta una foresta a lui dedicata, inaugurata a giugno 2013.[31][32]

Il ritorno in Italia[modifica | modifica sorgente]

Carlo Maria Martini all'Università Vita-Salute San Raffaele nel 2010.

Rientrò in Italia definitivamente nel 2008 e si stabilì presso l'Aloisianum, la casa dei gesuiti a Gallarate dove aveva studiato da giovane, per curare la malattia di Parkinson da cui fu affetto,[33] malattia che rapidamente lo costrinse al silenzio e all'immobilità.[34]

Dal 28 giugno 2009 il cardinale curò con cadenza mensile una rubrica dedicata alla fede sul quotidiano italiano Corriere della Sera, rispondendo alle domande poste dai lettori. Mantenne la rubrica fino al 24 giugno 2012.[35]

Nel marzo 2010, in tema alle vicende sulla pedofilia nella Chiesa cattolica, alcune agenzie e testate riportarono un suo pronunciamento favorevole al ripensamento dell'obbligo di celibato dei preti.[36] In un comunicato diffuso però dall'arcidiocesi di Milano, egli smentì queste dichiarazioni, spiegando che anzi ritenne «una forzatura coniugare l'obbligo del celibato per i preti con gli scandali di violenza e abusi a sfondo sessuale».[37]

Malattia e morte[modifica | modifica sorgente]

« Mi sono riappacificato col pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremmo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre delle uscite di sicurezza. Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio. »
(Il cardinal Martini sulla morte)

Il cardinal Martini fu affetto da malattia di Parkinson per circa 16 anni. Non lo tenne nascosto, ma, anzi, lo dichiarò apertamente e negli ultimi anni partecipò anche ai convegni sulla malattia.[38]

Nel 2008, dopo 6 anni a Gerusalemme, rientrò in Italia. Il ritorno al suo paese non fu legato alla malattia, considerando che le sue condizioni di salute erano ancora discrete. Negli ultimi anni le sue visite e i suoi impegni erano diminuiti per l'impossibilità di comunicare agevolmente: per parlare era infatti costretto a far ricorso a un piccolo amplificatore e all’aiuto dei collaboratori. Ciononostante, il 2 giugno 2012 ha potuto incontrare papa Benedetto XVI, in visita a Milano per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, per un breve colloquio in una saletta dell’arcivescovado. Nonostante la malattia non ha fatto mai mancare i suoi interventi sui media toccando temi attualissimi e spesso discordando con quelli del Vaticano.[39]

A maggio 2012, l'amico rabbino Giuseppe Laras recatosi a salutare il cardinale, si congedò prendendogli tra le mani la testa e recitando in ebraico la benedizione sacerdotale (vd. Libro dei Numeri); al termine, Martini raccolse le forze, e benedisse nello stesso modo il rabbino.

Da metà agosto 2012 il cardinal Martini non fu più in grado di deglutire i cibi, ma rifiutò l'accanimento terapeutico. Il 30 agosto il cardinale Angelo Scola, suo successore all'arcidiocesi di Milano, rese pubblico l'aggravarsi delle condizioni di salute di Martini e invitò a pregare per lui[40]. La morte sopraggiunse l'indomani alle 15:45.[41]

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Le due file di persone entranti in Duomo per rendergli omaggio.

La salma del cardinal Martini, vestita con la veste della messa di Resurrezione con la croce pettorale, la mitria, il pastorale e il pallio, venne composta sabato 1º settembre sotto l'altare maggiore del duomo di Milano.[42] Sono state oltre 200.000 le persone che fino a lunedì pomeriggio, durante la camera ardente allestita in Duomo e aperta giorno e notte, hanno sfilato davanti alla salma, formando due lunghe code inizianti da piazza della Scala.[43]

La bara del cardinale esposta ai fedeli davanti l'altare maggiore.

Alle esequie, celebrate il 3 settembre dall'arcivescovo di Milano Angelo Scola, presero parte 21.000 persone, tra le quali 12 cardinali, 38 vescovi, 1.200 sacerdoti il presidente del Consiglio Mario Monti e numerose autorità civili.[44] Nel corso della celebrazione fu letto il messaggio di Benedetto XVI che ricordava l'amore per le Sacre Scritture e la disponibilità all'incontro con tutti.[45] Nello stesso giorno una cerimonia di rito ebraico fu organizzata dalla comunità ebraica di Milano.

