Agliè
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| Agliè | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | |||||||||
| Altitudine: | 315 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 13 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 201 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Madonna delle Grazie, Santa Maria, San Grato | ||||||||
| Comuni contigui: | San Martino Canavese, Torre Canavese, Bairo, Vialfrè, Cuceglio, San Giorgio Canavese, Ozegna | ||||||||
| CAP: | 10011 | ||||||||
| Pref. tel: | 0124 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 001001 | ||||||||
| Codice catasto: | A074 | ||||||||
| Nome abitanti: | alladiesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Massimo di Riez | ||||||||
| Giorno festivo: | prima domenica di luglio | ||||||||
Agliè (Ajé in piemontese) è un comune di 2.612 abitanti della provincia di Torino e dista 35 km dal capoluogo.
Questo piccolo comune, reso illustre da personaggi quali Filippo d'Agliè e Guido Gozzano, sorge nel Canavese, ai piedi delle colline di Macugnano.
Indice |
[modifica] Toponimo
Secondo Gian Domenico Serra, celebre glottologo, il toponimo deriverebbe dal nome del colono romano Alliacus per successive modifiche. Altri ipotesi invece, fanno derivare il nome del paese da Ala Dei (ala di Dio). in quanto la pianta del castello originario forma un'ala spiegata verso levante, "da cui sorgerà il vero sole a rischiarare il mondo dalla pace".
[modifica] Storia
La città si trova sul sito di Alladium, un'antica città romana.
Il nucleo originario era con buona probabilità situato sulle colline della frazione Santa Maria delle Grazie, già menzionato in alcuni documenti risalenti al 1019. A quel tempo Agliè era un castello edificato per difendere Macugnano. Il nome di Agliè compare per la prima volta in documenti del 1141 : i feudatari del Canavese si divisero il territorio, ed il paese divenne uno dei possedimenti dei San Martino di Rivarolo e di Agliè. Nel 1386 nella zona adiacente al paese scoppiò una violenta ribellione dei popolani e dei contadini verso i notabili, che fu stroncata nel sangue da Amedeo VII di Savoia, detto anche Conte Rosso. Forse grazie al suo buon governo Agliè non prese parte a tale ribellione che venne ricordata con il nome di Tuchinaggio.
[modifica] I Guelfi e i Ghibellini
Agliè comunque subì le lotte intestine tra Guelfi di San Martino d'Agliè e Ghibellini dei Conti di Valperga. Attorno all'anno 1350 il borgo fu saccheggiato per due volte da truppe mercenarie che risparmiarono il castello. L'imperatore Carlo V, nel 1355 donò ai Marchesi del Monferrato molte possedimenti fra cui Agliè. Tuttavia questo non fu sufficiente a far terminare i violenti contrasti tra i feudatari canavesani e Agliè ne subì pesantemente le conseguenze, con devastazioni, incendi e razzie che si susseguirono per divesri anni.
[modifica] I Savoia
Nel 1391 grazie ai Savoia giunse la pace. Gli alliadesi chiesero ai loro signori, i Conti di Agliè, alcune concessioni e privilegi ottenendoli grazie alla fedeltà dimostrata ai loro feudatari al tempo del Tucchinaggio. Successivamente nel 1448 vennero concessi gli statuti comunali. Grazie ai Savoia crebbe l'influenza dei Conti di Agliè che estesero la loro influenza e su Ozegna, Bairo, Salto, Torre, Rivarolo Canavese, Castelnuovo Don Bosco, e parte di Pont Canavese. Agliè subi anche le conseguenze per la guerra tra i Savoia e la Francia, avvenuta dopo la metà del XVI secolo.
[modifica] Filippo San Martino di Agliè
Quando giunse la pace nel 1561 i Conti di Agliè giurarono fedeltà al duca Emanuele Filiberto di Savoia. Il '600 vide la comparsa sulla scena storica una importantissima figura per il paese : Filippo San Martino di Agliè. Nato nel 1604, divenuto militare, nel 1630 divenne luogotenente della Compagnia delle Corazze di Vittorio Amedeo I, che al momento della sua morte lasciò un figlio troppo giovane per la successione, per cui la madre Cristina di Francia figlia di Maria de Medici ed Enrico IV assunse la reggenza. In quel periodo si crearono due fazioni : i madamisti e i principisti. Filippo fu madamista e divenne ministro, e consigliere personale e favorito di Cristina. Carlo Emanuele grazie alle sue doti diplomatiche riuscì a mantenere il trono. Per il sostegno dato al giovane duca Filippo si inimicò diverse persone tra cui il cardinale Richelieu che, nel 1640 lo fece arrestare, ma venne poi liberato solo alla morte del cardinale. Abbandonata la politica si diede a vita privata occupandosi del restauro ed ampliamento del Castello di Agliè coadiuvato dall'architetto Amedeo Cognengo di Castellamonte. Morto nel 1667 Filippo, il castello non vide più restauri per almeno i 100 anni successivi, se si esclude la scala dell'architetto Michela del 1774.
