Letizia Moratti

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Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti
Letizia Moratti.jpg

Sindaco di Milano
Durata mandato 30 maggio 2006 –
1º giugno 2011
Predecessore Gabriele Albertini
Successore Giuliano Pisapia

Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Tullio De Mauro (Istruzione)
Giuliano Amato (Università e Ricerca)
Successore Giuseppe Fioroni (Istruzione)
Fabio Mussi (Università e Ricerca)

Presidente della RAI
Durata mandato 12 luglio 1994 –
24 aprile 1996
Predecessore Claudio Dematté
Successore Giuseppe Morello

Dati generali
Partito politico Forza Italia (1994-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2011)
Alma mater Università degli Studi di Milano

Letizia Brichetto Arnaboldi coniugata Moratti (Milano, 26 novembre 1949) è una politica e manager italiana. È stata la prima donna ad essere nominata presidente della RAI e la prima donna ad essere eletta Sindaco di Milano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di Letizia Moratti (Brichetto Arnaboldi), ha origine dall'unione della famiglia imprenditoriale genovese Bricchetto, fondatori della prima società di brokeraggio assicurativo in Italia[1], con Virgilio Brichetto e alla famiglia nobile degli Arnaboldi con Emilia Ajroldi Arnaboldi figlia della contessa Bice Arnaboldi Cazzaniga e del barone Paolo Ajroldi di Robbiate[2][3].

Letizia Brichetto Arnaboldi ha frequentato il Collegio delle fanciulle di Milano e frequentato i corsi di danza classica presso la scuola Carla Strauss di Milano sotto la guida di Liliana Renzi. Si è laureata nel 1972 presso l'Università degli studi di Milano nella facoltà di Scienze politiche. Dopo la laurea è stata assistente in Diritto comunitario europeo del professor Fausto Pocar[senza fonte]. Nello stesso periodo ha conosciuto Gianmarco Moratti, imprenditore del settore petrolifero, già separatosi da Lina Sotis, con il quale si è poi sposata. Ha due figli, Gilda e Gabriele, e un nipote[4]. Gabriele è nato nel 1978 e attualmente fa parte sia del consiglio di amministrazione della Saras[5] che di quello della società vinicola Castello di Cigognola. Nell'aprile del 2013 ha patteggiato una pena pari a 6 mesi e 4 mila euro di ammenda convertiti in 49 mila euro di multa per aver trasformato illegalmente alcuni capannoni industriali alla periferia Nord di Milano in un'abitazione residenziale.[6]
È quindi cognata di Massimo Moratti, presidente onorario dell'Inter, e di sua moglie Milly Moratti, ex consigliere comunale a Milano per la Lista Ferrante (centrosinistra) e sostenitrice di Giuliano Pisapia alle elezioni amministrative del 2011[7][8].

Attività societarie[modifica | modifica sorgente]

Assicurazioni[modifica | modifica sorgente]

A 25 anni fonda la GPA, società di brokeraggio assicurativo, con fondi della famiglia Moratti[9].

Nel 1990 entra nel consiglio di amministrazione della Comit, da cui esce nel '94. Nel 1994 il Gruppo Moratti tramite la Securfin Spa acquisisce il controllo del Gruppo Nichols, con cui la GPA si fonde; la Moratti siede nel consiglio di amministrazione[9].

Presidente RAI (1994-1996)[modifica | modifica sorgente]

Dal 1994 al 1996, durante il governo Berlusconi I, Letizia Moratti è stata presidente della RAI - Radiotelevisione Italiana[9]. A pochi mesi dalla nomina, dichiarò:

« La Rai può essere complementare alla Fininvest. (...) Rai e Fininvest sono due aziende attualmente in concorrenza sul mercato. Tuttavia io credo che si possa intendere che la Rai è un'azienda che deve essere prevalentemente orientata al servizio pubblico.[10] »

Il piano di bilancio presentato nel 1994 prevedeva un risanamento di bilancio basato su incentivi alla partenza dei dipendenti in eccesso, il recupero dei crediti e la creazione di un fondo immobiliare[11]. Il bilancio del 1995 si chiuse in attivo[senza fonte][12]. Tuttavia già nel novembre 1994, il cda RAI da lei guidato rischiò la dissoluzione per via delle minacciate dimissioni di tre consiglieri, a seguito di controversie sulle nomine e sulle modalità di gestione dell'azienda.[13] Franco Cardini, allora consigliere RAI, giudicò che la gestione Moratti era iniziata segnata da troppi errori e da un "clima irrespirabile".[14] Nel 1995, con l'approvazione di un referendum abrogativo veniva meno il vincolo della proprietà pubblica della Rai e si avviava il processo di privatizzazione (ancora non attuato). Moratti propose un piano di ristrutturazione, con una rete nazionale finanziata dalla pubblicità e un canale federalista pagato dal canone Rai[15], ma il progetto non fu portato avanti. Nel 1996 Letizia Moratti licenziò il direttore generale Raffaele Minicucci, di nomina dell'azionista della Rai, l'IRI, una mossa dalla legalità incerta contestata da più parti[16][17].

