Venaus

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Venaus
comune
Venaus – Stemma
Venaus – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Amministrazione
Sindaco Nilo Durbiano (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°09′00″N 7°01′00″E / 45.15°N 7.016667°E45.15; 7.016667 (Venaus)Coordinate: 45°09′00″N 7°01′00″E / 45.15°N 7.016667°E45.15; 7.016667 (Venaus)
Altitudine 604 m s.l.m.
Superficie 19,14 km²
Abitanti 962[1] (30-09-2011)
Densità 50,26 ab./km²
Frazioni Bar Cenisio, Molaretto
Comuni confinanti Bramans (FR-73), Susa, Giaglione, Lanslebourg-Mont-Cenis (FR-73), Mompantero, Moncenisio, Novalesa
Altre informazioni
Cod. postale 10050
Prefisso 0122
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001291
Cod. catastale L726
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti venausini
Patrono San Biagio e sant'Agata
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Venaus
Localizzazione del Comune di Venaus nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Venaus nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Venaus (Venàus in piemontese, Vëno in francoprovenzale, Vénaux in francese) è un comune italiano di 962 abitanti della provincia di Torino, in Piemonte, situato in Val Cenischia, valle collaterale della Val di Susa, a circa 57 chilometri ad ovest da Torino.

È un tipico borgo alpino posto sulla cosiddetta “strada reale” o Via Francigena del Moncenisio, principale via di salita verso il colle del Moncenisio e quindi la Francia prima che venisse costruita nel 1806 la carrozzabile voluta da Napoleone (l'attuale statale 25) che passa poco sopra il paese.

Fa parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei quattro spadonari di Venaus durante la danza delle spade

Le prime citazioni si hanno nel testamento di Abbone datato 739, secondo il quale l'abbazia della Novalesa cedeva il controllo dell’abitato di Venaus all’orbita segusina. Nel 1947 in seguito al trattato di pace con la Francia sono stati annessi al comune francese di Lanslebourg-Mont-Cenis 81,29 km² di territorio comunale: la parte italiana del valico del Moncenisio, il Lago del Moncenisio e la frazione di Gran Croce (Grand-Croix).

Durante il regime fascista il nome del paese venne italianizzato in Venalzio, riprese il nome d'origine nel 1967[2]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale è posta la centrale idroelettrica del Moncenisio[3], nonché i due bacini di calma della stessa posti sulla riva destra del torrente Cenischia, poco a monte dell’abitato. Con un salto superiore a 1300 metri, ha una producibilità di 273 GWh[4]. Sul territorio del Comune sono posti anche l'ingresso e le sottostazioni elettriche della Centrale idroelettrica di Pont Ventoux-Susa appartenente al gruppo IRIDE.

Luoghi e fatti di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Spadonaro di Venaus scorta la statua del patrono San Biagio durante la processione

Il territorio è articolato in numerose frazioni: Parore, Molino, Vayr, Rivo, Costa, Mestrale, Traversa, Fucina, Piazza, S. Rocco, Grangia, Braida, Berno, Cornale, Bar Cenisio, Molaretto, Panere, Pian Suffit, San Martino, Adret, Arcangel, Sant'Antonio, Prachiantello, Fondo Bar, Cruil, Teisonere, Prafinetto, Cucuc, Mollar del Danno, Montabone, Giametrano, Qualora, Tarevela, Biolei, Bompà, Pareni, Montabonetto.

Il principale centro abitato si sviluppa su una conoide posta sulla destra orografica del torrente Cenischia a 595 m.s.l.m. (quota della Casa Comunale). Il centro abitato, raggiungibile principalmente dalla S.P.210, è raccolto in frazioni ed ospita la parrocchiale di San Biagio e Sant’Agata (Santi patroni). La più rilevante frazione al di fuori del principale centro abitato è Bar Cenisio (1540 metri di altezza) localizzabile lungo la statale che porta al Colle del Moncenisio.

Di rilevante interesse vi sono alcuni tratti originali dell'antica Strada Reale di Francia, il ponte "Esclosa" in stile romanico sul torrente Cenischia (in direzione Novalesa) e gli affreschi trecenteschi all'interno della chiesa di San Biagio e Sant'Agata,

Nei pressi di Venaus sono presenti la centrale idroelettrica ENEL e parte dell'impianto idroelettrico di Pont-Ventoux (gestore IREN).


