Forte di Bard

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Forte di Bard
(FR) Fort de Bard
FORTE DI BARD 8.jpg
Il Forte di Bard visto dall'alto
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Valle d'Aosta Valle d'Aosta
Città Bard
Coordinate 45°36′29.1″N 7°44′40.5″E / 45.608083°N 7.744583°E45.608083; 7.744583Coordinate: 45°36′29.1″N 7°44′40.5″E / 45.608083°N 7.744583°E45.608083; 7.744583
Informazioni generali
Tipo Fortezza
Inizio costruzione 1830
Termine costruzione 1838
Costruttore Francesco Antonio Olivero
Proprietario attuale Regione Valle d'Aosta
Visitabile si
Sito web [1]

[2]

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Il forte di Bard (pronunciato [bar]; in francese fort de Bard) è un complesso fortificato fatto riedificare nel XIX secolo da Casa Savoia sulla rocca che sovrasta il borgo di Bard, in Valle d'Aosta.

Dopo un lungo periodo di abbandono, il forte è stato totalmente restaurato con interventi ispirati al design e al recupero conservativo: è stato aperto ai visitatori nel gennaio 2006. Attualmente ospita esposizioni di arte antica, moderna, contemporanea e di fotografia:le mostre del forte di Bard riscuotono grande successo di pubblico per la loro originalità e interesse artistico. Si ricordano a titolo esemplificativo le produzioni Capolavori dell'Abbazia di Montserrat, I Tesori del Principe, Alberto Giacometti. L'Homme qui marche, Joan Mirò. Poème, Alfons Mucha. Modernista e Visionario, Terra. Materia e Simbolo, In cima alle Stelle, Verso l'Alto, Pablo Picasso. Il colore inciso, Magnum Contact Sheets, Sergio Larrain. Vagabondages, Apnea. Gregorio Botta, Space change. Mark Lewis e David Tremlet, Yann Arthus Bertrand. Dalla Terra all'uomo oltre agli appuntamenti ricorrenti di Wildlife Photographer of the year e World Press. Il Forte è inoltre sede di tre percorsi permanenti: il Museo delle Alpi, Alpi dei ragazzi e le Prigioni, oltre ad un quarto in corso di completamento (il Museo del Forte). Nel cortile interno principale si svolgono nel periodo estivo rappresentazioni musicali e teatrali. Oltre alle intense attività didattiche il Forte ospita dei propri format come ad esempio "I colloqui del Forte di Bard", "Napoleonica", "Meteolab" oltre a eventi sportivi come il MonterosaWalserUltraTrail e la Forteight. Il Forte è attrezzato con i più moderni servizi, caffetteria, ristorante per privatizzazioni e eventi, sale congressi multimediali, bookshop, infolounge, wifi in molte aree oltre alla climatizzazione estiva e a spazi dedicati per pronto soccorso e fasciatoi. Il Forte ospita a livello Carlo alberto l'Hotel Cavour et des Officiers, gioiello di 11 stanze per l'esperienza unica e esclusiva di pernottare dentro le Mura. Ai piedi del forte il Borgo medievale di Bard è un gioiello di architettura e atmosfera. Il borgo è esso stesso attraversato dalla Via francigena che collegava Canterbury a Roma. Diverse attività commerciali e ricettive sono a disposizione dei visitatori. Il Forte di Bard è stato scelto dai Gruppi Walt Disney/Marvel come una delle main locations del prossimo film sequel di AVENGERS in uscita nella tarda primavera 2015.


Territorio[modifica | modifica sorgente]

La posizione strategica del forte sulla Dora Baltea

Dal punto di vista orografico, il forte si trova sulla sinistra della Dora Baltea, sulla cima di un promontorio roccioso, a 384 m s.l.m..

La posizione del forte di Bard è strategica, in quanto in questo punto la valle della Dora Baltea si stringe fino a formare una gola che nei secoli ha marcato un confine culturale, politico e religioso della Valle d'Aosta[1].

Ai piedi del promontorio, nella gola lungo la SS 26 in direzione di Donnas, si trova il geosito neolitico di Bard.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

La particolare posizione della rocca dov'è situato il forte, lungo il corso della Dora Baltea, permise in passato un agevole controllo del passaggio in entrambe le direttrici da e per la Francia.

Documenti storici testimoniano la presenza di un presidio armato (Clausuræ augustanæ) nell'area già nel VI secolo, ovvero all'epoca di Teodorico I: in particolare, di una guarnigione consistente di 60 uomini[1][2].

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il forte viene spesso nominato nelle cronache altomedievali dei viaggiatori celebri, che percorsero la Valle d'Aosta e che restavano meravigliati dalla sua perfezione strategica: nel 1034 il forte venne definito inexpugnabile oppidum; all'epoca era sotto il dominio di Boso, visconte di Aosta, e i suoi successori ne restarono in possesso fino a metà del XIII secolo[3].

