Ferdinando VII di Spagna

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Ferdinando VII di Borbone-Spagna
Ferdinando VII di Borbone-Spagna
Fernando VII
Re di Spagna
Stemma
In carica 19 marzo 1808 – 6 maggio 1808
11 dicembre 1813 – 29 settembre 1833
Predecessore Carlo IV di Spagna
Giuseppe Bonaparte
Successore Isabella II di Spagna
Nascita San Lorenzo de El Escorial, 14 ottobre 1784
Morte Madrid, 29 settembre 1833
Sepoltura Monastero dell'Escorial
Casa reale Borbone
Padre Carlo IV di Spagna
Madre Maria Luisa di Borbone-Parma
Consorte Maria Antonia di Borbone-Napoli
Maria Isabella di Braganza
Maria Giuseppa Amalia di Sassonia
Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie
Figli Isabella II di Spagna
Luisa Ferdinanda di Borbone-Spagna

Ferdinando VII di Borbone, in spagnolo Fernando VII de Borbón (San Lorenzo de El Escorial, 14 ottobre 1784Madrid, 29 settembre 1833), fu re di Spagna brevemente nel 1808 e dal 1813 fino alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La prima ascesa al trono di Spagna[modifica | modifica sorgente]

Era figlio di Carlo IV e Maria Luisa di Borbone-Parma (genitori cugini).

Ferdinando di Borbone crebbe sviluppando un forte astio nei confronti della madre e di Manuel Godoy, primo ministro ed amante della Regina Maria Luisa. Fin da giovane, Ferdinando cospirò contro entrambi i suoi genitori regnanti e contro Godoy, incoraggiato dal suo precettore, il canonico Juan Escoiquiz. Intorno al giovane Principe delle Asturie si era formato un nucleo di oppositori composto dai membri dell'alta nobiltà che desideravano la caduta di Godoy. Nel 1807 si attuò una prima cospirazione. L'ammutinamento venne scoperto e Ferdinando giudicato di conseguenza in quello che viene definito: Processo dell'Escorial. Il principe denunciò tutti i suoi collaboratori e chiese perdono ai suoi genitori. Il Tribunale, per mano dei cospiratori, uomini di un certo peso politico, assolse tutti gli implicati.

Fernando VII come Principe delle Asturie

Poco dopo, nel marzo del 1808, in presenza delle truppe francesi in Spagna (per via del Trattato di Fontainebleau), la corte si trasferì a Aranjuez, come parte di un piano di Godoy per trasferire la famiglia Reale in America se ci fosse stato bisogno in caso di attacco da parte dei francesi. Il 17 di marzo, il popolo, istigato dai sostenitori di Ferdinando, assalì il palazzo del Príncipe de la Paz (Godoy). Cosicché Carlo IV, per salvare la vita di Godoy, fu costretto ad abdicare a favore di suo figlio il 18 di marzo. Questi fatti sono noti come La rivolta di Aranjuez.

Le abdicazioni di Bayona[modifica | modifica sorgente]

Fernando tornò alla corte, dove venne acclamato dal popolo di Madrid. Tuttavia, le truppe francesi per mano del generale Murat avevano già occupato Madrid il giorno prima (23 de marzo). Il Re deposto e la sua sposa si misero sotto la protezione di Napoleone e si rifugiarono difesi dalle truppe di Murat. Contemporaneamente, Napoleone invitò il Re Ferdinando a riunirsi con lui, il sovrano spagnolo accettò l'invito nella speranza che l'Imperatore lo riconoscesse e rispettasse come Re di Spagna. Benché al principio la riunione avrebbe dovuto svolgersi in Spagna, alla fine si tenne a Bayona. Il 20 aprile, Ferdinando passò la frontiera, del tutto ignaro che quello sarebbe stato per lui l'inizio di un esilio che durò sei anni. Nel frattempo, Napoleone riuscì a liberare Godoy e lo fece portare a Bayona, insieme con Carlo IV e Maria Luisa, scortato dalle truppe francesi, arrivò il 30 aprile. Mentre, a Madrid, il popolo si mosse in rivolta contro i francesi. I fatti del 2 maggio del 1808 segnano l'inizio della Guerra d'indipendenza spagnola.

