Andezeno
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| Andezeno | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 306 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 7 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 278 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Arignano, Chieri, Marentino, Montaldo Torinese | ||||||||
| CAP: | 10020 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 011 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 1009 | ||||||||
| Codice catasto: | A275 | ||||||||
| Nome abitanti: | andezenesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Giorgio | ||||||||
| Giorno festivo: | 25 aprile | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Andezeno (in piemontese Andzen) è un comune di 1.949 abitanti della provincia di Torino che dista 20 km dal capoluogo.
Sorge su un'altura a nord-ovest del Monferrato e a nord-est della pianura di Chieri.
Indice |
[modifica] Il territorio e il toponimo
Piccolo centro di 7,8 km² (2000 abitanti), sulle pendici della collina torinese, dista 18 km da Torino, sulla strada Provinciale Chieri-Castelnuovo D. Bosco in direzione del Monferrato e Asti. Il toponimo di origine Celtica deriva dal gallo-latino Andicus, da cui sarebbero derivati i borghi di Andico e di Andicello da cui Andsèn, che rimanda a un derivato in -ellus, poi italianizzato in Andezeno Olivieri. Una più recente considerazione sull'origine toponomastica è stata proposta nel derivato da "Andes", nome di tribù celtica (cfr. De bello Gallico) attestata nel centro della Francia e nella Padania, nei pressi di Mantova, da cui "Andio", collina a nord di Andezeno ove sorse il primo nucleo abitativo del luogo, trasformatosi poi nel diminutivo di "Andes-ellus", Andezeno.
[modifica] La storia
[modifica] Il centro storico
Andezeno fu quasi totalmente distrutta nel 1543. Vi sono scarse testimonianze del tessuto urbano medioevale originale: l'ex asilo infantile, ora casa privata, un edificio risalente al XV secolo, con una pregevole facciata in mattoni a vista con quattro finestre ad arco acuto.
Il centro storico si trova in cima alla collina, bastionata con mura risalenti al XVIII secolo; il paese è dominato dalla Parrocchiale di San Giorgio, dalla torre campanaria o torre dell'orologio, risalente al XII secolo, in origine torre di difesa del castello del luogo (distrutto nel 1543), dall'antico Palazzo dei conti Balbiano d'Aramengo del XVI secolo e dal Palazzo-residenza della famiglia Villa, del XVIII secolo.
[modifica] Il castello
L'ultima notizia del castello mediovale di Andezeno è fornita dall'antico catasto del 1533, in cui risulta occupato dalla famiglia dei tre fratelli "Pozzo". Il nucleo originario del castello, di cui restano poche tracce, risale al XII secolo. Fu gravemente danneggiato e poi distrutto nel XVI secolo dall'esercito spagnolo e da quel momento non se ne hanno più notizie. Esso è stato in parte incorporato nella costruzione della nuova residenza della famiglia Ormea e Berta nel secolo XVII e della famiglia Villa all'inizio del XVIII secolo, con la totale trasformazione della collina sul lato verso Chieri.
[modifica] La parrocchiale di San Giorgio
Dedicata al patrono del paese, è opera dell'architetto Giovan Battista Casasopra. Fu costruita fra il 1753 ed il 1759 e consacrata nel 1764, dopo anni di discussioni sull'opportunità o meno di abbattere la vecchia chiesa medievale di San Pietro (annessa alla cella Monastica di Novalesa-Breme), poi divenuta parrocchia, ma ormai troppo piccola e fatiscente.
La chiesa è a navata unica rettangolare con sei cappelle, tre per lato, comunicanti. Il soffitto è a botte e affrescato. Sull'altare maggiore è presente un'urna riccamente cesellata in cui è conservato il corpo di Santa Giustina, protettrice dei frutti della terra, festeggiata ogni anno nell'ultima domenica di ottobre.
[modifica] La Chiesa dei Batù
La Confraternita di S.Marco, conosciuta dialettalmente però col nome di Chiesa dei Batù, ha svolto un ruolo significativo nella storia del paese. Essa deriva il suo nome dialettale dalla presenza della Compagnia dei Disciplinanti, o Battuti, movimento religioso che si rifà alla predicazione di S.Vincenzo Ferreri ma che ha le sue origini più lontane nei movimenti pauperistici dell'XI secolo. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1596 e si conclusero con la consacrazione nel 1604 da parte dell'Arcivescovo Carlo Broglia che per l'occasione ricevette il dono di un baldacchino in damasco. In una relazione del tempo si legge "...si andava a gara tra confratelli e sorelle, di arricchir di arredi la nuova chiesa...", tanto che diventò uno specchio per la nobiltà locale ,che poteva confrontarsi nelle iniziative devozionali. Il risultato fu la creazione di un ricco e fastoso arredo di cui ora non ci rimane altro che la meravigliata descrizione di un arcivescovo del XIX secolo. La decadenza iniziò ai primi dell'Ottocento quando le peggiorate condizioni della popolazione locale non permisero più di elargire doni come in passato. Tanto che si dovette procedere a lavori di ristrutturazione nel 1844 e nuovamente alla fine del secolo per rimediare a una situazione dissestata da interventi provvisori e dilettantistici.
[modifica] La chiesa di San Giorgio al cimitero
Sorge alla sommità dell'omonima collina a poca distanza dal paese, nell'antico cimitero. Costruita in stile romanico-lombardo e stata restaurata più volte nei secoli. I lavori di restauro del 1959 hanno evidenziato la natura più antica della chiesa, la facciata, la parete sud costruita con materiale di recupero di epoca romana, l'abside del XII secolo. È il più antico monumento storico del paese.
[modifica] Economia
Paese prevalentemente agricolo sino al secondo dopoguerra, dai primi anni sessanta ha subito una forte industrializzazione, ed oggi vanta numerose piccole e medie aziende nei settori meccanico, tessile, alimentare e cartotecnico. Tra i prodotti tipici locali spicanno i grissini rubatà, il rinomato vino Freisa, le cipolle, i cardi, protagonisti questi della sagra del cardo e della bagna càuda, manifestazione che ha luogo ogni anno la seconda domenica di ottobre.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Emanuelita Nosengo (lista civica) dal 22/06/2004
Centralino del comune: 011 9434204
Posta elettronica: andezeno@ruparpiemonte.it
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Bibliografia
- Il Piemonte paese per paese, pp. 69 - 71 . Ed. Bonechi, 1993
- Andezeno "Mille anni di storia" Territorio, popolamento e potere nei secoli mediovali - Ed. Comune di Andezeno, 1992
- Andezeno "Mille anni di storia" Produzione sacra, strategie devozionali e tutela, sec. XVII-XIX - Ed. Comune di Andezeno, 1992


