Bono (Italia)

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Bono
comune
Bono – Stemma
Il municipio.
Il municipio.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Michela Sau (lista civica) dall'11/06/2012
Territorio
Coordinate 40°25′00″N 9°02′00″E / 40.416667°N 9.033333°E40.416667; 9.033333 (Bono)Coordinate: 40°25′00″N 9°02′00″E / 40.416667°N 9.033333°E40.416667; 9.033333 (Bono)
Altitudine 540 m s.l.m.
Superficie 74,47 km²
Abitanti 3 679[1] (31-12-2010)
Densità 49,4 ab./km²
Comuni confinanti Anela, Benetutti, Bonorva, Bottidda, Bultei, Burgos, Nughedu San Nicolò, Oniferi (NU), Orotelli (NU)
Altre informazioni
Cod. postale 07011
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090012
Cod. catastale A977
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bonesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bono
Posizione del comune di Bono all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Bono all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Bono (Bòno in sardo[2]) è un comune di 3.696 abitanti della provincia di Sassari, situato nella regione storica del Goceano.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Bono sorge a 540 m al di sopra del livello del mare, ai piedi del Monte Rasu. Abitato fin dall'epoca preistorica, il suo territorio è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, in un continuo alternarsi di pianure, colline e montagne, e si estende dalla valle del Tirso fino alla cima di Monte Rasu la cui vetta, "Sa Punta Manna", raggiunge i 1259 metri s.l.m.

Di notevole importanza naturalistica è la località di "Sos Nibberos", posta alle pendici Nord-Ovest del Monte Rasu, che tra l'altro comprende la foresta di Taxus baccata più grande d'Italia, dichiarata monumento naturale; alcuni esemplari millenari raggiungono i 16 metri d'altezza ed hanno un diametro superiore al metro. A poca distanza dal paese si trovano Monte Pisanu e l'area di sosta "Sa Puntighedda". Presso l'ex-caserma del Corpo Forestale di Monte Pisanu, a 861 metri d'altezza, sono state impiantate diverse specie arboree quali il cedro atlantico, la roverella, le tuie giganti; tra esse emerge un notevole esemplare di abete bianco.

La maggior parte del territorio di Bono per rilevante interesse naturalistico, è protetto e salvaguardato dalla intensa attività svolta dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale e dell'Ente foreste della Sardegna ed è frequentato da molti turisti attratti anche dalla presenza di numerosi laghetti[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Per le origini di Bono non esiste nessuno scritto che ci dia con esattezza l'anno in cui venne considerato paese. I primi abitanti conoscevano la religione cristiana, così pure già i loro avi lotrensi, e la praticavano. Fino all'800 era un misto tra cristianesimo e paganesimo, di cui ancora oggi sono vive alcune delle usanze pagane. Si presume che i primi invasori stranieri da cui dovette difendersi gli abitanti bonesi fossero gli arabi dal 711 al 1016, con le loro ripetute incursioni, spadroneggiarono in tutta l'isola.

Età Giudicale[modifica | modifica sorgente]

Prima dell'avvento e dell'affermazione in Sardegna dei Giudicati, Bono godette sicuramente di una lunga pace e prosperità interrotta soltanto dalle incursioni saracene verso l'interno dell'isola. Il paese comunque seppe sempre validamente opporsi all'invasione dei suoi territori anche però veniva sempre più sostenuto dalla potenza dei Giudicati. La Sardegna infatti intorno al XII / XIV secolo era divisa in quattro Giudicati Torres, Arborea, Gallura e Cagliari. Bono apparteneva al giudicato di Torres e precisamente alla curatoria del Goceano con Bottidda, Burgos, Anela, Esporlatu, Bultei e Benetutti. Nei primi decenni del XII secolo l'isola si arricchì di chiese, monasteri e castelli. Anche Bono ebbe la nuova chiesa, di stile pisano, oggi parrocchia di San Michele Arcangelo, il suo convento, uno dei più antichi della Sardegna, a Monte Rasu e a pochi chilometri di distanza il Castello del Goceano.

Età Moderna[modifica | modifica sorgente]

Sotto la dominazione spagnola Bono subì la sorte del resto della Sardegna: spopolamento e depressione economica; ma, nel 1721, dopo la cessione del Regno di Sardegna ai Savoia, la situazione migliorò con un notevole incremento dell'attività agricola. Nel 1796, in seguito alla partecipazione ai moti antifeudali di Giovanni Maria Angioy, nativo del luogo, il centro venne attaccato dalle truppe piemontesi che dopo averlo bombardato lo conquistarono. I bonesi aspettarono i soldati sulla via del ritorno, li attaccarono e ne fecero prigionieri alcuni. Agli inizi del secolo scorso per qualche anno il paese fu capoluogo di provincia, poi venne inserito nella Sassari, sebbene tutt'oggi mantenga maggiori rapporti culturali ed economici con quella di Nuoro.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Economia[modifica | modifica sorgente]

Bono è considerato il Capoluogo del Goceano. L'economia locale è soprattutto di tipo agro-pastorale sebbene sia discreta anche la presenza dell'artigianato rappresentato dalla lavorazione del ferro e del legno e della tessitura e panificazione. Nel paese sono presenti i principali servizi di pubblica utilità: la sede della Comunità montana "Goceano", un ufficio regionale ERSAT e quelli dell'ispettorato agrario, della Compagnia dei carabinieri e del Corpo forestale di vigilanza ambientale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 87.
  3. ^ La foresta demaniale di Monte Pisanu
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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