Amedeo di Savoia-Aosta (1943)

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Amedeo di Savoia
Amedeo di Savoia Aosta 1943.JPG
Pretendente al trono d'Italia
Stemma
Nome completo Amedeo Umberto Costantino Giorgio Paolo Elena Maria Fiorenzo Zvonimiro di Savoia
Trattamento Pretendente al trono d'Italia
Altri titoli Pretendente al trono di Croazia (Zvonimiro II), principe della Cisterna, principe di Belriguardo, marchese di Voghera, conte di Ponderano
Nascita Firenze, 27 settembre 1943
Dinastia Casa Savoia
Padre Aimone di Savoia-Aosta
Madre Irene di Grecia
Coniugi Claudia d'Orléans (nullo)
Silvia Paternò di Spedalotto
Figli Bianca (1966)
Aimone (1967)
Mafalda (1969)
Ginevra van Ellinkhuizen di Savoia (2006), illegittima riconosciuta
Religione Cattolica
Zvonimiro II
Re di Croazia, principe di Bosnia ed Erzegovina, voivoda di Dalmazia, Tuzla e Temun
Stemma
In carica 12 ottobre 1943 - 26 luglio 1944
Predecessore Tomislavo II (Aimone di Savoia-Aosta)
Successore nessuno
Altri titoli principe di Casa Savoia
Casa reale Casa Savoia

Amedeo di Savoia[1] (Firenze, 27 settembre 1943) è un membro di Casa Savoia ed un imprenditore italiano.

Anche se la Repubblica Italiana non riconosce effetti giuridici ai titoli nobiliari, Amedeo è conosciuto come quinto duca d'Aosta, principe della Cisterna e di Belriguardo, marchese di Voghera e conte di Ponderano. Il titolo di duca di Savoia, legato alla questione dinastica, è contestato da Vittorio Emanuele di Savoia e dai suoi sostenitori. In Croazia Amedeo è anche noto come Zvonimiro II, nome col quale fu acclamato re di Croazia dai monarchici croati a seguito dell'abdicazione del padre nel 1943.[2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La nascita[modifica | modifica sorgente]

Amedeo di Savoia Aosta è l'unico figlio di Irene di Grecia e di Aimone di Savoia, quarto duca d'Aosta e re di Croazia con il nome di Tomislavo II, lo zio era l'omonimo eroe dell'Amba Alagi, detto il "Duca di ferro" ed il nonno era il "Duca Invitto" Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta.

La caduta di alcune bombe alleate nei pressi di Firenze, in Villa Cisterna, la residenza fiorentina di Aimone di Savoia e di sua moglie Irene, provocò, il 27 settembre 1943, il parto anticipato di quest'ultima, che avvenne in una stanza al piano terra considerata al riparo dai bombardamenti.

Il neonato fu battezzato dal cardinale arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa, prontamente accorso, con i nomi di Amedeo (in ricordo dello zio caduto in Africa) Umberto Costantino Giorgio Paolo Elena Maria (in onore dei parenti) Fiorenzo (in omaggio alla città di Firenze) Zvonimiro. L'ultimo nome, Zvonimiro, deriva dal fatto che, alla nascita, Amedeo era principe ereditario di Croazia (suo padre Aimone ne era diventato re nel 1941).

Alla nascita ricevette il titolo di duca delle Puglie, e, all'abdicazione di suo padre Aimone alla corona croata nel 1943, i monarchici lo acclamarono come nuovo re di Croazia. Amedeo, tuttavia, non ha mai reclamato questo titolo.

La prigionia[modifica | modifica sorgente]

Tre settimane prima della nascita di Amedeo il Regno d'Italia aveva firmato l'armistizio di Cassibile, cessando le ostilità contro le forze inglesi e statunitensi nell'ambito della seconda guerra mondiale.

Il 26 luglio 1944, su ordine firmato personalmente da Heinrich Himmler, i nazisti deportarono il piccolo Amedeo nel campo di concentramento austriaco di Hirschegg, vicino Innsbruck, insieme alla madre Irene di Grecia ed alle cugine Margherita e Maria Cristina, uniche figlie di suo zio Amedeo, terzo duca d'Aosta, e della duchessa Anna d'Orléans.

