Stefano Zamagni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Stefano Zamagni (Rimini, 1943) è un economista italiano, ex presidente dell'Agenzia per il terzo settore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni giovanili ha fatto parte della GIAC della Diocesi di Rimini collaborando con don Oreste Benzi al suo progetto educativo fra i pre-adolescenti[1]. Si è laureato nel 1966 in economia e commercio presso Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con votazione 109/110, dopo aver vinto una borsa di studio per il collegio Augustinianum. Si è specializzato nel 1973 presso il Linacre College dell'Università di Oxford. Tornato in Italia, iniziò ad insegnare presso l'Università di Parma, ottenendo poi nel 1979 l'ordinariato di economia politica all'Università di Bologna. Due anni prima aveva iniziato ad insegnare "International Trade Theory", "Microeconomics", "Quantitative Methods for Economics" e "Public Sector Economics" alla Johns Hopkins University, Bologna Center, dove a tutt'oggi è Adjunct Professor of International Political Economy, e di cui è vice-direttore. Ha collaborato con il Social Trends Institute (New York-Barcellona) nella riunione di esperti 'Family Policies in Western Countries', tenuta a Roma nell'aprile 2004[2].

Dal 1985 al 2007 ha insegnato Storia dell'analisi economica alla Bocconi di Milano, mentre negli anni ha lavorato anche per la Scuola superiore della pubblica amministrazione, sede di Bologna.
Per l'Università di Bologna ha ricoperto numerosi ruoli, tra cui la presidenza della Facoltà di Economia, impegnandosi negli anni soprattutto negli studi sul mondo del no profit, arrivando all'attivazione di uno specifico corso di laurea ("Economia delle imprese cooperative e delle organizzazioni non profit") Dal 2001 è presidente della commissione scientifica di AICCON (Associazione italiana per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit)[3] e tra gli ideatori delle Giornate di Bertinoro per l'economia civile[4][5], un momento di approfondimento e dialogo sul ruolo e le attività del Terzo Settore in Italia.

Nel 1991 divenne consultore del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, e successivamente membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Nel 1999 venne ammesso alla New York Academy of Sciences. Un articolo apparso su “Belfagor” del 31 marzo 1996, firmato da Federico Varese, mostrò come Stefano Zamagni fosse responsabile di più di un caso di plagio.[6][7]. Nel 2002 gli venne conferita la cittadinanza onoraria di Rosario (Argentina).

Nel 2007 il governo Prodi II lo nomina presidente dell'Agenzia per le Onlus, un ente governativo con funzioni di vigilanza e controllo, promozione, consulenza a Governo e Parlamento in materia di associazioni no profit. Ha ricoperto il mandato dell'Agenzia (che nel frattempo ha cambiato nome in "per il terzo settore" ed è poi stata soppressa) con scadenza nel 2011. In quanto consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, fra il 2007 ed il 2009 è tra principali collaboratori di Papa Benedetto XVI per la stesura del testo dell'Enciclica Caritas in veritate[8].

Il 9 novembre 2013 è stato nominato da Papa Francesco membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze.[9]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Zamagni, L. Bruni, Dizionario di economia civile, Roma: Città Nuova, 2009
  • S. Zamagni, La cooperazione, Bologna: Il Mulino, 2008
  • S. Zamagni, R. Scazzieri, A. Sen, Markets, money and history. Essays in honor of Sir John Hicks, Cambridge (UK): Cambridge University Press, 2008
  • S. Zamagni, L'economia del bene comune, Roma: Città Nuova, 2007
  • S. Zamagni, P. Sacco (acd), Teoria economica e relazioni interpersonali, Bologna: Il Mulino, 2006
  • S. Zamagni,Per una nuova teoria economica della cooperazione, Bologna: Il Mulino, 2005
  • S. Zamagni, L. Bruni,Economia Civile, Bologna: Il Mulino, 2004
  • S. Zamagni, E. Agliardi (acd), Time in Economic Theory, Aldershot: Elgar, 2004
  • S. Zamagni, E. Screpanti, Profilo di storia del pensiero economico, Roma: Nuova Italia Scientifica 2004 (Ed. inglese An Outline of the Histhory of Economic Thought, Oxford: OUP, 2005)
  • S. Zamagni, T. Cozzi, Istituzioni di Economia Politica. Un testo europeo, Bologna: II Mulino, 2002
  • S. Zamagni, C. Vigna (acd), Multiculturalismo e identità, Milano: Vita e Pensiero, 2002
  • S. Zamagni, P. Sacco (acd), Complessità relazionale e comportamento economico, Bologna: Il Mulino, 2002
  • S. Zamagni (acd), Il non profit italiano al bivio, Milano: Egea, 2002
  • S. Zamagni (acd), Non profit come economia civile, Il Mulino: Bologna, 1998
  • S. Zamagni (acd), Economia democrazia, istituzioni in una società in trasformazione, Bologna: Il Mulino, 1997
  • S. Zamagni, F. Delbono, Microeconomia, Bologna: Il Mulino, 1997
  • S. Zamagni, Microeconomic Theory, Oxford: Blackwell, 1987
  • S. Zamagni, Avarizia. La passione dell'avere. Bologna, Il Mulino, 2009. ISBN 978-88-15-13158-4.
  • Stefano Zamagni (a cura di), Il terzo settore nel nuovo welfare (brossura), 1ª ed., Reggio Emilia, Diabasis, ottobre 2010, p. 216, ISBN 978-88-8103-709-4.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dal libro "Un incontro simpatico" di Riccardo Ghinelli, Rimini, Sempre, 2011, ISBN 978-88-89807-31-6
  2. ^ Social Trends Institute, Family Policies in Western Countries. URL consultato il 20/10/2014.
  3. ^ http://Commissione%20Scientifica%20di%20AICCON
  4. ^ http://Le%20Giornate%20di%20Bertinoro%20per%20l'Economia%20Civile
  5. ^ http://www.legiornatedibertinoro.it/index.cfm
  6. ^ Corriere della Sera, 14 luglio 1997
  7. ^ ECONOMIA DI IDEE presso il professor Stefano Zamagni, BELFAGOR, ANNO LI, 302, 31 MARZO 1996, 169-186
  8. ^ Il Papa riscrive l’enciclica: sarà un testo anti crisi in Il Giornale. URL consultato il 9 novembre 2010.
  9. ^ autore, Un Nobel giapponese per Pontificia e Zamagni all'Accademia Scienze (web) in Vatican Insider, 9 novembre 2013. URL consultato il 29 novembre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 202551534 LCCN: n84805052