Forte di Bard

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Forte di Bard
(FR) Fort de Bard
FORTE DI BARD 8.jpg
Il Forte di Bard visto dall'alto
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Valle d'Aosta Valle d'Aosta
Città Bard
Coordinate 45°36′29.1″N 7°44′40.5″E / 45.608083°N 7.744583°E45.608083; 7.744583Coordinate: 45°36′29.1″N 7°44′40.5″E / 45.608083°N 7.744583°E45.608083; 7.744583
Informazioni generali
Tipo Fortezza
Inizio costruzione 1830
Termine costruzione 1838
Costruttore Francesco Antonio Olivero
Proprietario attuale Regione Valle d'Aosta
Visitabile si
Sito web [1]

[2]

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Il forte di Bard (pronunciato [bar]; in francese fort de Bard) è un complesso fortificato fatto riedificare nel XIX secolo da Casa Savoia sulla rocca che sovrasta il borgo di Bard, in Valle d'Aosta.

Dopo un lungo periodo di abbandono, il forte è stato totalmente restaurato: è stato aperto ai visitatori nel gennaio 2006. Attualmente ospita esposizioni di pittura e di scultura lignea ed è sede del Museo delle Alpi, il polo museale delle Alpi Occidentali. Nel cortile interno principale si svolgono nel periodo estivo rappresentazioni musicali e teatrali.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La posizione strategica del forte sulla Dora Baltea

Dal punto di vista orografico, il forte si trova sulla sinistra della Dora Baltea, sulla cima di un promontorio roccioso, a 384 m s.l.m..

La posizione del forte di Bard è strategica, in quanto in questo punto la valle della Dora Baltea si stringe fino a formare una gola che nei secoli ha marcato un confine culturale, politico e religioso della Valle d'Aosta[1].

Ai piedi del promontorio, nella gola lungo la SS 26 in direzione di Donnas, si trova il geosito neolitico di Bard.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

La particolare posizione della rocca dov'è situato il forte, lungo il corso della Dora Baltea, permise in passato un agevole controllo del passaggio in entrambe le direttrici da e per la Francia.

Documenti storici testimoniano la presenza di un presidio armato (Clausuræ augustanæ) nell'area già nel VI secolo, ovvero all'epoca di Teodorico I: in particolare, di una guarnigione consistente di 60 uomini[1][2].

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il forte viene spesso nominato nelle cronache altomedievali dei viaggiatori celebri, che percorsero la Valle d'Aosta e che restavano meravigliati dalla sua perfezione strategica: nel 1034 il forte venne definito inexpugnabile oppidum; all'epoca era sotto il dominio di Boso, visconte di Aosta, e i suoi successori ne restarono in possesso fino a metà del XIII secolo[3].

Successivamente, fu occupato dalla potente signoria feudale dei Bard, conti locali probabilmente alle dipendenze del vescovado di Aosta. Ugo fu l'ultimo discendente della famiglia dei Bard a presidiare il castello: intorno alla metà del Duecento Amedeo IV di Savoia volle avere personalmente il controllo del forte, impossessandosene e piazzandovi un'imponente guarnigione. Il Castello da qui in poi sarà a lungo sotto il dominio dei Savoia[2].

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna d'Italia (1800).
Maggio 1800: fermare Napoleone[2]
Statua lignea di Napoleone
Erano le prime ore dell'alba del 14 maggio 1800 quando un esercito di quarantamila uomini - l'Armata di riserva (l'Armée de réserve) di Napoleone Bonaparte - varcava il passo del Gran San Bernardo con l'intento di sorprendere l'esercito austro-piemontese di stanza nella pianura padana.

La marcia fu però bloccata all'altezza di Bard dall'avamposto arroccato sull'altura che sovrasta la stretta gola lungo la Dora Baltea, custodito da quattrocento soldati austro-croati comandati dal capitano Stockard von Bernkopf.[3]

L'assedio durò due settimane, mentre il grosso delle truppe dell'esercito francese si trovava obbligato ad aggirare la zona attraverso il vicino colle di Albard, dopo di che vi fu la resa, con l'onore delle armi.