Carmine Senise, anch'egli prigioniero nel campo di concentramento di Hirschegg, ricorda nel suo diario:

« Giunsero a fine luglio le due duchesse d'Aosta: Anna di Francia con le giovanissime principesse Margherita e Maria Cristina, ed Irene di Grecia, con un amore di bimbo di otto mesi, il principino Amedeo. La brutalità tedesca non aveva avuto riguardi né per la tenera età del bambino, [...] né per la nobiltà della personale condotta delle due duchesse, rimaste com'erano a Firenze solo per non abbandonare nell'ora del pericolo la popolazione fra la quale erano vissute. Senza umanità, senza rispetto per il rango, (i tedeschi) li avevano fatti prigionieri accomunandoli nel trattamento a qualsiasi altro internato. Il loro caso ci commosse, ne soffrimmo nel cuore e nei nostri sentimenti di italiani, ma la loro presenza nella tristezza del momento portò subito una nota di alta gentilezza e doveva essere poi, per i loro continui atti di bontà, come un raggio di sole »
(Giulio Vignoli, Il Sovrano Sconosciuto, Tomislavo II Re di Croazia, Mursia, pagina 149.)

La liberazione e il ritorno in Italia[modifica | modifica sorgente]

Savoia Aosta

Coat of arms of the savoy-aosta line.svg

Amedeo I (1845-1890)
Emanuele Filiberto (1869-1931)
Amedeo (1898-1942)
Aimone (1900-1948)
Amedeo (1943)
Aimone (1967)

Dopo la liberazione dal campo di concentramento di Hirschegg, avvenuta nel maggio 1945, Amedeo visse per alcune settimane in Svizzera. Il 7 luglio 1945 Irene di Grecia col figlio rientrarono in Italia: si fermarono prima a Milano, dove Aimone vide per la prima volta il figlio, e successivamente raggiunsero Napoli, dove Amedeo incontrò la nonna paterna Elena d'Orléans.

In Italia, Irene e Amedeo si stabilirono a Fiesole, vicino Firenze. Nel 1948 morì a Buenos Aires colpito da un infarto Aimone di Savoia, padre di Amedeo, e quest'ultimo assunse il titolo ducale come capo della casa Savoia-Aosta. In seguito Amedeo ebbe come precettore agli studi l'ammiraglio Giulio Cerrina Ferroni, studiò presso il Collegio alle Querce di Firenze, poi presso il Collegio Navale Morosini di Venezia, e, successivamente, si recò a studiare in Inghilterra. Frequentò i corsi dell'Accademia Navale di Livorno, al termine dei quali venne imbarcato con il grado di ufficiale della Marina Militare per esercitazioni nell'Atlantico e nel Mediterraneo. È laureato in scienze politiche all'università di Firenze.

A seguito del mutamento istituzionale del 1946 divenne punto di riferimento per i monarchici italiani e rappresentò più volte Umberto II, costretto all'esilio fino alla morte, alle manifestazioni svoltesi nel territorio nazionale.

Di madre greca, il 14 maggio 1962 Amedeo fu uno dei principi scelti per sostenere le corone sulla testa degli sposi durante la cerimonia ortodossa del matrimonio di Juan Carlos I di Spagna (suo cugino di secondo grado) e Doña Sofia (sua cugina prima).

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Attualmente Amedeo vive in Toscana, a Castiglion Fibocchi, dove è imprenditore agricolo (Vini Savoia-Aosta) e dove segue alcune società in veste di consulente, consigliere d'amministrazione e presidente. Nel 1996 è stato nominato rappresentante del comune di Palermo per la Fondazione Internazionale "Pro Herbario Mediterraneo", e, dal 1997, ne è presidente.