Al termine dei funerali fu sepolto in duomo, come i suoi tre predecessori san Carlo Borromeo, Alfredo Ildefonso Schuster e Giovanni Colombo, davanti all'altare del Crocifisso di San Carlo.[46] Perché il desiderio del cardinale Martini di essere sepolto in Terra Santa trovasse in qualche modo effettiva realizzazione, in occasione del sigillo definitivo del sepolcro vi furono posti due sacchetti di terra di Eretz Israel, fatti giungere dal rabbino Giuseppe Laras e due pergamene, una in ebraico una in latino.

Per disposizioni testamentarie, i diritti di autore di Martini furono ereditati dalla Compagnia di Gesù, gli oggetti personali dai congiunti e quelli legati all'episcopato lasciati al duomo di Milano.[47]

Il 2 novembre 2012 il nome di Martini viene iscritto al Famedio insieme a quelli dei "Grandi di Milano".[48] In occasione del primo anniversario della morte, è stata presentata a papa Francesco la neonata Fondazione Carlo Maria Martini.

Il rapporto con Joseph Ratzinger[modifica | modifica sorgente]

Martini assieme al cardinale Joseph Ratzinger.

Il biblista Carlo Maria Martini e l'allora cardinale teologo Joseph Ratzinger hanno sempre avuto rapporti cordiali. Martini racconta nello scritto con cui commentò l'elezione a Pontefice di Ratzinger [49] , che conobbe l'opera di Ratzinger nel periodo della contestazione leggendo il suo saggio Introduzione al Cristianesimo, che gli fece da guida nel raccogliere le idee nella confusione di quegli anni, trovandovi il tema dell'incredulo «forse è vero» che lo spinse anni dopo a creare la "Cattedra dei non credenti". Nello stesso periodo a Monaco ne ascoltò una sua lezione in cui rimase colpito dall'audacia di mischiare in una lezione cattedratica riferimenti di vita concreta e realtà' locale Si conobbero personalmente a Roma nell'agosto 1978 quando, alla morte di Paolo VI l'allora arcivescovo di Monaco e Frisinga trascorse nella Capitale le settimane del preconclave.

Da biblista dedicò in questi anni alcune recensioni ai due volumi dell'opera "Gesù di Nazaret" firmati da Benedetto XVI.[50]

Il 29 luglio 2007 Martini in un'intervista sulle pagine culturali del quotidiano economico Il Sole 24 ore criticò il motu proprio Summorum Pontificum con il quale papa Benedetto XVI liberalizzò la celebrazione della messa con il rito tridentino, apprezzando però «la volontà ecumenica a venire incontro a tutti» mostrata dal papa.[51][52]

L’ultimo incontro con Benedetto XVI risale al 2 giugno 2012, in occasione della visita a Milano del Pontefice per l’Incontro Mondiale delle Famiglie.

Il pensiero[modifica | modifica sorgente]

Il pensiero del cardinale Martini fu sempre caratterizzato dal primato dato alla Parola di Dio, tanto nella sua dimensione contemplativa e orante quanto nella sua capacità di confrontarsi e dialogare con le esigenze e i problemi della vita quotidiana. Per questo, durante gli anni del suo mandato trattò a fondo anche i temi del lavoro, della giustizia, della solidarietà, della tolleranza. Fu uno dei principali sostenitori della necessità della Chiesa Cattolica di dialogare con le altre religioni e con i non credenti.[53]

La situazione della Chiesa moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel libro Colloqui notturni a Gerusalemme, pubblicato nel 2009, affermò la necessità di una Riforma della Chiesa:

« Un tempo avevo sogni sulla Chiesa. Una Chiesa che procede per la sua strada in povertà ed umiltà. Una Chiesa che non dipende dai poteri di questo mondo. Una Chiesa che dà spazio alle persone capaci di pensare in modo più aperto. Una Chiesa che infonde coraggio soprattutto a coloro che si sentono piccoli o peccatori. Sognavo una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni. Dopo i 75 anni ho deciso di pregare per la Chiesa.[54] »

Inoltre, in una delle sue ultime interviste, l'8 agosto 2012[55], Martini analizzò la situazione della Chiesa, affermando:

« La Chiesa è stanca, nell'Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote e l'apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi. Queste cose però esprimono quello che noi siamo oggi? »
« La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? »