Borbone di Spagna

Escudo de España (mazonado).svg

Filippo V (1700-1746)
Luigi I (1724)
Ferdinando VI (1746-1759)
Carlo III (1759-1788)
Carlo IV (1788-1808)
Ferdinando VII (1808-1833)
Isabella II (1833-1874)
Alfonso XII (1874-1885)
Alfonso XIII (1886-1939)
Giovanni (1939-1975)
Juan Carlos I (1975-oggi)


La situazione a Bayona prese l'aspetto di un teatrino. Carlo IV dichiarò che la rinuncia al trono causata dalla rivolta di Aranjuez era nulla e pretese la restituzione dei suoi diritti. Allo stesso tempo però egli, aveva ceduto in precedenza questi diritti a Napoleone in cambio dell'asilo politico in Francia per lui, sua moglie ed il suo "prediletto" Godoy così come una ricca pensione (30 milioni di reali annui). In pratica Carlo aveva venduto la Spagna a Napoleone. Quando arrivarono a Bayona le notizie della rivolta di Madrid e della sua consequenziale repressione, Napoleone ordinò a Ferdinando VII di riconoscere suo padre come sovrano legittimo. In cambio di un castello e di una pensione annuale di quattro milioni di reali, egli accettò, senza fare una piega. Il 5 maggio del 1808. La corona di Spagna cadde nelle mani Napoleone, il quale la cedette a suo fratello, Giuseppe Bonaparte, che regnerà in Spagna come Giuseppe I. Tutti questi complicati atti di passaggi di corone per il Regno di Spagna hanno il nome di Abdicazioni di Bayona.

Le Abdicazioni di Bayona non costituirono unicamente un cambio dinastico. In un messaggio agli spagnoli il 25 maggio, Napoleone proclamò che la Spagna si trovava di fronte ad un cambio di regime, con i benefici di una Costituzione senza aver avuto prima bisogno di una Rivoluzione. In seguito, Napoleone convocò a Bayona un'assemblea di statisti spagnoli, la Giunta spagnola di Bayona. Anche se la seduta fu fallimentare da un punto di vista dei partecipanti, arrivarono solo 75 dei 150 statisti previsti, in nove sessioni venne dibattuto il progetto della Costituzione preparato da Napoleone e, con scarsa rettificazione, approvarono nel luglio del 1808 la Costituzione di Bayona (che in realtà era uno Statuto, poiché non era stato emanato da coloro che l'avrebbero diretto).

Intanto, Ferdinando vide come Napoleone non si disturbasse a rispettare l'accordo preso a Bayona, facendolo internare insieme con suo fratello Carlo e suo zio Antonio, nel castello di Valençay (proprietà di Talleyrand), un paese di 2000 abitanti nel centro della Francia, a 300 chilometri da Parigi. Ferdinando rimase a Valençay fino alla fine della Guerra d'indipendenza spagnola. Tuttavia, le sue condizioni di prigioniero politico non furono così severe. Talleyrand si lamentava del fatto che gli avevano rotto il tetto del castello a causa del gran numero di fuochi artificiali per celebrare le vittorie di Napoleone o i suoi compleanni.

Fu costretto anche a costruire una nuova sala da ballo per far fronte alla gran quantità di balli dati.

Tuttavia, la condizione di prigioniero di Napoleone creò il mito di Ferdinando il Deseado (Desiderato), vittima innocente della crudeltà napoleonica. Anche la Corte di Cadice, che redasse ed approvò la Costituzione del 1812 non discusse sulla persona del sovrano e dichiarò come unico e legittimo re della Nazione spagnola Ferdinando VII di Borbone.

Il ritorno del "Deseado"[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio del 1812, il Duca di Wellington, al comando di un esercito anglo-ispanico e penetrando dal Portogallo, batté le truppe francesi ad Arapiles, espellendoli dall'Andalusia e minacciando Madrid. Anche se i francesi contrattaccarono, ci fu una nuova ritirata dell'esercito francese dalla Spagna i primi del 1813, come avverrà nella disastrosa Campagna di Russia. Ciò permise alle truppe alleate di cacciare definitivamente Giuseppe Bonaparte da Madrid e sconfiggere definitivamente i francesi nella battaglia di Vitoria e nella battaglia di San Marcial. Giuseppe I lasciò il paese. Napoleone si apprestò a difendere la sua frontiera meridionale, aspettando di poter negoziare con Ferdinando VII un'uscita, che si concretizzerà in un trattato di pace.