Successivamente, fu occupato dalla potente signoria feudale dei Bard, conti locali probabilmente alle dipendenze del vescovado di Aosta. Ugo fu l'ultimo discendente della famiglia dei Bard a presidiare il castello: intorno alla metà del Duecento Amedeo IV di Savoia volle avere personalmente il controllo del forte, impossessandosene e piazzandovi un'imponente guarnigione. Il Castello da qui in poi sarà a lungo sotto il dominio dei Savoia[2].

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna d'Italia (1800).
Maggio 1800: fermare Napoleone[2]
Statua lignea di Napoleone
Erano le prime ore dell'alba del 14 maggio 1800 quando un esercito di quarantamila uomini - l'Armata di riserva (l'Armée de réserve) di Napoleone Bonaparte - varcava il passo del Gran San Bernardo con l'intento di sorprendere l'esercito austro-piemontese di stanza nella pianura padana.

La marcia fu però bloccata all'altezza di Bard dall'avamposto arroccato sull'altura che sovrasta la stretta gola lungo la Dora Baltea, custodito da quattrocento soldati austro-croati comandati dal capitano Stockard von Bernkopf.[3]

L'assedio durò due settimane, mentre il grosso delle truppe dell'esercito francese si trovava obbligato ad aggirare la zona attraverso il vicino colle di Albard, dopo di che vi fu la resa, con l'onore delle armi.

(nell'immagine: Una statua lignea del busto di Napoleone custodita a Bard)

Nel 1661 Carlo Emanuele II, duca di Savoia, vi fece installare il presidio del ducato nella Valle, concentrando qui l'artiglieria dopo lo smantellamento delle vicine piazzeforti di Verrès - nel castello di Verrès - e di Montjovet - nel castello di Saint-Germain. Inoltre, ulteriori opere di consolidamento e potenziamento delle strutture difensive furono poi portate a termine nel XVII e nel XVIII secolo.[3]

La fortezza accrebbe la sua fama quando nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, Vittorio Amedeo II di Savoia riuscì ad ostacolare la discesa in Italia dei francesi.[3] Accrebbe ancora nel 1800, quando ad essere fermato dall'avamposto difensivo dell'esercito austro-piemontese fu nientemeno che Napoleone Bonaparte (vedi riquadro). Paradossalmente però, tenendo ottimamente testa ai francesi cagionò anche la propria rovina: quello che era stato definito vilain castel de Bard fu raso al suolo per ordine dello stesso Napoleone, indispettito dalla strenua resistenza dei soldati austriaci che gli avevano procurato una tale onta.[2]

Epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Il forte e i suoi diversi livelli

Dovevano passare trent'anni perché Carlo Felice di Savoia, timoroso di nuove aggressioni da parte francese, affidasse il compito di redigere un progetto di ricostruzione all'ingegnere militare Francesco Antonio Olivero[2]: i lavori di riedificazione si protrassero per otto anni, dal 1830 al 1838[2], consentendo la realizzazione di diversi corpi di fabbrica disposti su piani differenti: poste più in basso, su due distinti livelli e ideate a forma di tenaglia, l'Opera Ferdinando e l'Opera Mortai; nella parte centrale, l'Opera Vittorio; più in alto, l'Opera Gola e l'Opera Carlo Alberto.[3]

I soldati che potevano essere ospitati nelle 283 stanze del forte erano 416 (il doppio nel caso di utilizzo di giacigli a terra).[3][4] Il tutto prevedeva inoltre la costruzione di 176 locali di servizio affacciati su un vasto cortile interno che doveva funzionare da piazza d'armi. Il sistema di strutture autonome e dotate di casematte a protezione garantiva una difesa reciproca in caso di attacco. Munizioni e provviste di cibo per tre mesi erano custodite in ampi magazzini ubicati presso l'Opera Mortai, anch'essi vigilati come il resto della fortezza - da una cinquantina di cannoni.[3]

Caduto in disuso dalla fine del XIX secolo, il forte fu poi adibito a carcere militare e, successivamente fino al 1975 a polveriera dell'Esercito Italiano, dopodiché la proprietà passò alla Regione Autonoma Valle d'Aosta.[3][5]

Dopo una parziale riapertura nei primi anni ottanta, hanno avuto inizio i lavori di restauro, durato oltre dieci anni. Nel 2006 è stato aperto il Museo delle Alpi.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Opera Ferdinando[modifica | modifica sorgente]

Opera Mortai[modifica | modifica sorgente]

Opera Vittorio[modifica | modifica sorgente]

Opera Gola[modifica | modifica sorgente]

Opera Carlo Alberto[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Numero di visitatori e Governance[modifica | modifica sorgente]

Il numero di visitatori del Forte di Bard è in costante aumento dalla sua apertura nel 2006. Attualmente si attesta sulle 230 mila presenze circa, dato molto considerevole se si considera l'assenza di un bacino di utenza in situ. L'offerta turistico culturale del Forte di Bard incontra sistematicamente i gusti dell'utenza e il gradimento dei media a tal punto che progressivamente il polo si sta ritagliando un posizionamento a livello nazionale ed internazionale di rilievo. Il Forte di Bard è gestito dall'Associazione Forte di Bard, con personalità giuridica di diritto privato. Soci fondatori sono la Regione Autonoma Valle d'Aosta, la compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT. Socio sostenitore è Finaosta S.p.A.. La direzione è in capo al Consiglio di Amministrazione, Consigliere Delegato è il dott. Gabriele Accornero.

