Vinovo

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Vinovo
comune
Vinovo – Stemma
Torre dell'orologio e monumento ai caduti (sulla sinistra il palazzo comunale)
Torre dell'orologio e monumento ai caduti (sulla sinistra il palazzo comunale)
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Piemonte – stemma Piemonte
Provincia Torino – stemma Torino
Sindaco Maria Teresa Mairo (centrosinistra) dal 14/06/2004, confermata 14/06/2009
Territorio
Coordinate 44°57′0″N 7°38′0″E / 44.95°N 7.63333°E / 44.95; 7.63333 (Vinovo)Coordinate: 44°57′0″N 7°38′0″E / 44.95°N 7.63333°E / 44.95; 7.63333 (Vinovo)
Altitudine 220 m s.l.m.
Superficie 17,7 km²
Abitanti 14 286[1] (31-07-2011)
Densità 807,12 ab./km²
Frazioni Garino, Tetti Rosa, Tetti Grella, Tetti Borno, Tetti Caglieri
Comuni confinanti Candiolo, Carignano, La Loggia, Moncalieri, Nichelino, None, Piobesi Torinese
Altre informazioni
Cod. postale 10048
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001309
Cod. catastale M060
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vinovesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Localizzazione
Vinovo è posizionata in Italia
Vinovo
Localizzazione del Comune di Vinovo nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Vinovo nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Vinovo (Vineuv in piemontese) è un comune di 14.286 abitanti della Provincia di Torino, situato nella seconda cintura della città capoluogo.

Indice

[modifica] Corsi d'acqua

Il torrente Chisola a Vinovo

Nel territorio di Vinovo, ai margini del nucleo abitativo originario e principale, scorre il torrente Chisola che va a sfociare in Po nei pressi di Moncalieri.

[modifica] Storia

La città ha una lunga storia che affonda le sue radici in tempi molto antichi: sono stati infatti ritrovati in questa zona resti risalenti al V secolo d.C. I documenti storici più antichi che parlano di quella che sarà l'odierna Vinovo risalgono al 1040: in quell'anno un atto notarile certifica che i Marchesi Romagnano donarono all'Abbazia di San Silano di Romagnano alcuni terreni siti nel territorio di Vinovo. In questo documento il territorio è indicato come Vicus Novus, nome che rimase nel Medioevo ad indicare il gruppo di edifici e terreni che furono di proprietà di vari feudatari. Nel 1268 un atto di vendita vede l'affacciarsi, nella storia locale, della famiglia Della Rovere, che diverrà padrona dell'intero territorio vinovese nel 1400. La nascita del Comune è datata 1458, quando il duca Ludovico di Savoia concesse alla Comunità Vinovese gli Statuti in difesa dei cittadini. Con la morte dell'ultimo discendente dei Della Rovere, nel 1692, il feudo vinovese fu ceduto ai Conti delle Lanze che lo governarono sino al 1732. In quell'anno il cardinale Carlo Vittorio Amedeo delle Lanze cedette la città al re Carlo Emanuele III, che la donò, unita a Stupinigi, alla Commenda dell'Ordine Mauriziano. L'Ordine fu soppresso nel 1800 e molte terre furono vendute a privati; solo dopo il 1815 ne venne ricostruito il patrimonio con Stupinigi e parte di Vinovo: il castello, alcuni terreni, le cascine ed i boschi. Nel 1865 la frazione di Stupinigi venne definitivamente separata dalla città ed annessa a Nichelino.