Nel 2003 è stato nominato dal Governo Italiano presidente del comitato di gestione permanente della Riserva Naturale Statale Isola di Vivara.[3] Nello stesso anno è stato nominato "testimonial" della Rassegna Internazionale del Cinema Nomade e di Emigrazione "Metix Film Festival". È inoltre cittadino onorario di Marigliano, Pantelleria ed Abetone. Appassionato di botanica, in particolare di piante succulente, ha viaggiato in tutto il mondo, particolarmente in Africa.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Amedeo ha sposato in prime nozze il 22 luglio 1963, a Sintra, in Portogallo, Claudia di Francia (nata nel 1943), figlia di Enrico d'Orléans, conte di Parigi e pretendente al trono di Francia. Testimoni dello sposo erano Juan Carlos I di Spagna ed Umberto II d'Italia.

Dal primo matrimonio sono nati:

Il primo matrimonio è stato dichiarato nullo dalla Sacra Rota, e, il 30 marzo 1987, Amedeo ha sposato in seconde nozze, a Santa Flavia, Silvia Paternò di Spedalotto, figlia di Vincenzo Paternò, marchese di Reggiovanni e di Rosanna Bellardo e Ferraris.

Ha anche riconosciuto Ginevra Maria Gabriella van Ellinkhuizen di Savoia Aosta, nata il 20 marzo 2006 alla Mangiagalli di Milano e concepita durante una relazione avuta con Kyara van Ellinkhuizen, figlia del pittore e incisore Bertus van Ellinkhuizen e del soprano e direttrice di coro Gabriella Rossi.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Amedeo, cadetto del Morosini, con la madre Irene di Grecia.

Negli anni novanta, anni di crisi della prima Repubblica, Amedeo di Savoia è stato prossimo ad accettare candidature per elezioni politiche o amministrative. Tuttavia ha sempre declinato ogni invito, preferendo mantenere una posizione super partes.

Nel 1992 il PSDI lo corteggiò per le elezioni politiche alla Camera dei deputati per la circoscrizione di Napoli.[4] Nel 1997 il Polo delle Libertà riuscì quasi a convincerlo a candidarsi alla guida del comune di Torino.[5] Nel giugno 1997 presenziò ad un simposio di progettazione politica, tenutosi nella città di Arezzo, nel quale si immaginava la costituzione di un movimento monarchico trasversale ai partiti.[6]

Parentele in Europa[modifica | modifica sorgente]

Capo di Casa Savoia[modifica | modifica sorgente]

Al momento attuale la sua posizione nella linea di successione al trono è controversa: parte dei monarchici sostiene che Amedeo sia il Capo della Real Casa, e quindi il legittimo pretendente al trono d'Italia. Altri ritengono che la posizione di Capo della Casa spetti a Vittorio Emanuele di Savoia e che Amedeo sia terzo in linea di successione dopo Emanuele Filiberto. La controversia, nota come questione dinastica, ruota attorno alla possibilità che Vittorio Emanuele di Savoia (con ciò che ne deriva nei confronti del figlio Emanuele Filiberto) abbia perso ogni diritto al trono d'Italia, con il conseguente passaggio in capo ad Amedeo di ogni diritto dinastico. La controversia è stata oggetto di un pronunciamento ufficiale della Consulta dei Senatori del Regno.

La Consulta dei Senatori del Regno, in data 7 luglio 2006, ha infatti fatto sapere ufficialmente con un comunicato[7] che:

« il capo della Casa di Savoia è il duca Amedeo di Savoia con i relativi titoli e le prerogative ad esso spettanti »

Amedeo diverrebbe così l'erede di Umberto II. Motivo ufficiale è il matrimonio di Vittorio Emanuele di Savoia con una persona di differente condizione sociale senza l'esplicita autorizzazione del sovrano nella sua veste di capo della casa (il cosiddetto regio assenso), così come stabilito dal combinato disposto dell'art. 2 delle regie patenti date il 13 settembre 1782 dal re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia, del regio decreto del 1890 sulla Real casa e dell'art. 92 del vigente codice civile.

Amedeo di Savoia Aosta, a sinistra, inviato come rappresentante ufficiale del re Umberto II alla solenne cerimonia per l'inizio del pontificato del papa Giovanni Paolo I (3 settembre 1978).