(nell'immagine: Una statua lignea del busto di Napoleone custodita a Bard)

Nel 1661 Carlo Emanuele II, duca di Savoia, vi fece installare il presidio del ducato nella Valle, concentrando qui l'artiglieria dopo lo smantellamento delle vicine piazzeforti di Verrès - nel castello di Verrès - e di Montjovet - nel castello di Saint-Germain. Inoltre, ulteriori opere di consolidamento e potenziamento delle strutture difensive furono poi portate a termine nel XVII e nel XVIII secolo.[3]

La fortezza accrebbe la sua fama quando nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, Vittorio Amedeo II di Savoia riuscì ad ostacolare la discesa in Italia dei francesi.[3] Accrebbe ancora nel 1800, quando ad essere fermato dall'avamposto difensivo dell'esercito austro-piemontese fu nientemeno che Napoleone Bonaparte (vedi riquadro). Paradossalmente però, tenendo ottimamente testa ai francesi cagionò anche la propria rovina: quello che era stato definito vilain castel de Bard fu raso al suolo per ordine dello stesso Napoleone, indispettito dalla strenua resistenza dei soldati austriaci che gli avevano procurato una tale onta.[2]

Epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Il forte e i suoi diversi livelli

Dovevano passare trent'anni perché Carlo Felice di Savoia, timoroso di nuove aggressioni da parte francese, affidasse il compito di redigere un progetto di ricostruzione all'ingegnere militare Francesco Antonio Olivero[2]: i lavori di riedificazione si protrassero per otto anni, dal 1830 al 1838[2], consentendo la realizzazione di diversi corpi di fabbrica disposti su piani differenti: poste più in basso, su due distinti livelli e ideate a forma di tenaglia, l'Opera Ferdinando e l'Opera Mortai; nella parte centrale, l'Opera Vittorio; più in alto, l'Opera Gola e l'Opera Carlo Alberto.[3]

I soldati che potevano essere ospitati nelle 283 stanze del forte erano 416 (il doppio nel caso di utilizzo di giacigli a terra).[3][4] Il tutto prevedeva inoltre la costruzione di 176 locali di servizio affacciati su un vasto cortile interno che doveva funzionare da piazza d'armi. Il sistema di strutture autonome e dotate di casematte a protezione garantiva una difesa reciproca in caso di attacco. Munizioni e provviste di cibo per tre mesi erano custodite in ampi magazzini ubicati presso l'Opera Mortai, anch'essi vigilati come il resto della fortezza - da una cinquantina di cannoni.[3]

Caduto in disuso dalla fine del XIX secolo, il forte fu poi adibito a carcere militare e, successivamente fino al 1975 a polveriera dell'Esercito Italiano, dopodiché la proprietà passò alla Regione Autonoma Valle d'Aosta.[3][5]

Dopo una parziale riapertura nei primi anni ottanta, hanno avuto inizio i lavori di restauro, durato oltre dieci anni. Nel 2006 è stato aperto il Museo delle Alpi.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Opera Ferdinando[modifica | modifica sorgente]

Opera Mortai[modifica | modifica sorgente]

Opera Vittorio[modifica | modifica sorgente]

Opera Gola[modifica | modifica sorgente]

Opera Carlo Alberto[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Numero di visitatori[modifica | modifica sorgente]

Il numero di visitatori è in costante aumento dalla sua apertura nel 2006[6]:

  • 2006: 128 008 visitatori complessivi
  • 2007: 143 511 visitatori complessivi
  • 2008: 167 668 visitatori complessivi
  • 2009: 188 812 visitatori complessivi

Nel 2010 il forte di Bard aveva ricevuto 260 000 visitatori, con un incremento del 35% rispetto al 2009[7]. Nel 2011 ha ricevuto 288 000 visitatori, con un incremento del 10% rispetto al 2010, confermandosi come una delle principali attrazioni turistiche della Valle d'Aosta[8].