Ricercò le motivazioni senza fuggirne, senza tirarsi indietro dalla sacra istituzione, trovando anche esempi e possibili rimedi contro tale affaticamento:

« Noi ci troviamo lì come il giovane ricco che triste se ne andò via quando Gesù lo chiamò per farlo diventare suo discepolo. [...] Potremmo cercare uomini che siano liberi e più vicini al prossimo. Come lo sono stati il vescovo Romero e i martiri gesuiti di El Salvador. »

La posizione sull'omosessualità[modifica | modifica sorgente]

Carlo Maria Martini e Giovanni Paolo II nel 1983.

Martini espresse più volte una posizione che secondo molti commentatori era di apertura verso il riconoscimento delle coppie omosessuali.[56][57][58][59] In particolare, in un confronto con Ignazio Marino affermò:

« Non è male che due omosessuali abbiano una certa stabilità di rapporto e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili[60][61] »

Espresse contrarietà verso il matrimonio fra persone dello stesso sesso:

« La coppia omosessuale, in quanto tale, non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio e d'altra parte non credo che la coppia eterosessuale e il matrimonio debbano essere difesi o puntellati con mezzi straordinari.[62] »

Martini espresse altresì una valutazione problematica del rapporto di coppia fra persone dello stesso sesso,[63] prefigurando per loro, secondo la dottrina cattolica dalla quale non si discostò mai su questo tema, una semplice

« amicizia duratura e fedele tra due persone dello stesso sesso. L'amicizia è sempre stata tenuta in grande onore nel mondo antico, forse più di oggi, anche se essa era per lo più intesa nell'ambito di quel superamento della sfera puramente fisica di cui ho parlato sopra, per essere un'unione di menti e di cuori. Se viene intesa anche come donazione sessuale, non può allora, mi sembra, venire eretta a modello di vita come può esserlo una famiglia riuscita. Quest'ultima ha una grande e incontestata utilità sociale. Altri modelli di vita non lo possono essere alla stessa maniera e soprattutto non vanno esibiti in modo da offendere le convinzioni di molti.[64] »

Martini affermò anche che non osò mai pensare di porre in atto azioni di discriminazione delle coppie o delle persone omosessuali, o di chiedere allo Stato di fare altrettanto.[65] Tale posizione fu ribadita anche nel suo ultimo libro, Il vescovo:

« Stesso approccio, il vescovo di oggi deve avere per le persone omosessuali, per le quali, fermo restando che la Scrittura condanna tali comportamenti, occorre ascolto e comprensione, orientandosi verso una amicizia spirituale: lo Spirito Santo porterà consiglio, caso per caso, per ciò che è meglio per la persona che si ha davanti. »

La diffusione dell'HIV[modifica | modifica sorgente]

Il card. Carlo Maria Martini in preghiera davanti alla croce di San Carlo, la sera del Venerdì Santo del 20 aprile 1984, prima della processione che, partita dalla chiesa di San Carlo al Lazzaretto a Milano, si concluse sul sagrato del Duomo.

Nel colloquio con il professor Marino, pubblicato il 21 aprile 2006 ne L'Espresso,[66] affermò che le cifre sulla diffusione del virus dell'immunodeficienza umana destano smarrimento e desolazione:

« Nel nostro mondo occidentale è assai difficile rendersi conto di quanto si soffra in certe nazioni. Avendole visitate personalmente, sono stato testimone di questa sofferenza, sopportata per lo più con grande dignità e quasi in silenzio. »

Il cardinale sembrò aprire alla possibilità dell'uso del profilattico per la limitazione della diffusione del virus:

« Bisogna fare di tutto per contrastare l’AIDS. Certamente l’uso del profilattico può costituire in certe situazioni un male minore. C’è poi la situazione particolare di sposi uno dei quali è affetto da AIDS. Costui è obbligato a proteggere l’altro partner e questi pure deve potersi proteggere. »

Tuttavia si interrogò più centralmente se fosse responsabile da parte dell'istituzione religiosa favorire tale metodologia in luogo di un comportamento più responsabile:

« La questione è se convenga che siano le autorità religiose a propagandare un tale mezzo di difesa, quasi ritenendo che gli altri mezzi moralmente sostenibili compresa l’astinenza vengano messi in secondo piano, mentre si rischia di promuovere un atteggiamento irresponsabile. »

Infine concluse che la valutazione di ogni caso locale permetterebbe una più efficace lotta alla sindrome, evitando un atteggiamento non responsabile.

