Bricherasio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Bricherasio
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Bricherasio]]
Bricherasio - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Torino
Coordinate: 44°49′28″N 7°18′23″E / 44.82444, 7.30639
Altitudine: 400 m s.l.m.
Superficie: 22,64 km²
Abitanti:
4.016
Densità: 183 ab./km²
Frazioni: San Michele, Cappella Merli, Cappella Moreri, Sopravilla, Rivà 
Comuni contigui: Angrogna, San Secondo di Pinerolo, Prarostino, Osasco, Garzigliana, Luserna San Giovanni, Cavour, Campiglione-Fenile, Bibiana
CAP: 10060
Pref. tel: 0121
Codice ISTAT: 001035
Codice catasto: B171 
Nome abitanti: bricherasiesi 
Santo patrono: Maria Assunta 
Giorno festivo: 15 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Bricherasio (in piemontese Bricheras, in occitano Bricairàs) è un comune di 4.016 abitanti della provincia di Torino.

Si trova all'imbocco della Val Pellice e fa parte della Comunità Montana Val Pellice.

Il suo nome viene fatto derivare secondo alcuni dal nome celtico di persona Briccarius o Brittgarius, secondo altri dal termine brich, che in lingua piemontese vuol dire "altura".

Indice

[modifica] Geografia

Il comune di Bricherasio si estende su un territorio compreso tra i 328 ed i 1161 metri sopra il livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 833 metri.

[modifica] Frazioni

San Michele: è il primo nucleo abitativo del paese e rappresentò il polo principale dell'economia e della politica di Bricherasio fino alla costruzione dell'attuale capoluogo. La frazione si trova tra le colline bricherasiesi e oggi ha riacquistato importanza grazie all'agricoltura.

Cappella Moreri: è la seconda frazione più antica del paese, dopo San Michele; fu abitata fin dal Duecento. La cappella della frazione è dedicata a S. Giovanni Battista e a S. Antonio Abate. Un tempo l'abitato era costituito solo da cascinali, oggi si estende attorno alla chiesa, ricostruita nel 1972 in seguita ad una grave lesione causata dalla caduta di un fulmine. La zona è principalmente agricola e si estende tra vigneti e frutteti.

Cappella Merli: è la frazione più recente del comune ed è situata in una zona pianeggiante. La sua chiesa, dedicata a San Grato, fu edificata nel 1725, ma solo nel 1926 le fu affiancato il campanile; recentemente (1996) è stata restaurata. All'interno trova posto un quadro del pittore Baretta, raffigurante San Grato, protettore della chiesa.

Sopravilla: sovrasta l'antica "Villa Nova" di Bricherasio; è situata verso il confine occidentale col comune di Luserna e si costituì nel XVIII secolo.

Rivà: è collocata sulla collina che divide la Val Domenica (formata dal torrente Chiamogna) ed il Pellice. La frazione si sviluppa attorno alla chiesa di San Rocco.

[modifica] Storia

[modifica] Dalle origini al 1594

Tracce di insediamenti precedenti si possono comunque ritrovare sia in epoca preistorica (incisioni rupestri sulle pendici del monte Vandalino) sia in età romana (monete e mattoni).
La prima testimonianza storica dell'esistenza di un centro denominato "Bricarasio" risale al 1159 e consiste nel nome di un Guglielmus de Bricarasio che fece da teste in una donazione in favore dell'abbazia di Staffarda disposta dai signori di Luserna.
Il nucleo primitivo del paese si trovava in posizione discosta, presso l'attuale abitato di San Michele; la presenza dei pedaggi, la scomodità delle comunicazioni e la diffusione del commercio attraverso le vie della Val Pellice fecero sì che nel 1324 fosse fondata presso la collina del Castello la nuova Bricherasio (dove oggi sorge il capoluogo). Il centro, che fin dal 1243 aveva giurato fedeltà ai Savoia-Acaia di Pinerolo, si sviluppò anche grazie alla conquista dell'autonomia comunale nel 1291 ed alle franchigie, ai privilegi e alle esenzioni concesse dal principe Filippo I di Savoia-Acaia. Nel 1360 la sconfitta di Giacomo di Savoia-Acaia nella guerra contro Amedeo VI di Savoia determinò un cambio di signoria per Bricherasio, che fu concessa in feudo ad una famiglia di origini monferrine, i Cacherano.
Sotto il loro controllo Bricherasio conobbe un silenzioso ma cospicuo sviluppo commerciale ed economico, che raggiunse il suo apice nella redazione nel 1467 degli Statuti comunali. Il XVI secolo chiuse l'epoca di grande prosperità ed aprì il momento della crisi: spagnoli e francesi in lotta sulla terra italiana per conquistare l'egemonia in Europa devastarono a più riprese le terre bricherasiesi finché un contingente francese giunse ad assediare e a costringere alla resa una prima volta la fortezza nel 1537.

