Bruino

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Bruino (Bruin in piemontese) è un comune italiano di 9.503 abitanti della provincia di Torino, in Piemonte. Situato a circa 20 chilometri ad ovest del capoluogo poemontese, sorge sulla riva destra del torrente Sangone, all'imbocco dell'omonima valle.

Bruino
comune
Bruino – Stemma Bruino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Amministrazione
Sindaco Andrea Appiano (centrosinistra) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°01′00″N 7°28′00″E / 45.016667°N 7.466667°E45.016667; 7.466667 (Bruino)Coordinate: 45°01′00″N 7°28′00″E / 45.016667°N 7.466667°E45.016667; 7.466667 (Bruino)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 5,57 km²
Abitanti 8 520[1] (31-12-2010)
Densità 1 529,62 ab./km²
Frazioni La Quercia, La Stricca, Marinella, Valverde, Villaggio Alba Serena
Comuni confinanti Piossasco, Rivalta di Torino, Sangano
Altre informazioni
Cod. postale 10090
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001038
Cod. catastale B216
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti bruinesi
Patrono san Martino di Tours
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bruino
Localizzazione del Comune di Bruino nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Bruino nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Breve cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

  • VII secolo circa: primi insediamenti longobardi, di cui non si ha effettiva traccia, nel territorio Bruinese.
  • 1006: grazie al Diploma ottoniano, il potere sul territorio di Bruino passa dal vescovo Genzone al monastero di San Solutore.
  • 1252: con il Diploma imperiale di Guglielmo II d'Olanda viene donato al conte Tommaso II di Savoia il feudo di Bruino, concesso da quest'ultimo ad alcune famiglie nobiliare locali, i Braja e i Drò.
  • 1348: i Borghesi ed i Canali subentrano ai Drò ed ai Braja nei privilegi feudali.
  • 1568: Giuliano de Olmos y Bexar riceve in dono da Emanuele Filiberto I di Savoia il titolo di Signore di Bruino, grazie ai servigi prestati nelle battaglie nelle Fiandre.
  • 1577: Isabella Berthoud de Malines contrae matrimonio con Giuliano de Olmos, portando al potere nel feudo Bruinese la famiglia Malines.
  • 1630: epidemia di peste.
  • 1693: la battaglia della Marsaglia interessa anche il territorio bruinese.
  • 1758: la famiglia Malines promulga i "Bandi Campestri", raccolta di più di 150 leggi che regolava nei dettagli la vita dei bruinesi.
  • 1804: con l'avanzata francese in Piemonte, Bruino diventa comune della Repubblica Cisalpina.
  • 1815: Bruino torna a far parte del regno di Sardegna.
  • 1883: viene inaugurata la linea ferroviaria Torino-Giaveno, il treno passa per Bruino.


Nell'età del bronzo, i territori delle Alpi e delle zone piemontesi-liguri erano abitati dai Liguri, questi erano una popolazione non di origine latina ma probabilmente celtica.

I Galli occuparono varie zone tra cui la Val Sangone e la Valsusa, successivamente varie popolazioni galliche, in particolare i Taurini, fondarono con i Celti città come Susa e Torino e si insediarono nella Pianura del Sangone.

Nell'epoca dell'espansione romana, la Val Sangone venne posta sotto il dominio romano e inclusa nella Centuriazione meridionale di Augusta Taurinorum, colonizzando la regione.

Durante l'inizio della cristianizzazione, i territori vicini a Torino vennero cristianizzati da Sant'Eusebio, nel 489 con la caduta dell'impero romano, vi fu la calata delle popolazioni barbariche dal nord Europa, la Val Susa e i territori circostanti vennero occupati dai Goti.

Nel 569 a Torino si insediarono i Longobardi, con questi nella Val Susa sorsero numerosi villaggi nelle vicinanze di Torino; con la cacciata dei Longobardi da parte dei Carolingi, il sistema feudale cambiò radicalmente, sotto il domino del Sacro Romano Impero il Piemonte fu diviso in 8 contee, Bruino era in quella di Torino.

Alla fine del Sacro Romano Impero, ci furono incursioni barbariche da parte degli Ungari, dei Saraceni e dei Normanni, proprio nei territori dove si trova Bruino.