Mezzi di comunicazione e finanza[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1998, e per un anno circa, Letizia Moratti diventa presidente e amministratore delegato di News Corp Europe, società facente capo a Rupert Murdoch e proprietaria di Stream TV[18][19].

Dal 2000 al 2001 ha fatto parte dell'Advisory Board del gruppo Carlyle Europa[20].

Nel 2000 è entrata in GoldenEgg, fondo d'investimento in aziende attive nel settore di telecomunicazioni e multimedia, in rappresentanza della famiglia Moratti[21]. In ottobre GoldenEgg si è fusa con E-Street in Syntek[22], società con sede in Germania che si occupa di investimenti in telecomunicazioni e media[23]. La Syntek ha subito una grave crisi patrimoniale e finanziaria nel secondo semestre 2007, ed è stata rilevata nell'agosto 2008 dal marito Gianmarco Moratti, passato dal 48,6 al 98,7 per cento, per 140 milioni di euro[24]. Le perdite della Syntek hanno continuato a zavorrare la Securfin Holding di Gianmarco Moratti ancora fino all'agosto 2010[25].

Attività politica[modifica | modifica sorgente]

Letizia Moratti con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Palazzo Mezzanotte (2006)

Ministro dell'Istruzione (2001-2006)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riforma Moratti.

Dall'11 giugno 2001 fino alla fine della XIV Legislatura ha ricoperto la carica di Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Governi Berlusconi II e Berlusconi III).

Durante il suo mandato come ministro ha elaborato e realizzato una legge di riforma del sistema scolastico italiano che ha suscitato sia reazioni e proteste, sia pareri favorevoli su provvedimenti come il ripristino del voto in condotta.[26] La riforma Moratti, varata con legge 28 marzo 2003, n. 53, prevedeva alcune modifiche nell'ordinamento scolastico italiano, abolendo la riforma Berlinguer varata nel 1997. La riforma Moratti è stata cancellata e poi sostituita dal Governo Prodi, dopo che negli anni precedenti era stata fortemente osteggiata da una parte del mondo della scuola, nonché da tutta la coalizione di centro-sinistra. Riguardo alla sua riforma ha pubblicato il libro La nostra scuola, che contiene una conversazione con Piero Ostellino.

Sindaco di Milano (2006-2011)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Giunta comunale di Milano.

Letizia Moratti fu designata quale candidata sindaco della città di Milano per lo schieramento della Casa delle Libertà alle elezioni comunali del 2006 (28-29 maggio). Si presentò con due liste civiche, la Lista Moratti e la Lista Giovani per Milano. Lo scrutinio del 29 maggio 2006 la vide vincitrice al primo turno, con il 52% dei voti (il suo più diretto sfidante, Bruno Ferrante, della coalizione di centrosinistra, conseguì il 47% dei voti). A fronte di una spesa di 694.000 euro sostenuta da Bruno Ferrante per la campagna elettorale, Letizia Moratti ha usufruito di un finanziamento di 6.335.000 euro del marito Gianmarco.[27]

Nel 2011 Letizia Moratti si è candidata per un secondo mandato da sindaco di Milano con il sostegno di una coalizione di centrodestra e di 12 liste collegate (Il Popolo della Libertà, Lega Nord, La Destra, Nuovo Psi, I Popolari di Italia Domani, Alleanza di Centro e alcune liste civiche). Tuttavia le elezioni hanno visto, al ballottaggio, la vittoria del candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia con il 55,1 % dei voti[28]. Diventa quindi consigliere comunale di opposizione ma rifiuta di iscriversi al gruppo consiliare del PdL.Il 27 gennaio 2012 rassegna le dimissioni da consigliere comunale avvicinandosi politicamente al progetto del Terzo Polo e di Futuro e Libertà per l'Italia.