[modifica] L'assedio

L'ascesa al trono di Savoia del duca Carlo Emanuele I di Savoia significò per il Piemonte un periodo di guerre con la Francia. In particolare la conquista del Marchesato di Saluzzo ed il tentativo di espansione in Provenza fu pagato a caro prezzo. Un esercito agli ordini del duca di Lesdiguières penetrò nel 1592 in val Chisone, occupò Perosa Argentina e si insediò a Bricherasio, ricostruendo e potenziando con sei bastioni ed altrettanti cannoni la fortezza distrutta 57 anni prima. Dopo alterne vicende militari ed un fallito assedio, il 18 settembre 1594 comparve sotto le mura di Bricherasio un esercito ducale composto da circa 10.000 soldati lombardi, piemontesi, svizzeri e spagnoli e pose l'assedio alla potente rocca difesa da soli 800 soldati stremati dalle malattie e dalla fame. Il duca stesso guidò le operazioni allestendo una potente batteria che negli ultimi momenti giunse a contare 18 pezzi.
Nonostante la preponderanza delle forze savoiarde e la disparità di mezzi i Francesi si difesero come leoni e resistettero per un mese ottenendo la resa il 23 ottobre con l'onore delle armi. La dura battaglia, cantata da poeti e celebrata dall'incisione del pittore di corte dei Savoia Caracca, costò forti perdite alla popolazione civile, ridotta a soli 349 sopravvissuti, e provocò ingenti distruzioni in tutto il paese, come riferiscono le cronache del tempo.

[modifica] Dal 1594 ad oggi

Le guerre che sconvolsero l'Europa nel Seicento portarono i loro lutti anche a Bricherasio; il castello fu preso e perduto varie volte e il paese fu riconsegnato ai Savoia solo nel 1630 in condizioni deplorevoli: i mulini erano distrutti, la peste mieteva vittime, l'80% della superficie delle campagne era rovinata, i sette decimi del paese devastati. Proprio in conseguenza di un tale disastro Bricherasio venne ricostruita e modificò la propria topografia. Alle contese politiche si aggiunsero i contrasti religiosi tra cattolici e valdesi, che provocarono morti e distruzioni; un eccidio, che costò la vita ad 80 abitanti, fu perpetrato dalla truppa francese del colonnello Sailly nel 1690; finalmente con la conclusione della guerra di successione spagnola nel 1714 si chiuse per Bricherasio l'epoca più buia. Durante il Settecento riprese vigore l'agricoltura, fu ricostruito ed abbellito il paese, le attività economiche ebbero nuovo impulso. La Rivoluzione francese fece sentire i suoi effetti anche nella bassa Val Pellice ed a Bricherasio nel 1797 furono cacciati i Cacherano e proclamata la fedeltà al governo provvisorio repubblicano del Piemonte. La Restaurazione del 1814 vide il ritorno dei Cacherano; la partecipazione gioiosa alle notizie dei moti del 1848 e i festeggiamenti dedicati alla spedizione di Garibaldi testimoniarono la passione dei Bricherasiesi per gli eventi risorgimentali.
Il paese si sviluppò grazie anche all'opera di personaggi illustri come il generale Filippo Brignone ed Edoardo Giretti: furono migliorate le scuole, sistemato l'ospedale e organizzato l'asilo infantile. Crebbero le industrie: la seta, i distillati ed il cioccolato assunsero un peso assai significativo nell'economia locale, mentre l'arrivo delle linee ferroviarie favorì le comunicazioni con il resto del Piemonte. Il periodo fascista vide un irrigidimento della vita pubblica e durante la resistenza si assisté sia ad episodi eroici sia a crudeli eccidi. Tra questi ricordiamo quello della borgata Badariotti, in cui il 18 novembre 1944 truppe tedesche e italiane della repubblica di Salò sterminarono durante un'azione di rastrellamento un'intera innocente famiglia. Il boom economico con lo sviluppo dell'industria edile, la trasformazione dell'ospedale in casa di riposo e la costruzione della scuola media del capoluogo contribuirono a rendere Bricherasio un paese moderno e dotato di tutti i servizi, che continua la sua crescita anche oggi.

[modifica] Luoghi d'interesse

Chiesa parrocchiale di Santa Maria
Chiesa parrocchiale di Santa Maria

Chiesa di Santa Maria: la barocca chiesa parrocchiale di Santa Maria fu costruita nel 1602, in sostituzione della primitiva parrocchiale sita sulla collina e devastata dalle invasioni francesi di fine Cinquecento.
Ha pianta longitudinale, con tre navate sorrette da pilastri; quella centrale ha una volta a botte affrescata nell'Ottocento, le due laterali hanno volte a crocera e in ogni campata sono completate da un altare laterale. Le volte sono sorrette da pilastri e capitelli privi di funzione portante e lesene in finto marmo rosa alleggeriscono per mezzo degli effetti coloristici tipici dell'architettura barocca.
Al suo interno trovano posto un fonte battesimale in marmo con copertura in legno del 1699 ed un altare con icona lignea dorata del 1725 raffigurante il trionfo della Vergine. Inoltre al suo interno si trovano alcuni quadri quali un "Estasi di S. Giovanni" di Lorenzo Delleani, una "Madonna" del Barbavara, un "Calvario" del Marietti e "Due santi oranti" del Morgari. Di particolare interesse è anche l'organo ottocentesco dei fratelli Collino.
Il campanile che l'affianca risale al 1828-32 ed era in origine dotato di una cuspide in piombo rimossa nel 1860 e mai più sostituita per via dei danni causati dall'infissione di quattro bandiere tricolori.