[modifica] Il regno di Carlo Emanuele III
Nel 1764 il feudo di Agliè passa a Carlo Emanuele III che lo rivendette al suo secondogenito Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese. Questi incaricò l'architetto Ignazio Birago di Borgaro di ricostruire e ampliare il castello soprattutto sul lato verso la piazza. Tra il 1767 ed il 1775 vennero costruite delle gallerie che collegavano la chiesa al castello.
[modifica] La dominazione napoleonica
Durante la dominazione napoleonica il borgo venne invaso nel 1796 dai francesi, il castello fu depredato dei pregevoli mobili e delle suppellettili. Finita l'era bonapartista Carlo Felice , nel 1825 venne in possesso del castello, facendolo restaurare dall'architetto Borda di Saluzzo che costruì al suo interno un piccolo teatro.
[modifica] Il Castello ducale e la chiesa parrocchiale
| Per approfondire, vedi la voce Castello ducale di Agliè. |
È conosciuta per l'importante castello ducale che fa parte del circuito dei castelli del Canavese. Risalente al XII secolo, originariamente fu proprietà dei conti San Martino di Agliè.
Trasformato nel XVII secolo in un palazzo signorile dal conte Filippo di Agliè, fu devastato durante l'invasione francese del 1706; venne poi acquistato nel 1765 da Carlo Emanuele III di Savoia per essere ristrutturato in maniera radicale dieci anni dopo su disegno di Ignazio Birago di Bòrgaro. Residenza estiva dei Savoia, il castello presenta una facciata monumentale con due rampe di accesso e con un ampio giardino con fontana. La chiesa parrocchiale del 1775 è stata costruita su disegno sempre di Ignazio Birago. Attualmente è composto da ben 300 stanze, per la maggior parte arredate con mobili d'epoca. L'edificio è circondato dal giardini all'inglese e all'italiana, e da un grande parco ricco di fiori rari ed alberi secolari, è impreziosito da una fontana monumentale, progettata dai fratelli Collino. Nel 1939 i principi di Savoia-Genova vendettero allo stato il castello per la somma di 7 milioni di lire, approssimativamente 5.590.000 € al Settembre 2007.
[modifica] Altri edifici di pregio
- La Chiesa di Santa Marta è un prezioso esempio di archittura barocca, opera di Costanzo Michela, a cui si deve anche la costruzione del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Macugnano.
- Nella piazza Castello sorge la Parrocchiale di San Massimo costruita da Ignazio Bignago di Borgaro.
- La Villa Meleto, ottocentesca casa di campagna di Guido Gozzano, che conserva lo Stile Liberty tipico di inizio del Novecento.
- La Rotonda, in cima alla collina sorge il Santuario di S. Maria della Rotonda.
- La Chiesa di San Gaudenzio, dal 1300 al 1580 fu la chiesa parrocchiale di Agliè, nella seconda cappella sul lato destro la tomba di Guido Gozzano.
- I Tre Ciochè, chiesetta del XVI secolo, sulla strada panoramica verso il piano.
[modifica] L'economia
L'economia del comune si basa sull'agricoltura con una buona produzione di foraggi, cereali e vino. Già nel Settecento fu centro industriale di una certa importanza: fu sede di un rinomato setificio che occupava verso la metà dell'Ottocento da 150 a 400 operai, in prevalenza donne. Questa azienda produsse un indotto di coltivazioni di gelsi e allevamento dei bachi da seta. Tra i suoi dirigenti va menzionato Lorenzo Valerio, importante personaggio grazie alle importanti iniziative a carattere sociale e collaboratore del Cavour. Dopo una serie di ostilità fu eletto deputato e nel 1842 promosse ad Agliè la nascita di uno dei primi asili infantili e di un convitto per le donne del setificio. Durante la seconda metà dell'Ottocento si sviluppò un'importante industria tessile, prima di proprietà svizzera, poi della Società de Angeli Frua di Milano che giunse ad avere verso il 1940 più di 1500 dipendenti e successivamente ceduto alla Olivetti. Nelle frazioni sorsero industrie minori nel settore meccanico ed elettronico, tra cui uno stabilimento della Olivetti, nel quale fu prodotta la celeberrima macchina da scrivere Lettera 22.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giovanni Battista Rossi (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0124 330367
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 