Nel 1775 parte del castello venne adibita a fabbrica per la lavorazione delle maioliche e delle porcellane e dopo il 1780 attraversò un periodo d'oro sotto la direzione di Vittorio Amedeo Gioanetti. Alla fine dell'800 alla rinomata industria ceramica si affiancarono le fornaci e le filande, cosa che portò ad un progressivo aumento della popolazione, con conseguente espansione del paese, e alla necessaria costruzione di edifici pubblici come il Municipio, le scuole, l'asilo e la Casa del Cottolengo. Per quanto concerne la vita culturale, nel 1847 venne fondata la Filarmonica Vinovese Giuseppe Verdi, corpo musicale bandistico della città, da allora ininterrottamente attivo. Segno di progresso e di acquisita importanza fu anche, nel 1882, l'inaugurazione di una linea tranviaria che univa la stazione di Porta Nuova di Torino a Vinovo. Nel 1941 il paese subì un bombardamento da parte degli aerei della RAF le cui conseguenze furono di tre feriti e molte case distrutte.

[modifica] Sede comunale

Fino alla fine del XVIII sec. circa, il Municipio di Vinovo ebbe sede nella cascina della Famiglia Farò (che un tempo era proprietà del conte Castelli di Sessant) dietro l'abside della chiesa parrocchiale; successivamente venne trasferito nella casa Marchiaro di via San Bartolomeo. Poco dopo l'Unità d’Italia il Comune venne provvisoriamente trasferito in piazza delle Grida, attuale casa d'angolo di via Cottolengo con via don Mazzolari. Qualche anno dopo, nel 1878, il Comune di Vinovo, dovendo trasferire il Municipio in una nuova e più ampia sede, acquistò la vecchia villa della Contessa Bosco di Ruffino, pervenuta in eredità dal conte Prospero Castelli di Sessant, riadattandola a sede municipale, com'è tutt'oggi, nell'attuale piazza Marconi. L'edificio subì nel corso degli anni radicali trasformazioni, la più grave in conseguenza del bombardamento dell'11 settembre 1941. In quella notte un gruppo di aerei da bombardamento della RAF scaricò un grappolo di bombe incendiarie sul centro di Vinovo colpendo anche il Palazzo Municipale. Le facciate furono aggiunte negli anni 1972-1973 in una delle successive ristrutturazioni, nel 1978-79 fu integrata una manica verso via Marconi e furono radicalmente ristrutturati i locali interni.

[modifica] Struttura della sede comunale

Il complesso della sede comunale è caratterizzato dal corpo di fabbrica storico e dai corpi di fabbrica aggiunti che nel corso degli anni, hanno completato sui lati il lotto originario. Il fronte storico su Piazza Marconi, dal quale vi è l'accesso principale alla sede comunale, è caratterizzato da un piccolo porticato di accesso sovrastato dal balcone dell'ufficio del Sindaco con balaustrato. Sopra la linea di gronda di tale struttura, vi è un frontone con la scritta "MUNICIPIO". Ai lati dell'ingresso della sede comunale sono presenti due balaustrati. La scansione delle bucature è molto regolare e sono presenti delle cornici decorative senza fregi. Sulla facciata sono anche presenti delle fasce marcapiano dello stesso colore delle lesene. Le pitture utilizzate erano a base vinilica. Lungo tutto l'edificio corre un basamento in pietra.