Da diversi commentatori - a torto o a ragione - si è ipotizzato che la decisione, o quanto meno la scelta del momento in cui renderla nota, sia stata anche una conseguenza delle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il figlio dell'ultimo Re d'Italia. È comunque da notare che tale esplicitazione non era da considerarsi giuridicamente necessaria, poiché l'esclusione dallo status di membro della Real Casa e di decadenza da qualsiasi prerogativa, titolo, grado ed onorificenza da parte di Vittorio Emanuele si sarebbe prodotta direttamente ed automaticamente ipso jure al momento stesso della celebrazione del matrimonio.

Tuttavia Amedeo, in alcuni contesti, ha in passato sostenuto con alcune dichiarazioni le tesi di Vittorio Emanuele, anche ponendosi in contrasto con la Consulta dei Senatori del Regno presieduta da Aldo Alessandro Mola. In un'intervista al Corriere della Sera, nel 2002, egli dichiarava, alla domanda di Giuliano Gallo di proporsi come candidato all'ipotetico trono d'Italia:

« Se il popolo italiano dovesse chiedermelo e mio cugino rinunciasse ai suoi diritti sarei pronto ad assumere anche le mie responsabilità dinastiche. »
(Amedeo di Savoia: pronto alla politica, il mio modello è Simeone di Bulgaria, Corriere della Sera del 9 ottobre 2002)

Sempre nel 2002, nel suo libro-intervista curato da Fabio Torriero, Amedeo dichiarava:

« Chiariamo: il capo della Casa è mio cugino Vittorio Emanuele e dopo di lui, l'erede è suo figlio Emanuele Filiberto. »
(Amedeo di Savoia, Proposta per l'Italia, a cura di Fabio Torriero, Edizioni Il Minotauro, 2002, p. 88)

Al comunicato riportato più sopra di Mola, i sostenitori di Vittorio Emanuele hanno reagito energicamente, contestando la stessa legittimità dell'organo autore del documento, che, per altro, riveste una natura essenzialmente dichiarativa, limitandosi alla mera constatazione degli effetti che già si sarebbero prodotti in capo a Vittorio Emanuele, ai sensi e per gli effetti delle disposizioni che regolano la successione dinastica in Casa Savoia e che si sono più sopra menzionate.

Aldo Alessandro Mola, presidente della Consulta dei Senatori del Regno, rispondendo alle affermazioni di Emanuele Filiberto, secondo cui tale organo non è legittimato a proclamare Amedeo d'Aosta come capo di Casa Savoia, ha dichiarato:

« La Consulta dei Senatori del Regno non è mai stata sciolta. L'associazione fu creata il 20 gennaio del 1955 da circa 160 senatori, il cui atto di volontà fu riconosciuto direttamente da re Umberto II, in una lettera del 3 febbraio dello stesso anno, in cui il sovrano non abdicatario ed esule conferì a questa istituzione il compito della conservazione e della continuazione dei valori e della memoria politica e culturale del Senato del Regno »

Sulla vicenda, peraltro, la polemica non si è ancora placata e le due posizioni continuano a fronteggiarsi sostenendo opposte tesi. L'Annuario della Nobiltà Italiana riconosce Amedeo di Savoia-Aosta quale Capo della Real Casa d'Italia dal 1983, anno della morte di Umberto II.[8]

La guerra sul nome "Savoia"[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2006, Vittorio Emanuele e suo figlio Emanuele Filiberto di Savoia depositarono all'ufficio brevetti dell'Unione europea la richiesta di registrazione dello stemma di "principe ereditario d'Italia" come logo aziendale, insieme ad altri simboli del patrimonio araldico di Casa Savoia.[9] L'azione è volta ad impedirne l'uso ad Amedeo e Aimone di Savoia, cui è stato ingiunto di utilizzare il cognome per esteso, cioè Savoia-Aosta.

