Arignano

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Arignano
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Arignano - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Torino
Coordinate: 45°3′0″N 7°54′0″E / 45.05, 7.9
Altitudine: 321 m s.l.m.
Superficie: 8 km²
Abitanti:
898
Densità: 112 ab./km²
Frazioni: Moano, Tetti Gianchino, Tetti Chiaffredo, Oriassolo 
Comuni contigui: Marentino, Moncucco Torinese (AT), Chieri, Mombello di Torino, Andezeno, Riva presso Chieri
CAP: 10020
Pref. tel: 011
Codice ISTAT: 1012
Codice catasto: A405 
Nome abitanti: arignanesi 
Santo patrono: San Remigio 
Giorno festivo: terza domenica di settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Indice

[modifica] Il comune

Arignano (in piemontese Argnan) è un comune di 898 abitanti della provincia di Torino che dista 23 km dal suo capoluogo. Situato su di una collina a nord-ovest del Monferrato e a nord-est della città di Chieri, è attraversato dal torrente Levanetto.

[modifica] La storia

Il toponimo deriva molto probabilmente dal suffisso -anus appartenente ad un gentilizio romano : Arenius, Arinius o Alenius.

Le sue origini sono certificate da due diplomi imperiali firmati da Ottone III e da Arrigo I, datati intorno all'anno 1000, a favore del vescovo di Torino, Amizone.
Dal XIII fino al XVIII secolo fu feudo della città di Chieri e vennero coinvolte diverse famiglie tra le quali i Costa della Trinità, ultimi feudatari. Fu anche feudo dei Garibaldi, dei Costa e dei Polonghera.

[modifica] I monumenti

I monumenti più importanti sono la rocca e il castello.

[modifica] La rocca

La rocca, o castello superiore, è per la prima volta citata nell'anno 1047 in un diploma dell'imperatore Enrico III a favore del Capitolo di San Salvatore di Torino. Non è comunque l'attuale castello, la cui costruzione, sulle rovine del precedente, è da attribuirsi alla fine del XIII secolo in concomitanza della più imponente ristrutturazione del territorio chierese avvenuta alla fine della guerra tra il potentissimo marchese Guglielmo VII del Monferrato e la confederazione dei comuni, tra i quali Chieri e Asti, appoggiati da Amedeo V di Savoia.

Del complesso iniziale formato da un basso muro di protezione, un palazzo di abitazione e un mastio quadrato, perno per la difesa, sono tuttora visibili una parte del mastio e poco altro.

Il castello superiore fu danneggiato pesantemente nel XIV secolo dalle milizie di ventura di Facino Cane; venne poi ristrutturato e ampliato nel secolo successivo, ma ne fu modificato l'impianto difensivo precedente.
Il palazzo venne circondato da cortine rafforzate su tre angoli da torri quadrate, divenendo il centro del complesso architettonico. Solo una di queste torri è sopravvissuta alle inclemenze del tempo.
Oltre all'evoluzione dell'arte della guerra, che -grazie all'utilizzo delle bocche da fuoco- fece decadere il castello, al suo scadimento contribuì la costruzione nel XVIII secolo di una villa dei Costa della Trinità, ricca di affreschi a grottesche, scene classiche e paesaggi, molto apprezzata per gli stucchi che adornavano i soffitti di alcune sale.

Nelle vicinanze della villa sorgono due edifici, costruiti in stile neogotico, un tempo adibiti a scuderie e depositi della carrozze. Nonostante tale funzione, sono di gradevole aspetto, anche se degradati, e possono essere inseriti nell'ambito dell'architettura piemontese neogotica del periodo di Carlo Alberto.

[modifica] Il castello inferiore

Era originariamente una casaforte a pianta quadrata con quattro torrette cilindriche e un dolce cortile ad arcate. Venne edificato verso la metà del XV secolo dai Costa di Arignano nel momento in cui la vecchia rocca perse il suo ruolo strategico. Dopo circa un secolo il castello iniziò a decadere e venne trasformato in un cascinale. Attualmente un restauro accurato ha riportato l'edifico all'antico splendore ed è ora circondato da un parco.

[modifica] La parrocchia

L'antico mastio si affaccia sulla piazza della Parrocchiale dell'Assunzione di Maria Vergine, patrona del paese assieme al vescovo San Remigio. La chiesa, in stile barocco, è ad una navata con due cappelle laterali; fu edificata nel 1781 dai Conti della Trinità al posto di una più antica, risalente al XV secolo.

[modifica] La leggenda

Una leggenda narra che il paese sia stato misteriosamente risparmiato dall'epidemia di peste che nel 1630 colpì la vicina città di Chieri e diverse regioni italiane.

[modifica] Il lago di Arignano

Fu il conte Paolo Remigio Costa e della Trinità a realizzare questo vasto bacino irriguo che per mezzo secolo ha caratterizzato il dolce e delicato paesaggio arignanese. Posto in regione Cremera, ai confini dei comuni di Marentino e Arignano, vide la luce grazie al Brunati, ispettore generale del Genio Civile, che redasse e presentò, nel 1838, il progetto.

Il sito era favorevole grazie al terreno leggermente concavo e richiedeva solo uno sbarramento a valle. La realizzazione dell' invaso fu osteggiata da alcuni proprietari, espropriati dei propri terreni, che ne contestarono il valore di utilità pubblica, ma la grande volontà del conte consentì di superare tutti gli ostacoli, finché il 5 febbraio 1839 Carlo Alberto concesse le "regie patenti" di autorizzazione ai lavori, che procedettero molto rapidamente.

Con la terra di riporto fu creata la centro del lago un'isoletta che, rivestita di vegetazione, divenne un riposante luogo di svago e di attracco per le barche.

I benefici dell'opera non tardarono a evidenziarsi, consentendo di fronteggiare lunghi periodi di siccità e di razionalizzare la distribuzione idrica e alimentando due mulini: quello del lago e il mulino Moano, ancora esistenti, ma non funzionanti. Permisero inoltre lo svolgimento della pesca e la produzione del ghiaccio, tradizionalmente prelevato prima di Natale e poi immagazzinato nelle ghiacciaie dei conti della Trinità.

La lenta decadenza dell'invaso iniziò verso il 1900, quando i Costa vendettero la proprietà del lago. I nuovi proprietari ridussero i lavori di manutenzione, dando luogo ad un inevitabile impaludamento. Negli anni '70 vennero effettuati dei lavori di bonifica, ma il pessimo stato degli argani di manovra per lo spurgo delle acque e delle paratie e il timore di instabilità della diga in caso di eventi meteorologici eccezionali indussero la prefettura di Torino, il 15 marzo 1980, ad ordinare l'apertura delle paratie e lo svuotamento del lago.

[modifica] Gemellaggi

Arignano è gemellato con:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Enzo Ferrero (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: non disponibile
Email del comune: disponibile non disponibile

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Collegamenti esterni

sito su Arignano

[modifica] Bibliografia

  • Il Piemonte paese per paese - Ed. Bonechi - 1993
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