[modifica] Edifici d'interesse storico/artistico

[modifica] Castello dei Della Rovere

Il Castello dei Della Rovere

Si tratta di un palazzo di stile rinascimentale eretto fra il 1480 ed il 1517 in sostituzione di un palazzotto di minori dimensioni adibito a fortezza difensiva. Prospetta sull'attuale piazza Rey. Della sua costruzione, voluta dalla famiglia omonima, fu sponsor e finanziatore il cardinale Domenico della Rovere, originario di Vinovo. Recentemente restaurato, il castello contiene all'interno pregevoli stucchi e dipinti a grottesca della scuola del Pinturicchio[2] ed un bel chiostro con decorazioni in cotto. Con l'estinzione della famiglia Della Rovere, il castello passò nel 1692 alla corona sabauda e Carlo Emanuele II, assegnando il titolo di conte di Vinovo al figlio (illegittimo) che aveva avuto nel 1712 da Gabriella di Mesmes des Marolles,[3] Francesco Agostino, gli diede in concessione anche il castello. Tuttavia la concessione del castello tornò alla corona nel 1732, visto che l'ultimo erede della famiglia Delle Lanze aveva scelto la carriera ecclesiastica (era il futuro cardinale Carlo Vittorio Amedeo Delle Lanze (17121784), figlio di Francesco Agostino e di Barbara Piossasco di Piobesi). Nel 1752 Carlo Emanuele III lo consegnò alla Commenda Magistrale di Stupinigi che, nel 1776, lo diede in concessione a Vittorio Brodel ed all'arcanista Pierre-Antoine Hannong, affinché potessero condurvi esperimenti sulle porcellane e la eventuale produzione delle medesime. Fallita l'impresa dei due, il castello passò in concessione nel 1780 a Vittorio Amedeo Gioanetti che ebbe il medesimo incarico, portato a termine con un certo successo. Dopo la morte del Gioanetti, fallito il tentativo di Giovanni Stoppini di continuare l'attività del Gioanetti, il castello fu venduto nel 1825 all'Università di Torino, che nel 1836 lo vendette a sua volta al comune di Torino dal quale nel 1839 fu acquistato dai fratelli Giacomo e Luigi Rey che vi impiantarono una fabbrica di tappeti.[4]. Dal 30 settembre 2006 è sede della biblioteca comunale e dal 2007 anche della St. John International University.

[modifica] Chiesa di San Bartolomeo

La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo

Eretta nel 1451 come ampliamento della cappella privata dei Della Rovere e dedicata a San Bartolomeo, subentrò allora come chiesa parrocchiale a quella di San Desiderio. Nel 1472 la parrocchia venne dotata di una cascina. Nel 1615, la chiesa venne ampliata e ristrutturata nelle forme che grosso modo si possono osservare oggi. Durante la guerra del Monferrato, il 4 agosto 1630 alcuni squadroni di cavalleria incendiarono la chiesa parrocchiale dove il Podestà aveva fatto rinchiudere le masserizie e i beni della popolazione vinovese. Cessata la battaglia la chiesa fu ricostruita.[5]

[modifica] Chiesa di Santa Croce (o dij Batù)

Fu innalzata nella seconda metà del XV secolo ed adibita a sede di culto per la Compagnia dei Flagellanti (in piemontese, Batù). Con la fondazione nel 1577 della Confraternita di Santa Croce per opera di Bartolomeo Feccia, la chiesa nel corso dei secoli subì molti cambiamenti e miglioramenti.I confratelli di Santa Croce durante le processioni, erano rivestiti di un camice bianco e con il capo ricoperto da un cappuccio bianco, ed erano appunto detti i Batù. Grazie alle offerte che provenivano da fonti diverse (quote che venivano versate per ogni sepoltura ed elemosine anonime) nel 1601 furono comprati due candelieri di ottone ed i relativi ceri, e nell'aprile del 1603 furono completati i lavori dell'altare. Nel 1612 i maestri Giovanni Maria Sarasino e Antonio Franchetto piazzarono la porta della chiesa. Nel 1751 iniziarono i lavori per l'edificazione di un nuovo campanile «...per poter regere detta Campana, ed a cio si senta più lontano il sono della medesima».[6] la nuova costruzione sarebbe sorta lateralmente all'asse della navata, ed avrebbe misurato circa sei metri dall'altezza del tetto della chiesa. Nei primi anni del 1800 i confratelli comprarono un nuovo organo per 150 lire. Durante la seconda guerra mondiale sul campanile fu montato, da parte dei militari un posto di avvistamento antiaereo e nel 1945 i militanti della resistenza vinovesi e partigiani trovarono rifugio sul campanile, per sfuggire alle pattuglie nazifasciste. All'interno è presente un bel coro ligneo, intagliato dai mastri Bartolomeo Borello e Francesco Antonio Rochie nel 1715 e restaurato nel 2010. Oggi l'edificio, svincolato dall'uso liturgico, viene utilizzato spesso per manifestazioni particolari quali, ad esempio, una mostra di presepi nel periodo natalizio.