Nella primavera del 2008 Vittorio Emanuele e suo figlio Emanuele Filiberto citarono in giudizio Amedeo ed Aimone per il fatto che si firmavano col solo cognome di Savoia e non di Savoia-Aosta, configurando l'ipotesi di uso illecito di cognome.[10]

Nel febbraio 2010 il tribunale di Arezzo ha condannato Amedeo e Aimone di Savoia per l'uso del cognome di Savoia e al pagamento del risarcimento dei danni arrecati pari a un totale di 200 000 euro.[11] Ciononostante, Amedeo, che fin dalla nascita ha usato liberamente il cognome di Savoia o di Savoia-Aosta (come Luchino Visconti di Modrone che si firmava Luchino Visconti), ha presentato ricorso in appello.[12][13] Il 15 settembre 2010 la sentenza e la condanna sono state sospese, permettendo ad Amedeo e a suo figlio Aimone di usare il solo cognome "di Savoia".[14]

I tribunali della repubblica italiana non sono competenti a dirimere la questione dinastica; l'azione di Vittorio Emanuele e di Emanuele Filiberto è tesa a limitare le attività dinastiche dei loro rivali, i quali hanno intaccato il giro di affari connesso con gli Ordini dinastici gestito dai Savoia di Ginevra[15]. All'inizio del 2006, Maria Gabriella, Maria Beatrice e Maria Pia, sorelle di Vittorio Emanuele, per rendere palese l'accusa che rivolgevano al fratello, di non essere più capo di Casa Savoia, presentarono le proprie dimissioni dall'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.[16]

Occorre anche considerare che Umberto II che fu l'ultimo sovrano d'Italia ha voluto che, nella propria bara, fosse riposto il sigillo reale, grosso timbro che si trasmette di generazione in generazione quale simbolo visibile della legittimità nella linea dinastica e simbolo del gran maestro degli ordini cavallereschi di Casa Savoia. In tal modo, si ritiene che egli abbia inteso distinguere i suoi eredi dinastici da quelli civili (Vittorio Emanuele), impedendo a questi ultimi di entrare in possesso del simbolo che avrebbe potuto ingenerare, nella pubblica opinione, la convinzione della loro qualità di successori dinastici.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Ordine Supremo della Santissima Annunziata
Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Corona d'Italia
Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ordine Civile di Savoia
Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta
Cavaliere Gran Balì di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Gran Balì di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Poiché al capo di Casa Savoia spetta tradizionalmente il titolo di duca di Savoia, l'attribuzione di quest'ultimo titolo ad Amedeo è legata alla controversia sulla successione dinastica. Il capo di Casa Savoia è Gran Maestro degli ordini dinastici.

L'Ordine Supremo della Santissima Annunziata non è riconosciuto dallo Stato italiano, mentre l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge. II titolo di Cavaliere d'onore e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, è automaticamente riconosciuto dalla Repubblica Italiana; quello di Cavaliere Gran Balì di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, può essere autorizzato con Decreto del Ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana, a richiesta dell'interessato.

Titoli[modifica | modifica sorgente]

  • Dal 27 settembre 1943 al 29 gennaio 1948: sua altezza reale il principe Amedeo di Savoia, duca delle Puglie.
  • Dal 12 ottobre 1943 al 26 luglio 1944: sua maestà il re Zvonimiro II di Croazia, principe di Bosnia
  • Dal 29 gennaio 1948 all'11 gennaio 1970: sua altezza reale il principe Amedeo di Savoia, duca d'Aosta.
  • Dall'11 gennaio 1970 al 18 marzo 1983: sua altezza reale il principe Amedeo di Savoia, principe ereditario d'Italia, duca d'Aosta (contestato da Vittorio Emanuele di Savoia).
  • Dal 18 marzo 1983 al 7 luglio 2006: sua altezza reale il principe Amedeo di Savoia, capo di Casa Savoia, duca d'Aosta (contestato da Vittorio Emanuele di Savoia).
  • Dal 7 luglio 2006: sua altezza reale il principe Amedeo di Savoia, capo di Casa Savoia, duca di Savoia (contestato da Vittorio Emanuele di Savoia).