« Credo che la prudenza e la considerazione delle diverse situazioni locali permetterà a ciascuno di contribuire efficacemente alla lotta contro l’AIDS senza con questo favorire i comportamenti non responsabili. »

Le posizioni sulla nascita e la fine della vita[modifica | modifica sorgente]

Sull'aborto[modifica | modifica sorgente]

Sulla questione dell'aborto manifestò comprensione per chi si decide ad una scelta, che, tuttavia, Martini stentava ad approvare:[67]

« Ritengo che vada rispettata ogni persona che, magari dopo molta riflessione e sofferenza, in questi casi estremi segue la sua coscienza, anche se si decide per qualcosa che io non mi sento di approvare. »

Sull'eutanasia[modifica | modifica sorgente]

Ignazio Marino, che discusse per lungo tempo di temi bioetici con Martini, scrive che il cardinale aveva trovato nella lettura del Qoelet indicazioni di riflessione su questi argomenti, affermando che il testo biblico invita ad accettare i limiti della nostra conoscenza, indica che "viviamo anche alla fine della vita" e quindi si ha diritto a rinunciare a cure valutate "sproporzionate, come la nutrizione artificiale".[68]

Il cardinale Martini disse:

« Neppure io vorrei condannare le persone che compiono un simile gesto su richiesta di una persona ridotta agli estremi e per puro sentimento di altruismo. Tuttavia è importante distinguere bene gli atti che arrecano vita da quelli che arrecano morte. E questi ultimi non possono mai essere approvati.[69] »

L'eutanasia, secondo Martini è:

« Un gesto che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte. Come tale è inaccettabile. Diversamente va, invece, considerato il caso dell’accanimento terapeutico, ovvero dell’utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo. »

Martini ha sempre sollecitato l’elaborazione di una normativa che da una parte consentisse la possibilità del rifiuto delle cure e dall’altra proteggesse il medico da eventuali accuse, come quella di omicidio del consenziente o di aiuto al suicidio.[70] Nel suo scritto Dialogo sulla vita, pubblicato su L'Espresso nell'aprile 2006, sostenne che l'eutanasia:

« Non si può mai approvare. Ma aggiunse di non condannare, le persone che compiono un simile gesto su richiesta di una persona ridotta agli estremi e per puro sentimento di altruismo. La prosecuzione della vita umana fisica non è di per sé il principio primo e assoluto. Sopra di esso sta quello della dignità umana. »

Adozione per i single[modifica | modifica sorgente]

Sull'adozione per i single affermò:

« In mancanza di una famiglia composta da uomo e donna che abbiano saggezza e maturità, anche altre persone, al limite anche i single, potrebbero dar di fatto alcune garanzie essenziali. Non mi chiuderei perciò a una sola possibilità. »

Opere[modifica | modifica sorgente]

Gli scritti di Martini sono numerosissimi: spaziano dalle ricerche biblico-esegetiche, alla pubblicazione di conferenze e relazioni a convegni, agli scritti pastorali, alla trascrizione di meditazioni tenute in occasione di ritiri ed esercizi spirituali. È l'unico porporato italiano a cui è stato dedicato un Meridiano da parte della casa editrice Mondadori.

  • Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti, Roma, Libreria Editrice dell'Universita Gregoriana, 1959.
  • Poesie, Milano, U. Mursia A.P.E. Coricelli, 1961.
  • Il Vangelo di S. Giovanni. Problemi generali di introduzione e di teologia, con Mauro Laconi, Treviso, Editrice Trevigiana, 1962.
  • Il messaggio della salvezza. Corso completo di studi biblici, I, Introduzione generale, con Piero Bonatti, Torino-Leumann, Elle Di Ci, 1964.
  • Atti degli apostoli, a cura di e con Nereo Venturini, Venezia, Missioni, 1965.
  • Il problema della recensionalità del codice B alla luce del papiro Bodmer XIV, Roma, Pontificio Istituto Biblico, 1966.
  • Gli esegeti del tempo di Galileo, in Nel quarto centenario della nascita di Galileo Galilei, Milano, Vita e Pensiero, 1966.
  • I Vangeli. Storia o leggenda?, Roma, AVE, 1968.
  • Se non vi manterrete fedeli non resterete salvi, in Il cristiano e la vita di fede, Roma, AVE, 1970.
  • Farsi prossimo. La carità, oggi nella nostra società e nella Chiesa, Milano, Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi religiosi, 1975.
  • L'itinerario spirituale dei dodici nel Vangelo di Marco, Roma, Centrum Ignatianum Spiritualitatis, 1976.
  • Gli esercizi ignaziani alla luce di S. Giovanni, Roma, Centrum Ignatianum Spiritualitatis, 1976.
  • Gli esercizi ignaziani alla luce di S. Matteo, Cagliari, Società poligrafica sarda, 1977.
  • Gli esercizi spirituali di S. Ignazio alla luce di S. Luca, Roma, Stella matutina, 1977.
  • Riflessioni pastorali sul giorno del Signore, con altri, Leumann, Elle Di Ci, 1977.
  • Vita di Mosè, vita di Gesù, esistenza pasquale, Roma, Centrum Ignatianum Spiritualitatis, 1979.
  • La dimensione contemplativa della vita. Lettera al clero e ai fedeli dell'Archidiocesi ambrosiana per l'anno pastorale 1980/81, Milano, Centro Ambrosiano documentazione e studi religiosi, 1980.
  • L'evangelizzatore in San Luca. Meditazioni, Milano, Ancora, 1980.
  • Il nostro cammino sacerdotale. Lettera dell'Arcivescovo al clero per il giovedì santo 1980. "Dalla coscienza battesimale alla coscienza presbiteriale", Milano, Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi, 1980.
  • La parola di Dio alle origini della Chiesa, Roma, Università Gregoriana Editrice, 1980.
  • Parola di Dio e vita quotidiana, Torino, Marietti, 1980. ISBN 88-211-8509-5.
  • Il problema storico della risurrezione negli studi recenti, Roma, Libreria editrice dell'Università Gregoriana, 1980.
  • Il Vangelo secondo Giovanni nell'esperienza degli esercizi spirituali, Roma, Borla, 1980.
  • Il vangelo alle sorgenti. Meditando ad Assisi il Discorso della Montagna, Milano, Ancora, 1990. ISBN 88-7610-332-5
  • Il vino nuovo. Meditazioni per le famiglie, Casale Monferrato, Piemme, 1992. ISBN 88-384-1772-5
  • Il discorso della montagna. Meditazioni, Milano, Mondadori 2006. ISBN 88-04-56158-0
  • Liberi di credere. I giovani verso una fede consapevole, Milano, In dialogo, 2009. ISBN 978-88-8123-546-9
  • Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede, intervista di Georg Sporschill, Milano, Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-58391-2
  • Le ali della libertà. L'uomo in ricerca e la scelta della fede. Meditazioni sulla Lettera ai Romani, Milano, Piemme, 2009. ISBN 978-88-566-0552-5
  • Qualcosa di così personale. Meditazioni sulla preghiera, Milano, Mondadori, 2009. ISBN 978-88-04-59468-0
  • Siamo tutti nella stessa barca (con Luigi Maria Verzé), Milano, Editrice San Raffaele, 2009. ISBN 978-88-86270-90-8
  • Una parola per te, Milano, Editrice San Raffaele, 2010. ISBN 978-88-96603-04-8
  • Ricerca e carità. Due voci a confronto su scienza e solidarietà (con Giulio Giorello), Milano, Editrice San Raffaele, 2010. ISBN 978-88-96603-20-8
  • Le ragioni del credere. Scritti e interventi, a cura di Ferruccio Parazzoli, Marco Garzonio, Damiano Modena e Virginio Pontiggia, Milano, Mondadori, 2011. ISBN 978-88-04-61127-1
  • Il vescovo, Torino, Rosenberg & Sellier, 2011. ISBN 978-88-7885-138-2
  • Parlate con il cuore, Milano, Rizzoli, 2012. ISBN 978-88-17-06084-4
  • Vi porto nel cuore, Alba, Edizioni San Paolo, 2012. ISBN 978-88-215-7679-9

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana
— Roma, 10 ottobre 1986[71]
Premio Principe delle Asturie per le scienze sociali - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per le scienze sociali
— 2000

Accademiche[modifica | modifica sorgente]