La struttura museale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo delle Alpi (Bard).
Cortile interno allestito per un evento

Il polo museale è suddiviso nei diversi corpi di fabbrica che costituiscono la fortezza e comunemente "Museo delle Alpi" viene usato come termine ombrello sotto cui si tende a ricomprendere tutte le sezioni museali[5][6]:

  • Museo delle Alpi: si trova nell'Opera Carlo Alberto (piano terra e primo piano);
  • Museo del forte: nell'Opera Ferdinando Superiore (piano terra): il nuovo Museo sarà aperto tra la fine del 2014 e l'estate del 2015 e sarà dedicato alla storia delle fortezze, alle tecniche difensive e all'evoluzione del concetto di frontiera nei tempi di pace;
  • Le Alpi dei ragazzi e la Scala del tempo: nell'Opera Vittorio (piano terra): aperto nel 2007, percorso di immagini e suoni tesi a rievocare i principali eventi storici delle Alpi occidentali ;
  • spazi espositivi per mostre temporanee, il Vallée Culture, centro di informazioni e di promozione del patrimonio culturale e artistico valdostano: nell'Opera Carlo Alberto (piano terra);
  • Prigioni: nell'Opera Carlo Alberto (piano interrato. Le Prigioni ospitano un percorso storico architettonico incentrato sulla ricostruzione delle diverse fasi di sviluppo architettonico del Forte di Bard dal castello medievale alla rocca ottocentesca. Inoltre le prigioni celebrano alcuni dei grani personaggi che hanno caratterizzato il Forte come Napoleone Bonaparte, Camilo Benso conte di Cavour, Henry Beyle (Stendhal) e l'arch. Olivero;
  • Spazi per musica e teatro all'aperto: cortili nell'Opera Carlo Alberto e nell'Opera di Gola;
  • Sale per conferenze: nell'Opera Carlo Alberto, Sala degli Archi candidi;Sala Olivero
  • Area per le scuole con aula didattica per lezioni, incontri e proiezioni: nell'Opera Mortai e Polveriera;

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Marché au fort - a metà ottobre - sagra dei prodotti tipici valdostani.
  • Napoleonica: rievocazione dell'assedio delle truppe Napoleoniche, fine agosto
  • Monterosa Walser UlTra Trail: il Trail dei Walser alle pendici del Monterosa (primo sabato di agosto)
  • Forteight: la 8 km del Forte di Bard (fine settembre)
  • I Colloqui del forte di Bard: evento di approfondimento su tematiche specifiche con la regia del Priore di Bose Enzo Bianchi e l'intervento di numerosi interpreti di varie discipline (aprile)
  • Meteolab: evento consacrato al tema della sostenibilità e dell'ambiente (novembre)
  • Estate al Forte: rassegna di spettacoli e intrattenimenti estivi con eventi di musica, teatro, danza

Come raggiungere il forte di Bard[modifica | modifica sorgente]

Il Forte di Bard è raggiungibile attraverso l'Autostrada A5 Torino-Aosta-Monte Bianco, con uscita al casello di Verrès per chi proviene da Aosta e di Pont-Saint-Martin per chi proviene da Torino, seguendo la strada statale 26 (Bard si trova dopo Donnas se si esce a Pont-Saint-Martin, oppure dopo Arnad se si esce a Verrès).

In treno, lungo la ferrovia Aosta-Chivasso, la stazione più vicina è quella di Hône, dove però fermano solo i treni regionali. Dalla stazione di Verrès, dove fermano tutti i treni, è attivo un servizio di navetta per il forte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Margherita Morra, Guida ai castelli della Val d'Aosta, Novara, Legenda, 2001, pp. 8-10.
  2. ^ a b c d e f André Zanotto, cit., pp. 22-23.
  3. ^ a b c d e f g h Storia del forte. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  4. ^ Tra essi, nel 1831, per qualche mese vi fu distaccato un giovane luogotenente del Genio militare: Camillo Benso di Cavour. Cfr. André Zanotto, cit., pp. 22-23.
  5. ^ a b Il progetto di recupero. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  6. ^ Sito ufficiale. URL consultato il 6 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • André Zanotto, Valle d'Aosta: i castelli & il Castello di Fenis, 1993, Musumeci, ISBN 887032446X. (fonte)
  • Margherita Morra, Guida ai castelli della Val d'Aosta, 2001, Legenda, ISBN 88-509-0050-3. (fonte)
  • Mauro Minola, Beppe Ronco, Valle d'Aosta. Castelli e fortificazioni, Varese, Macchione ed., 2002, pp. 62-68, ISBN 88-8340-116-6.
  • Augusta Lange, Disegni cinquecenteschi dei castelli di Montjovet e di Bard, 19??

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sito ufficiale. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  • InfoBard. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  • Forte di Bard, Regione autonoma Valle d'Aosta. URL consultato il 6 gennaio 2012.