La struttura museale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo delle Alpi (Bard).
Cortile interno allestito per un evento

Il polo museale è suddiviso nei diversi corpi di fabbrica che costituiscono la fortezza e comunemente "Museo delle Alpi" viene usato come termine ombrello sotto cui si tende a ricomprendere tutte le sezioni museali[5][9]:

  • Museo delle Alpi: si trova nell'Opera Carlo Alberto (piano terra e primo piano);
  • Museo delle fortificazioni e delle frontiere alpine: si trova nell'Opera Ferdinando Inferiore: con tre spazi dedicati alle frontiere alpine, alla costruzione di fortificazioni, alla realizzazione dei trafori;
  • Museo del forte: nell'Opera Ferdinando Superiore (piano terra): aperto nel 2007;
  • Le Alpi dei ragazzi e la Scala del tempo: nell'Opera Vittorio (piano terra): aperto nel 2007, percorso di immagini e suoni tesi a rievocare i principali eventi storici delle Alpi occidentali ;
  • spazi espositivi per mostre temporanee, il Vallée Culture, centro di informazioni e di promozione del patrimonio culturale e artistico valdostano: nell'Opera Carlo Alberto (piano terra);
  • Prigioni: nell'Opera Carlo Alberto (piano interrato);
  • Spazi per musica e teatro all'aperto: cortili nell'Opera Carlo Alberto e nell'Opera di Gola;
  • Sala per conferenze: nell'Opera Carlo Alberto, Sala degli Archi candidi;
  • Mediateca sui temi e le culture dei popoli che abitano le Alpi: dal 2007 nell'Opera Carlo Alberto (secondo piano);
  • area per le scuole con aula didattica per lezioni, incontri e proiezioni: nell'Opera Mortai e Polveriera;

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Marché au fort - a metà ottobre - sagra dei prodotti tipici valdostani.

Come raggiungere il forte di Bard[modifica | modifica sorgente]

Il Forte di Bard è raggiungibile attraverso l'Autostrada A5 Torino-Aosta-Monte Bianco, con uscita al casello di Verrès per chi proviene da Aosta e di Pont-Saint-Martin per chi proviene da Torino, seguendo la strada statale 26 (Bard si trova dopo Donnas se si esce a Pont-Saint-Martin, oppure dopo Arnad se si esce a Verrès).

In treno, lungo la ferrovia Aosta-Chivasso, la stazione più vicina è quella di Hône, dove però fermano solo i treni regionali. Dalla stazione di Verrès, dove fermano tutti i treni, è attivo un servizio di navetta per il forte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Margherita Morra, Guida ai castelli della Val d'Aosta, Novara, Legenda, 2001, pp. 8-10.
  2. ^ a b c d e f André Zanotto, cit., pp. 22-23.
  3. ^ a b c d e f g h Storia del forte. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  4. ^ Tra essi, nel 1831, per qualche mese vi fu distaccato un giovane luogotenente del Genio militare: Camillo Benso di Cavour. Cfr. André Zanotto, cit., pp. 22-23.
  5. ^ a b Il progetto di recupero. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  6. ^ Visitatori al forte di Bard: numero di accessi complessivi e per mostre organizzate - Valle d'Aosta - Anni 2006 - 2009, Regione Valle d'Aosta, 2010. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  7. ^ Cresciuti del 35% i visitatori al forte di Bard: nel 2010 sono saliti in 260mila nella fortezza della bassa Valle, www.12vda.it, 6 gennaio 2011. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  8. ^ Moreno Vignolini, Il forte di Bard chiude l’anno con 288mila visitatori, www.aostasera.it, 10 gennaio 2012. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  9. ^ Sito ufficiale. URL consultato il 6 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • André Zanotto, Valle d'Aosta: i castelli & il Castello di Fenis, 1993, Musumeci. ISBN 887032446X. (fonte)
  • Margherita Morra, Guida ai castelli della Val d'Aosta, 2001, Legenda. ISBN 88-509-0050-3. (fonte)
  • Mauro Minola, Beppe Ronco, Valle d'Aosta. Castelli e fortificazioni, Varese, Macchione ed., 2002, pp. 62-68. ISBN 88-8340-116-6.
  • Augusta Lange, Disegni cinquecenteschi dei castelli di Montjovet e di Bard, 19??

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sito ufficiale. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  • InfoBard. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  • Forte di Bard, Regione autonoma Valle d'Aosta. URL consultato il 6 gennaio 2012.