The Huffington Post

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The Huffington Post
Logo
URL http://www.huffingtonpost.it/
Tipo di sito giornale on-line
Registrazione facoltativa
Proprietario Arianna Huffington, Kenneth Lerer
Creato da Arianna Huffington, Kenneth Lerer, Jonah Peretti
Lancio 9 maggio 2005
Stato attuale attivo
Slogan The Internet Newspaper: News, Blogs, Video, Community

The Huffington Post (noto anche come HuffPost) è un quotidiano online e aggregatore statunitense fondato nel 2005 da Arianna Huffington, Kenneth Lerer e Jonah Peretti, e in breve tempo diventato uno dei siti più seguiti del mondo[senza fonte], numero uno della classifica Technorati[1].

Tra le varie versioni locali figura anche quella in lingua italiana, con il nome L'Huffington Post, edita in collaborazione con il gruppo l'Espresso e diretta da Lucia Annunziata.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Tra le personalità che hanno firmato articoli per l'Huffington Post vi sono Barack Obama, Hillary Clinton, Michael Moore, Madonna, Larry David, Nora Ephron e Nancy Pelosi[2].

Per la scelta dei titoli degli articoli, il sito utilizza un sistema per il quale ne vengono visualizzate due diverse versioni contemporaneamente, e dopo qualche minuto di sperimentazione, il sistema sceglie quello che ha attirato più visitatori: un metodo definito «devilishly brilliant» ("diabolicamente brillante") dal Nieman Journalism Lab[3].

A partire dal 2008 sono state attivate versioni locali del sito, con HuffPost Chicago, HuffPost New York, HuffPost Denver e HuffPost Los Angeles.

Successo e localizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 2009 il Los Angeles Times ha analizzato il successo del sito, che è arrivato a 9 milioni di visitatori unici al mese, un incremento del 27% rispetto all'anno precedente[4], gli introiti pubblicitari del 2009 si attesterebbero tra i 12 e i 16 milioni di dollari[4], mentre i dipendenti, oltre ai 3000 blogger volontari[4], sono passati da 49 a 89[4].

Nel mondo[modifica | modifica sorgente]

Dopo il successo riscontrato negli USA l'Huffington Post si espande al di fuori dei confini statunitensi aprendo edizioni localizzate in Canada (maggio 2011, in francese e inglese), Gran Bretagna (luglio 2011), Francia (gennaio 2012), Spagna (giugno 2012), Italia (settembre 2012), Giappone (maggio 2013), Maghreb (giugno 2013, in lingua francese, per Tunisia, Marocco e Algeria), Germania (ottobre 2013), Brasile (gennaio 2014) e Corea del Sud (febbraio 2014) È prevista una localizzazione per l'India[5].

In Italia: L'Huffington Post[modifica | modifica sorgente]

L'edizione italiana di The Huffington Post ha debuttato il 25 settembre 2012[5], proponendo tra l'altro un'intervista a Silvio Berlusconi. L'annuncio dell'uscita in Italia era stato dato a maggio. [6][7].

Seguendo la pratica già avviata con le edizioni francese e spagnola e secondo le indicazioni della fondatrice Arianna Huffington, anche la versione italiana ha abbandonato l'articolo inglese «The» in favore dell'articolo italiano «L'», per cui il nome ufficiale della testata è L'Huffington Post. L'articolo conserva la grafica del logo del Gruppo Editoriale L'Espresso, a sottolineare la stretta collaborazione tra i due gruppi editoriali nella versione italiana[5].

Realizzata in collaborazione tra l'Huffington Post Mediagroup e il Gruppo Editoriale L'Espresso, la versione italiana ha come direttore la giornalista Lucia Annunziata, conduttrice del programma In ½ h su Rai 3. Occupa la carica di vicedirettore Gianni Del Vecchio.

La redazione è composta da 15 giornalisti. I blogger chiamati a partecipare all'edizione italiana (50 alla partenza) sono noti esponenti del mondo politico, giornalistico, dell'economia e dell'arte in generale, oltre a molti altri meno famosi: figurano diversi sindacalisti appartenenti alla FIOM, il direttore di Rai 3 Antonio Di Bella, il giornalista Paolo Ruffini, l'attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il personaggio televisivo Geppi Cucciari.[8].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il sito ha ricevuto i Webby Award 2006 e 2008 come miglior blog di politica[9][10], ed è stato classificato come blog più potente nel mondo dall'Observer nel 2008[11], e nominato secondo nella classifica dei 25 migliori blog del 2009 dal Time Magazine[12]

La co-fondatrice Arianna Huffington è, secondo Forbes, la dodicesima donna più influente nei media del 2009[13], mentre è 42esima secondo il Guardian[14]. Il blogger dell'Huffington Bennett Kelley è stato insignito del Los Angeles Press Club's 2007 Southern California Journalism Award for Online Commentary[15].

Blogger celebri della versione americana[modifica | modifica sorgente]

Blogger celebri della versione italiana[modifica | modifica sorgente]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di aprile 2011 Huffington Post è stato citato in giudizio per milioni di dollari di danni presso la corte di giustizia statunitense, distretto di New York, da parte di migliaia di blogger non retribuiti per i loro contributi.[16]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Technorati Top 100 (1–25), Technorati (consultato il 22-01-2010)
  2. ^ (EN) Top Posts / Blogger Index, HuffintonPost.com (consultato il 22-01-2010)
  3. ^ (EN) Zachary M. Seward, How The Huffington Post uses real-time testing to write better headlines, Nieman Journalism Lab 14-10-2009
  4. ^ a b c d (EN) James Rainey, Will the Huffington Post strategy pay off?, Los Angeles Times, 18-12-2009 (consultato il 22-01-2010)
  5. ^ a b c (IT) Come sarà l'Huffington Post italiano, Il Post (consultato il 10-09-2012)
  6. ^ Annunziata sarà direttore dell'Huffington Post Italia - LASTAMPA.it
  7. ^ . Annunziata direttore Huff Post Italia - Tecnologia e Internet - ANSA.it
  8. ^ L’Huffington Post italiano è partito il 25 settembre, a seguire l’edizione tedesca e brasiliana, Fanpage (consultato il 10-09-2012)
  9. ^ (EN) Blog Politica - Webby Award Winner 2006, webbyawards.com (consultato il 22-01-2010)
  10. ^ (EN) Blog Politica - Webby Award Winner 2008, webbyawards.com (consultato il 22-01-2010)
  11. ^ (EN) Jessica Aldred, Amanda Astell, Rafael Behr, Lauren Cochrane, John Hind, Anna Pickard, Laura Potter, Alice Wignall, Eva Wiseman, The world's 50 most powerful blogs, The Observer, 09-03-2008 (consultato il 22-01-2010)
  12. ^ (EN) The Huffington Post - 25 Best Blogs 2009, TIME (consultato il 22-01-2010)
  13. ^ (EN) Kiri Blakeley, In Pictures: The Most Influential Women In Media - No. 12: Arianna Huffington, Forbes, 14-09-2009 (consultato il 22-01-2010)
  14. ^ (EN) 42. Arianna Huffington, The Guardian, 2009 (consultato il 22-01-2010)
  15. ^ (EN) 2007 Southern California Journalism Award Winners, Los Angeles Press Club (consultato il 22-01-2010)
  16. ^ (EN) Huffington Post è citato in giudizio per i blogger non retribuiti, Jeremy W. Peters, The New York Times, 12 aprile 2011

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]