Massimo Moratti

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Massimo Moratti

Massimo Moratti (Bosco Chiesanuova, 16 maggio 1945) è un imprenditore, dirigente d'azienda e dirigente sportivo italiano, presidente onorario dell'Inter dal 15 novembre 2013 e amministratore delegato della Saras, azienda di famiglia. È stato presidente dell'Inter dal 25 febbraio 1995 al 19 gennaio 2004 e dal 6 settembre 2006 fino al 15 novembre 2013.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Moratti, appartenente ad una delle famiglie più facoltose di Milano, ha ereditato dal padre Angelo Moratti la Saras, gruppo che opera nel settore della raffinazione del petrolio, di cui è amministratore delegato. È nato a Bosco Chiesanuova nel veronese; qui il padre aveva portato la famiglia in una villa, acquisita prima della guerra. Laureato alla Luiss Guido Carli in scienze politiche, è anche proprietario dell'azienda Sarlux, con sede a Cagliari, la cui attività si concentra sulla produzione di energia elettrica proveniente dagli scarti petroliferi.

È socio accomandatario e presidente di Angelo Moratti S.a.p.a. e di Sarint S.A., società del Gruppo Saras. Inoltre, è componente del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo di Interbanca e del consiglio di amministrazione di Pirelli. Al 2008 aveva un patrimonio di circa 1,5 miliardi di euro constatati, posizionandosi al 7º posto della classifica annuale degli uomini più ricchi d'Italia.[1]

Il 10 settembre 2009 il rappresentante UNDP di Firenze, Sauro Gori, a margine della presentazione della Coppa del Mondo Inter Campus, ha annunciato che Massimo Moratti sarà nominato Ambasciatore di Buona Volontà ONU a New York, per l'impegno sociale dimostrato attraverso il programma Inter Campus[2]. Il 28 novembre 2012 presso l'ONU a New York Moratti, in rappresentanza dell'Inter e insieme a Francesco Toldo e Luis Figo, ha presentato il progetto Inter Campus.[3] Azionista anche di Gruppo Partecipazioni Industriali con il 6,5% e di Camfin con il 2,91% [4] prima e 2,49% poi (di cui 1,49% tramite C.M.C. S.p.A. e 1,00% a titolo personale), nell'ottobre 2013 vende le proprie quote all'amico Marco Tronchetti Provera per 19,5 milioni di euro sulla base di un accordo sottoscritto a giugno.[5]

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

È fratello di Adriana (Presidente dell'Associazione Amici Accademia di Brera), Gianmarco (Presidente della Saras[6] e marito dell'ex sindaco di Milano Letizia Moratti), Bedy (Presidente Onorario Inter Club), Gioia e Natalino. È sposato con l'attivista ambientalista e politica Emilia Bossi detta "Milly", dal 2001 al 2012 consigliere comunale di Milano per il centro-sinistra e ora Direttore Artistico dell'Inter, ed è padre di cinque figli:[7] Maria Celeste, Angelomario (vicepresidente dell'Inter, presidente di Inter Brand, amministratore delegato di Inter Campus[8] e consigliere della Saras[9]), Maria Carlotta (presidentessa di Inter Campus e membro del CdA della società nerazzurra[10]), Giovanni (membro del CdA dell'Inter[11] e ex-dipendente del Teatro Piccolo di Milano[12]) e Maria.

La presidenza dell'Inter[modifica | modifica sorgente]

Moratti nel 2007

Il 25 febbraio 1995 Moratti acquista ufficialmente l'Inter, che era già stata di proprietà del padre Angelo dal 1955 al 1968. I primi anni di presidenza Moratti sono i più difficili. Ingenti infatti sono gli sforzi economici, senza risultati soddisfacenti, a parte la Coppa UEFA 1997-1998. La somma di denaro investita nell'Inter ammontava nei primi sette anni di presidenza pressappoco a 500 milioni di euro.[13] Complessivamente nei primi 15 anni dell'era Moratti (1995-2010) l'Inter ha accumulato perdite per 1,2 miliardi di euro e debiti per oltre 460 milioni di euro.

In tale periodo il presidente Moratti ha dovuto provvedere personalmente a circa 735 milioni di euro di iniezioni di capitale, cifra molto vicina ai 750 milioni di euro incassati con il collocamento in borsa dell'azienda di famiglia Saras avvenuta nel 2006.[14][15] Le difficoltà sono anche confermate dalle due dimissioni da presidente della squadra nerazzurra. La prima avviene il 6 maggio 1999, dopo le pesanti critiche ricevute per la sua scelta di affidare la squadra all'allenatore Roy Hodgson[16]: in questo caso le dimissioni vennero ritirate, per acclamazione, il successivo 15 luglio[17].