Nel 962 il Privilegium Othonis, sanciva il potere del vescovo – conte su tutti i castelli, i terreni, i monasteri e sulle corti della zona di Torino e dintorni.

Il documento stabiliva il passaggio del marchesato da laico ad essere sottoposto al potere religioso, nel 1006 la Corte di Sangano, con le varie chiese di Piossasco, Bruino e Reano, vennero donate al monastero di San Solutore; in un documento del 1011 riguardante la donazione, viene per la prima volta menzionato ufficialmente il nome Bruino.

Nel XII secolo fecero la loro comparsa in Piemonte i Savoia, con il matrimonio tra un Savoia e la contessa di Torino, la Valle d'Aosta, Torino, la Val Susa, la Val Sangone, Asti, Alba e la Liguria venivano unificate e passavano sotto il controllo della nobile famiglia di origine francese.

Nel 1200 Bruino passa da feudo ecclesiastico a feudo laico, nel 1235 con l'accordo di Chillon i territori della zona venivano suddivisi a vari nobili tra cui Tommaso II di Savoia al quale viene assegnato Bruino.

Nel 1300 Bruino incominciò ad entrare sotto il dominio degli Drò e i Braida, alla fine del secolo comparve una nuova famiglia: i Bararis.

Nel XVI secolo i Savoia riconfermarono alle famiglie dei Borghesi e dei Canali la signoria su Bruino, il nuovo signore divenne Giuliano De Olmos y Bexar che ricevette il feudo come riconoscimento dopo alcune battaglie.

Dopo i Borghesi e i Canali subentrarono altre dinastie a dominare Bruino, ovvero gli Scozia, i Bertone e i Bertollero; sotto lo spagnolo Giuliano De Olmos, Bruino divenne un feudo-comunità.

La famiglia Malines dominò su Bruino da fine Cinquecento sino all'inizio del XIX secolo, nel 1630 iniziò a diffondersi la peste. Dopo il periodo di crisi i Savoia imposero poi l'obbligo a tutte le comunità, compresa Bruino, di possedere una piccola milizia paesana per fornire truppe all'esercito reale.

Nel 1617 fu stipulata la pace con i francesi, però il patto fu tradito visto che questi si unirono agli spagnoli, nel 1686 vi fu la guerra della Lega di Augusta, dove Bruino con il suo esercito partecipò accanto ai Savoia.

Nel 1690 le truppe francesi entrarono in Val Susa guidate dal generale Nicolas Catinat che distrusse tutti i territori vicini a Torino; fu così che nel 1691 la Val Susa fu quasi rasa al suolo.

Vittorio Amedeo II di Savoia condusse così le truppe nelle campagne tra Bruino e Pinerolo, combattendo la battaglia della Marsaglia; la guerra finì nel 1696 con un accordo che sanciva la ritirata delle truppe francesi dai territori invasi, la restituzione di Pinerolo e in cambio la neutralità degli stati italiani.

Nel Settecento Bruino subi il dominio di Berthoud de Malines, nel 1703 scoppiò la guerra di Successione, i Savoia radunarono così tutte le truppe paesane locali tra cui Bruino.

Nel 1792 le milizie di Napoleone sconfissero i Savoia che cedettero i possedimenti di terraferma alla repubblica francese, nel 1799 i transalpini combatterono una battaglia nei territori di Bruino: l'esercito austro-russo entrò in Rivalta e Bruino saccheggiando e rubando viveri.

Le truppe austro-russe con i tedeschi avevano occupato il Piemonte, la Francia guidata da Napoleone si riappropriò del Piemonte, nel giugno del 1800 sconfisse gli austro-russi a Marengo e proclamò la Repubblica Cisalpina.

Nel 1801 il Piemonte venne diviso in 7 dipartimenti, Bruino era in quello del Po; nel 1804 Bruino divenne Comune della Repubblica Cisalpina.

Con l'abdicazione di Napoleone nel 1814 Vittorio Emanuele I di Savoia tornò a Torino dopo l'esilio. La restaurazione sabauda fece ricostruire il Regno di Sardegna. La vita a Bruino era migliorata: aumentarono le produzioni agricole e migliorarono strumenti e tecniche. Molti gli animali allevati, posseduti da ogni famiglia. Sviluppata la bachicoltura, per i vestiti si usavano anche canapa e lino (lana d'inverno). Le scarpe erano zoccoli di legno. Era aumentata, anche se di poco, l'alfabetizzazione. Lo stato di salute era piuttosto buono e la vita media era tra i 35 – 40 anni. C'erano comunque malattie e un pericolo arrivava dai lupi, ci fu una vera e propria invasione nel 1817.