Chiesa di San Bernardino: fu ricostruita all'inizio del Settecento in forme barocche, con pianta centrale, cupola, elegante coro ligneo; l'interno è mosso da lesene binate.

Chiesa della Madonna del Castello: la chiesa della Madonna del Castello fu eretta nel Settecento al posto delle distrutte fortificazioni bricherasiesi, col simbolico intento di edificare un luogo di pace al posto della sede di tante sofferenze. La costruzione, di gradevoli forme barocche con uno slanciato campanile, è ancora oggi meta di passeggiate e pellegrinaggi che percorrono la scalinata in pietra che la collega alla piazza centrale del paese.

Palazzi di Piazza Santa Maria: alcune costruzioni secolari fanno da cornice alla piazza della chiesa parrocchiale. Vi sorgono le forme eleganti di palazzo Belmondo (XVIII-XIX secolo), sede di una delle famiglie nobili più antiche del paese, palazzo Barberis (XVII-XIX secolo) e il palazzo del comune, edificato tra il XVII e il XVIII secolo, dotato di un ampio porticato e di un vero gioiello quale il soffitto cassettonato ligneo della sala di rappresentanza.

Le Case del Quattrocento: del primo nucleo della "Villa nova" di Bricherasio restano solamente due case con mattoni a vista in via Molarosso. Dotate di tipiche finestre con arco a sesto acuto e di un porticato rappresentano le ultime vestigia della Bricherasio medievale.

La Casa Brignone: posta nella via omonima, la dimora diede i natali al generale Filippo Brignone (1812-1877), conquistatore di Spoleto, combattente a Custoza e senatore del Regno. È una casa di tre piani con balconata in ferro, due torrette ed una piccola fattoria.

Palazzo Cacherano: i Cacherano di Bricherasio, signori del paese dal 1360 al 1797, non si limitarono a costruire lo splendido palazzo Bricherasio di via Lagrange a Torino, ma in paese risiedettero dapprima in una dimora ai piedi della collina e poi, a partire dal '500-'600, nell'attuale palazzo Cacherano all'ingresso del paese. Circondato da un ampio parco, il palazzo possiede eleganti forme barocche: un ordine inferiore di arcate ed uno superiore di lesene conferiscono movimento alla casa signorile.

Palazzo Ricca di Castelvecchio: proprietà di una famiglia capace di far grande fortuna con il commercio della lana e di assurgere poi ai fasti nobiliari, il palazzo si trova all'imbocco del paese, dalla parte del lato orientale di piazza Santa Maria, nel quartiere di Porta Pinerolo. Edificato nel Seicento, presenta sulla via su cui si affaccia un elegante scorcio di architettura barocca che fece dire ad un sindaco bricherasiese dell'Ottocento che il luogo in cui sorgeva era "la contrada più civile del borgo, ove si suole fare la passeggiata".

Villa Daneo: risalente al 1700, il palazzo si trova un po' discosto verso il margine sud-est del paese, in via Campiglione. Appartiene alla famiglia del senatore del Regno Edoardo Daneo ed è costruito secondo i dettami di una signorile casa padronale.
È sede estiva del consolato di Danimarca per il Piemonte e la Valle d'Aosta.

[modifica] Cultura

Ogni anno si tiene nel mese di settembre la festa cittadina, chiamata Sagra dell'uva, nel cui programma trovano posto manifestazioni come:


Numerose sono le associazioni presenti a Bricherasio; tra queste:

[modifica] Personalità legate a Bricherasio

[modifica] Economia

La zona è importante per la produzione di frutta e per la viticoltura: Bricherasio è, infatti, terra di vino.
I vini prodotti dall'azienda vinicola Il Tralcio hanno ottenuto il riconoscimento DOC per i vini da tavola rosso e rosato con la dicitura Pinerolese; altri vini DOC prodotti sono il Doux d'Henry, il Ramiè, la Barbera, la Bonarda, la Freisa e il Dolcetto.
Tra gli altri prodotti ricordiamo mele e funghi.
La tradizionale economia agricola è affiancata da piccole industrie (cuscinetti a sfera, materiale elettrico e prodotti tessili).
Sul territorio sono presenti oltre 120 attività industriali (con quasi 1000 addetti), oltre 130 attività di servizio e 25 attività amministrative.
Risultano occupati complessivamente 1.447 individui, pari al 36,00% del numero complessivo di abitanti del comune.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Luigi Bosio (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0121 59105
Email del comune: bricherasio@reteunitaria.piemonte.it

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali