Illecito amministrativo

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Per illecito amministrativo, secondo l'ordinamento giuridico italiano si intende la violazione di una norma giuridica cui viene comminata una sanzione amministrativa pecuniaria.

Disciplina generale[modifica | modifica wikitesto]

Pur esistendo, anche se in maniera frammentaria, in leggi anteriori, la nascita ufficiale e compiuta dell'illecito amministrativo in Italia si può collocare con l'entrata in vigore della legge 24 novembre 1981, n. 689, recante "Modifiche al sistema penale", e pubblicata in GURI del 30 novembre 1981, n. 329.

La legge introduce un sistema compiuto di illecito e sanzione amministrativa, prevedendo principi generali, eccezioni, applicabilità e competenze. La norma introdusse un sistema para-penale, in quanto modellò sul sistema penalistico la sanzione amministrativa derivante dall'illecito amministrativo. Il legislatore, infatti, utilizzò la norma per effettuare la prima grande opera di depenalizzazione, ovvero la trasformazione di reati in illeciti amministrativi, e affidò la constatazione dell'illecito amministrativo e l'irrogazione della relativa sanzione agli uffici della pubblica amministrazione italiana.

Leggi successive, quale il d. lgs. n. 758/1994 e da ultimo il d. lgs. 507/1999, hanno poi esteso l'opera della depenalizzazione.

La legge n. 689/1981[modifica | modifica wikitesto]

La legge n. 689/1981, che consta di 148 articoli, è organizzata in 6 Capi:

  • Capo I - Le sanzioni amministrative,
  • Capo II - Aggravamento di pene e nuove disposizioni penali,
  • Capo III - Sanzioni Sostitutive delle pene detentive brevi,
  • Capo IV - Estensione della perseguibilità a querela,
  • Capo V - Disposizioni in materia di pene pecuniarie,
  • Capo VI - Disposizioni in materia di pene accessorie, prescrizioni, oblazione, sospensione condizionale della pena e confisca.

Il Capo I, a sua volta, è suddiviso in 4 Sezioni, e comprende gli articoli da 1 a 43. Esse sono:

  • Sezione I - Principi generali,
  • Sezione II - Applicazione,
  • Sezione III - Depenalizzazione di delitti e contravvenzioni,
  • Sezione IV - Disposizioni transitorie e finali.

Il Capo II comprende gli articoli da 44 a 52 e non è suddiviso in Sezioni.

Il Capo III è suddiviso in 2 Sezioni e comprende gli articoli da 53 a 85. Esse sono:

  • Sezione I - Applicazione delle sanzioni sostitutive,
  • Sezione II - Applicazione di sanzioni sostitutive su richiesta dell'imputato.

Il Capo IV comprende gli articoli da 86 a 99 e non è suddiviso in Sezioni.

Il Capo V comprende gli articoli da 100 a 117 e non è suddiviso in Sezioni.

Il Capo VI comprende gli articoli da 118 a 148 e non è suddiviso in Sezioni

Come si nota solo il primo capo, di ben 43 articoli tratta dell'illecito amministrativo, laddove gli altri Capi riguardano più propriamente il campo penale e soprattutto la depenalizzazione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'illecito amministrativo è modellato sulla struttura del reato. Infatti, a conferma di ciò la legge n. 689/1981 nella Sezione I del Capo I, dedicato ai principi generali delle sanzioni amministrative ricalca gli istituti penalistici del principio di legalità (art. 1), della capacità di intendere e di volere (art. 2), dell'elemento soggettivo dell'illecito (art. 3), le cause di esclusione della punibilità (art. 4), il concorso di persone nell'illecito (art. 5), pur prevedendo macroscopiche differenze come il principio di solidarietà nell'illecito amministrativo che si estende all'ente impersonale (art. 6, persona giuridica, associazione priva di personalità, ecc.).

A differenza del sistema penalistico, per le sanzioni amministrative non opera il principio del favor rei, ovvero nella successione delle leggi penali prevale quella più favorevole, quanto piuttosto il principio tempus regit actum, ovvero la sanzione è individuata sulla base della legge vigente al momento della commissione dell'illecito, anche se più sfavorevole per il trasgressore. Tale principio non vale per le sanzioni amministrative tributarie che seguono una normativa peculiare, prevedendo il principio del favor rei.

Constatazione[modifica | modifica wikitesto]

La constatazione degli illeciti amministrativi è affidata agli organi amministrativi che svolgono attività di polizia amministrativa, in genere regolata dalla stessa legge n. 689/1981, ma in diversi casi dagli ordinamenti di settore, i cui poteri possono variare.

Si pensi ai funzionari tributari dell'Agenzia delle entrate la cui normativa segue regole proprie, o ancora alle sanzioni in materia giuslavoristica comminate dagli Ispettori del lavoro, agli Agenti di Polizia municipale, o ancora gli operatori che seguono il Codice della strada quali la Polizia stradale, ecc.

Sanzione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sanzione amministrativa.

La sanzione amministrativa è di tipo pecuniario e può essere fissa o tra una forcella da un minimo e un massimo. Nel primo caso la sanzione è inflitta nell'importo pari a un quarto, nel secondo caso nell'importo più favorevole tra un terzo del massimo e il doppio del minimo (art. 16).

La legge prevede altresì delle sanzioni accessorie, regolate dall'art. 20, quali ad esempio la confisca amministrativa.

Il non pagamento di questo importo, considerato di tipo ridotto, comporta l'emissione di una Ordinanza ingiunzione che a seguito di un procedimento effettuato dall'ufficio legale dell'ente che ha emesso la prima sanzione determina l'importo - in genere più alto - su criteri come le precedenti violazioni, la collaborazione con l'autorità, le condizioni economiche, ecc. (art. 18 legge n. 689/1981).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]