Dal 1870 al 1900 furono realizzate grandi opere pubbliche. Venne costruita la strada Pinerolo-Susa presente ancora oggi e passante da Bruino. Venne costruita la ferrovia Torino-Orbassano-Giaveno, con fermata a Bruino. Importante fu anche la canalizzazione delle acque potabili e un miglioramento nel sistema dell'irrigazione dei campi.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Bruino ad inizio secolo era un comune dell'Unità d'Italia con un centro storico, un borgo rurale, cascine varie ed una rete viaria. Gli abitanti erano qualche centinaia di persone e spesso si conoscevano tutti. La maggior parte si occupava di attività agricole. Con lo scoppio della prima guerra mondiale, Bruino fornì numerosi soldati. Nel 1920 le elezioni furono vinte dai liberali a Bruino. Nel 1928 i sindaci di Sangano e Bruino si riunirono per decidere l'annessione di Sangano al comune bruinese. Si potevano contare così 1142 abitanti totali.

Con l'avvento del fascismo si ebbe un periodo tranquillo a Bruino, a cui non interessava molto la politica ma si guardava di più al procurarsi da vivere. La famiglia Gautier, proprietaria del castello, era politicamente alleata con Mussolini. Durante la seconda guerra mondiale, i bombardamenti su Torino nel 1942 avevano determinato la fuga di molti sfollati che scapparono nelle campagne circostanti. Molti bruinesi accolsero così i rifugiati, occupandosi di loro. Nel 1943 la Resistenza dei partigiani toccò anche Bruino dove molti giovani disertarono il richiamo nell'esercito per andare a fare i partigiani sulle montagne.

La fine del Fascismo e della seconda guerra mondiale aprirono un periodo fiorente di ricostruzione. Bruino nel 1956 si ridivise da Sangano e cominciò la sua storia moderna che dura tuttora. Ci fu un aumento progressivo della popolazione, anche grazie a nuovi nuclei famigliari giunti a Bruino da tutte le regioni d'Italia, in particolare dal sud. Bruino si espande con la nascita di nuovi villaggi (simili a piccoli quartieri), come il villaggio Alba Serena, il Marinella, il villaggio Rossella, il villaggio Patrizia, il villaggio Santa Lucia, il La Quercia e il Valverde.

Bruino è la città natale della nota illustratrice Ilaria Urbinati.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Bruino: le tracce storiche di un primo forte rurale si trovano nel Diploma imperiale di Guglielmo II di Olanda del 1252. L'attuale costruzione, in decadenza, è originaria del XVI secolo.
  • Chiesa di San Martino Vescovo: l'attuale costruzione sorse nel 1594, come testimonia la lapide commemorativa all'interno del battistero che reca anche la firma del committente, Carlo della Rovere conte di Rivalta e Bruino. Precedentemente si fa menzione di una chiesa e di un monastero benedettino a Bruino già dal 1011, dipendenti dall'abbazia di Novalesa.
  • Cappella di Rivarossa: altro edificio di culto bruinese, è menzionato negli stessi atti della parrocchiale di Bruino, e si presume più antica.

Sport e tempo libero[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una polisportiva che comprende sport quali: calcio, pallavolo femminile, arti marziali e vari tipi di ginnastica e danza. I colori per tutti gli sport sono il bianco ed il blu chiaro e lo stemma è lo stesso per tutte le discipline. Il carnevale a Bruino è famoso nei dintorni per la "Battaglia della farina". Oltre ai carri, infatti, la tradizione antica è proprio quella della battaglia. Alla battaglia prendono parte vari carri di carnevale preparati apposta per la battaglia e che rappresentano le zone principali di Bruino. La battaglia consiste nel lanciarsi pacchettini di farina mischiata con coriandoli tra un carro e un altro. Alla fine della sfilata viene decretato il vincitore, anche se è solo una vittoria simbolica. Esiste poi, l'associazione "Gruppo giovani di Bruino" che svolge per tutto l'arco dell'anno attività rivolte a tutte le persone comprese tra i 16 e i 35 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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