Expo 2015

Letizia Moratti è stata nominata Commissario delegato per la predisposizione degli interventi necessari alla migliore presentazione della candidatura della Città di Milano quale sede di Expo 2015 con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 ottobre 2007 n. 3623.[29] Il 31 marzo 2008 l'Expo 2015 è stato assegnato a Milano. Il capoluogo lombardo ha battuto la candidatura di Smirne, ottenendo 86 voti contro i 61 della città turca nella votazione del Bureau des Expositions riunito al Palais des congrès di Parigi.

Nel novembre 2010 è arrivato l'ultimo e decisivo assenso per l'Expo a Milano nel raduno della "Bie" a Parigi.[30] Per superare gli ostacoli burocratici e procedurali, al sindaco sono stati assegnati poteri speciali «per assicurare, nei tempi richiesti dal Bureau International des Expositions, la disponibilità delle aree che ospiteranno l'evento».[31]

Il 14 giugno 2011 ha rassegnato le dimissioni da Commissario per rispetto verso il nuovo sindaco Pisapia e la sua maggioranza.[32]

Mobilità

Il 2 gennaio 2008 è entrato in vigore a Milano l'Ecopass, un pedaggio urbano attivo nella cerchia dei Bastioni a carico dei veicoli più inquinanti (pollution charge). Tale provvedimento non è stato pienamente condiviso dagli stessi esponenti della maggioranza di Palazzo Marino, comportando l'uscita dalla giunta dell'assessore alla salute Carla De Albertis. Il Comune ha sospeso la pubblicazione dei dati dei risultati dell'ecopass nel settembre 2009. Letizia Moratti ha prima deciso di rimandare ogni decisione su Ecopass a dopo le elezioni del 2011, prolungandone lo status quo fino al 30 settembre 2011 e annunciando un referendum consultivo sulla materia per il 12 giugno[33]. Quindi ha inserito la prosecuzione di Ecopass nel programma elettorale.[34] Infine, a seguito del primo turno, ha annunciato l'abolizione di Ecopass tramite la gratuità per tutti i residenti a partire dal 1º ottobre[35].

Moratti ha ereditato e proseguito il piano parcheggi avviato dalla giunta Albertini e dal suo assessore Goggi[36]. Il piano prevedeva la creazione di 64.000 posti auto sotterranei in centro città, inclusi in luoghi di interesse storico-archeologico quali la Darsena e Sant'Ambrogio. La costruzione di tali parcheggi ha subito notevoli ritardi e aumento dei costi; in molti casi, la giunta ha modificato i progetti ereditati;[37] In altri, il fermo dei lavori ha lasciato inagibili per anni piazze e monumenti (piazza Meda[38], porta Volta, Darsena[39]). La stessa Moratti ha indicato il piano come un errore[40]

Nel 2007 la giunta Moratti presentò il "Piano della Mobilità Ciclabile"[41] (poi adottato solo come atto d'indirizzo, senza valore vincolante.[42]), che prevedeva 53 chilometri di piste ciclabili in più, 2.385 nuovi posti a rastrelliera in 1.174 differenti località, oltre ad un sistema di bike sharing con 5000 biciclette e 250 stazioni in tuttà la città, entro il 2011.[43] Il servizio BikeMi di noleggio bici, a cura dell'assessore alla mobilità Edoardo Croci, è entrato a disposizione nel novembre 2008, con alcuni mesi di ritardo. Il nuovo assessore Maurizio Cadeo ne ha rilevato la gestione nel 2009, assieme ad un buco di bilancio dovuto ai mancati introiti pubblicitari e ai progetti di estensione della rete.[44] Nel 2011 il sistema comprendeva 102 stazioni e 1.400 bici, all'interno della cerchia dei bastioni,[45] mentre non arrivava a coprire le cifre di progetto e i poli universitari e ferroviari[46]

Nel 2010 Moratti ha dato il via ad una sperimentazione per l'utilizzo di auto elettriche e la realizzazione di relativi punti di ricarica in città.[47][48]

Dedica di un parco a Bettino Craxi

Nel dicembre del 2009 ha annunciato di voler dedicare un parco di Milano a Bettino Craxi.[49][50] La decisione non ha mai avuto seguito.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Presunto spoil-system e abuso d'ufficio nello scandalo "nomine d'oro"