Albero genealogico[modifica | modifica sorgente]

Amedeo di Savoia-Aosta Padre:
Aimone di Savoia, re di Croazia
Nonno paterno:
Emanuele Filiberto di Savoia, duca d'Aosta
Bisnonno paterno:
Amedeo I di Spagna
Trisnonno paterno:
Vittorio Emanuele II, re d'Italia
Trisnonna paterna:
Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena
Bisnonna paterna:
Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna
Trisnonno paterno:
Carlo Emanuele dal Pozzo della Cisterna
Trisnonna paterna:
Luisa Carolina Ghislaine di Merode
Nonna paterna:
Elena di Francia
Bisnonno paterno:
Filippo d'Orléans
Trisnonno paterno:
Ferdinando Filippo d'Orléans
Trisnonna paterna:
Elena di Meclemburgo-Schwerin
Bisnonna paterna:
Maria Isabella d'Orléans
Trisnonno paterno:
Antonio d'Orléans
Trisnonna paterna:
Luisa Ferdinanda di Spagna
Madre:
Irene di Grecia
Nonno materno:
Costantino I di Grecia
Bisnonno materno:
Giorgio I di Grecia
Trisnonno materno:
Cristiano IX di Danimarca
Trisnonna materna:
Luisa d'Assia-Kassel
Bisnonna materna:
Ol'ga Konstantinovna Romanova
Trisnonno materno:
Konstantin Nikolaevič Romanov
Trisnonna materna:
Alessandra di Sassonia-Altenburg
Nonna materna:
Sofia di Prussia
Bisnonno materno:
Federico III di Germania
Trisnonno materno:
Guglielmo I di Germania
Trisnonna materna:
Augusta di Sassonia-Weimar
Bisnonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno materno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna materna:
Vittoria I del Regno Unito

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nome completo: Amedeo Umberto Costantino Giorgio Paolo Elena Maria Fiorenzo Zvonimiro di Savoia
  2. ^ Adele Cambria, Nove dimissioni e mezzo. Le guerre quotidiane di una giornalista ribelle, Roma, Donzelli Editore, 2010.
  3. ^ Corriere della Sera (19 aprile 2003)
  4. ^ Corriere della Sera (6 febbraio 1992)
  5. ^ Corriere della Sera (12 gennaio 1997)
  6. ^ Corriere della Sera (2 giugno 1997)
  7. ^ Comunicato della Consulta dei Senatori del Regno
  8. ^ Maurizio Bettoja. Riflessione e commento alla XXX edizione dell'Annuario della Nobiltà Italiana, in Atti della Società Italiana di Studi Araldici, 2007, pag. 1 e 2
  9. ^ Tgcom, Casa Savoia diventa un marchio
  10. ^ La Nazione, Vittorio Emanuele e Amedeo: deciderà un giudice aretino
  11. ^ Il Tempo, Guerra in casa Savoia Amedeo perde e paga
  12. ^ La Nazione, Amedeo pignorato nella guerra dei Savoia
  13. ^ IGN, Savoia sì o no? Giurista 'boccia' sentenza che vieta il cognome ad Amedeo, 6 dicembre 2010
  14. ^ Ultimissima sulla vertenza legale dei Savoia cugini
  15. ^ «Tutto ciò provocò gravi danni alle Organizzazioni Sociali e Culturali legate alla Casa Savoia ed in modo particolare agli Ordini Cavallereschi di Casa Savoia», in Comunicato di Vittorio Emanuele (2010)
  16. ^ Corriere della Sera, La rivolta delle principesse: tradite da Vittorio Emanuele

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Amedeo di Savoia è autore dei seguenti libri:

  • Il mio sogno mediterraneo - Amedeo di Savoia Aosta e la sua collezione di succulente nell'isola di Pantelleria, Polistampa 2004.
  • Proposta per l'Italia, Il Minotauro 2002, intervistato da Fabio Torriero.
  • In nome del Re. Conversazioni con Gigi Speroni, Rusconi 1986, scritto con Gigi Speroni.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Pretendente al trono d'Italia

(in disputa con Vittorio Emanuele di Savoia)

Successore Lesser coat of arms of the king of Italy (1890).svg
Umberto II d'Italia dal 18 marzo 1983 in carica
Predecessore Capo di Casa Savoia

(in disputa con Vittorio Emanuele di Savoia)

Successore Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Umberto II d'Italia dal 18 marzo 1983 in carica
Predecessore Duca d'Aosta Successore Coat of arms of the savoy-aosta line.svg
Aimone di Savoia 1948-2006 Aimone di Savoia

(titolo conferitogli dal padre in virtù della disputa dinastica)