Nel gennaio 2004 abbandona una seconda volta la carica di presidente della squadra, pur conservandone la proprietà, insieme a quattro componenti del consiglio di amministrazione: a subentrargli è l'ex giocatore e bandiera nerazzurra Giacinto Facchetti, che resterà in carica fino alla sua scomparsa, avvenuta nel settembre 2006.[18] A seguito del triste evento, il 6 settembre dello stesso anno, Massimo Moratti riprende il ruolo di presidente del club. Nel 2004, l'arrivo in panchina di Roberto Mancini apre un ciclo di vittorie. Risalgono al tecnico di Jesi la conquista di due scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane.

La striscia di successi prosegue con il tecnico portoghese José Mourinho, il quale è capace di portare nella bacheca nerazzurra, dal 2008 al 2010, altri due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana ma soprattutto la Champions League, a 45 anni di distanza dal precedente successo. L'Inter di Massimo diviene così la prima squadra italiana, sesta in Europa, a centrare il cosiddetto triplete (scudetto, Coppa Italia e Champions League) nell'arco di una sola stagione. Le successive gestioni Benítez e Leonardo arricchiranno la presidenza Moratti di altri tre successi: la Supercoppa italiana, la Coppa del Mondo per club (conquistati dallo spagnolo) e la Coppa Italia (vinta dal brasiliano).

Il 15 ottobre seguente, dopo 5 mesi di trattative, viene comunicato l'accordo con l'International Sports Capital, società indirettamente posseduta dagli indonesiani Erick Thohir, Rosan Roeslani e Handy Soetedjo, con il quale la società indonesiana diviene azionista di controllo dell'Inter mediante la partecipazione del 70% attraverso un aumento di capitale riservato.[19] Il 15 novembre l'Assemblea dei Soci dell'Inter elegge ufficialmente Thohir come nuovo presidente al posto di Moratti che esce dal consiglio di amministrazione rimanendo nell'organigramma societario come presidente onorario[20].

Sempre nel 2013, viene inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Dirigente italiano. È il presidente più vincente della storia dell'Inter: 15 i trofei conquistati nella sua gestione (4 campionati, 4 coppe italia, 4 supercoppe italiane, 1 champions league, 1 coppa uefa, 1 coppa del mondo per club) e, sommati a quelli vinti durante la gestione del padre Angelo (3 campionati, 2 coppe dei campioni, 2 coppe intercontinentali) fanno 23 trofei ufficiali conquistati dalla squadra sui 39 complessivamente vinti finora. Moratti ha speso per l'Inter complessivamente 1,5 miliardi di euro nel corso della sua presidenza.[21]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 1993[22]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ LA CLASSIFICA DEI PIU’ RICCHI D’ITALIA
  2. ^ Moratti ambasciatore Onu su Tuttosport.com.
  3. ^ "BALOTELLI NON TORNERÀ ALL'INTER" sportmediaset.it, 28 novembre 2012
  4. ^ Camfin: Tronchetti al 51%, Intesa e Generali all' 1,6% ilsole24ore.com, 26 aprile 2007
  5. ^ Camfin, Mtp acquisisce azioni detenute da Massimo Moratti Reuters.com, 11 ottobre 2013
  6. ^ Presidente Gian Marco Moratti, saras.it.
  7. ^ Moratti La partita di Angelo e Carlotta, corriere.it, 7-12-09.
  8. ^ ORGANIGRAMMA. URL consultato l'8 aprile 2013.
  9. ^ Consigliere Angelomario Moratti, saras.it.
  10. ^ ORGANIGRAMMA. URL consultato l'8 aprile 2013.
  11. ^ ORGANIGRAMMA. URL consultato l'8 aprile 2013.
  12. ^ Moratti jr licenziato dal Piccolo di Milano.
  13. ^ I primi anni di presidenza Moratti su Repubblica.it.
  14. ^ Chiuso il rubinetto della Saras Moratti obbligato all'austerity su Repubblica.it.
  15. ^ Il rosso dell'Inter scende a 69 milioni di euro su IlSole24Ore.it.
  16. ^ Moratti si dimette.
  17. ^ Moratti torna sul trono dell'Inter.
  18. ^ Inter, Moratti si dimette e propone Facchetti presidente.
  19. ^ FC Internazionale Milano S.p.A.: siglato l’accordo per l’ingresso di nuovi soci nel capitale, inter.it, 15 ottobre 2013. URL consultato il 15 ottobre 2013.
  20. ^ Comunicato ufficiale, 15 novembre 2013. URL consultato il 18 novembre 2013.
  21. ^ Rosneft, Saras e Inter: idea sponsor, soldi per mercato o stadio. Però...
  22. ^ Sito web del Quirinale:dettaglio decorato. URL consultato il 29 luglio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 89901929

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Predecessore Presidente dell'Inter Successore
Ernesto Pellegrini 25 febbraio 1995 - 19 gennaio 2004 Giacinto Facchetti
Predecessore Presidente dell'Inter Successore
Giacinto Facchetti 6 settembre 2006 - 15 novembre 2013 Erick Thohir