[modifica] Scuola Luigi Rey

Interessante esempio di architettura di fine '800, fu sede della prima scuola elementare di Vinovo, omaggio dell'industriale Luigi Rey. Realizzata dall'architetto Caselli, prospetta sull'omonima piazza Rey, avendo alla sua sinistra il lato frontale del Castello Della Rovere. Negli anni 1934-35 venne elevato di un piano, in seguito all’aumento della popolazione scolastica, e venne utilizzato sino al 1978. Attualmente è sede di numerose associazioni locali.

[modifica] Chiesa di San Desiderio

Chiesa cimiteriale eretta nella prima metà del XVIII secolo sulle rovine dell'antecedente Cappella del Santuario di San Desiderio (iniziale patrono del paese). La chiesa originaria di San Desiderio era molto diversa dall'attuale santuario e non era ancora attorniata dal cimitero, ma era una modesta costruzione molto probabilmente ad una sola navata, isolata in mezzo all'aperta campagna. L'interno, a pianta a croce greca, è realizzato in stile rococò. La facciata in mattone vivo, con decori in ceramica policroma (timpano sul portale e capitelli), è della seconda metà del XIX secolo.

[modifica] La Rotonda

Pregevole ed originale edificio fatto erigere nella zona esterna meridionale del territorio comunale[7] alla fine dell''800, su progetto dell'ing. Crescentino Caselli, da parte un notaio torinese come sua "casa di campagna". Fu sede di un Circolo Socialista dal 1919 al 1922, anno in cui fu dato alle fiamme da una squadra fascista. Oggi appartiene a privati che vi abitano.

[modifica] L'Ala del Mercato

l'Ala del Mercato è posta all'incrocio delle due vie principali del vecchio borgo medioevale. L'attuale architettura è anch'essa opera dell'architetto Caselli, la cui impronta e ben riconoscibile nella fuga degli archi rampanti e nei mattoni rossi prodotti nelle fornaci locali, oltre che nei tiranti in ferro utili a mantenere l'equilibrio della struttura. L'edificio venne costruito negli anni 1580-1585 a cura della Compagnia di Santa Croce.

[modifica] Immagini di Vinovo

[modifica] Sviluppo urbanistico

[modifica] La ricostruzione dopo la guerra

La ricostruzione del dopoguerra ha portato all'insediamento di nuove industrie di legnami e metalmeccaniche. Tra il 1955 ed il 1970 sono arrivati in paese molti immigrati provenienti dalla Romagna, dal Veneto e dalle regioni del sud, tant'è che in quest'ultimo terzo di secolo la popolazione è passata dai circa 2.500 abitanti del 1940 agli attuali 14.000. Oggi non ha più le caratteristiche del paese agricolo di un tempo e, negli ultimi vent'anni, la chiusura della maggior parte delle industrie locali che un tempo offrivano lavoro anche a molti vinovesi, ha inflitto un duro colpo al settore secondario di Vinovo.

[modifica] Centro e frazioni

Il territorio comunale piuttosto esteso, conta un centro storico, frazioni, alcune delle quali distanti più chilometri dal centro, e alcuni villaggi residenziali. Una delle frazioni è Garino. Garino è un cittadina molto piccola con una scuola materna, una elementare e una media.

[modifica] L'Ippodromo

All'inizio degli anni '60 furono eretti a Vinovo due ippodromi: uno per le corse al trotto ed uno per quelle al galoppo. Recentemente (2005) l'ippodromo del galoppo è stato abbattuto per far posto allo Juventus Center e ad un futuro grosso complesso commerciale. È rimasto quindi attivo il solo ippodromo del trotto.

[modifica] Juventus Center

Il progetto della società calcistica Juventus di edificare un nuovo centro sportivo tra i comuni di Nichelino e Vinovo ha trovato la sua sede nel territorio di Vinovo. Il centro sportivo Juventus Center è stato inaugurato nel 2006. Il complesso ha i suoi ingressi in Via Stupinigi 182.