A seguito dell'elezione a sindaco, assieme al direttore generale Giampiero Borghini, Moratti avrebbe licenziato senza giustificato motivo una decina di dirigenti del Comune, affidando quasi contemporaneamente 54 incarichi a consulenti esterni, spesso senza requisiti. Per tale presunto spoil-system, Moratti è stata condannata dalla Corte dei Conti a risarcire il Comune. La magistratura ordinaria in seguito ha ravvisato solo un illecito amministrativo di abuso d'ufficio materiale, pur senza rilievi penali. I comportamenti di Letizia Moratti, secondo i giudici, «per quanto censurabili sotto diversi profili, non hanno travalicato il limite dell'illecito penale».[51]

Il 29 novembre 2007 Letizia Moratti infatti era stata iscritta nel registro degli indagati per presunto abuso d'ufficio nell'ambito della su menzionata inchiesta sugli "incarichi d'oro". Le indagini erano state avviate dalla Corte dei Conti e dalla Procura di Milano. L'accusa era che Moratti avesse assunto tramite incarichi esterni sessantatré persone, di cui almeno quarantanove con qualifica dirigenziale, per una spesa di otto milioni l'anno, in contrasto con l'articolo 110 del Decreto Legislativo 267/2000 (Testo Unico degli enti locali), che prevede che i contratti con dirigenti esterni non dovrebbero superare il 5% del totale. Contando anche i nuovi incarichi, nel Comune di Milano i contratti con dirigenti esterni sarebbero ammontati al 25% del totale[52].

Il pubblico ministero ha definito non penalmente rilevanti le pressioni sui dirigenti comunali perché accettassero il pre-pensionamento, rilevando che non ci sarebbe stata nessuna «minaccia di un male ingiusto nel caso in cui non fosse stata accettata la risoluzione del contratto» pur ammettendo che le modalità sono state lesive della dignità delle persone. Il GIP ha respinto la richiesta di archiviazione e chiesto un approfondimento, intravedendo i reati di violenza privata, mobbing e minacce,[53] da cui Moratti è stata in seguito prosciolta.[54]

Fra le persone assunte dall'amministrazione Moratti c'è Aldo Fumagalli, ex sindaco leghista di Varese, che si era dimesso dall'incarico dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati per concussione e violazione della legge Bossi-Fini[55][56], oltre a vari candidati del centrodestra non eletti, una candidata dell'UDC in Calabria, persone dello staff elettorale del sindaco Moratti, compreso il suo fotografo personale, e due consiglieri regionali in carica (tra cui Giampiero Borghini) che hanno mantenuto il doppio incarico.[53]

Il 24 marzo 2009 Letizia Moratti è stata pertanto condannata dalla Corte dei Conti, assieme a Giampiero Borghini ed altri, per il conferimento di incarichi esterni da parte del Comune di Milano a persone non laureate, e dunque illegittimi, nel 2006. Nella motivazione della sentenza, la corte parla di nomine politiche, che mortificano le professionalità interne, e di sovradimensionamento dell'ufficio stampa, con un numero di giornalisti giustificabile solo per un giornale.[53] Moratti dovrà risarcire 236.000 e 125.000 euro allo stesso Comune di Milano.[54] Nonostante la condanna, Letizia Moratti non è intervenuta in Consiglio Comunale, e non ha fatto sapere cosa intenda fare dei funzionari.[53]

Il 28 agosto 2010 il GIP ha archiviato le accuse di abuso d'ufficio, pur definendo "censurabili sotto diversi profili" le modalità di rimozione dei dirigenti[54]. Il reato di abuso d'ufficio non si configura in quanto non è provato che l'operazione di spoil-system fosse indirizzata ad avvantaggiare qualcuno dal punto di vista patrimoniale, "in quanto lo scopo prevalente era quello di creare un rapporto fiduciario tra la direzione politica e il dirigente amministrativo". Pur non configurandosi un reato penale, il magistrato ha rilevato un illecito amministrativo (abuso d'ufficio materiale) in relazione al superamento del limite del 5% nel conferimento di incarichi direttivi al di fuori della dotazione organica (massimo 10 consulenti anziché 50); al conferimento di incarichi a persone prive di requisiti (non laureati); e alla mancanza di un corretto iter nella nomina dei nuovi dirigenti, avvenuta con criteri poco trasparenti[57].

