Amedeo I di Spagna
| Amedeo I di Savoia | |
|---|---|
Amedeo I di Spagna. |
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| Re di Spagna | |
| In carica | Dal 2 gennaio 1871 all'11 febbraio 1873 |
| Predecessore | Isabella II di Spagna |
| Successore | Prima repubblica spagnola |
| Nome completo | Amedeo Ferdinando Maria di Savoia |
| Altri titoli | Duca d’Aosta |
| Nascita | Torino, 28 novembre 1845 |
| Morte | Torino, 18 gennaio 1890 |
| Sepoltura | Basilica di Superga |
| Casa reale | Casa Savoia |
| Padre | Vittorio Emanuele II |
| Madre | Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena |
| Coniugi | Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna Maria Letizia Bonaparte |
| Religione | Cattolica |
Amedeo Ferdinando Maria di Savoia (Torino, 30 maggio 1845 – Torino, 18 gennaio 1890) era figlio del primo re d'Italia Vittorio Emanuele II. Fu re di Spagna dal 2 gennaio 1871 all'11 febbraio 1873 e il primo duca d'Aosta, capostipite del ramo Savoia-Aosta.
Indice |
Biografia [modifica]
La giovinezza [modifica]
Amedeo era figlio maschio secondogenito di Vittorio Emanuele II, futuro re dell'Italia unita, e di Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena. Entrato nell'esercito con il grado di capitano nel 1859, prese parte alla terza guerra di indipendenza del 1866 come maggiore-generale, guidando una brigata al Monte Croce nella battaglia di Custoza, dove venne ferito.
Sposò in prime nozze il 30 maggio 1867, a Torino, Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, erede di un antico casato piemontese. Da questo matrimonio nacquero tre maschi:
- Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, secondo duca d'Aosta (1869-1931);
- Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, conte di Torino (1872-1946);
- Luigi Amedeo, duca degli Abruzzi (1873-1933).
Rimasto vedovo nel 1876, Amedeo si risposò nel 1888 con Maria Letizia Bonaparte ed ebbe un altro figlio maschio:
Le pretese dei Savoia al trono di Spagna [modifica]
Nel 1868 Vittorio Emanuele II si preoccupò attivamente di garantire il trono vacante nella successione spagnola del 1870 ad un esponente di Casa Savoia. Ferdinando VII di Borbone, infatti, era morto senza eredi maschi e, in previsione di ciò, aveva abolito la legge salica a favore della figlia Isabella II, ancora bambina. La successione venne contestata da Don Carlos di Borbone, fratello del defunto monarca.
La questione si trascinava dal 1830 (carlismo), ma, quando una rivoluzione progressista depose Isabella II, i carlisti si trovarono esclusi dai giochi, in quanto rappresentanti del partito decisamente più reazionario. Vi erano, tuttavia, altri possibili pretendenti al trono e fra di essi spiccava la Casa Savoia. Sin dal 1718, infatti, Vittorio Amedeo II di Savoia aveva ottenuto, a fronte della perdita della Sicilia, la Sardegna e il diritto a succedere al trono di Spagna, in caso di estinzione della locale Casa di Borbone.
Nel 1869 Vittorio Emanuele II nominò, quindi, un nuovo ambasciatore nella persona del fido generale e senatore Enrico Cialdini, che conosceva bene la Spagna, dove aveva prestato servizio da militare dal 1835 al 1848. Egli agiva, in pratica, in qualità di rappresentante personale del re, il quale aveva avocato a sé l'intero dossier delle relazioni con la Spagna.
Il breve regno di Spagna [modifica]
| Per approfondire, vedi Regno di Spagna. |
Il tentativo ebbe successo il 6 novembre 1870, quando le Cortes decisero la restaurazione della monarchia designando Amedeo d'Aosta (fratello cadetto del futuro Umberto I e capostipite dell'attuale famiglia dinastica dei Savoia-Aosta) nuovo Re di Spagna. Egli aveva ricevuto 191 voti a favore, contro 60 a favore della Repubblica Federale, 41 a favore di altri candidati o repubbliche e 19 schede bianche. Immediatamente una delegazione parlamentare si recò a Firenze per informare il nuovo sovrano, che accettò ufficialmente il 4 dicembre. Sbarcato a Cartagena il 30 dicembre 1870, Amedeo entrò in Madrid il 2 gennaio 1871, per giurare, lo stesso giorno, sulla costituzione.
