Tullio De Mauro

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Tullio De Mauro
Tullio De Mauro (a destra) salutato da Giorgio Napolitano in occasione della vittoria al "Premio Nazionale Presidente della Repubblica" presso l'Accademia dei Lincei.

Tullio De Mauro (Torre Annunziata, 31 marzo 1932) è un linguista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ha frequentato il Liceo classico statale Giulio Cesare di Roma.

Ha insegnato Linguistica generale e ha diretto il Dipartimento di Scienze del Linguaggio nella Facoltà di Filosofia e successivamente il Dipartimento di Studi Filologici Linguistici e Letterari nella Facoltà di Scienze Umanistiche dell'Università la Sapienza di Roma che ha contribuito a fondare, insieme ad Alberto Asor Rosa.

Allievo di Antonino Pagliaro, ha insegnato a vario titolo in diverse altre università italiane (Napoli "L'Orientale", Palermo, Chieti, Salerno) dal 1957, come professore di prima fascia dal 1967.

Ha tradotto il Corso di linguistica generale (Cours de linguistique générale) di Ferdinand de Saussure che, insieme ad alcuni autori strutturalisti, ha avuto una certa influenza sul suo pensiero. Ha presieduto la Società di Linguistica Italiana (1969-73) e la Società di Filosofia del Linguaggio (1995-97). Nel novembre 2006 ha contribuito alla fondazione dell'associazione Senso Comune per un progetto di dizionario informatico, di cui è tuttora presidente. È socio ordinario dell'Accademia della Crusca[1].

Dal novembre 2007 dirige la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e presiede il comitato direttivo del Premio Strega.

È fratello minore di Mauro De Mauro, giornalista de l'Ora di Palermo rapito e ucciso dalla mafia nel settembre 1970, e padre di Giovanni De Mauro, direttore della rivista Internazionale.

Contributi politici[modifica | modifica sorgente]

Tullio De Mauro

Ministro della Pubblica istruzione
Durata mandato 25 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
(Governo Amato II)
Predecessore Luigi Berlinguer
Successore Letizia Moratti

Nel giugno 1971 ha sottoscritto la lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli. Nell'ottobre dello stesso anno ha sottoscritto l'Autodenuncia di solidarietà a Lotta Continua.

Nel 1975 viene eletto al Consiglio Regionale del Lazio nelle liste del PCI. Nel 1976 viene nominato assessore alla Cultura, incarico che terrà fino al 1978.

È stato ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Amato II (dal 25 aprile 2000 all'11 giugno 2001) su indicazione del PRC[senza fonte].

Dal 2001 al 2010 ha presieduto Mondo digitale, fondazione del comune di Roma, da cui è stato rimosso nel giugno 2010[2].

Ha collaborato e collabora a giornali e settimanali: dal 1956 al 1964 al settimanale Il Mondo, dal 1966 al 1979 al quotidiano Paese Sera, dal 1981 al 1990 con rubriche fisse sulla scuola (1981-85) e il linguaggio (1986 e sgg.) al settimanale L'Espresso. Ha saltuariamente collaborato e collabora con L'Unità, La Stampa, La Repubblica, Il manifesto, Il Sole-24 Ore, Il Mattino e regolarmente con Internazionale con le rubriche “La parola”, dal 2006, e “Scuole”[3], dal 2008.

Tra il 1960 e il 1973 ha collaborato spesso a trasmissioni radiofoniche e televisive della RAI cui ha ripreso a collaborare di nuovo nel 1997-2000. Dal 1978 ha collaborato a cicli di trasmissioni radio e televisive della RTSI (Radiotelevisione della Svizzera Italiana).

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Storia linguistica dell'Italia unita (prima edizione 1963, Laterza)
  • Introduzione alla semantica (prima edizione 1965, Laterza)
  • Introduzione, traduzione e commento del Corso di linguistica generale di Ferdinand de Saussure (prima edizione 1967, Laterza; dal 1972 l'apparato di De Mauro correda l'edizione originale francese)
  • Senso e significato (raccolta di saggi, 1971, Adriatica, Bari)
  • Ludwig Wittgenstein: his Place in the Development of Semantics (1966, Dordrecht)
  • Parlare italiano (1973)
  • Scuola e linguaggio (1977, 1978)
  • Guida all'uso delle parole (prima edizione 1980, Editori Riuniti)
  • Minisemantica (prima edizione 1982, Laterza)
  • Capire le parole (raccolta di saggi, prima edizione 1994, Laterza)
  • Direzione del Grande Dizionario Italiano dell'Uso, 6 voll. (1999, Utet)
  • Prima lezione sul linguaggio (2002, Laterza)
  • La cultura degli italiani a cura di Francesco Erbani (2004, Laterza)
  • La fabbrica delle parole (2005, Utet)
  • Introduzione, traduzione e commento degli Scritti inediti di linguistica generale di Ferdinand de Saussure (2005, Laterza)
  • Parole di giorni lontani (2006, il Mulino)
  • Lezioni di linguistica teorica (2008, Laterza)
  • Che cosa è una lingua
  • In principio c'era la parola? (2009, Il Mulino)
  • Parole di giorni un po' meno lontani (2012, il Mulino)
  • La lingua batte dove il dente duole (2013, Laterza; scritto con Andrea Camilleri)

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 11 giugno 2001[4]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 maggio 1996[5]
Medaglia ai benemeriti della scienza e della cultura - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia ai benemeriti della scienza e della cultura
— 1º giugno 2007[6]

Ha ricevuto diverse lauree honoris causa tra le quali: - Nel 1999 è stato nominato doctor philosophiae et litterarum honoris causa dall'Università Cattolica di Lovanio; - nel 2005 doctor honoris causa dall'ENS (Ecole Normale Supérieure); - il 1º aprile 2008 la Waseda University di Tokyo lo ha nominato doctor honoris causa in Lettere; - il 27 febbraio 2009 l'Università di Bucarest lo ha nominato doctor honoris causa. L'ultima gli è stata conferita il 10 novembre 2010 dall'università Sorbonne Nouvelle.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Accademici, dal sito dell'Accademia della Crusca
  2. ^ Alemanno rimuove De Mauro: non è conforme, anzi è vecchio, Il Fatto quotidiano, 29 giugno 2010.
  3. ^ Sito di Internazionale, www.internazionale.it
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  7. ^ Sito dell'università Sorbonne Nouvelle, www.univ-paris3.fr

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca italiano Successore Flag of Italy.svg
Luigi Berlinguer 25 aprile 2000 - 11 giugno 2001 Letizia Moratti

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