Dottorato honoris causa in scienze dell'educazione - nastrino per uniforme ordinaria Dottorato honoris causa in scienze dell'educazione
«Per il suo programma pastorale sull'educazione presentato nella lettera pastorale Educare ancora del 1988.»
— Pontificia Università Salesiana, Roma 17 gennaio 1989[72]
Laurea honoris causa in scienze dell'educazione - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in scienze dell'educazione
— Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano 11 aprile 2002
Laurea honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa
«Per la qualità superiore della sua opera di studioso e dei suoi scritti pastorali, della sua solida e incessante guida nella Chiesa e la sua guida spirituale e preoccupazione per tutti i credenti e non credenti.»
— Università cattolica di Terra Santa, Betlemme 24 giugno 2005[73]
Laurea honoris causa in filosofia - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in filosofia
— Università Ebraica di Gerusalemme, Gerusalemme 11 giugno 2006
Laurea honoris causa in medicina e chirurgia - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in medicina e chirurgia
«Fin dall'inizio del suo ministero episcopale a Milano, il Cardinale Carlo Maria Martini ha riservato una notevole attenzione ai medici e alla medicina. Il Cardinal Martini vede l'esempio più autentico del medico in Gesù Cristo, che si accostava al malato con amore e compassione: guariva tutti. Il medico, per il Cardinal Martini, è un vero "sacerdote della vita" chiamato a coltivare anzitutto in se stesso un alto senso del valore dell'esistenza umana e della dignità di ogni persona. Il medico-sacerdote tende a guarire l'uomo perché sia restituito all'originale splendore della creazione. Egli si fa carico dell'uomo-persona. Se imita il Cristo Medico, ne rigenera il corpo, ma anche ne rassicura l'intelletto, ne illumina lo spirito.»
— Università Vita-Salute San Raffaele, Milano 13 ottobre 2006[74][75]

Genealogia episcopale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.
Trattamenti di
Carlo Maria Martini
Stemma
Trattamento di cortesia Sua Eminenza
Trattamento colloquiale Vostra Eminenza
Trattamento religioso Cardinale
I trattamenti d'onore