In Spagna i Savoia godevano di un grande prestigio loro derivato dalla brillante soluzione nazionale e costituzionale italiana. Ma soffrivano di una profonda ostilità da parte dei partigiani del carlismo, per ragioni evidenti, nonché da parte dei partigiani della casa di Borbone, a causa dell'annessione del Regno delle Due Sicilie sottratto ai Borboni di Napoli. Amedeo, inoltre, non seppe recuperare posizioni presso la Chiesa spagnola e l'aristocrazia, né fu capace di conquistare una sufficiente padronanza della lingua spagnola. Contribuì a complicare ulteriormente la situazione l'inizio di una rivolta separatista a Cuba.
L'arrivo di Amedeo in Spagna, anzi, contribuì a riunire tutta l'opposizione anti-liberale (dai repubblicani ai carlisti) [1]. Amedeo basava, infatti, il proprio potere sul supporto del Partito Progressista, che dominava le Cortes con ripetuti brogli elettorali. La situazione era tutt'altro che stabile e, nei due anni di regno, Amedeo ebbe sei diversi governi: l'elezione del nuovo re coincise, d'altra parte, con l'assassinio del generale Juan Prim, suo maggiore sostenitore, il 27 dicembre mentre Amedeo navigava verso Cartagena.
Quando i Progressisti si divisero fra monarchici e costituzionalisti, l'instabilità divenne ancor maggiore, sino a sfociare, nel 1872, in violenti scontri. Il 19 luglio del 1872 Amedeo subì un tentativo di assassinio. Contestualmente la Catalogna ed il Paese Basco venivano sconvolti da una rivolta carlista, seguita da ripetute azioni repubblicane un po' in tutto il paese. Il corpo dell'artiglieria, infine, scese in un inedito sciopero [2].
Fu così che, dopo appena due anni, Amedeo proclamò che, senza il supporto popolare, non era possibile regnare. L'11 febbraio 1873 compì atto di abdicazione. Egli pronunciò alle Cortes il discorso di rinuncia al trono, definendo ingovernabili gli Spagnoli,[3] e alle dieci di sera della stessa giornata in Spagna venne proclamata la repubblica.
La prima repubblica spagnola durò meno di un anno, cessando nel 1875, quando Alfonso XII, figlio di Isabella II, venne proclamato re sotto la reggenza di Antonio Cánovas del Castillo, primo ministro spagnolo parecchie volte dal 1875 al 1897, data del suo assassinio.
Il rientro in Italia [modifica]
Completamente disgustato, Amedeo tornò a Torino dove assunse il titolo di duca d'Aosta, senza però ricoprire alcun ruolo politico, anche in seguito all'aggravarsi delle condizioni di salute della moglie Maria Vittoria (deceduta l'8 novembre 1876 per tubercolosi). Negli anni successivi il duca ricoprì incarichi di rappresentanza sotto il regno del fratello, divenuto nel 1878 Re Umberto I.
Dopo dodici anni di vedovanza, l'11 settembre 1888 sposò a Torino la giovane nipote Maria Letizia Bonaparte (Parigi, 20 novembre 1866 - Moncalieri, 25 ottobre 1926), figlia della sorella Maria Clotilde, da cui ebbe Umberto, conte di Salemi, (Torino, 22 giugno 1889 - Crespano Veneto, 19 ottobre 1918).
Due anni dopo, solo quarantacinquenne, moriva in seguito ad una polmonite. Riposa nella cripta reale della Basilica di Superga, sulle alture di Torino.
Amedeo diede il proprio nome al Lago Amadeus in Australia centrale. Fra gli istituti scolastici intitolati a suo nome, dall'anno della sua morte, ed ancora in attività si segnala il Liceo classico statale Amedeo di Savoia di Tivoli.
