Lucio Stanca

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Lucio Stanca

Ministero dell'Innovazione e Tecnologie
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore non istituito
Successore Pier Luigi Bersani (Sviluppo Economico)
on. Lucio Stanca
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito Il Popolo della Libertà
Legislatura XIV
sen. Lucio Stanca
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito Forza Italia
Legislatura XV

Lucio Stanca (Lucera, 20 ottobre 1941) è un politico italiano. È stato ministro per l'Innovazione e le Tecnologie nel secondo e terzo Governo Berlusconi, e in seguito amministratore delegato della Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A..

Studi e vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi. Dirigente industriale.

Coniugato, con due figlie. Risiede a San Fermo della Battaglia (Como).

Carriera industriale in IBM[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver prestato il servizio militare come ufficiale nei Granatieri di Sardegna, ha operato nel gruppo IBM sino al marzo 2001, ricoprendo incarichi in Italia, in Europa e negli Stati Uniti tra cui: presidente e amministratore delegato della IBM Italia, componente del comitato mondiale di gestione della società, vicepresidente del gruppo e, negli ultimi anni di attività in IBM, è stato presidente e direttore generale della società con sede a Parigi, responsabile delle operazioni nei paesi dell'Europa, Medio Oriente ed Africa.

Ruoli societari[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1991 è vicepresidente dell'Aspen Institute Italia e dal 2001 è anche presidente degli Aspen Junior Fellows. Ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell'Università Bocconi di Milano dal 1994 al 2006 e di diverse società. È membro della Fondazione Italia USA. È stato membro del board of directors della Fondazione Gateway promossa dalla Banca Mondiale per lo sviluppo delle tecnologie digitali nei paesi in via di sviluppo.

Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie (2001-06)[modifica | modifica wikitesto]

Nella XIV legislatura (2001-2006) è stato Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie nei Governi Berlusconi II e Berlusconi III, esercitando per delega del Presidente del Consiglio dei ministri il coordinamento e indirizzo della politica del Governo in materia di sviluppo e di impiego delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (ICT) da parte delle famiglie, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, centrali e locali. A tal fine ha inoltre presieduto il Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione.

Il sito italia.it[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2004 propone e ottiene l'approvazione da parte del governo allora presieduto da Silvio Berlusconi del progetto del portale del turismo Italia.it. Il progetto mirava a colmare una cronica carenza di promozione del turismo italiano in un settore strategico per la crescita economica. Il progetto prevedeva uno stanziamento complessivo di 45 milioni di euro spalmati negli anni di cui 25 assegnati alle Regioni per produrre e diffondere contenuti turistici.

Il sito venne completato e messo online solo nel febbraio 2007 e, fin dall'inizio, suscitò parecchie polemiche per le notevole quantità di errori e bug di vario tipo presenti in esso: sito poco attraente e poco navigabile, mancanza del rispetto della Legge Stanca, bug sparsi per tutto il sito e vulnerabilità agli attacchi.[1]

A fomentare ulteriormente le polemiche sopraggiunse il fatto che un privato, una volta ottenuto l'accesso al codice del sito, lo ristrutturò per intero da solo in una settimana rendendolo molto più funzionale dell'originale e mettendo quindi ancor più in evidenza lo spreco di denaro pubblico[senza fonte]. A titolo esemplificativo, si può dire che la cifra spesa fu circa il doppio dei costi di gestione annuali dell'intero Facebook durante lo stesso periodo[2].

Senatore di Forza Italia (2006-08)[modifica | modifica wikitesto]

Nella XV legislatura (2006-2008) è stato eletto al Senato nelle liste di Forza Italia ed è componente della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo).

Deputato del PdL (2008)[modifica | modifica wikitesto]

Nella XVI legislatura è stato eletto (nel 2008) alla Camera dei deputati nelle liste del Popolo della Libertà.

Amministratore delegato di Expo 2015 (2008-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 al 2010 Stanca ha ricoperto la carica di amministratore delegato della Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A. per 450.000€ l'anno, senza tuttavia aver lasciato la carica di deputato, nonostante la maggioranza del consiglio comunale di Milano gli abbia chiesto di rinunciare al doppio incarico e al doppio stipendio.[3]

Nel settembre 2008, Stanca aveva partecipato al 98,26% delle votazioni alla Camera (113 su 115); un anno dopo, nell'ottobre 2009, con il secondo incarico di AD di Expo 2015, Stanca aveva partecipato al 4,22% delle votazioni (7 in tutto)[4].

Stanca si è infine dimesso dall'amministrazione e dal consiglio dalla Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A. il 24 giugno 2010[5] La sua gestione è stata reputata fallimentare da più parti, tra cui La Stampa.[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianluca Nicoletti, Retroscena: benvenuti a Pesaro la città di Fellini, un incredibile catalogo di strafalcioni. in La Stampa, 19 ottobre 2007, p. 21. URL consultato il 30 luglio 2009.
  2. ^ Pierluigi Emmulo, Facebook e YouTube: alti costi di server e banda e poco profitto. Si corre ai ripari..
  3. ^ Expo, la doppia poltrona di Stanca "Non me ne vado dal Parlamento", La Repubblica edizione di Milano, 18 settembre 2009
  4. ^ Alessia Gallione, Stanca: "Il mio doppio stipendio? Rispondo al Pdl, non a Repubblica", La Repubblica, 23 novembre 2009
  5. ^ Corriere della Sera, 24 giugno 2010
  6. ^ La Stampa, 23 giugno 2010
Predecessore Ministro per l'Innovazione e Tecnologie Successore
non istituito 11 giugno 2001 - 17 maggio 2006 Pier Luigi Bersani (Sviluppo Economico)
Predecessore Amministratore delegato di Expo 2015 Successore
non istituito 11 maggio 2008 - 24 giugno 2010 Giuseppe Sala