Spadonari[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di febbraio si può assistere alla danza degli Spadonari di antica origine (tipici anche del vicino comune di Giaglione) che si svolge nel piazzale di fronte alla chiesa parrocchiale. La danza compare fra le particolarità ritratte dal documentario "L'Italia vista dal cielo. Piemonte e Valle d'Aosta 1974" prodotto da Esso Italiana nel '74, regia di Folco Quilici e commento di Mario Soldati.

La danza degli Spadonari[modifica | modifica wikitesto]

Una delle tradizioni più sentite (e del tutto genuine) di Venaus è la Danza degli Spadonari[5], che si svolge tradizionalmente in occasione della Festa dei santi patroni san Biagio (3 febbraio) e sant'Agata (5 febbraio). Viene replicata la domenica successiva. Sono coinvolti gli Spadonari[6] (in numero di quattro), le Priore, la banda musicale, le donne e gli uomini della confraternita del Santo Rosario, i coscritti, il Sindaco e il Parroco.

Il confronto con alcune incisioni rupestri della Valcenischia (figure di armati di spada[7]), stilisticamente attribuibili alla media età del Ferro (V-IV secolo a.C.), lascia supporre un'origine protostorica di tale danza[8].

Sul sagrato della chiesa gli Spadonari presentano quattro tipi di danze[9]): "punta" (è una danza di saluto, che apre la festa al mattino, gli spadonari puntano per quattro volte le spade in avanti contemporaneamente); "quadri" (è caratterizzata da un inchino, dai tre passi in avanti e dall’incrocio di spade a coppie, e dalla cuià, gesto che ricorda la mietitura); "cuori" (gli spadonari sono disposti a croce, si lanciano e si scambiano le spade, e le incrociano tutti insieme; "salto" (eseguono la figura del girasciabola, saltano, girando completamente su se stessi).

Rifugio Avanzà[modifica | modifica wikitesto]

Rifugio Avanzà

Sulla montagna di Venaus, a 2580 metri s.l.m., sorge il Rifugio Avanzà, struttura di proprietà comunale ricavata da una caserma di alta quota costruita dal III Reggimento Alpini, ristrutturata a partire dal 1973 e gestita volontariamente dall'associazione Pro loco di Venaus.

TAV[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune è stato al centro della cronaca nazionale nei mesi di novembre e dicembre 2005 per via delle proteste del movimento NO TAV dato l'avvio della fase di presa dei terreni a cui sarebbe seguito l'allestimento dei cantieri preliminari alla realizzazione della Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 21 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 14 1,45%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Decreto del presidente della Repubblica 28 luglio 1967, n. 904, in materia di "Mutamento della denominazione del comune di Venalzio in quella di "Venaus" (Torino)."
  3. ^ Descrizione in http://www.comune.venaus.to.it/ComSchedaTem.asp?Id=21810
  4. ^ Si veda il sito Enel http://www.enel.it/it-IT/impianti/mappa/dettaglio/venaus/p/090027d98192f975
  5. ^ Gli Spadonari di Venaus sul sito del Comune. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  6. ^ Vedi riprese sui video di Culturamontana (8 minuti)
  7. ^ La roccia degli Spadonari su EuroPreArt. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  8. ^ Arcà A. (a cura di), La Spada sulla Roccia, Danze e duelli tra arte rupestre e tradizioni popolari della Valcenischia e delle valli del Moncenisio, Torino, GRCM, 2009, ISBN 978-88-904167-8-1.
  9. ^ Venaus: Festa di S. Biagio e S. Agata - Danza degli Spadonari. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina Valle di Susa, Borgone Susa 2010
  • Andrea Arcà(a cura di), La spada sulla Roccia. Danze e duelli tra arte rupestre e tradizioni popolari della Valsusa, Valcenischia e delle valli del Moncenisio, Torino GRCM, 2009
  • Vincenzo Bonelli, Rifugio Avanzà. Cronistoria di un volontariato, un'avventura, in una bella realtà Pro Loco Venaus, Tipolito Melli, Borgone Susa 2013

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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