Accuse di assenteismo

Letizia Moratti è stata criticata per la scarsa presenza in Consiglio Comunale: 6 presenze nel 2008 e 3 nel 2009, di cui l'ultima il 21 ottobre 2009, per la presentazione di un primo bilancio del mandato. Dei 61 rappresentanti di giunta e consiglio, Letizia Moratti è ultima per presenza alle votazioni, con un totale del 5%.[53] Il sindaco Moratti è stata inoltre richiamata dal presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri per non aver risposto alle 100 interrogazioni portate dal consigliere di opposizione Pierfrancesco Majorino ai sensi del regolamento.[53]

Doppio incarico di Lucio Stanca come AD di Expo 2015

Benché il consiglio comunale di Milano abbia votato a maggioranza una mozione che impegna il sindaco a chiedere a Lucio Stanca, deputato e AD di Expo 2015, di rinunciare ad uno dei due incarichi[58], il sindaco Moratti non ha dato seguito all'iniziativa del suo consiglio.[53]

Presunta discriminazione verso i rom nell'assegnazione di case popolari

Nel dicembre 2010, il tribunale civile di Milano ha deliberato secondo sentenza che nell'assegnazione di case popolari vi è stata la mancata assegnazione a 10 famiglie rom con le quali il Comune aveva firmato un progetto di autonomia abitativa. Nell'accogliere il ricorso, presentato contro il Comune di Milano e quindi contro il sindaco Letizia Moratti, ed inoltre contro il ministro Roberto Maroni e il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, il tribunale ha deliberato che sulla decisione dell'amministrazione comunale ha agito "l'origine etnica dei rom", in quanto gli "amministratori e politici hanno ripetutamente dichiarato alla stampa che ai rom non sarebbe mai stata data alcuna casa popolare"[59]

I vantaggi per il figlio grazie al piano regolatore

Il Piano del Governo del Territorio varato dalla giunta Moratti avrebbe dato a Gabriele Moratti, figlio di Letizia, un vantaggio economico stimato in almeno un milione di euro[60], grazie ad un immobile acquistato da Gabriele Moratti con vincolo di destinazione industriale e trasformato in villa di lusso ispirata alla dimora di Batman[61][62][63]

Attività successive[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 Letizia Moratti perde le elezioni comunali contro il candidato del centrosinistra, Giuliano Pisapia. La campagna elettorale era stata segnata da diverse controversie:

  • Moratti aveva accusato Pisapia di essere stato condannato in gioventù per furto d'auto, omettendo di citare la successiva piena assoluzione.[64]
  • Moratti si era inizialmente dissociata da Roberto Lassini, candidato PdL nel listino a sostegno della Moratti e committente dei manifesti “fuori le Br dalle procure”, arrivando a minacciare il ritiro della candidatura: “Siamo incompatibili, in lista o io o lui”. Moratti aveva quindi ritrattato, accettando la presenza di Lassini nelle liste.[65]
  • In risposta ad una interrogazione-burla su twitter («Cosa ne pensa della moschea abusiva in via Puppa, nel quartiere di Sucate?»), lo staff elettorale della Moratti aveva risposto seriamente ("nessuna tolleranza per le moschee abusive"), scatenando la reazione della satira virale.[66]

