Massimo Moratti
Massimo Moratti (Bosco Chiesanuova, 16 maggio 1945) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, attuale presidente dell'Inter.
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[modifica] Biografia
Moratti, appartenente ad una delle famiglie più facoltose di Milano, ha ereditato dal padre Angelo Moratti la Saras, gruppo che opera nel settore della raffinazione del petrolio, di cui è amministratore delegato. È nato a Bosco Chiesanuova nel veronese dove il padre aveva portato la famiglia in una villa acquisita prima del conflitto. Laureato alla Luiss Guido Carli in scienze politiche, è anche proprietario dell'azienda Sarlux, con sede a Cagliari, la cui attività si concentra sulla produzione di energia elettrica proveniente dagli scarti petroliferi. Fa parte del consiglio di amministrazione.
Il 10 settembre 2009 il rappresentante UNDP di Firenze, Sauro Gori, a margine della presentazione della Coppa del Mondo Inter Campus, ha annunciato che Massimo Moratti sarà nominato Ambasciatore di Buona Volontà ONU a New York, per l'impegno sociale dimostrato attraverso il programma Inter Campus[1].
[modifica] Famiglia
È fratello di Gian Marco (presidente della Saras[2]) e di Bedy. È sposato con l'attivista ambientalista Emilia Bossi ed è padre di cinque figli[3]: Maria Celeste, Angelomario (vicepresidente dell'Inter e presidente del consiglio d'amministrazione della Saras[4]), Maria Carlotta (presidentessa di Inter Campus e membro del consiglio di amministrazione della società nerazzurra[3][5]), Giovanni e Maria.
[modifica] La presidenza dell'Inter
Il 25 febbraio 1995 Moratti acquista ufficialmente l'Inter, che era già stata di proprietà del padre Angelo dal 1955 al 1968.
I primi anni di presidenza Moratti sono i più difficili. Ingenti infatti sono gli sforzi economici, senza risultati soddisfacenti, a parte la Coppa UEFA 1997-1998. La somma di denaro investita nell'Inter ammontava nei primi sette anni di presidenza pressappoco a 500 milioni di euro.[6]
Complessivamente nei 15 anni dell'era Massimo Moratti (1995-2010) l'Inter ha accumulato perdite per 1,2 miliardi di Euro e debiti per oltre 460 milioni di Euro. In tale periodo il presidente Moratti ha dovuto provvedere personalmente a circa 735 milioni di Euro di iniezioni di capitale, cifra molto vicina ai 750 milioni di Euro incassati con il collocamento in borsa dell'azienda di famiglia Saras avvenuta nel 2006.[7][8]
Le difficoltà sono anche confermate dalle due dimissioni da presidente della squadra nerazzurra. La prima avviene il 6 maggio 1999, dopo le pesanti critiche ricevute per la sua scelta di affidare la squadra all'allenatore Roy Hodgson[9]. Nel gennaio 2004 si dimette una seconda volta dalla carica di presidente della squadra, pur conservandone la proprietà, insieme a quattro componenti del consiglio di amministrazione. A subentrargli è l'ex giocatore e bandiera nerazzurra Giacinto Facchetti, che resterà in carica fino alla sua scomparsa, avvenuta nel settembre 2006.[10] A seguito del triste evento, il 6 settembre dello stesso anno, Massimo Moratti riprende il ruolo di presidente del club, che detiene tuttora.
Nel 2004, l'arrivo in panchina di Roberto Mancini apre un ciclo di vittorie. Risalgono al tecnico di Jesi la conquista di tre scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane. La striscia di successi prosegue con il tecnico portoghese José Mourinho, il quale è capace di portare nella bacheca nerazzurra, dal 2008 al 2010, altri due scudetti, una Supercoppa italiana ma soprattutto la Champions League, a 45 anni di distanza dal precedente successo. L'Inter di Massimo diviene così la prima squadra italiana, sesta in Europa, a centrare il cosiddetto treble (scudetto, Coppa Italia e Champions League) nell'arco di una sola stagione. Le successive gestioni Benítez e Leonardo arricchiranno la presidenza Moratti di altri tre successi: la Supercoppa italiana, la Coppa del Mondo per club (conquistati dallo spagnolo) e la Coppa Italia (vinta dal brasiliano).
[modifica] Controversie
Il 9 luglio 2010 la Commissione Disciplinare Nazionale lo inibisce per tre mesi con 45mila euro di ammenda a seguito dei deferimenti del Procuratore federale Palazzi in merito alla compravendita dei calciatori Thiago Motta e Diego Milito avvenuta nel 2009 durante un'inibizione del presidente genoano Enrico Preziosi.[11][12]
Nel luglio 2011, in merito all'esposto presentato dalla Juventus ai presidenti di CONI e FIGC, alla Procura Federale e al Procuratore Federale Capo per ottenere la revoca dello scudetto assegnato d'ufficio all'Inter nella stagione 2005-2006[13], il procuratore federale Stefano Palazzi ipotizza nei confronti di Moratti la violazione dell'articolo 1 (doveri ed obblighi generali)[14] della giustizia sportiva. Contestualmente, per via della sopraggiunta prescrizione, lo stesso Palazzi segnala l'impossibilità a procedere e dunque a verificare le accuse.[15]
[modifica] Onorificenze
| Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana | |
[modifica] Note
- ^ Moratti ambasciatore Onu su Tuttosport.com
- ^ Presidente Gian Marco Moratti. saras.it
- ^ a b Moratti La partita di Angelo e Carlotta. corriere.it, 7-12-09
- ^ Consigliere Angelomario Moratti. saras.it
- ^ Moratti blinda Sneijder e risana il bilancio. fantagazzetta.com, 29-10-10
- ^ I primi anni di presidenza Moratti su Repubblica.it
- ^ Chiuso il rubinetto della Saras Moratti obbligato all'austerity su Repubblica.it
- ^ Il rosso dell'Inter scende a 69 milioni di euro su IlSole24Ore.it
- ^ Moratti si dimette
- ^ Inter, Moratti si dimette e propone Facchetti presidente
- ^ Disciplinare: sei mesi di inibizione a Preziosi, tre a Moratti Figc.it
- ^ «Moratti squalificato 3 mesi», gazzetta.it. URL consultato in data 10-07-2010.
- ^ La Juventus chiede la revoca dello scudetto. URL consultato il 05-07-2011.
- ^ Codice di giustizia sportiva. URL consultato il 08-07-2011.
- ^ «"Illecito sportivo dell'Inter". Ecco le carte di Palazzi». La Gazzetta dello Sport online. URL consultato in data 05-07-2011.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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