Camillo Ruini

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Cardinale

Camillo Ruini
 
della Chiesa cattolica
Immagine di Camillo Ruini
Ruini con il papa Benedetto XVI in udienza privata (20 gennaio 2006)
Vicario Generale Emerito di Sua Santità per la Città di Roma
titolo
Cardinale Presbitero di Sant'Agnese fuori le mura
Stemma di Camillo Ruini
Veritas liberabit nos
Nato 19 febbraio 1931, Sassuolo
Ordinato
sacerdote
8 dicembre 1954 da monsignor Luigi Traglia
Consacrato
vescovo
29 giugno 1983 da monsignor Gilberto Baroni
Consacrato
arcivescovo
Consacrato
patriarca
Elevato
arcivescovo
Elevato
patriarca
Ruoli ricoperti
Proclamato
cardinale
28 giugno 1991 da papa Giovanni Paolo II
Deceduto
 

Camillo Ruini (Sassuolo, 19 febbraio 1931) è un vescovo cattolico e cardinale italiano.

È stato Cardinale vicario del pontefice per la Città e la Provincia di Roma e Arciprete della Basilica Lateranense dal 1° luglio 1991 al 27 giugno 2008; era stato Pro-Vicario dal 17 gennaio dello stesso 1991.

È stato inoltre Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) dal 7 marzo 1991 alla stessa data del 2007.

Indice

[modifica] Biografia

Ha ottenuto la licenza in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma dove è stato alunno dell'Almo collegio Capranica. Ordinato sacerdote l'8 dicembre 1954 dal futuro cardinale Luigi Traglia, allora arcivescovo vicegerente. Rientrato nella diocesi di nascita nel 1957, ha insegnato filosofia presso il seminario diocesano e, successivamente e in tempi diversi, teologia dogmatica presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Modena-Reggio Emilia-Carpi-Guastalla e presso lo Studio Teologico Accademico Bolognese. All'insegnamento ha affiancato altri incarichi diocesani tra i quali quello di assistente diocesano dei Laureati Cattolici e di delegato vescovile per l'Azione Cattolica.

Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo ausiliare per le diocesi di Reggio Emilia e Guastalla (successivamente riunite nell'attuale unica diocesi di Reggio Emilia-Guastalla) assegnandoli la sede titolare di Nepte il 16 maggio 1983. È stato ordinato vescovo il 29 giugno successivo da monsignor Gilberto Baroni.

Il 28 giugno 1986 è stato nominato Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana da Giovanni Paolo II

Il 17 gennaio 1991 è stato nominato pro-vicario generale per la diocesi di Roma in attesa di divenirne vicario il 1° luglio 1991 dopo la creazione a cardinale avvenuta nel concistoro del 28 giugno 1991, del Titolo di Sant'Agnese fuori le mura. Nel frattempo, il 7 marzo 1991, Giovanni Paolo II lo aveva nominato anche Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, incarico nel quale sarà confermato per i successivi quinquenni il 7 marzo 1996, il 6 marzo 2001 e il 14 febbraio 2006 da papa Benedetto XVI con la formula "donec aliter provideatur" (cioè a tempo indeterminato, fino alla nomina di un successore). Il 7 marzo 2007 il papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età chiamando monsignor Angelo Bagnasco a sostituirlo alla guida dei vescovi italiani dopo sedici anni.

Il 21 giugno 2008 ha annunciato in San Giovanni in Laterano durante la Messa per i suoi 25 anni di episcopato il ritiro, dopo 17 anni di servizio, dall'incarico di Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, nel quale è stato sostituito dal Cardinale Agostino Vallini

[modifica] Prese di posizione e pensiero

Ruini ha sostenuto nella Chiesa cattolica italiana la necessità di una presenza della Chiesa e dei cristiani nel mondo della cultura, da realizzare attraverso il Progetto culturale della Chiesa italiana.

Specialmente con l'avvento del nuovo millennio, ha delineato un modo alternativo di intendere la missione della Chiesa Cattolica nella società di cui è parte (quella italiana), alimentando il dibattito politico su argomenti come la difesa dei diritti umani e del diritto alla vita.

Alcune componenti, laiche e non, del mondo politico italiano, pur giudicando pertinente alla missione ecclesiastica l'interesse per questi argomenti, hanno contestato la parzialità e la pretesa di universalità di alcune esternazioni del cardinale, ritenendo che su certi argomenti il messaggio della Chiesa non debba entrare nello specifico della legislazione di uno stato sovrano, ma limitarsi a indicazioni di carattere generale, senza imporre per legge le prescrizioni di un'ideologia particolare.