[modifica] La Scuola Materna ecologica

La scuola statale per l'infanzia.

Il 20 novembre 2010 è stata inaugurata la nuova scuola dell'infanzia realizzata secondo rigorosi criteri di risparmio energetico e di sostenibilità ambientale. Situata in via Garibaldi, vicina al centro storico, è direttamente affacciata sul grande parco del Castello. Costruita interamente con elementi di legno prefabbricati assemblati tra loro sul posto, la scuola non è collegata al gas metano, non utilizza energia da combustibili fossili e quindi le spese per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua e quelle per la fornitura di energia elettrica sono pari a zero.[8]

[modifica] Associazioni Locali

[modifica] La Filarmonica Giuseppe Verdi

La Filarmonica Vinovese "Giuseppe Verdi" nacque ufficialmente nel marzo 1847, in occasione della visita pastorale dell'arcivescovo di Torino, Luigi Fransoni. Nel corso degli anni divenne celebre in tutto il Piemonte, tanto che a causa dei numerosi impegni, la banda dovette dividersi in due. La Banda musicale di Vinovo continuò nel servizio gratuito e volontario a tutta la cittadinanza e negli anni '50 riuscì finalmente ad ottenere una sede stabile. Nel 1999, la filarmonica partecipò come unica rappresentante per l'Italia al 20° Osterreichisches Blasmusikfest di Vienna.

[modifica] La Famija Vinoveisa

La Famija Vinoveisa nasce nel 1981 per volere di alcuni cittadini Vinovesi, «...con lo scopo di salvaguardare le tradizioni del patrimonio locale.»[9] Ogni anno, nel periodo natalizio, cura la mostra dei presepi nella chiesa di Santa Croce.

[modifica] Corale Ars Nova - St. John International Choir

Il Coro Ars Nova nasce a Vinovo nel marzo del 2007, per iniziativa di alcune persone amanti del canto e della musica. Il repertorio spazia dal genere classico a quello tradizionale con brani di musica operistica dell'Ottocento tratti dalle maggiori opere dei grandi compositori come Verdi, Bellini, Rossini e Mozart.[10]

[modifica] Stemma

Lo stemma del comune di Vinovo rappresenta un unicorno e i colori sono quelli della casata Della Rovere, ovvero il giallo e il blu.

[modifica] Personalità legate a Vinovo

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Maria Teresa Mairo (centrosinistra) dal 14/06/2004, confermata 14/06/2009

[modifica] Gemellaggi

Vinovo è gemellato con:

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2011.
  2. ^ Ilario Manfredini, Il Castello Della Rovere di Vinovo, p. 25 e segg.
  3. ^ Gabriella era una Delle Lanze, avendo sposato il 2 dicembre 1668 il compiacente Carlo Delle Lanze, conte di Sales. (L. De Mauri, Vinovo et ses Porcelaines, p. 15)
  4. ^ (FR) L. De Mauri, Vinovo et ses Porcelaines, pp. 15- 16
  5. ^ Comune di Vinovo, percorsi Monumentali.
  6. ^ Walter Canavesio e Piergiorgio Grana (a cura di), La confraternita di Santa Croce in Vinovo, Quaderni della Famija Vinoveisa.
  7. ^ Oggi tra le via "della Rotonda" e "San Giovanni Bosco"
  8. ^ Bioarchitettura Italia, La scuola materna ecologica a Vinovo
  9. ^ La Famija Vinoveisa, Chi siamo
  10. ^ Concerto di Natale, corale Ars Nova.

[modifica] Bibliografia

  • Ilario Manfredini, Il Castello Della Rovere di Vinovo, edizione a cura del Comune di Vinovo, 2007;
  • (FR) L. De Mauri, Vinovo et ses Porcelaines, Piantanida Valcarenghi Editori, Milano, 1923
  • Walter Canavesio e Piergiorgio Grana, La Confraternita di Santa Croce in Vinovo, "I Quaderni della Famija Vinoveisa", vol. 1, Vinovo, 1986

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