Successione apostolica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Successione apostolica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Morto il cardinale del dialogo in Rai.it, 31 agosto 2012.
  2. ^ Concittadini celebri
  3. ^ Da un'intervista trasmessa nel documentario Correva l'anno: Carlo Maria Martini – il cardinale del dialogo, Rai 3, 21 marzo 2011.
  4. ^ Dall'intervista contenuta in Enzo Biagi, Quante storie, Rizzoli, Milano, 1989, p. 103. ISBN 88-17-85322-4.
  5. ^ Carlo Maria MArtini, Gerusalemme, oh cara, 6 agosto 2006, "Sole 24 ore"
  6. ^ Martini, la parola e il dolore
  7. ^ Carlo Maria Martini, Lettera pastorale per l'anno 2001-2002 Sulla tua parola, pagina 2
  8. ^ Vecchi Gian Guido, E una volta mise il grembiule al vescovo Martini 21 agosto 2004, Corriere della Sera
  9. ^ Martini:il segno di 22 anni sulla Chiesa Ambrosiana in Il Giornale, 1º settembre 2012.
  10. ^ Carlo Maria Martini, In principio era la parola. Lettera pastorale per l'anno 1981-1982, 1981
  11. ^ Si spegne la voce del cardinale Martini in Vatican Insider, 1º settembre 2012.
  12. ^ Martini: ex terrorista racconta, "le Br gli consegnarono le armi" in Agi.it, 1º settembre 2012.
  13. ^ Martini: quando i terroristi gli consegnarono le armi in Savona news, 1º settembre 2012.
  14. ^ Intervista a Sergio Segio in Diritti globali.it, 2 settembre 2012.
  15. ^ Il Convegno di Assago "Farsi Prossimo" 1986 in Incrocinews.
  16. ^ G. Barbareschi, R. Spreafico, Il credente e il non credente che è in me in Incrocinews.
  17. ^ Martini guardava così lontano da sembrare sconcertante nel presente in Linkiesta.it, 1º settembre 2012.
  18. ^ Quella cena col cardinale e Kohl in Pierluigicastagnetti.it, 4 settembre 2012.
  19. ^ Niente lettera pastorale ma un Sinodo. Così Martini invita alla ricostruzione in Corriere della Sera, 09-09-1993.
  20. ^ Carlo Maria Martini, Lettera pastorale per l'anno 1999-2000 Quale bellezza salverà il mondo?
  21. ^ Martini, il biblista che parlava alla gente in Ansa.it, 3 settembre 2012.
  22. ^ È morto Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano in Gqitalia.it, 31 agosto 2012.
  23. ^ Pisapia: "Ha illuminato il cammino di Milano" in Comune di Milano.it, 31 agosto 2012.
  24. ^ Martini e Gerusalemme la terra dove avrebbe voluto lasciare il mondo in Vatican Insider, 31 agosto 2012.
  25. ^ Scrisse della medesima vicenda nell'articolo "Gerusalemme, oh cara" comparso il 6 agosto 2006 sul "Sole 24 ore"
  26. ^ Luigi Accattoli, «Ratzinger». «Martini». Nella notte si tratta in Il Corriere della Sera, 19-04-2005. URL consultato il 15-11-2009.
  27. ^ Paolo Conti, Una corsa a due tra il decano e un progressista in Il Corriere della Sera, 15-04-2005. URL consultato il 15-11-2009.
  28. ^ Lucio Brunelli, I segreti del Conclave. "Così vinse Ratzinger" in La Repubblica, 23-09-2005. URL consultato il 15-11-2009.
  29. ^ Carlo Maria Martini,Amo il latino, però..., Sole 24 Ore, 29 luglio 2007
  30. ^ Luca Saitta, Martini: Non celebrerò la messa in latino in La Repubblica, 30-07-2007. URL consultato il 15-11-2009.
  31. ^ Una foresta in Israele per ricordare Martini in Vatican Insider, 12 ottobre 2012.
  32. ^ Un bosco in Israele per Martini «Ambasciatore di pace» in Il Corriere della Sera, 17 giugno 2013.
  33. ^ Gian Guido Vecchi, Il cardinale Martini: sento la morte come imminente in Il Corriere della Sera, 03-10-2008. URL consultato il 15-11-2009.
  34. ^ Fonte: La Repubblica, 11.04.2011, "Il summit sul dopo Tettamanzi fra il Papa e il cardinale Martini"
  35. ^ Armando Torno, Il cardinal Martini e il «Corriere» in Corriere della Sera, 25-06-2009.
  36. ^ Abusi nella Chiesa, è bufera sul Papa. Martini: ripensare il celibato dei preti in La Stampa, 28-03-2010.
  37. ^ Carlo Maria Martini, Il cardinale Martini e il celibato dei sacerdoti in Incrocinews, 29-03-2010.
  38. ^ Addio al cardinal Martini
  39. ^ Carlo Maria Martini, il Cardinale per i non credenti
  40. ^ Milano, cardinal Martini si aggrava. L'Arcivescovo Scola: pregate per lui - ilfattoquodiano.it
  41. ^ Il cardinale Carlo Maria Martini è morto - Lo ha comunicato l'arcivescovo di Milano Scola
  42. ^ Un flusso di 6 mila persone l'ora per Martini «Il Papa deciderà se partecipare ai funerali»
  43. ^ Milano, migliaia di fedeli in Duomo per l'ultimo addio al cardinale Carlo Maria Martini
  44. ^ Martini, un'eredità a cui continuare ad attingere
  45. ^ I funerali di Carlo Maria Martini.
  46. ^ Riposa in Duomo all'altare del Crocifisso di San Carlo
  47. ^ Aperto il testamento di Martini "Al Duomo gli oggetti vescovili"
  48. ^ Giorgio Bocca e Carlo Maria Martini al Famedio tra i grandi di Milano
  49. ^ Carlo Maria Martini, Benedetto il testimone della fede, 22 maggio 2005, il Sole 24 Ore
  50. ^ Il rapporto con Benedetto XVI
  51. ^ Luca Saitta, Martini: Non celebrerò la messa in latino in La Repubblica, 30-07-2007. URL consultato il 15-11-2009.
  52. ^ In dottrina e in conclave era l'anti-Ratzinger
  53. ^ Il cardinale del dialogo
  54. ^ “Avevo sogni sulla Chiesa, ora prego per la Chiesa”
  55. ^ Ultima intervista al Cardinal Martini
  56. ^ Apertura di Martini sulle coppie gay
  57. ^ Il Cardinal Martini: unioni gay e profilattici, perché nò?
  58. ^ Martini, visioni scomode su gay e profilattici
  59. ^ Apertura di Martini sulle coppie gay
  60. ^ il Cardinal Martini: io e i gay
  61. ^ Carlo Maria Martini e le coppie gay
  62. ^ Ignazio Marino - Carlo Maria Martini, Credere e conoscere. Un confronto sui temi etici contemporanei, Einaudi, Torino 2012. La sezione sull'omosessualità è ripubblicata integralmente online dal Corriere della Sera: Ignazio Marino - Carlo Maria Martini, Martini: il valore di un legame tra persone dello stesso sesso, "Corriere della Sera", 23 marzo 2012, pp. 52-53.
  63. ^ Per una critica a queste prese di posizione si veda: Dario Accolla, Martini comunque era omofobo. poi, pace all'anima sua, "Elfobruno", 1º settembre 2012; Alessandro Paesano, Il cardinal Martini e il provincialismo delle persone lgbt(qi): moriremo vaticani?, "Elementi di critica omosessuale", 2 settembre 2012.
  64. ^ Ignazio Marino - Carlo Maria Martini, Credere e conoscere, cit., Ibidem.
  65. ^ Orazio La Rocca, Martini: Gli omosessuali? Ascolto e comprensione, La Repubblica, 22 febbraio 2012
  66. ^ Versione completa del colloquio tra il cardinal Martini e il professor Marino - L'Epsresso, 21 aprile 2006
  67. ^ Sulle questioni più "calde" della società e della Chiesa, la voce coraggiosa e profetica del card. Martini
  68. ^ Vedi introduzione di Marino in Rinaldi, 2012
  69. ^ Martini sull'eutanasia
  70. ^ È morto il cardinale Carlo Maria Martini
  71. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  72. ^ Sito della Pontificia Università Salesiana
  73. ^ Gesuiti in Italia, p. 248
  74. ^ Sito Fondazione San Raffaele
  75. ^ Motivazione del conferimento dal sito della Fondazione del San Raffaele