In cambio della sua neutralità in ciò che restava della guerra, Ferdinando VII recuperò la sua corona (primi del 1814) e accordò la pace con Francia. Acconsentì anche il perdono per i seguaci spagnoli di Giuseppe I: los afrancesados. Questo accordo si conosce come Trattato di Valençay (11 novembre 1813). Anche se il trattato era già ratificato, Ferdinando VII venne liberato e rientrò in Spagna solo nel marzo del 1814. Passò la frontiera il 24 marzo

Ferdinando VII e la Costituzione del 1812[modifica | modifica sorgente]

Secondo i decreti della corte, Non si riconoscerà per libero il re, né per tanto, gli si presterà obbedienza finché [...] non presti giuramento all'articolo 173 della Costituzione. Ferdinando VII, tuttavia, si rifiutò di ottemperare agli accordi sottoscritti dalla Reggenza ed entra a Valencia il 16 aprile. Lì lo aspettano due persone: un rappresentante della Reggenza con il testo della Costituzione del 1812 ed un deputato assolutista con un manifesto assolutista firmato da 69 deputati. Era chiamato Manifiesto de los Persas. Il 17 aprile, il General Francisco Javier de Elío invita il monarca a difendere i propri diritti, mettendo le sue truppe a disposizione del sovrano e realizzando quello che può essere considerato il primo dei molti pronunciamenti che affliggeranno la Spagna per i successivi 124 anni, fino allo scoppio della guerra civile.

Il 4 maggio 1814, Ferdinando VII promulgò un decreto che dichiarava nullo e senza alcun effetto tutta l'opera della Corte di Cadice (...[erano] quella Costituzione e quei decreti nulli e di nessun valore né effetto, adesso e senza tempo alcuno, come si non fossero mai passati tali atti e restassero in mezzo al tempo). Il 5 maggio, Ferdinando VII uscì da Valencia e cominciò una marcia trionfale verso Madrid. L'entusiasmo popolare di fronte al ritorno del Deseado era immenso. Il Regime Costituzionale non fu capace di opporre alcuna resistenza: le Camere vennero sciolte il 10 maggio 1814.

Il regno di Ferdinando VII[modifica | modifica sorgente]

Busto ufficiale di Ferdinando VII, per F. Elías (R.A.B.A.S.F., Madrid).

Durante la prima tappa del regno, tra gli anni 1814 e 1820, il Re ristabilì l'assolutismo precedente, seguendo lo stile della restaurazione borbonica attuata in Francia. Fu un periodo di persecuzione per il liberalismo, i cui sostenitori tentarono di sollevare rivolte varie volte per ristabilire la Costituzione. Da un altro lato, nonostante Ferdinando VII avesse promesso di rispettare gli afrancesados, cominciò invece ad esiliare tutti coloro che avevano partecipato al Governo di Giuseppe I.

Durante questo periodo, scomparvero la totalità dei giornali, i municipi costituzionali e le Università, e si ristabilì l'organizzazione per corporazioni.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Triennio Liberale Spagnolo.

Durante il gennaio del 1820 ci fu una rivolta tra le forze militari che dovevano partire per l'America per difendere le colonie in mano alla Spagna. Benché questo pronunciamento, comandato da Rafael del Riego, non ebbe abbastanza successo, il governo nemmeno fu capace di soffocarlo e poco tempo dopo una nuova sommossa iniziò in Galizia e si estese per tutta la Spagna. Ferdinando VII si vide obbligato a fare un giuramento sulla Costituzione di Cadice, a Madrid il 10 marzo 1820. Inizia così il Triennio Liberale Spagnolo, altrimenti noto come Triennio Costituzionale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spedizione di Spagna (1823).

Tuttavia, nonostante il Re mostrasse di applicare il regime costituzionale, in realtà cospirava segretamente per ristabilire l'assolutismo (Regencia de Urgel; sommossa della Guardia Real nel luglio del 1822, soffocata dalla Milicia Urbana di Madrid). Infine, l'intervento dell'esercito francese dei Centomila Figli di San Luigi, sotto il controllo della Santa Alleanza, ristabilì la monarchia assoluta in Spagna (ottobre 1823). Furono eliminati tutti i cambiamenti del Triennio Liberale, con l'unica eccezione dell'Inquisizione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Decennio Nefasto spagnolo.

Si indica così l'ultimo decennio del regno, il Decennio Nefasto spagnolo (1823-1833), nella quale venne attuata una durissima repressione nei confronti dei Liberali, accompagnata da una nuova chiusura dei periodici e delle Università, nello stesso tempo si registrarono sommosse anti-assolutiste istigate dal clero e per i sostenitori dell'infante Carlo Maria Isidoro, fratello di Ferdinando, che si profilava quale suo successore. È in questo periodo che si consuma la scomparsa dell'Impero Spagnolo. La maggior parte delle colonie americane (fatta eccezione di Cuba, Porto Rico e Santo Domingo) trovano l'indipendenza. Solo le Isole Caraibiche, insieme con le Filippine, le Marianne e le Isole Caroline, nell'Oceano Pacifico, rimasero sotto il dominio spagnolo.