A seguito della sconfitta, Moratti conferma la volontà di continuare l'attività politica dai banchi dell'opposizione: "Resterò cinque anni in consiglio comunale per spirito di servizio alla città e ai milanesi che mi hanno eletto"[67] Tuttavia, nel dicembre 2011 l'ex sindaco di Milano annuncia la sua fuoriuscita dal PdL,[68], e a fine gennaio 2012 rassegna le dimissioni dalla carica di consigliere comunale[69].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (Repubblica di San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (Repubblica di San Marino)
Dama di Gran Croce dell'Ordine del Belize (Belize) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine del Belize (Belize)
Dama di I Classe dell'Ordine del Sol Levante (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di I Classe dell'Ordine del Sol Levante (Giappone)
Dama dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ azienda fondata dalla famiglia Brichetto a Genova nel remoto 1873
  2. ^ Castello di Carimate
  3. ^ Paolo Brichetto Arnaboldi nasce a Milano nel 1920. La madre Emilia Airoldi di Robbiate Arnaboldi, discendente da antiche e nobili famiglie lombarde
  4. ^ Panorama, 7 febbraio 2011
  5. ^ Moratti La partita di Angelo e Carlotta, corriere.it, 7-12-09.
  6. ^ Maurizio Giannattasio, Moratti jr patteggia per la Bat-casa in Il Corriere della Sera, 6 aprile 2013, p. 1.
  7. ^ Milly Moratti: purché vinca Pisapia dico Forza Milan corriere.it, 5 maggio 2011
  8. ^ Milano: Milly Moratti, ora Pisapia può anche vincere al primo turno adnkronos.com, 13 maggio 2011
  9. ^ a b c La Repubblica, 10 giugno 2001
  10. ^ Corriere della Sera, 22 luglio 1994
  11. ^ Corriere, 16 ottobre 1994
  12. ^ Corriere, 16 febbraio 1995
  13. ^ Corriere, 10 novembre 1994
  14. ^ Corriere, 26 novembre 1994
  15. ^ Corriere, 13 giugno 1995
  16. ^ Corriere, 15 febbraio 1996
  17. ^ Corriere, 17 febbraio 1996
  18. ^ Corriere della Sera, 30 maggio 1999
  19. ^ La Repubblica, 27 aprile 1999
  20. ^ Who's Who Italy (edizione aggiornata al 2005)
  21. ^ Sole24Ore, 23 agosto 2000
  22. ^ IlSole24Ore, ottobre 2000
  23. ^ Syntek Capital.com
  24. ^ Affari Italiani, 1º agosto 2008
  25. ^ Milano Finanza, agosto 2010
  26. ^ Riforma Moratti, alle superiori torna il 7 in condotta.
  27. ^ Corriere.it
  28. ^ Corriere.it - Pisapia e de Magistris sono sindaci, URL consultato il 30/05/2011
  29. ^ Expo, Milano parte
  30. ^ L'orgoglio della città.
  31. ^ Expo, superpoteri alla Moratti.
  32. ^ Dimissioni
  33. ^ Il Giornale. 15 marzo 2011
  34. ^ Programma elettorale 2011, p.15: "prosecuzione delle misure strutturali per eliminare il traffico inquinante e rafforzamento delle misure di disincentivazione del traffico “normale” (Ecopass)".
  35. ^ ADN Kronos, 23 maggio 2011
  36. ^ Il Giornale, 20 aprile 2006
  37. ^ Il Giornale, 20 luglio 2010
  38. ^ Corriere, 1º ottobre 2010
  39. ^ La Repubblica, 9 ottobre 2009
  40. ^ Corriere, 11 luglio 2010
  41. ^ Piano della Mobilità Ciclistica
  42. ^ 02blog
  43. ^ Comune di Milano, La nuova mobilità sale in sella, 6 novembre 2007
  44. ^ Corriere, 24 novembre 2009
  45. ^ Mappa stazioni BikeMi
  46. ^ Ciclobby, I conti che non tornano, 5 maggio 2011
  47. ^ Moratti: Milano prima in Europa per rete ricarica auto elettriche.
  48. ^ “Una scossa alla città”, soluzioni per la diffusione delle auto elettriche.
  49. ^ parco per Craxi, Corriere
  50. ^ Il sindaco "regala" un parco a Bettino Craxi, Repubblica
  51. ^ Archiviazione per la Moratti.
  52. ^ Luigi Offeddu, Ferruccio Sansa. Milano da morire. BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2007, ISBN 88-17-01634-9.
  53. ^ a b c d e f g Cara Madunina, Rai Report, 22 novembre 2009, intervista con Bernardo Iovene
  54. ^ a b c «Consulenze d'oro» in Comune, archiviata l'inchiesta sulla Moratti, Corriere, 27 agosto 2010
  55. ^ Claudio Del Frate, Alessandro Trocino. «Favorì una clandestina».Leghista nei guai. Corriere della Sera, 16 settembre 2005.
  56. ^ Video: Intervista al giornalista Ferruccio Sansa
  57. ^ "Moratti censurabile ma non è reato, Repubblica Milano, 28 agosto 2010
  58. ^ Expo, il consiglio comunale dimezza Stanca
  59. ^ Repubblica, 21 dicembre 2010
  60. ^ Letizia Moratti condona il figlio L'Espresso, 3 marzo 2011
  61. ^ Moratti Jr, una villa in stile Batman condonata dal PGT Repubblica, 3 marzo 2011
  62. ^ Moratti jr e la villa contestata. Ma era uno scoop del Giornale
  63. ^ Ecco la Bat-villa di Gabriele Moratti
  64. ^ Il Fatto Quotidiano
  65. ^ Il Fatto Quotidiano
  66. ^ L'espresso
  67. ^ La Repubblica
  68. ^ Il Giornale - Letizia Moratti verso i finiani, possibile un passaggio a Fli
  69. ^ Corrier della Sera - Consiglio Milano, Letizia Moratti lascia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Predecessore Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca italiano Successore Flag of Italy.svg
Tullio De Mauro 11 giugno 2001 - 17 maggio 2006 Giuseppe Fioroni
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Gabriele Albertini 30 maggio 2006 - 1º giugno 2011 Giuliano Pisapia

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