Albero genealogico [modifica]
Onorificenze [modifica]
Onorificenze spagnole [modifica]
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Amedeo I (1845-1890)
Figli
Emanuele Filiberto (1869-1931)
Amedeo (1898-1942)
Figli
Aimone (1900-1948)
Amedeo (1943)
Figli
Aimone (1967)
Figli
NOTA
Ferma restando la genealogia di Casa Savoia, il tema della successione ad Umberto II come capo del casato è oggetto di controversia tra i sostenitori di due opposte tesi rispetto l'attribuzione del titolo a Vittorio Emanuele piuttosto che ad Amedeo: infatti, il 7 luglio 2006, la Consulta dei Senatori del Regno, con un comunicato, ha dichiarato decaduto da ogni diritto dinastico Vittorio Emanuele ed i suoi successori ed ha indicato come duca di Savoia e capo della famiglia il duca d'Aosta, Amedeo. Per approfondimenti si legga qui. |
| Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro (ramo spagnolo) | |
| «[4]» |
| Gran Maestro del Reale e Distinto Ordine Spagnolo di Carlo III | |
| «[4]» |
| Gran Maestro dell'Ordine di Isabella la Cattolica | |
| — [4] |
| Gran Maestro dell'Ordine al Merito Militare | |
| «[4]» |
| Gran Maestro dell'Ordine di San Ferdinando | |
| «[4]» |
| Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Ermenegildo | |
| «[4]» |
| Gran Maestro dell'Ordine Militare di Santa Maria di Montesa | |
| «[4]» |
| Gran Maestro dell'Ordine Militare di Alcántara | |
| «[4]» |
| Gran Maestro dell'Ordine Militare di Calatrava | |
| «[4]» |
| Gran Maestro dell'Ordine di Santiago | |
| «[4]» |
| Gran Maestro dell'Ordine delle Dame Nobili di Maria Luisa | |
| «[4]» |
Onorificenze italiane [modifica]
| Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata | |
| — 1862 |
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| — 1862 |
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Pel brillante valore dimostrato muovendo arditamente alla testa della sua brigata all'attacco dei cascinali occupati dal nemico a M.Croce, dove fra i primi rimase ferito da palla di fucile» — 5 dicembre 1866 |
| Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia | |
| Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (5 barrette) | |
Note [modifica]
- ^ Il 20 aprile del 1871, ad esempio, il capo repubblicano Emilio Castelar dichiarava alle Cortes:
« Visto il sentimento dell'opinione pubblica, Vostra Maestà dovrebbe andarsene ... a meno che desideri una fine simile a quella subita da Massimiliano I del Messico... » (Emilio Castelar) - ^ Il povero re è ricordato aver pronunciato spesso, in italiano, il suo famoso «Ah, per Bacco, non capisco niente!»
- ^
« Sono ormai due anni che ho cinto la corona di Spagna e in paese vige una lotta costante, vedendo ogni giorno più lontana l'era della pace cui tanto ardemente anelo. Se i nemici fossero stranieri, sarei il primo a combatterli. Tuttavia, tutti quelli che con la spada, la penna e le parole aggravano e perpetuano i mali della nazione sono Spagnoli. Tutti invocano il dolce nome della Patria. Tutti ricercano e si agitano per il suo bene e, nel fragore del combattimento, nel confuso assordante e contraddittorio clamore dei partiti, tra tante e tanto opposte manifestazioni dell'opinione pubblica, è impossibile stabilire quale sia vera, ed ancora più impossibile è trovare rimedio a tanti mali. Lo hanno cercato avidamente nella legge e la costituzione e non lo hanno trovato. Fuori dalla costituzione non lo può trovare chi ha giurato di osservarla. » (Amedeo I di Spagna) - ^ a b c d e f g h i j k Dal 2 gennaio 1871 al 10 febbraio 1873, in concomitanza con la sua reggenza del trono spagnolo
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Amedeo I di Spagna
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| Preceduto da: | Re di Spagna | Succeduto da: |
| Isabella II | Amedeo I dal 2 gennaio 1871 al 10 febbraio 1873 |
Prima repubblica spagnola Estanislao Figueras |
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| Preceduto da: | Duca d'Aosta | Succeduto da: |
| nuovo titolo | Amedeo I fino al 1890 |
Emanuele Filiberto |
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- Nati nel 1845
- Morti nel 1890
- Nati il 30 maggio
- Morti il 18 gennaio
- Nati a Torino
- Morti a Torino
- Re di Spagna
- Savoia-Aosta
- Spagna liberale
- Massoni
- Decorati con l'Ordine supremo della Santissima Annunziata
- Decorati con l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
- Militari sabaudi
- Ufficiali del Regio Esercito
- Medaglie d'oro al valor militare
- Sepolti nella basilica di Superga