Successione di Ferdinando[modifica | modifica sorgente]

Ferdinando VII si sposò varie volte: con Maria Antonia di Borbone-Napoli, con Maria Isabella di Braganza e con Maria Giuseppa Amalia di Sassonia, senza ottenere discendenza. Nel 1829 si unì in matrimonio per la quarta volta, con sua nipote Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie. Il 31 marzo del 1830 promulgò la Pragmática Sanción, approvata il 30 settembre 1789, al tempo di Carlo IV che non venne effettuata per ragioni di politica estera. La Pragmática stabiliva che se il Re non avesse avuto un erede maschio, avrebbe ereditato il trono la figlia maggiore. Questo escludeva, in pratica, l'infante Don Carlo Maria Isidoro dalla successione, per quanto fosse bambino o bambina colui che fosse nato sarebbe stato di diritto l'erede del Re. In questo modo, sua figlia Isabella (la futura Isabella II), nata poco dopo, si vedeva riconosciuta come erede della corona, con grande disapprovazione dei sostenitori dell'infante Carlo Maria Isidoro, il fratello del Re.

Nel 1832, trovandosi il Re gravemente ammalato nel palazzo di La Granja, i sostenitori dell'infante tentarono invano di fargli fare testamento in favore di Carlo. Fallendo nell'intento, Carlo si trasferì in Portogallo. Intanto, Maria Cristina, nominata reggente durante la grave malattia del Re (l'erede Isabella aveva solo tre anni), cominciò un avvicinamento verso i Liberali e concesse ampie amnistie ai Liberali in esilio, prefigurando un cambio politico verso il liberalismo che si sarebbe prodotto dopo la morte del Re. Ferdinando morì nel 1833. L'infante Carlo Maria Isidoro, insieme con altri suoi sostenitori che lo consideravano il legittimo in quanto fratello del Re, e non Isabella, si sollevarono e cominciarono la Prima Guerra Carlista. Con questo fa la sua comparsa il carlismo.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Ferdinando VII di Spagna Padre:
Carlo IV di Spagna
Nonno paterno:
Carlo III di Spagna
Bisnonno paterno:
Filippo V di Spagna
Trisnonno paterno:
Luigi, il Gran Delfino
Trisnonna paterna:
Maria Anna Vittoria di Baviera
Bisnonna paterna:
Elisabetta Farnese
Trisnonno paterno:
Odoardo II Farnese
Trisnonna paterna:
Dorotea Sofia di Neuburg
Nonna paterna:
Maria Amalia di Sassonia
Bisnonno paterno:
Augusto III di Polonia
Trisnonno paterno:
Augusto II di Polonia
Trisnonna paterna:
Cristiana Eberardina di Brandeburgo-Bayreuth
Bisnonna paterna:
Maria Giuseppa d'Austria
Trisnonno paterno:
Giuseppe I d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Amalia Guglielmina di Brunswick e Lüneburg
Madre:
Maria Luisa di Borbone-Parma
Nonno materno:
Filippo I di Parma
Bisnonno materno:
Filippo V di Spagna
Trisnonno materno:
Luigi, il Gran Delfino
Trisnonna materna:
Maria Anna Vittoria di Baviera
Bisnonna materna:
Elisabetta Farnese
Trisnonno materno:
Odoardo II Farnese
Trisnonna materna:
Dorotea Sofia di Neuburg
Nonna materna:
Luisa Elisabetta di Borbone-Francia
Bisnonno materno:
Luigi XV di Francia
Trisnonno materno:
Luigi di Borbone-Francia
Trisnonna materna:
Maria Adelaide di Savoia
Bisnonna materna:
Maria Leszczyńska
Trisnonno materno:
Stanislao Leszczyński
Trisnonna materna:
Caterina Opalińska

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze spagnole[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro (ramo spagnolo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro (ramo spagnolo)
Gran Maestro del Reale e Distinto Ordine Spagnolo di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro del Reale e Distinto Ordine Spagnolo di Carlo III
Gran Maestro dell'Ordine di Isabella la Cattolica - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Isabella la Cattolica
Gran Maestro dell'Ordine di San Ferdinando - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Ferdinando
Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Ermenegildo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Ermenegildo
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Santa Maria di Montesa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Santa Maria di Montesa
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Alcántara - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Alcántara
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Calatrava - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Calatrava
Gran Maestro dell'Ordine di Santiago - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Santiago
Gran Maestro dell'Ordine delle Dame Nobili di Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine delle Dame Nobili di Maria Luisa

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro
Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
«Almanacco Imperiale del 1805»

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Juan Arzadun . Fernando VII y su tiempo. Madrid, 1942.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Spagna Successore Flag of Spain.svg
Carlo IV 1808 Carlo IV I
Giuseppe Bonaparte 1813 - 1833 Isabella II II

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