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Valentini, Un certo Carlo Maria Martini, Milano, Sperling & Kupfer, 1984.
  • Marco Garzonio, Cardinale a Milano in un mondo che cambia: nella testimonianza di Carlo Maria Martini, Milano, Rizzoli, 1985.
  • Marco Garzonio, Carlo Maria Martini, Torino, Edizioni San Paolo, 1993.
  • Marco Garzonio, Il Cardinale: Il valore per la chiesa e per il mondo dell'episcopato di Carlo Maria Martini, Milan, Mondadori, 2002.
  • Gianfranco Ravasi, Martini: le mie tre città. Un colloquio nell'amicizia, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2002.
  • Andrea Tornielli, La scelta di Martini, Alba, Piemme, 2002.
  • Luisa Bove, Carlo Maria Martini. Una voce nella città, Saronno, Monti, 2003.
  • Damiano Modena, Carlo Maria Martini: custode del Mistero nel cuore della storia, Milano, Paoline, 2004.
  • Paolo Sartor, Martini: l'avventura del predicare, Milano, Centro Ambrosiano, 2005.
  • Marco Vergottini (a cura di), Affinché la Parola corra. I verbi di Martini, Milano, Centro Ambrosiano, 2007.
  • Aldo Maria Valli, Storia di un uomo. Ritratto di Carlo Maria Martini, Milano, Ancora Editrice, 2011.
  • Andrea Tornielli, Carlo Maria Martini. Il profeta del dialogo, Milano, Piemme, 2012.
  • Aldo Maria Valli, Diario di un addio. La morte del cardinale Carlo Maria Martini, Milano, Ancora Editrice, 2012.
  • Elisa Rinaldi (a cura di), Ho sognato una Chiesa , Roma, Aliberti editore, 2012.
  • Enrico Impalà, Il bosco e il mendicante. Vita del cardinal Martini, Torino, San Paolo, 2013

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Herve' Carrier 1978 - 1980 Urbano Navarrete
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Giovanni Colombo 29 dicembre 1979 - 11 luglio 2002 Dionigi Tettamanzi
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John Patrick Cody 2 febbraio 1983 - 31 agosto 2012 Gualtiero Bassetti
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Basil Hume 1986 - 1993 Miloslav Vlk

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