Nel 2005, in occasione dei referendum abrogativi della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali, si fece portavoce dell'istanza ufficiale della CEI invitando i cattolici a non presentarsi alle urne con lo scopo di non raggiungere il quorum del 50%, in difesa del «diritto alla vita». Il gesto venne letto in maniera eterogenea dal mondo politico: per i promotori del referendum fu un'inaccettabile ingerenza della Chiesa cattolica nel mondo politico, a lei estraneo, per altri invece, un legittimo parere di una importante personalità pubblica. Ruini fu anche denunciato dal ginecologo Severino Antinori, sulla base di una normativa che condanna fino a tre anni di reclusione chi incita all'astensione, ma la denuncia fu subito archiviata, in quanto le parole di Ruini avevano solo il valore di un'indicazione. Il referendum fallì poiché non raggiunse il quorum: si recò alle urne soltanto un quarto degli elettori. Il cardinale Ruini, incalzato dai giornalisti, affermò il giorno dopo l'annuncio dei risultati: «Sono favorevolmente colpito dalla maturità del popolo italiano». In quell'occasione la Chiesa e i partiti politici contrari al referendum non caldeggiarono la scelta del no confidando in un più sicuro astensionismo.

Nel settembre 2005 venne aspramente contestato e criticato da un gruppo di studenti del collettivo Farfalle Rosse, che interruppero lanciando slogan ed esponendo striscioni («Libero amore in libero Stato», «Siamo tutti omosessuali», «Vogliamo fare Pacs in avanti nei diritti»), una cerimonia privata della Fondazione Liberal del parlamentare di Forza Italia, Adornato, nel quale il cardinale veniva premiato. Da questa contestazione presero le distanze quasi tutti gli esponenti del mondo politico, anche quelli critici verso le opinioni ed i comportamenti di Ruini.

Più volte il Vicario del Papa si è detto contrario al riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle coppie di fatto (PACS), in linea con la Dottrina cattolica tradizionale e con il pensiero espresso da tutti i papi che hanno trattato tali argomenti. Ruini ritiene che l'introduzione di queste normative «comprometterebbe gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale»". Il cardinale ha anche criticato l'approvazione da parte dell'Unione Europea di una risoluzione che «sollecita una equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali con quelli delle vere e legittime famiglie». «Conforta il fatto - ha commentato - che gran parte degli europarlamentari italiani si è opposta a tale risoluzione».

[modifica] Il caso Welby

La decisione del Vicariato di Roma di negare le esequie religiose a Piergiorgio Welby ha dato origine ad un dibattito nell'opinione pubblica. Questi, da anni ammalato di distrofia muscolare, aveva manifestato pubblicamente la richiesta che venisse sospeso ciò che egli considerava accanimento terapeutico nei suoi confronti.

Il Vicariato di Roma ha inteso prendere tale decisione perché ha ritenuto che il caso Welby abbia avuto un eccessivo risvolto mediatico e che sia stato strumentalizzato. In una nota si è così espresso:

« In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325)[1] »

A riguardo, il cardinal Ruini ha parlato di:

« sofferta decisione [...] nella consapevolezza, di arrecare purtroppo dolore e turbamento ai familiari e a tante altre persone, anche credenti, mosse da sentimenti di umana pietà e solidarietà verso chi soffre, sebbene forse meno consapevoli del valore di ogni vita umana, di cui nemmeno la persona del malato può disporre »

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana

— Roma, 13 giugno 2005. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[2]

[modifica] Genealogia episcopale e successione apostolica

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Comunicato stampa del Vicariato di Roma
  2. ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana S.E.Rev.ma il Cardinale Camillo Ruini Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Predecessore: Vescovo titolare di Nepte Successore:
Igino Eugenio Cardinale 16 maggio 1983 - 28 giugno 1991 Michael Louis Fitzgerald I
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Igino Eugenio Cardinale {{{data}}} Michael Louis Fitzgerald
Predecessore: Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Egidio Caporello 28 giugno 1986 - 17 gennaio 1991 Dionigi Tettamanzi I
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Predecessore: Cardinale vicario di Roma Successore:
Ugo Poletti 17 gennaio 1991 - 27 giugno 2008 Agostino Vallini I
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Predecessore: Arciprete di San Giovanni in Laterano Successore:
Ugo Poletti 17 gennaio 1991 - 27 giugno 2008 Agostino Vallini I
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Predecessore: Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense Successore:
Ugo Poletti 17 gennaio 1991 - 27 giugno 2008 Agostino Vallini I
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Ugo Poletti {{{data}}} Agostino Vallini
Predecessore: Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Ugo Poletti 7 marzo 1991 - 7 marzo 2007 Angelo Bagnasco I
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Predecessore: Cardinale presbitero di Sant'Agnese fuori le mura Successore:
Louis-Jean-Frédéric Guyot dal 28 giugno 1991 in carica I
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